Concetti Chiave

  • L'opera, esposta alla Galleria degli Uffizi, è un dittico che rappresenta la storia di Giuditta che decapita Oloferne per liberare Betulia.
  • Il dipinto mostra influenze artistiche di artisti come Pollaiolo e Mantegna, evidenti nell'anatomia e nei dettagli accurati.
  • Nella seconda tavola, Giuditta è rappresentata come una donna semplice e malinconica, con colori pallidi che trasmettono serenità.
  • Le due donne nel dipinto seguono un'andatura sinuosa, simbolizzando la pace attraverso il ramo d'olivo tenuto da Giuditta.
  • Un'incongruenza curiosa è la differenza di età tra la testa di Oloferne, che appare matura, e il corpo, che è di un giovane.

Descrizione dell'opera

L’opera, esposta alla Galleria degli Uffizi e realizzata fra il 1472 e il 1473, è composta da due tavolette, formando, così, un dittico. Vi è narrata la storia di Giuditta, una giovane donna ebrea, che stando al racconto della Bibbia, per liberare la città di Betulia, assediata dalle forze di Oloferne, un generale assiro, insieme ad una serva, si recò nel’accampamento nemico, sedusse l’uomo con la propria bellezza e quando si accorse che era addormentato a causa del troppo vino bevuto, gli sottrasse la scimitarra e lo decapitò, per poi tornare nella sua città.

Influenze artistiche

Il soggetto è stato trattato da molti artisti come Caravaggio, Donatello, Mantegna, Artemisia Gentileschi e Michelangelo. Le due tavolette portano rispettivamente il titolo di La scoperta del cadavere di Oloferne e Il ritorno di Giuditta.

Nella prima tavola, è molto evidente l’influenza del Pollaiolo: nell’anatomia del corpo decapitato di Oloferme che giace su di un telo bianco, nel muso del cavallo che si profila sullo sfondo o nell’uomo a destra che si appoggia su di una spada. L’influenza dell’arte del Mantegna, che fra l’altro soggiornò a Firenze proprio qualche anno prima, si ritrova, invece, nell’accuratezza dei dettagli. I colori vivi (il bianco, il rosso e il blu), unitamente alle espressioni inorridite dei presenti, vogliono sottolineare la drammaticità dell’evento.

Dettagli della seconda tavola

Nella seconda tavola, l’originalità di Botticelli è più evidente Le due donne camminano una dietro l’altra, seguendo un sentiero che si snoda parallelo ad un costone roccioso. Giuditta ha ancora in mano l’arma con cui ha effettuato la decapitazione, mentre l’ancella porta la testa mozzata in un cestino, posto sul capo e sostenuto con la mano sinistra. L’andamento di entrambe è sinuoso e le curve dei due corpi si completano; infatti le parti avanzanti della serva si inseriscono in modo molto calcolato in quelle lasciate libere dalle rientranze di Giuditta. Lo stesso andamento è ripreso dalla curvatura del ramo d’olivo, simbolo della pace e della serenità raggiunte, che Giuditta tiene nella mano sinistra e dall’albero. La ragazza ha un’espressione piuttosto malinconica e con lo sguardo rivolto indietro, sembra essere assorta nel pensiero di quanto appena compiuto. Non è una donna guerriera e risoluta, bensì una normale donna del popolo coraggiosa, ma semplice. I colori degli abiti sono pallidi e sfumati (rosa e azzurro chiaro) e nonostante il tema, trasmettono una sensazione di serenità. Giuditta e la sua ancella sembrano leggerissime ed il panneggio delle loro vesti aumenta l’impressione che esse stiano quasi planando sulla terra. Sullo sfondo, al di là del poggio, si intravedono dei soldati. Potrebbero essere le schiere degli Ebrei che escono dalla città per scontrarsi con gli Assiri. Questi ultimi sono schierati con fanti e cavalieri stanno facendo la guardia guardia alle acque che circondano la città assediata.

Contrasti e incongruenze

Una curiosa incongruenza è data dalla testa di Oloferne che rivela essere quella di un uomo maturo con la barba, mentre il corpo disteso nella prima tavola è quella di un giovane.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la storia narrata nell'opera esposta alla Galleria degli Uffizi?
  2. L'opera racconta la storia di Giuditta, una giovane donna ebrea che, per liberare Betulia dall'assedio di Oloferne, seduce il generale assiro e lo decapita mentre è addormentato, tornando poi nella sua città.

  3. Quali artisti hanno influenzato la rappresentazione del soggetto di Giuditta?
  4. Il soggetto è stato trattato da artisti come Caravaggio, Donatello, Mantegna, Artemisia Gentileschi e Michelangelo, evidenziando l'importanza e la popolarità della figura di Giuditta nell'arte.

  5. In che modo si manifesta l'influenza di Pollaiolo e Mantegna nella prima tavola?
  6. Nella prima tavola, l'influenza di Pollaiolo si nota nell'anatomia del corpo di Oloferne e nei dettagli del cavallo, mentre l'accuratezza dei particolari è attribuibile all'arte di Mantegna, con colori vivaci che enfatizzano la drammaticità della scena.

  7. Quali elementi caratterizzano la seconda tavola e l'interpretazione di Botticelli?
  8. Nella seconda tavola, Botticelli mostra originalità attraverso la rappresentazione sinuosa di Giuditta e della sua ancella, con un'espressione malinconica e colori pallidi che trasmettono serenità, nonostante il tema drammatico della decapitazione.

Domande e risposte

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