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Concetti Chiave

  • La Chiesa di Santa Maria presso San Sàtiro presenta un finto coro progettato da Bramante, fondamentale per equilibrarne la struttura e sostenere la cupola.
  • Nella tribuna della Chiesa di Santa Maria delle Grazie, Bramante introduce una pianta centrale e una pluralità di fonti di luce, innovando la concezione degli spazi interni.
  • Il Tempietto di San Pietro in Montorio, commissionato dal re di Spagna, incarna il ritorno alla classicità con la sua forma circolare e colonne tuscaniche, influenzando l'architettura rinascimentale.
  • Bramante avvia la progettazione della nuova Basilica di San Pietro, immaginandola con una grande cupola centrale e quattro cupole perimetrali, mantenendo le navate dell'antica basilica.
  • La realizzazione della nuova basilica, iniziata nel 1506, si basa su disegni autografi di Bramante, che testimoniano la sua ambizione di creare un simbolo della cristianità.

Chiesa di Santa Maria

Chiesa di Santa Maria presso San Sàtiro - architettura prospettico-illusionistica del finto coro nella chiesa milanese. Bramante lavora alla ricostruzione dal 1482 al 1486. Edificio: corpo longitudinale a tre navate (due laterali e una centrale) e un transetto (alla fine di queste: navata orizzontale). L’edificio intero ha una copertura a botte. I pilastri sono privi di base. Cupola emisferica cassettonata (come nel Pantheon) in un tiburio che sta al centro del transetto (poco prima della cupola sopra il finto coro) ed è affiancata da volte a botte. Navate laterali su uno dei lati del transetto (navata orizzontale): illusionismo suggerito da profondità delle arcate e dalla lieve concavità nel muro che vi corrisponde. La via del Falcone oltre il transetto all’esterno dell’edificio non permette di sfondare e Bramante inventa un finto coro in meno di un metro (90 cm). Il coro doveva razionalizzare l’intera struttura: è un supporto psicologico all’equilibrio della cupola (che sta poco prima) che altrimenti sarebbe rimasto precario; il coro serviva a contrastare razionalmente le tensioni generate dalla cupola. Donato si serve dell’illusione prospettica non più solo disegnata, ma modellata con lo stucco, dunque tridimensionale: ricava un coro a tre arcate con un ampia volta a botte (che richiama l’architettura dipinta da Piero della Francesca nel Sacra conversazione). Maggiore “realtà” alla finzione data dai colori: ori luminosi, fregi azzurri, il cotto, varietà degli ornamenti: Bramante vede ancora l’architettura con gli occhi del pittore.

Tribuna di Santa Maria delle Grazie

Tribuna della Chiesa di Santa Maria delle Grazie - riflette le idee bramantesche sulla pianta centrale. Gli absidi si dispongono in maniera decrescente attorno al tiburio. Nitidezza della costruzione offuscata (leggermente) dalla tradizione decorativa e coloristica dei maestri lombardi. Donato dilata lo spazio della cupola con due esedre (semicerchi) e prolunga il coro facendolo seguire da un abside. Donato differenzia le coperture secondo la successione in senso longitudinale. Pluralità delle fonti di luce (dalle finestre sulle pareti agli oculi della volta del coro e della cupola), tamburo sotto la cupole e le decorazioni suggeriscono nuova concezione degli spazi interni.

Tempietto di San Pietro

Tempietto di San Pietro in Montorio - arrivato a Roma, Bramante studia i monumenti antichi della città spinto da una fame di conoscenza. Il frutto del suo studio è questo tempietto, commissionato dal re di Spagna nel 1502. È di piccole dimensioni, rialzato rispetto al piano del cortile su cui è situato. Riprende la forma degli antichi templi peripteri circolari e il nome stesso è un evidente riferimento alla classicità (aggancia storia del classicismo, umanesimo, rinascimento). Il piccolo cortile interno (peristilio) circolare è delimitato da 16 colonne tuscaniche trabeate (da trave; palo) prelevate da un ignoto monumento antico: al suo centro vi è un corpo centrale cilindrico sormontato da una cupola. Il fregio (con metope e triglifi) presenta decorazioni a tema liturgico che rinviano a San Pietro e alla Chiesa. Sopra la cornice anulare vi è una balconata con ringhiera. Alle colonne corrispondono delle paraste addossate alla superficie esterna del cilindro. Le paraste si dimezzano e sono otto, poiché lo spazio circolare è più piccolo (circonferenza più piccola). Si raggruppano a coppie intorno alle quattro piccole finestre. Alle porte è lasciato più spazio. Secondo Sebastiano Sèrlio il cortile circostante avrebbe dovuto avere una forma circolare e poneva il tempietto proprio al suo centro. La realizzazione è il ritorno in vita dell’arte classica. Il tempietto divenne un esempio a cui guardare e lo stesso Sèrlio inserisce pianta, prospetto e sezione fra gli edifici antichi nel Terzo Libro del suo trattato di architettura. Lo stesso fa Andrea Palladio.

Nuova Basilica di San Pietro

La nuova Basilica di San Pietro - Bramante pone le basi per l’edificazione della nuova basilica di San Pietro (costruzione cominciata nel 1506 e si sarebbe protratta per oltre un secolo). Il Papa Giulio II aveva deciso di demolire il venerando edificio. Avendo esperienza del Tempietto di San Pietro in Montorio, Bramante si cimenta nella progettazione dell’immane struttura che diventerà il simbolo della cristianità. Di Bramante abbiamo molti disegni autografi e da questi possiamo dedurre che Donato dovette progettare un edificio a pianta longitudinale. Fondamentali sono due fogli che si conservano agli Uffizi: nel primo possiamo seguire il percorso progettuale dell’architetto. Donato fa gli schizzi sopra la pianta della basilica costantiniana. Donato voleva rispettare le navate dell’antica basilica, ma voleva includere una grande cupola centrale e quattro cupole perimetrali. La definizione dei piloni e la creazione di tre ampie esedre e l’ampliamento delle dimensioni della navata, costituiscono il secondo progetto della Basilica di San Pietro. Il primo progetto è tracciato nel piano di pergamena e si tratta di un disegno in bella copia, “di presentazione”, eseguito per soddisfare il desiderio del Giulio II, il Papa, di essere continuamente messo al corrente delle variazioni nel progetto. Donato voleva servirsi delle fondamenta già realizzate nel quattrocento da Niccolò V per l’ampliamento mai portato a conclusione.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'innovazione architettonica della Chiesa di Santa Maria presso San Sàtiro?
  2. La Chiesa di Santa Maria presso San Sàtiro presenta un'architettura prospettico-illusionistica, con un finto coro che razionalizza la struttura e sostiene l'equilibrio della cupola, realizzato da Bramante tra il 1482 e il 1486.

  3. Come si distingue la Tribuna di Santa Maria delle Grazie nel contesto bramantesco?
  4. La Tribuna di Santa Maria delle Grazie riflette le idee di Bramante sulla pianta centrale, con una disposizione decrescente degli absidi e una pluralità di fonti di luce che suggeriscono una nuova concezione degli spazi interni.

  5. Qual è il significato del Tempietto di San Pietro in Montorio?
  6. Il Tempietto di San Pietro, commissionato nel 1502, rappresenta un ritorno all'arte classica, con una forma circolare che richiama i templi antichi e diventa un modello per l'architettura rinascimentale, come evidenziato da Sebastiano Sèrlio.

  7. Quali erano le intenzioni di Bramante nella progettazione della nuova Basilica di San Pietro?
  8. Bramante intendeva progettare una basilica a pianta longitudinale, rispettando le navate dell'antica basilica costantiniana, ma con l'inclusione di una grande cupola centrale e quattro cupole perimetrali, come documentato nei suoi schizzi autografi.

  9. Qual è il ruolo del Papa Giulio II nella costruzione della nuova Basilica di San Pietro?
  10. Il Papa Giulio II decise di demolire l'antica basilica per dare inizio alla costruzione della nuova Basilica di San Pietro nel 1506, affidando a Bramante la progettazione di un edificio che sarebbe diventato simbolo della cristianità.

Domande e risposte

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