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Concetti Chiave

  • I disordini contro la tassa sul macinato emersero principalmente come esplosioni di collera popolare, specialmente nel Meridione, dove si percepì un legame con i governi deposti.
  • Le leggi piemontesi furono estese al Sud senza adattamenti, portando le popolazioni meridionali a sentirsi vittime di un'invasione straniera piuttosto che parte di un processo di unificazione nazionale.
  • L'introduzione del libero scambio e della coscrizione obbligatoria arrecò danni significativi agli artigiani del Sud, favorendo l'ingresso di prodotti britannici a basso costo.
  • La resistenza contro la coscrizione obbligatoria portò alla nascita di una rivolta armata, con 25000 giovani siciliani che cercarono di sfuggire al servizio militare.
  • Le autorità, per affrontare la rivolta, etichettarono il fenomeno come brigantaggio, mentre in realtà si trattava di una guerra civile con risvolti politici e sociali significativi.

Origine dei disordini

I disordini contro la tassa sul macinato, nella maggior parte dei casi, ebbero origine spontanea e furono semplici esplosioni della collera popolare, invece il legame della protesta sociale con i vecchi governi deposti o con altri avversari del nuovo Regno è evidente nel Meridione, dove la lotta armata contro lo Stato durò per circa 10 anni.

Leggi piemontesi e conseguenze

Furono vari i motivi che fecero sviluppare questi moti di protesta:

• la Destra estese, senza modificazioni, al resto del Paese la legislazione vigente nel Regno di Sardegna. Furono infatti inviati al Sud moltissimi funzionari del Nord, con il risultato che le popolazioni meridionali non ebbero l'impressione che si fosse verificato un processo di unificazione nazionale, ma piuttosto si sentirono vittime di un'invasione straniera;

Rivolta armata e brigantaggio

• tra le leggi piemontesi esportate al Sud, vi erano anche quelle del libero scambio e sulla coscrizione obbligatoria. L'adozione del liberismo economico permise l'ingresso nel Paese dei manufatti britannici a basso costo. Nel Sud ciò provocò la rovina di moltissimi artigiani. Quanto alla costrizione è stato stimato che in Sicilia siano stati 25000 i giovani che si diedero alla macchia per evitare il servizio militare obbligatorio. Nacque così una vera e propria rivolta armata, che le autorità cercarono di squalificare facendo uso del termine brigantaggio. In altri termini, si cercò di presentare come un fenomeno di criminalità comune, quella che fu una vera e propria guerra civile con importanti risvolti di tipo politico e sociale. Infatti, molte bande di briganti erano appoggiate dal governo Bornonico in esilio a Roma. Lo Stato per fronteggiare questo fenomeno fu costretto a impiegare 120000 soldati.

Domande da interrogazione

  1. Quali furono le cause principali dei disordini contro la tassa sul macinato?
  2. I disordini contro la tassa sul macinato nacquero principalmente come esplosioni di collera popolare, con un legame evidente alle lotte contro i vecchi governi nel Meridione, dove la protesta si trasformò in una lotta armata contro lo Stato per circa 10 anni.

  3. Come influirono le leggi piemontesi sulla percezione dell'unificazione nazionale nel Sud Italia?
  4. Le leggi piemontesi, estese senza modifiche al Sud, furono percepite dalle popolazioni meridionali come un'invasione straniera piuttosto che un processo di unificazione, poiché molti funzionari del Nord furono inviati nella regione.

  5. In che modo la coscrizione obbligatoria e il libero scambio contribuirono alla rivolta armata nel Sud?
  6. La coscrizione obbligatoria portò circa 25.000 giovani siciliani a darsi alla macchia, mentre il libero scambio danneggiò gli artigiani locali a causa dell'ingresso di manufatti britannici a basso costo, alimentando così una rivolta armata che fu erroneamente etichettata come brigantaggio.

Domande e risposte

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