Concetti Chiave
- Il giusnaturalismo si basa sull'esistenza di un diritto naturale, considerato intrinsecamente giusto e superiore al diritto positivo creato dagli uomini.
- La corrente giusnaturalista moderna si concentra sui diritti innati degli individui e sullo stato di natura come condizione prepolitica, influenzando pensatori come Hobbes, Locke e Rousseau.
- Jean Bodin analizza la sovranità come potere assoluto vincolato solo dalla legge divina e naturale, affermando che il sovrano deve rispettare la giustizia e i contratti.
- Bodin distingue tra governo sovrano e tirannico, evidenziando l'importanza della conformità alle leggi naturali da parte del sovrano per garantire giustizia.
- Il governo ideale secondo Bodin è quello monarchico, bilanciato da elementi aristocratici e popolari, per raggiungere una giustizia armonica.
Giusnaturalismo = Corrente filosofico-giuridica fondata su due principi: l’esistenza di un diritto naturale (conforme alla natura dell’uomo e dunque intrinsecamente giusto) e la sua preminenza sul diritto positivo (il diritto creato dagli uomini).
Pensatori del giusnaturalismo moderno
Il giusnaturalismo moderno pone l’accento sull’aspetto soggettivo del diritto naturale, ovvero sui diritti innati degli individui. Al di là di ad alcuni giuristi-filosofi (U. Grozio, S. Pufendorf, C. Thomasius), rientrano nel novero di giusnaturalisti alcuni pensatori politici moderni: T. Hobbes, J. Locke, J.-J. Rousseau, I. Kant. Ciò che questi pensatori hanno in comune è una sorta di “modello” fondato su alcuni elementi: lo stato di natura come condizione prepolitica in cui vivono gli individui, liberi ed eguali, la concezione di un “contratto” come elemento che ha portato alla nascita dello Stato (Stato civile), nel quale le leggi civili prendono il posto delle leggi naturali.
Tuttavia ognuno di questi pensatori declina in modo diverso questo modello, in base, naturalmente, alla propria concezione antropologica e politica.
Quali sono le origini e lo sviluppo del giusnaturalismo?
All'origine di questa corrente sta la preoccupazione universale e filosofica, distinta da quella particolare e storica che prevale nella corrente storicistica (ad es. quella di Machiavelli). Infatti nell'ambito del Giusnaturalismo non si tratta di ricondurre uno Stato verso le sue origini storiche, ma di rinnovare o ricostruire lo Stato in generale con il ritorno al suo fondamento universale ed eterno. Il primo testo giusnaturalista è l'"Utopia" di Thomas More.
Da questo presupposto - identità del diritto naturale con le esigenze di una struttura razionale della comunità - si svilupperà il Giusnaturalismo vero e proprio, come può essere definito quello di Grozio.
Jean Bodin e la sovranità
Jean Bodin
Bodin analizza i principi giuridici di uno Stato razionale.
Fu un giurista e avvocato a Parigi ed ebbe molta influenza alla corte del re Enrico III.
Nei "Six livres de la République" si propone di chiarire la visione dello Stato che pone al principio della sua opera:
Repubblica -> "retto governo di più famiglie, e di ciò che ad esse è comune, con potenza sovrana".
La validità dello Stato risiede nella sovranità: essa è senza limiti, tranne quelli che derivano dalla legge di Dio o dalla Natura. la potenza assoluta e sovrana dello Stato ha la sua norma nella legge divina e naturale che le deriva dal suo fine intrinseco: la giustizia.
Non vi è potenza sovrana dove non c'è indipendenza del potere statale da tutte le leggi, e la capacità di fare e disfare le leggi.
La sovranità consiste nel potere positivo di dar legge ai sudditi o di abolire le leggi inutili e farne altre; questo non può essere fatto da chi è soggetto alle leggi. Il fatto che il sovrano abbia come limite intrinseco la legge naturale e divina, fa sì che egli sia tenuto ad osservare i contratti da lui fatti, sia con i propri soggetti sia con lo straniero. Egli è garante ai sudditi delle convenzioni e delle obbligazioni mutue ed è obbligato a rispettare la giustizia in tutte le sue azioni.
Il governo secondo Bodin
Bodin afferma da un lato l'indivisibilità del potere sovrano, per la quale esso non può appartenere contemporaneamente ad uno, a pochi o a tutti; dall'altro afferma che il limite della sovranità sia la legge divina e naturale. Da ciò ne deriva che quello che distingue il sovrano dal tiranno è che: il primo si conforma alle leggi di natura, il secondo le calpesta; il primo coltiva la pietà, la giustizia e la fede, il secondo non ha né Dio né la fede né la legge.
Bodin ritiene che il governo monarchico sia il migliore di tutti, purché sia temperato dal governo aristocratico e popolare.
Il governo aristocratico distribuisce i beni secondo i meriti di ciascuno. Del governo aristocratico è proprio, quindi, la giustizia distributiva; del governo popolare la giustizia commutativa, cioè quella che tende all'uguaglianza. La giustizia perfetta è quella ARMONICA, quella che si compone di tutte e due le giustizie, essa è tipica, perciò, delle monarchie reali.
La repubblica ben ordinata è simile all'uomo nel quale l'intelletto è l'unità indivisibile cui sono subordinate l'anima razionale, l'anima irascibile e l'anima appetitiva. La repubblica aristocratica e popolare senza re è come l'uomo nel quale l'attività intellettuale difetta o viene meno: il principe come l'intelletto dell'uomo, unisce ed armonizza tutte le parti.
Bodin, come Thomas More, ritiene proprio di una comunità razionalmente organizzata il principio di tolleranza religiosa; perché la tolleranza religiosa è fondamento dell'ordine civile nella migliore delle repubbliche.
Domande da interrogazione
- Qual è il principio fondamentale del giusnaturalismo?
- Chi sono alcuni dei pensatori chiave del giusnaturalismo moderno?
- Qual è l'importanza della sovranità secondo Jean Bodin?
- Come Bodin distingue tra sovrano e tiranno?
- Qual è la visione di Bodin riguardo al governo ideale?
Il giusnaturalismo si basa sull'esistenza di un diritto naturale, intrinsecamente giusto e conforme alla natura dell'uomo, che prevale sul diritto positivo creato dagli uomini.
Tra i pensatori del giusnaturalismo moderno si trovano T. Hobbes, J. Locke, J.-J. Rousseau e I. Kant, che condividono un modello basato sullo stato di natura e sul contratto sociale.
Per Bodin, la sovranità è fondamentale per lo Stato, essendo senza limiti tranne quelli imposti dalla legge divina e naturale, e garantisce la giustizia come fine intrinseco dell'autorità statale.
Bodin distingue il sovrano, che rispetta le leggi naturali e divine, dal tiranno, che le calpesta, sottolineando l'importanza della giustizia e della pietà nel governo legittimo.
Bodin considera il governo monarchico come il migliore, a patto che sia temperato da elementi aristocratici e popolari, per raggiungere una giustizia armonica e perfetta nella comunità.