Appunti di Bilancio 2
Indice
1° PARTE: la teoria del bilancio d’esercizio 5
La configurazione del capitale 5
Il funzionamento delle imprese 5
Conclusioni 7
Le finalità del bilancio d’esercizio 7
Dal punto di vista degli imprenditori 7
Dal punto di vista degli stakeholder 9
La natura del reddito d’esercizio e del capitale di funzionamento 9
Valore del reddito d’esercizio, criteri di valutazione e fini di bilancio 9
In sintesi 10
Teorie di bilancio (premesse) 10
Prime conclusioni 10
Bilancio secondo il fine ALPHA 10
Postulati del bilancio secondo il fine ALPHA 10
Conclusioni sul bilancio secondo il fine ALPHA 11
Il bilancio secondo il fine BETA 12
Postulati del bilancio secondo il fine BETA 12
I criteri particolari di valutazione 12
(FASE 1) Criteri di valutazione dei singoli elementi patrimoniali 13
(FASE 2) Valutazione a “sistema” 14
I fini aventi rilevanza storica 15
Teoria di Schmalembach (1931) 15
Teoria di Schmidt (1929) 15
Teoria (senza paternità) 15
2° PARTE: il bilancio d’esercizio nel Codice Civile 16
Introduzione 16
La redazione del bilancio – Art. 2423 C.C. 16
1° comma 16
2° comma 17
3°, 4° e 5° comma 19
Principi di redazione del bilancio – Art. 2423 bis C.C. 22
1° c. – Prospettiva di continuazione 22
2° c. – Prudenza 22
2° c. bis – Principio della realizzazione 22
2° c. ter – Principio degli aventi sopraggiunti 23
3° c. – Principio della prevalenza della sostanza e della forma 23
4° c. – Principio della competenza economica 23
5° c. – Principio della valutazione atomistica 23
6° c. – Principio della costanza (constancy) 23
Ultimo comma – Art. 2423 bis C.C. 23
I criteri di valutazione – Art. 2426 C.C. 24
Immobilizzazioni 24
PUNTO 1 – Costo 24
PUNTO 2 – Ammortamento 25
PUNTO 3 – Svalutazione durevole 26 3
PUNTO 4 – Partecipazioni (solo immobilizzazioni) 26
Società controllate 27
Società collegate 27
Metodo del patrimonio netto 27
PUNTO 5 – Oneri pluriennali (immateriali) 29
PUNTO 6 – L’avviamento 30
Avviamento 21
PUNTO 7 – Disaggio e aggio su prestiti 21
PUNTO 8 – Crediti e debiti 32
PUNTO 8 bis – Attività e passività in valuta 33
PUNTO 9 e 10 – Rimanenze 33
Caso dei beni fungibili 34
PUNTO 11 – I lavori in corso su ordinazione 36
PUNTO 11 bis – Strumenti finanziari derivati 36
Strumenti finanziari derivati 37
Il processo di armonizzazione contabile 37
3° PARTE: cenni alla disciplina dettata dei principi IAS/IFRS 38
Il frame work dello IASB 38
Obiettivi del bilancio 38
Caratteristiche qualitative dell’informativa contabile 39 4
1° parte: la teoria del bilancio d’esercizio
LE CONFIGURAZIONI DI CAPITALE
Esistono diverse configurazioni di capitale:
COSTITUZIONE = configurazione volta a misurare il capitale dell’impresa all’atto della sua
costituzione. Il capitale iniziale è pari al valore dei versamenti in denaro e dei conferimenti in natura
(art 2443 cc);
LIQUIDAZIONE = il valore del capitale in sede di cessazione assoluta dell’attività d’impresa.
È pari a:
−
FUNZIONAMENTO = misura il valore dell’azienda intesa come GOING CONCERN, al termine di un
dato periodo amministrativo.
GOING CONCERN = l’impresa è valutata come un sistema in funzionamento, nella prospettiva di
continuazione dell’attività aziendale;
TRASFORMAZIONE = è determinato in sede di mutamento della “veste giuridica” sotto la quale
l’impresa opera (da SpA a SRL);
TRASFERIMENTO = è il capitale d’impresa stimato in ipotesi di trasferimento in senso lato (fusione,
privatizzazione, scissione…), cioè operazioni che comportano il mutamento del soggetto
economico. Può essere capitale:
o Strategico nell’ottica dell’acquirente = il valore che il soggetto acquirente assegna al
complesso aziendale oggetto del trasferimento;
o Strategico nell’ottica del venditore = la valutazione è effettuata alla luce della complessiva
situazione economica della vendita;
o Economico (W) = l’ottica di valutazione è quella del perito indipendente e neutrale rispetto
alle parti.
IL FUNZIONAMENTO DELLE IMPRESE
L’impresa è un sistema socio-economico che produce per il mercato (a fine di lucro). L’impresa è un sistema
che ha due caratteristiche: è FINALIZZATO ed è APERTO.
Il potere di governo è detenuto dal soggetto economico.
L’impresa è un sistema FINALIZZATO. Ogni sistema si pone una serie di obiettivi organizzati
gerarchicamente. Fissa le finalità Obiettivi
SOGG. ECONOMICO generali riportati nello
STATUTO
Prende le Obiettivi
decisioni Finalità ampie e
generali
strategiche poco precisate
Esplicitazione
Fissa le Strumenti/politiche
STRATEGIE delle finalità
che consentono di generali
realizzare gli
obiettivi generali 5
Il soggetto economico controlla il funzionamento dell’impresa imponendo una gerarchia di obiettivi,
decisioni, organi e di comando.
Assemblea degli Organo decisionale Manager/direttori
azionisti (S.E.) “Sceglie” /indirizza Fissano obiettivi e
Nomina politiche settoriali
Consiglio di Organo esecutivo Decisioni/tattiche
amministrazione Fissano obiettivi e
Collegio sindacale Subordinati
Organo di politiche operative
controllo Decisioni operative
Il soggetto economico è l’unità centrale di direzione e controllo. L’impresa è un sistema aperto, interagisce
con l’ambiente esterno, influenza il mercato e a sua volta e condizionata da esso.
Il sistema è inoltre costituito da un complesso di CENTRI DI DECISIONE, ESECUZIONE e CONTROLLO che si
influenzano vicendevolmente.
Le strategie del soggetto economico sono contrastate da forza opponenti.
FORZE
OPPONENTI
Esterne Interne
Centri decisionali;
Clienti;
Centri di controllo;
Fornitori;
Centri di servizio…
Finanziatori… STAKEHOLDERs 6
Il sogg. economico fronteggia le forze opponenti INTERNE con delle strategie e delle politiche:
Di VENDITA;
FINANZIARIE;
LAVORATIVE;
PUBBLICHE…
Il sogg. economico fronteggia le forze opponenti ESTERNE con delle azioni:
ORGANIZZAZIONE;
PROGRAMMAZIONE;
CONTROLLO.
Gli stakeholder e i centri interni necessitano di informazioni sull’andamento economico finanziario e
patrimoniale dell’impresa. Lo strumento che offre tali informazioni è il bilancio d’esercizio.
CONCLUSIONI
Il bilancio d’esercizio è uno strumento d’informazione per soggetti interni ed esterni, ed è anche uno
strumento di controllo dell’operato degli amministratori [funzioni PASSIVE].
Il bilancio d’esercizio consente anche di realizzare le finalità del sogg. economico, perché diventa uno
strumento di politica aziendale e per influenzare, nei limiti della legge, i terzi (finanziatori, sindacati…)
[funzioni ATTIVE].
LE FINALITÀ DEL BILANCIO D’ESERCIZIO
DAL PUNTO DI VISTA DEGLI IMPRENDITORI
Gli imprenditori assegnano all’impresa degli OBIETTIVI che consentono di soddisfare le loro MOTIVAZIONI.
PIRAMIDE DEI OBIETTIVI
MOTIVAZIONI
BISOGNI DI
MASLOW Incremento del profitto;
Sviluppo della dimensione dell’azienda
Altre Conservazione del
Sociali; potere di governo
Stima di sé;
Stima degli altri; Sopravvivenza
Autorealizzazione. (2) dell’impresa
Sicurezza (1)
Fisiologiche Già soddisfatti 7
(1) Dalle motivazioni di SICUREZZA discendono gli obiettivi di:
Sopravvivenza dell’impresa;
Conservazione del potere di governo.
Per conseguire tali obiettivi, l’imprenditore deve realizzare un livello di REDDITO SODDISFACENTE, cioè il
reddito che consente di:
Distribuire dividendi normali e consueti, mantenendo il VALUATION RATED nei limiti di sicurezza;
Finanziare gli investimenti indispensabili mantenendo il LEVERAGE RATEO nei limiti di sicurezza.
Se il reddito d’esercizio è soddisfacente, l’imprenditore può:
Distribuire dei dividendi che sono:
o NORMALI rispetto alla concorrenza;
o CONSUETI, cioè in linea con quelli distribuiti in precedenza.
Se l’imprenditore riesce a distribuire dividendi normali e consueti, il VALUATION RATEO sarà ≥ 1.
= ≥1
In questo modo l’impresa ha la possibilità di finanziarsi con capitale di rischio.
Finanziare i propri investimenti mediante l’auto finanziamento;
Finanziare i propri investimenti mediante il capitale di credito, mantenendo il LEVERAGE RATEO ≤ 1.
= = ≤1
In tale situazione l’impresa è sicura agli occhi del mercato e il suo VALUATION RATEO rimane
stabile.
(2) Se il bisogno di sicurezza dell’imprenditore è soddisfatto, egli può perseguire altri obiettivi (incremento
profitti, sviluppo dimensione azienda), che consentono la realizzazione di motivazioni di carattere
superiore.
Per realizzare tali obiettivi, l’imprenditore aspira a controllare la variabile:
ORGANIZZATIVA;
Di MERCATO;
FINANZIARIA.
Mediante il bilancio d’esercizio, l’imprenditore può influire sulla variabile finanziaria e per questo aspira ad
avere un bilancio che sia uno strumento attivo di politica aziendale. 8
DAL PUNTO DI VISTA DEGLI STAKEHOLDER
Un’impresa che opera in un’economia di mercato dovrebbe avere le seguenti caratteristiche:
Dovrebbe avere la libertà di iniziativa imprenditoriale;
Dovrebbe poter dismettere la propria attività quando desidera;
Se inefficace dovrebbe essere esclusa dal mercato;
Dovrebbe poter gestire liberamente gli investimenti e le risorse umane mediante le conoscenze
tecniche dell’imprenditore;
Dovrebbe poter remunerare l’imprenditore in base alla sua efficacia ed efficienza mediante il
profitto.
Tali condizioni non risultano totalmente praticabili, per questo il bilancio per gli STAKEHOLDER non può
essere uno strumento di politica aziendale.
N.B. = negli Stati moderni, il legislatore tende ad assegnare al bilancio d’esercizio uno strumento passivo.
LA NATURA DEL REDDITO D’ESERCIZIO E DEL CAPITALE DI FUNZIONAMENTO
In economia aziendale esistono le seguenti quantità:
Di MISURA = uniche, vere, quantificabili e obiettive;
STIMATE = uniche, vere, obiettive e verificabili. Non sono misurate ma stimate per motivi di tempo
o di costo;
ASTRATTE = sono variamente configurabili nel loro valore, in funzione delle ipotesi e congetture
(soggettive) che si adottano per la loro stima.
Il reddito ed il capitale di funzionamento non sono considerate quantità di misura, ma quantità astratte. Il
reddito d’esercizio è una quantità variamente configurabile nel suo valore, in funzione delle ipotesi e
congetture che si formulano in sede di determinazione della competenza economica di costi e ricavi.
Possiamo dire che:
Il reddito può assumere molteplici valori;
Il processo conoscitivo del reddito non è in processo di determinazione (in quanto il reddito non si
determina), ma è un processi di individuazione e di assegnazione del reddito nei diversi esercizi.
“Il reddito è una quantità pensata” – G. Zappa.
“Il reddito d’esercizio è il risultato di un sistematico ragionamento sulla complessiva economia dell’impresa”
– P. Onida.
VALORE DEL REDDITO D’ESERCIZIO, CRITERI DI VALUTAZIONE E FINI DEL BILANCIO
Il reddito d’esercizio è una quantità astratta. Il valore dipende quindi dalle ipotesi e previsioni soggettive
che si effettuano in sede di determinazione della COMPETENZA DEI COSTI E DEI RICAVI, questa implica i
criteri di valutazione dei singoli elementi (attivi e passivi) del patrimonio.
I criteri di valutazione, a loro volta, dipendono dai fini assegnati al bilancio. Quindi, se variano i criteri di
valutazione varia anche il reddito d’esercizio (del capitale di funzionamento).
I fini, a loro volta, sono diversi in funzione del significato che si vuole fornire mediante il bilancio d’esercizio.
9
IN SINTESI
Il valore del reddito d’esercizio (capitale di funzionamento) dipende dalle ipotesi e previsioni soggettive
formulate in sede di determinazione della competenza economica dei costi e dei ricavi i criteri di
valutazione dei singoli elementi (attivi e passivi) del patrimonio.
I criteri di valutazione dipendono dai fini del bilancio:
Il significato economico che si vuole attribuire al reddito d’esercizio;
Il tipo d’informazione che mediante il bilancio si vuole fornire.
TEORIE DI BILANCIO (premesse)
Nel tempo, la dottrina ha elaborato numerose teorie selle finalità del bilancio d’esercizio.
Nella dottrina italiana, una delle teorie più note è stata formulata da Pietro Onida, secondo il quale il
bilancio può avere molteplici fini, ai cui estremi esistono due opposte visioni di bilancio:
Fine ALPHA = il bilancio è un indicatore delle condizioni, più o meno favorevoli, incontrate dalla
gestione nel tempo;
Fine BETA = il bilancio è un indicatore dell’economicità aziendale. Lo stato patrimoniale (SP) e il
conto economico (CE) devono indicare, nel medio-lungo termine:
o Il reddito medio;
o La redditività media.
(Individuati nel processo di programmazione pluriennale).
Tali fini sono suscettibili di essere applicati alla realtà delle imprese moderne. Per ciascun fine, Onida
analizza:
ENUNCIATO (o clausola generale);
POSTULATI (i principi generali);
PRINCIPI PARTICOLARI DI VALUTAZIONE.
Molte delle ulteriori teorie formulate sul bilancio in passato mantengono oggi rilevanza, seppur solo a
livello storico.
PRIME CONCLUSIONI:
Esistono molteplici fini assegnabili al bilancio d’esercizio (il legislatore non li ha mai esplicitati);
Tutti i fini del bilancio sono rilevanti;
Al variare dei fini, varia il valore del reddito d’esercizio;
Se i bilanci perseguono fini diversi, non sono fra loro compatibili;
Occorre, pertanto, stabilire un fine e standardizzare (armonizzare) i bilanci mediante i principi
contabili.
IL BILANCIO SECONDO IL FINE ALPHA
Il bilancio d’esercizio è un indicatore delle condizioni, più o meno favorevoli, incontrate dalla gestione nel
corso del tempo. Il bilancio, in questo caso, è uno strumento passivo: è una mera resa di conto degli
amministratori.
Nel processo decisorio degli amministratori (processo finalizzato alla redazione del bilancio), gli elementi di
discrezionalità sono eliminati. Sono vietate le politiche di bilancio finalizzate ad influenzare il
comportamento degli stakeholder. 10
POSTULATI DEL BILANCIO SECONDO IL FINE ALPHA
(1) PRINCIPIO DEL TEMPO FISICO = tutti i periodi amministrativi sono considerati tra loro uguali e devono
essere trattati allo stesso modo. I fenomeni economici, politici e sociali che caratterizzano i vari periodi non
sono considerati ma sono subiti.
(2) PRINCIPIO DELLA COSTANZA (CONSTANCY) = la forma dei conti, la struttura dei conti ed i criteri di
valutazione devono rimanere costanti nel tempo, al fine di consentire la comparabilità dei bilanci nel
tempo.
(3) PRINCIPIO DELLA NEUTRALITÀ = il bilancio è una resa di conto dell’operato degli amministratori, quindi è
uno strumento passivo nelle mani degli amministratori, da questo discende che sono vietate le politiche di
bilancio.
(4) PRINCIPIO DELL’AUTONOMIA DEI PERIODI AMMINISTRATIVI = il bilancio è redatto considerando
l’UNITARIETÀ della gestione nel tempo e nello spazio, alla luce del principio del tempo fisico. Il processo di
redazione del bilancio d’esercizio non è inserito nell’ambito della programmazione pluriennale.
(5) LA COMPETENZA ECONOMICA DEI COSTI E DEI RICAVI È FONDATA SU CRITERI OGGETTIVI = i ricavi di
competenza sono ricavi realizzati. Il ricavo è realizzato se:
Il bene/servizio a cui il ricavo si riferisce è stato prodotto;
La proprietà del bene/servizio è stata trasferita.
N.B. = entrambe le condizioni devono essere realizzate congiuntamente.
Per quanto riguarda i costi, si distingue tra:
Costi VARIABILI (CV) = sono imputati in base alle quantità prodotte e vendute;
Costi FISSI d’esercizio (CF) = sono imputati sulla base del criterio temporale;
Costi COMUNI PLURIENNALI ANTICIPATI (CCPA) = sono imputati in bilancio a quote costanti.
CONCLUSIONI SUL BILANCIO SECONDO IL FINE ALPHA
VANTAGGI:
Il bilancio è un indicatore neutrale delle condizioni, più o meno favorevoli, incontrate dalla gestione
nel tempo;
Il bilancio è una resa di conto degli amministratori;
Consente di comparare i bilanci nel tempo e nello spazio;
È possibile controllare e revisionare facilmente i bilanci.
SVANTAGGI:
Il bilancio non fornisce informazioni sull’economicità della gestione;
I redditi e i dividendi oscillano notevolmente.
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