Concetti Chiave

  • Il ritorno a Firenze segna un momento di grande dolore per Boccaccio, che riprende la poesia allegorico-dottrinaria influenzato da Dante.
  • Nella Comedìa, Boccaccio utilizza uno stile pastorale e allegorico, presentando l'amore cortese come un tributo alla bellezza delle donne fiorentine.
  • L'amorosa visione è un poema in cui il poeta, guidato da una donna, esplora temi di Gloria, Avarizia e Amore in un castello simbolico.
  • L'Elegia di Madonna Fiammetta racconta la storia di una donna abbandonata, evidenziando una visione dell'amore come istinto naturale, non peccaminoso.
  • Il Ninfale fiesolano narra la storia d'amore tra Africo e Mensola, evidenziando un contesto semplice e popolare con una concezione naturalistica dell'amore.

Il ritorno a Firenze

Il ritorno a Firenze da parte di Boccaccio è per lui un motivo di grande dolore. Tornato a Firenze, riprende la poesia allegorico-dottrinaria, risentendo dell’influenza dantesca.

La Comedìa e l'amore cortese

La Comedìa è una narrazione in prosa in cui si alternano componimenti in terzine. Qui Boccaccio riprende lo stile della poesia pastorale aggiungendo degli schemi tipicamente allegorici. Il pastore Ameto incontra le ninfe dei colli (le virtù) e grazie ad esse si trasforma da animale ad uomo. Anche qui abbiamo una concezione dell’amore cortese, capace di ingentilire. Mentre per Dante questo rimanda alla religiosità, per Boccaccio ha un significato unicamente mondano, e vuole essere un omaggio alla bellezza delle donne fiorentine.

L'amorosa visione e l'Elegia

L’amorosa visione è un poema scritto in terzine composto da cinquanta canti, in cui il poeta, guidato da una donna, fa visita a un castello in cui sono presenti le raffigurazioni della Gloria, dell’Avarizia e dell’Amore con le loro esemplificazioni.

L’Elegia di Madonna Fiammetta è un romanzo in prosa in cui viene accantonata la componente autobiografica, e il poeta narra la storia dal punto di vista di una donna napoletana di nome Fiammetta, che è stata abbandonata dal suo amato Panfilo, e che ricorda tutti i momenti passati con lui. Lei è una donna sposata, perciò non può rivelare al marito cosa la rende infelice.

La parola è data alla donna, che, seppur infedele, ha la completa comprensione del poeta. Mentre nel canto V dell’Inferno dantesco Francesca è una peccatrice, qui l’amore non è un peccato, ma un istinto naturale.

Il Ninfale fiesolano e l'amore

Il Ninfale fiesolano è un poema in ottave che ha al centro la narrazione delle città di Firenze e Fiesole. La vicenda narra della storia d’amore tra il pastore Africo e la ninfa Mensola, ostacolata dalle leggi della dea Diana che obbliga le ninfe alla castità.

Oltre all’influenza dei classici, emerge la volontà di rappresentare un contesto semplice e popolare, così come prevale la concezione naturalistica dell’amore visto come un sentimento giovanile.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato del ritorno di Boccaccio a Firenze?
  2. Il ritorno a Firenze rappresenta per Boccaccio un grande dolore, segnando un momento di transizione nella sua poesia, influenzata da Dante e caratterizzata da un rinnovato impegno nella poesia allegorico-dottrinaria.

  3. Come si differenzia la concezione dell'amore tra Dante e Boccaccio?
  4. Mentre per Dante l'amore ha una connotazione religiosa, per Boccaccio assume un significato mondano, celebrando la bellezza delle donne fiorentine e l'amore cortese come un elemento di ingentilimento.

  5. Qual è il tema centrale del "Ninfale fiesolano"?
  6. Il "Ninfale fiesolano" narra la storia d'amore tra il pastore Africo e la ninfa Mensola, evidenziando le difficoltà imposte dalle leggi della dea Diana e rappresentando un amore giovanile in un contesto semplice e popolare.

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