Concetti Chiave
- Tra il 1919 e il 1920, il biennio rosso si caratterizzò per le occupazioni di terre da parte dei contadini e di fabbriche da parte degli operai, in risposta alla disoccupazione e alle promesse non mantenute dallo Stato italiano.
- Il governo Giolitti, in un contesto di incertezze, tentò di gestire la crisi con il sgombero di Fiume e la promessa di riforme, ma mancando di una strategia chiara e coerente.
- La leadership di Giolitti appariva incoerente, oscillando tra gli interessi dei grandi industriali e quelli della piccola e media borghesia, alimentando la richiesta di un cambiamento radicale.
- L'ascesa del movimento fascista si manifestò come risposta al timore di una rivoluzione comunista, rifiutando ogni forma di rivoluzione e proponendo l'abolizione della democrazia e della libertà di pensiero.
- Il contesto socio-economico instabile e le tensioni politiche crearono un terreno fertile per la crescita del fascismo, che si presentava come alternativa all'instabilità dell'epoca.
Le occupazioni del biennio rosso
Tra il 1919 e il 1920 a causa della disoccupazione e delle mancate promesse dello Stato italiano, i contadini occuparono le terre che gli erano state promesse e che non gli erano state concesse e gli operai occuparono le fabbriche delle quali gli era stato promesso un lavoro. Ovviamente i campi vennero occupati a sud e le fabbriche a nord, in quanto il nord era ed è più industrializzato. Questa situazione che si è andata a creare in questi due anni ha preso il nome di "biennio rosso".
Le incertezze del governo Giolitti
Il governo sempre molto incertamente prende delle contromisure per evitare la crisi. Innanzitutto decide dopo molte riflessioni e con la spinta degli altri paesi di far sgomberare Fiume, che era stata occupata da D'Annunzio. Poi volle risanare il bilancio e iniziò a promettere riforme e nuove leggi.
Qual è l'ascesa del movimento fascista?
Si nota però l'incapacità di Giolitti di essere un presidente coerente, in quanto a volte favoriva i grandi industriali, i proprietari terrieri, mentre a volte si schierava con la piccola e media borghesia. Si capiva da se, che così non si poteva più andare avanti. C'era la voglia di un cambiamento radicale. In quegli anni si andò a creare il movimento, poi partito fascista che voleva evitare una rivoluzione comunista come quella bolscevica. Infatti, il fascismo era nemico di ogni rivoluzione, voleva abolire la democrazia, il socialismo, il comunismo e la libertà di pensiero.
Domande da interrogazione
- Quali furono le cause principali delle occupazioni durante il biennio rosso?
- Quali misure adottò il governo Giolitti per affrontare la crisi del biennio rosso?
- Come si sviluppò il movimento fascista in risposta alla situazione politica dell'epoca?
Le occupazioni tra il 1919 e il 1920 furono causate dalla disoccupazione e dalle promesse non mantenute dello Stato italiano, con contadini che occuparono terre e operai che presero possesso delle fabbriche (come indicato nel testo).
Il governo Giolitti, in modo incerto, cercò di affrontare la crisi sgomberando Fiume e promettendo riforme e nuove leggi per risanare il bilancio, ma senza una strategia coerente (come descritto nel testo).
Il movimento fascista emerse come risposta all'incapacità di Giolitti di mantenere una posizione coerente, cercando di prevenire una rivoluzione comunista e opponendosi a democrazia, socialismo e libertà di pensiero (secondo quanto riportato nel testo).