Concetti Chiave
- Borromini, nato nel 1599 a Bissone, si trasferì a Roma intorno al 1620, dove iniziò la sua carriera come scarpellino nella basilica di San Pietro.
- La sua collaborazione con Bernini si trasformò in contrasti, specialmente dopo che quest'ultimo ricevette la commissione per Palazzo Barberini.
- Con le sue innovazioni architettoniche, Borromini si allontanò dalle tradizioni rinascimentali, utilizzando materiali poveri e creando forme dinamiche e ondulate.
- La chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza, progettata da Borromini, presenta una pianta a stella esagonale e una lanterna a spirale, simbolizzando il movimento e l'eleganza.
- Il suo approccio all'architettura è distintivo per il modo in cui tratta gli spazi come sculture, in contrasto con l'approccio più celebrativo di Bernini.
Vita e prime esperienze di Borromini
Nato a Bissone sul lago di Lugano nel 1599 muore a Roma nel 1667, dopo aver soggiornato a Milano come intagliatore di marmi per lavorare appunto alla Fabbrica del Duomo , Borromini si recò a Roma intorno al 1620 . il suo primo lavoro si svolse in San Pietro, presso il cantiere guidato da Maderno come scarpellino dove eseguì teste di cherubini, balaustre e festoni in seguito Maderno gli affidò l'esecuzione di disegni della basilica.
Collaborazione e contrasti con Bernini
Dopo la morte di Maderno inevitabilmente dovette lavorare con Bernini. Verso il 1631 i due artisti lavorarono insieme a San Pietro al completamento del baldacchino dove accettò le soluzioni di Bernini ma in seguito quando a Bernini fu commissionata l'edificazione di Palazzo Barberini , cominciarono i primi contrasti tra i due artisti.
Innovazioni architettoniche di Borromini
Borromini oltre lo scopo di meravigliare e stupire l'osservatore con l'architettura barocca romana, si propone di offrire una visone delle forme meno celebrativa m+,introduce nell'architettura un nuovo modo di concepire lo spazio , modellandolo , dilatandolo e contraendolo . Usa materiali poveri (muratore in mattoni, intonaco bianco, decorazioni a stucco) . E rifugge all'uso di marmi e materiali pregiati concentrando la sua attenzione sulla forma architettonica. Le superfici assumono ondulazioni, rientranze e sporgente . La luce è elemento fondamentale .
Opere e stile distintivo di Borromini
Se Bernini era scultore e architetto, Borromini tratta l'architettura stessa come una scultura basti pensare alla facciata ondulata della chiesa di San Carlo alle quattro fontane a Roma oppure la lanterna a spirale che termina la cupola di Sant'Ivo alla Sapienza. Borromini interpreta l'architettura con soluzioni più eleganti rispetto al suo avversario Gian Lorenzo Bernini.
Progetto della chiesa di Sant'Ivo
Nel 1642 inizia a lavorare per la chiesa di Sant' Ivo alla Sapienza (1642-1462) – crea una struttura innovativa a a partire dalla pianta , distaccandosi dai modelli di proporzione rinascimentale per creare forme e volumi innovative. Si tratta di un'originale struttura a stella esagonale formante la struttura stilizzata dell'ape, emblema araldico della famiglia Barberini.
La faccia si sviluppa secondo una linea concava mentre il corpo superiore è cilindrico e costruito con linee sinuose e convesse. Lanterna della cupola si sviluppa secondo un andamento a spirale. L'architettura offre una visione di continuo movimento elegante.
Domande da interrogazione
- Quali sono le origini e le prime esperienze professionali di Borromini?
- Quali innovazioni architettoniche ha introdotto Borromini nel suo lavoro?
- In che modo il progetto della chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza rappresenta il genio di Borromini?
Borromini, nato a Bissone nel 1599, si trasferì a Roma intorno al 1620 dopo aver lavorato come intagliatore di marmi a Milano. Il suo primo lavoro a Roma avvenne in San Pietro, dove collaborò con Maderno come scarpellino, eseguendo decorazioni e disegni per la basilica.
Borromini ha rivoluzionato l'architettura barocca romana, proponendo un nuovo modo di concepire lo spazio attraverso forme ondulate e dinamiche. Utilizzando materiali poveri e rifuggendo marmi pregiati, ha creato superfici con rientranze e sporgenze, rendendo la luce un elemento fondamentale delle sue opere.
Il progetto della chiesa di Sant'Ivo, iniziato nel 1642, si distingue per la sua struttura innovativa a stella esagonale, che si discosta dai modelli rinascimentali. La facciata concava e il corpo cilindrico con linee sinuose, insieme alla lanterna a spirale, offrono un'architettura in continuo movimento, simbolo dell'eleganza borrominiana.