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Bilanci aziendali – parziale 2

Indice

1 Documenti contabili di sintesi .......................................................................................... 2

1.1 Competenza economica in senso stretto ............................................................................. 2

1.1.1 Ricavi ................................................................................................................................ 2

1.2 Scritture di storno ................................................................................................................ 3

1.2.1 Rimanenze di magazzino ................................................................................................... 3

1.2.2 Esempi di scritture di storno ............................................................................................. 5

1.3 Scritture di integrazione ...................................................................................................... 5

1.4 Principio di prudenza ........................................................................................................... 7

1.4.1 Fondo rischi ..................................................................................................................... 7

1.4.2 Fondo spese future ........................................................................................................... 8

1.5 Fenomeni di annacquamento del capitale ............................................................................ 8

1.5.1 Svalutazioni ..................................................................................................................... 9

1.5.2 Ratei attivi ...................................................................................................................... 11

2 Conto economico ................................................................................................................. 11

2.1.1 La certezza di una perdita ............................................................................................... 15

3 Stato patrimoniale .............................................................................................................. 15

3.1 La lettura dell’attivo nello Stato patrimoniale .................................................................... 19

3.2 La lettura del passivo nello Stato patrimoniale ................................................................... 20

3.3 Riassunto Stato patrimoniale ............................................................................................. 21

3.4 Rilevazione di riapertura dei conti ..................................................................................... 21

4 Normativa civilistica e bilancio di esercizio ......................................................................... 23

4.1 La normativa civilistica ...................................................................................................... 24

4.1.1 Clausola generale ........................................................................................................... 24

4.2 Schema di riclassificazione: schema civilistico ................................................................... 25

4.3 Analisi del Conto economico .............................................................................................. 25

4.3.1 Riclassificazione a valore della produzione ..................................................................... 27

4.3.2 Schema di riclassificazione ............................................................................................ 29

4.3.3 Riassunto schema di riclassificazione del Conto economico ........................................... 32

4.4 Conto economico civilistico ............................................................................................... 32

4.4.1 Riassunto Conto economico civilistico ............................................................................ 36

4.4.2 Critiche allo schema ....................................................................................................... 36

4.4.3 Riassunto schema Conto economico civilistico ............................................................... 37

4.4.4 Esercitazione .................................................................................................................. 38

4.5 Riclassificazione Stato patrimoniale ................................................................................... 38

4.5.1 Analisi degli investimenti ................................................................................................ 39

4.5.2 Analisi dei finanziamenti ................................................................................................ 41

4.6 Stato patrimoniale civilistico .............................................................................................. 43

4.6.1 Schema attivo dello Stato patrimoniale civilistico ............................................................ 43

4.6.2 Schema passivo dello Stato patrimoniale civilistico ......................................................... 46

4.6.3 Riassunto ....................................................................................................................... 48

5 Rendiconto finanziario ......................................................................................................... 48

5.1.1 Giudizio di merito relativo al Rendiconto finanziario ...................................................... 51

Documenti contabili di sintesi

I documenti contabili di sintesi devono essere redatti avendo come riferimento in linea di principio il 31/12. Si tratta di una forzatura, nel senso che il 31/12 non si ferma l’attività dell’azienda, ma gli accadimenti gestionali continuano.

In termini contabili dobbiamo fare delle forzature: utilizziamo delle operazioni di fine esercizio chiamate scritture di assestamento per trasformare valori di conto in valori di bilancio. I valori di conto sono ottenuti eseguendo le varie rilevazioni contabili.

Sono quindi l’esito delle rilevazioni contabili, che sono ottenute avendo come riferimento principi forti. Il metodo della partita doppia ci obbliga ad eseguire una rilevazione quando c’è una variazione finanziaria.

Si hanno così dei valori che sono parcheggiati nei nostri conti che ci dicono come siamo messi al 31/12. Noi andiamo a costruire il bilancio di esercizio per quantificare il risultato di periodo, una dimensione di natura economico reddituale, data da ricavi – costi.

Quella che nel corso del periodo era una variazione finanziaria non ha più essere, ma diventa variazione economico reddituale. Quindi prendiamo in mano la dimensione economico reddituale, la quantificazione del risultato di periodo, e ci chiediamo come e se dobbiamo intervenire per far sì che il nostro insieme di conti prenda in considerazione tutti e solo costi e ricavi di periodo.

I valori di bilancio sono l’esito delle rilevazioni di assestamento, dove l’obiettivo è la quantificazione del risultato di periodo. È necessario essere sicuri che nei conti ci siano solo e soltanto i costi e i ricavi di periodo.

Perdo di vista l’aspetto finanziario, e l’elemento motore della rilevazione contabile sarà il risultato di periodo. Gli interessi per esempio sono una dimensione economico reddituale.

Dovremo in alcuni casi integrare, ossia eseguire rilevazioni contabili che ci permettano di rilevare costi e ricavi di periodo che non abbiamo ancora rilevato perché non c’è stata manifestazione finanziaria. In altri casi invece dobbiamo rettificare o stornare nel caso ci sia qualcosa già contabilizzato la cui quota è superiore a quella di competenza del periodo.

Competenza economica in senso stretto

Competenza: rientra tra i principi di redazione del bilancio di esercizio. La competenza economica in senso stretto si basa sulla adeguata correlazione ricavi-costi.

Quindi per andare a definire la competenza economica in senso stretto dobbiamo chiarire subito quando un ricavo, un componente positivo di reddito, è di competenza del periodo, e quando un costo, componente negativo di reddito, è di competenza del periodo.

Il principio della competenza economica asserisce che nel Conto economico devono essere riportati solo costi e ricavi di competenza e solo questi devono concorrere alla determinazione del reddito d’esercizio.

Quando un costo e un ricavo si considerano di competenza economica? Un ricavo si considera di competenza economica dal momento in cui è avvenuta la cessione dei beni ai clienti e quindi si è concretizzato il passaggio di proprietà, oppure al momento dell’erogazione di un servizio.

Una risorsa acquisita diventa un costo solo quando consumata per la realizzazione di un prodotto o servizio che sia stato anche venduto o erogato. All’interno del Conto economico, pertanto, i costi sono necessariamente correlati ai ricavi.

I costi di periodo sono relativi a fattori acquisiti che sebbene non direttamente riconducibili a prodotti e servizi venduti sono comunque consumati nel periodo e si considerano comunque di competenza. Si tratta solitamente di costi di natura generale, pertanto non propriamente rivolti al settore produttivo.

Ricavi

Se si tratta di cessione di beni, quindi se il nostro oggetto componente positivo di reddito, ricavo di vendita, è una vendita di prodotti, il momento in cui avviene la maturazione del componente positivo di reddito è quando il bene esce dal nostro stabilimento per entrare nello stabilimento di chi ce lo compra.

Il momento che sancisce la competenza è il trasferimento del possesso.

Se si tratta di prestazione di servizi la prestazione deve essere stata erogata nel periodo in cui. Tutte le prestazioni di servizi erogate nel 2015 sono di competenza del 2015, indipendentemente dalla fatturazione o dall’incasso.

Una volta definiti i componenti positivi di reddito, si dice che sono componenti negativi di reddito, costi di competenza del periodo, quelli attribuiti al consumo di risorse necessarie all’ottenimento di quei prodotti o di quei servizi.

Questo è il concetto di competenza economica in senso stretto, che però non prende in considerazione tutte le situazioni, per questo ci sono altre due varianti:

  • Competenza temporale: in alcune situazioni è l’elemento tempo che discrimina il periodo di competenza. Come per esempio i fattori di produzione utilizzati nel tempo. Un esempio di questo tipo è l’ammortamento, quantificato avendo come riferimento un concetto economico temporale.
  • Competenza residuale: si tratta di un contenitore di natura economico reddituale che prende in considerazione tutto ciò che si verifica in maniera speciale. Interviene dove ci sono elementi oggettivi il cui verificarsi della situazione ha portato il verificarsi di componenti positivi o negativi.

Scritture di storno

Rimanenze di magazzino

Rimanenze di materie vuol dire avere materie prime non ancora utilizzate. Le materie prime sono costi di periodo, quindi si avrà un conto “materie c/acquisti” che in corso di periodo avrà diverse variazioni.

Materie c/acquisti
10.000
4.000
7.000
21.000 è il costo delle materie prime acquistate

Ci arriva poi la comunicazione che al 31/12 le materie presenti ancora in magazzino hanno valore pari a 5.000. Vanno quindi stornati 5.000 dai 21.000.

Per fare ciò utilizziamo una maniera indiretta, sfruttando il conto “materie c/rimanenze finali”. È una rilevazione di assestamento che mi deve portare a valorizzare solo quelle utilizzate nel periodo.

Materie c/rimanenze finali
5.000

Questi 5.000 vanno magari usati nell’anno seguente, per questo utilizziamo il “magazzino materie” che è l’alter ego di “materie c/rimanenze finali”, che ci dice quanto c’è ancora da utilizzare, per cui si tratta di un costo sospeso.

Magazzino materie
5.000

Nella rilevazione contabile comparirà anche “Rimanenze finali”. Il significato di “Rimanenze finali” è quello di stornare le materie inutilizzate che sono in magazzino e incide sullo Stato patrimoniale dando memoria delle materie ancora possibili da utilizzare.

(VE+) Materie c/rimanenze 5.000 CE finali
(VE-) Magazzino materie 5.000 SP

“Materie c/rimanenze finali” rettifica un costo di periodo. “Magazzino materie” trasferisce informazioni al periodo successivo. Il significato contabile è rettificare un costo di periodo (VE+) e rinviarlo al periodo successivo (VE-).

Il 01/01/16 uccidiamo il conto “Magazzino materie”.

(VE+) Magazzino materie 5.000
(VE-) Materie c/rimanenze iniziali 5.000

Magazzino materie
5.000 5.000

Materie c/rimanenze iniziali
5.000

“Materie c/rimanenze iniziali” è il valore delle materie che abbiamo a disposizione per poterle utilizzare. Lo stesso significato lo ha “Materie c/acquisti”.

All’interno del Conto economico ci saranno:

Conto economico
Rimanenze iniziali
Rimanenze finali
5
Acquisti

Il consumo di materie sarà dato da [(Rimanenze iniziali + Acquisti) – Rimanenze finali].

Esempi di scritture di storno

  • Rimanenze finali di magazzino: rettifica per stornare costi di materie e prodotti già rilevati come componenti di reddito ma di competenza dei successivi esercizi;
  • Risconti attivi: rettifiche per stornare quote di costi già rilevati come componenti di reddito ma di competenza dei successivi esercizi (leasing con il maxicanone);
  • Risconti passivi: rettifica per stornare quote di ricavi relativi a servizi già rilevati come componenti di reddito ma di competenza dei successivi esercizi (riscossione affitti);
  • Ammortamenti: rettifica per stornare quota di costi pluriennali. Diluiamo nel tempo un costo pluriennale. Da un lato valorizziamo il costo di periodo, dall’altro rettifichiamo il costo pluriennale;
  • Capitalizzazione di costi: relativi ad immobilizzazioni, già di competenza dell’esercizio ma relativi ai periodi successivi. Trasformiamo un costo di periodo in un costo pluriennale (pubblicità, R&S).

Scritture di integrazione

Il significato delle scritture di integrazione è il fatto di non avere ancora eseguito alcuna rilevazione contabile perché non c’è stata variazione finanziaria, ma abbiamo comunque componenti di periodo.

  • Costi di competenza ancora da liquidare: relative a fatture da ricevere, imposta sul reddito trattamento di fine rapporto;
  • Ratei passivi: rettifiche per integrare i costi già rilevati durante l’esercizio con quote di costi che saranno liquidati negli esercizi successivi;
  • Fondi rischi ed oneri: rettifica per integrare i costi già rilevati durante l’esercizio con oneri stimati di competenza dell’esercizio che potranno manifestarsi negli esercizi successivi;
  • Svalutazioni: rettifica per integrare i costi già rilevati durante l’esercizio con la stimata perdita di valore delle attività.
  • Rivalutazioni: rettifiche per integrare i ricavi già rilevati durante l’esercizio con il ripristino di valore delle attività qualora siano venute meno le cause di una precedente svalutazione;
  • Ricavi per fatture da emettere: rettifiche per integrare i ricavi già rilevati durante l’esercizio con i ricavi di competenza dell’esercizio che saranno liquidati nel corso dell’esercizio successivo;
  • Ratei attivi: rettifica per integrare i ricavi già rilevati durante l’esercizio con le quote di ricavi relativi a servizi che saranno liquidati nel corso dell’esercizio successivo.

Fatture da ricevere

Ricevuto in data 20/12/15 materie prima per 8.000 non ancora fatturate. La fattura verrà emessa solo nel 2016.

Le materie già ricevute possono essere usate nel periodo perché c’è già stato lo scambio del possesso. È necessaria una rilevazione di integrazione che ci deve portare ad avere nel “Materie c/acquisti” 8.000 di materie.

(VE-) Materie 8.000 CE c/acquisti
(VF-) Fatture da 8.000 SP ricevere

“Fattura da ricevere” permette di contabilizzare un componente negativo di reddito di competenza del periodo che non ho ancora valorizzato in quanto il processo di fatturazione non si è ancora concluso, ossia non ho ancora ricevuto la fattura.

Fatture da ricevere
8.000

Il 15/01/16 viene ricevuta la fattura.

(VF-) Debiti v/fornitori 9.760 SP
(VF+) Fatture da 8.000 SP ricevere
(VF+) IVA ns/credito 1.760 SP

“Fatture da ricevere” ovvia la mancata variazione finanziaria.

Fatture da ricevere
8.000 8.000

Ratei passivi

Seconda categoria di operazioni di integrazione sono i ratei passivi. Essi vengono utilizzati nei mutui, dove il pagamento della cedola cadeva nell’esercizio successivo e parte degli interessi era nel periodo in corso.

Con i ratei integravamo quel pezzo di interessi di competenza del periodo. Anche nelle obbligazioni, negli interessi su obbligazioni, avevamo cedole che si collocavano a cavallo di due periodi, e posto che il pagamento avveniva in via anticipata, andavamo ad integrare con la parte di competenza del periodo.

Usiamo quindi i ratei per integrare operazioni economico reddituali, dimensione sulla quale dobbiamo focalizzarci.

Principio di prudenza

Accanto al principio di competenza, come uno dei principi fondamentali del bilancio di esercizio, c’è anche il principio di prudenza che impone di quantificare tutti i componenti negativi di reddito anche in condizione di incertezza.

Anche se abbiamo elementi non sicuri al 100% dobbiamo comunque farli partecipare al risultato di periodo, anche se incerti. Per contro, i componenti positivi di reddito, i ricavi, devono essere rilevati solo e soltanto quando ci sono elementi di certezza.

La certezza è data dalla dimensione finanziaria, quindi anche allorquando abbiamo presunzioni che in futuro saremmo costretti a pagare finanzia

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Federico ® di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Bilanci aziendali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Gigli Sabrina.
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