Concetti Chiave
- Berengario di Ivrea emerge nel contesto dell'Europa post-carolingia, in una fase di conflitti aristocratici e minacce esterne dopo la morte di Carlo III il Grosso.
- Vince il conflitto per il trono d'Italia nel 915, ma mantiene un potere limitato, controllando principalmente il Triveneto.
- La cerimonia di incoronazione, con il riconoscimento della supremazia papale, rappresenta simbolicamente la legittimità del suo regno.
- Il "cavallo del pastore" utilizzato durante la cerimonia sottolinea il legame tra autorità religiosa e potere politico, evidenziando la subordinazione del re al papa.
- La ritualità dell'incoronazione è complessa, mostrando una sproporzione tra il cerimoniale e il reale potere di Berengario I, considerato un sovrano debole.
Berengario di Ivrea e il contesto politico
Berengario di Ivrea, descritto nel poema encomiastico Gesta Berengarii, di autore sconosciuto e redatto sui modelli panegirici tardo-antichi dedicati agli imperatori. Nel 888, nell’Europa post-carolingia: alla morte di Carlo III il Grosso, ultimo esponente diretto della discendenza di Carlo Magno ad avere controllo su tutte le tre parti dell’impero in un quadro politico molto mutato e minacciato da incursioni ungare e normanne. Da parte delle aristocrazie è visto però come un re molto debole e inadeguato, quindi nei suoi confronti si avvia un’azione di deposizione da parte di Arnolfo, esponente di un ramo laterale, che va a segno nel 887. Carlo morì senza eredi diretti e la questione riguarda più che altro se ci possa essere un nuovo imperatore in questo contesto.
Conflitti e successioni nel regno italico
Scoppia un conflitto tra esponenti delle grandi famiglie dell’aristocrazia di “sangue carolingio”. Nel regno italico lo scontro è tra i marchesi del Friuli e duchi di Spoleto. Per un certo periodo il titolo imperiale rimane vacante. Nel 915 sarà Berengario a uscire vincitore dal conflitto per il trono d’Italia, che gli permette di ambire al titolo imperiale, anche se rimane un sovrano estremamente debole, che controlla solo il Triveneto. Tramite accordi con papa Giovanni X riesca a ottenere l’organizzazione della cerimonia di incoronazione, che viene riportata e celebrata puntualmente e dettagliatamente nei Gestae. La tradizione cerimoniale inizia a riprendere vigore dalla seconda metà del X secolo: dopo l’assassinio di Berengario nel 924 si apre una lunga fase di conflitti interni che portano al prevalere di suo nipote, Berengario II, a sua volta osteggiato dall’aristocrazia con l’aiuto del re di Germania Ottone I, che conquista il titolo di re d’Italia per poi essere incoronato imperatore. Tale situazione si protrarrà fino agli inizi del XIV secolo, con il re di Germania che automaticamente è anche re d’Italia e quindi può sempre ambire alla corona imperiale, nonostante sia sempre necessaria la mediazione e l’accordo con il papa, quindi manca l’automatismo diretto.
Cerimonia di incoronazione di Berengario
La cerimonia viene descritta nel testo con l’ingresso di Berengario I a Roma e il suo arrivo a San Pietro, dove lo attende Giovanni X. La folla è in festa e Berengario è in sella a un “cavallo del pastore”, cioè il destriero che normalmente utilizza il papa, ponendosi quindi simbolicamente su di un oggetto che riconosce la supremazia papale in quel contesto: il re non “invade” in sella al suo cavallo.
Simbolismo e legittimità dell'incoronazione
Ma anche perché da lì a poco egli stesso sarebbe diventato sacerdote, sacerdos ipse futurus erat. Si ribadisce la piena legittimità di ciò che sta accadendo, cioè “il re che la storia vuole”. Il papa, alzandosi dal cliotedro sulla sommità della scalinata, accoglie Berengario baciandolo e prendendolo per mano, così da creare un rapporto diseguale a scapito del futuro imperatore. Entrati in San Pietro, il re inizia a pregare e si vede una rappresentazione di papa Silvestro e Costantino. Il parallelismo è evidente: si tratta del modello che i papi vogliono assegnare ai nuovi imperatori, rimarcato dagli intellettuali di parte romana, per la subordinazione dell’autorità politica a quella religiosa. Le due epoche vengono così messe a confronto, e quella di Costantino emerge come “peggiore” rispetto a quella contemporanea. Segue la celebrazione delle ricchezze della cerimonia, degli oggetti che intervengono e dei doni del Papa a Berengario, l’offerta della carne come cibo simbolico dei rei, il mantello degli imperatori romani, etc. Si descrivono poi incoronazione e unzione, spiegandone l’origine nella tradizione sacerdotale-regia ebraica, giocando anche sul significato del nome di “Cristo”. Il nuovo imperatore si impegnerà in grandi donazioni al papa, tali che è impossibile descriverle a fondo. Arriva alla fine l’invito ai lettori a continuare e proseguire l’encomio dell’imperatore, contornato da una classica confessione di umiltà da parte dell’autore.
Ritualità e potere dell'imperatore
Emerge qui dunque un cerimoniale ben strutturato e studiato, nella complessa ritualità che è venuto ad assumere, e in un certo modo la sproporzione rispetto all’effettivo potere concreto che aveva a quel tempo l’imperatore.
Domande da interrogazione
- Qual è il contesto politico in cui si inserisce la figura di Berengario di Ivrea?
- Come si sviluppa il conflitto per il trono d'Italia nel regno italico?
- Qual è il significato della cerimonia di incoronazione di Berengario?
- In che modo il rituale dell'incoronazione riflette la subordinazione dell'autorità politica a quella religiosa?
- Qual è la discrepanza tra il potere reale di Berengario e la ritualità della sua incoronazione?
Berengario di Ivrea emerge in un'Europa post-carolingia, dopo la morte di Carlo III il Grosso, in un periodo di instabilità politica caratterizzato da incursioni ungare e normanne e da una lotta per il potere tra le aristocrazie, che lo considerano un re debole e inadeguato.
Il conflitto per il trono d'Italia coinvolge le grandi famiglie aristocratiche, in particolare i marchesi del Friuli e i duchi di Spoleto. Berengario riesce a prevalere nel 915, ma rimane un sovrano debole, controllando solo il Triveneto e dipendendo da accordi con il papa per la sua incoronazione.
La cerimonia di incoronazione di Berengario, descritta nel poema Gesta Berengarii, sottolinea la legittimità del suo potere attraverso il simbolismo del suo ingresso a Roma e il riconoscimento della supremazia papale, evidenziando il rapporto diseguale tra il re e il papa.
Il rituale dell'incoronazione di Berengario, con riferimenti storici a papa Silvestro e Costantino, evidenzia la volontà dei papi di sottolineare la subordinazione dell'autorità politica a quella religiosa, creando un parallelismo tra le due epoche e rimarcando la legittimità del nuovo imperatore.
Nonostante la cerimonia di incoronazione di Berengario sia ben strutturata e ricca di simbolismo, essa mette in evidenza la sproporzione rispetto al potere concreto che l'imperatore deteneva all'epoca, evidenziando la complessità della ritualità e il suo significato politico.