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Concetti Chiave

  • Il biennio rosso (1919-1921) è caratterizzato dalla diffusione del comunismo in Italia, con scioperi che paralizzano l'industria e l'agricoltura, creando un contesto favorevole per il fascismo.
  • L'eccidio di Palazzo D'Accorsio nel 1920, con l'omicidio del sindaco comunista Niud, evidenziò le tensioni politiche e la responsabilità dei fascisti nell'evento, alimentando le accuse reciproche tra fasci e socialisti.
  • La borghesia terriera e capitalistica sostenne il fascismo come difensore dei propri interessi, temendo la minaccia di una dittatura del proletariato e avviando azioni punitive contro lavoratori e contadini.
  • Le squadre fasciste attuarono violente repressioni per ripristinare l'ordine, colpendo sedi sindacali e organi di stampa, mirando a eliminare le ideologie contrarie al regime.
  • Figure politiche come Giolitti e Benedetto Croce inizialmente sottovalutarono il fascismo, considerandolo un fenomeno temporaneo utile a ristabilire l'ordine, ignorando il suo potenziale autoritario.

Il biennio rosso e la diffusione del comunismo

Questo periodo storico è definito dagli storici come biennio rosso 1919-1921, rosso perché allude al fatto che i partiti comunisti si diffondono. Periodo caratterizzato da scioperi che coinvolgono i contadini e lavoratori, quindi dato che le industrie sono paralizzate, la produzione agricola si paralizza. Questo è un periodo proficuo per il fascismo il quale movimento mostra simpatia per le classi sociali colpite come la borghesia capitalistica.

L'eccidio di palazzo D'Accorsio e le tensioni politiche

Un altro episodio di notevole importanza fu a Bologna nel 1920 denominato “eccidio di palazzo D’Accorsio” dove il neosindaco Niud, appartenente al partito comunista massimalista quindi rappresentante del PCI nella città, venne ucciso barbaramente li dentro inseguito a una sparatoria dove vennero uccide diverse persone innocenti. Di questo assassinio socialisti e fascisti si accusavano vicendevolmente, solo successivamente si venne a sapere che furono i fascisti ad uccidere il sindaco.

Qual è l'ascesa del fascismo e il supporto della borghesia?

Da questo momento in poi, la borghesia terriera e capitalistica capì che bisognava difendersi dalle correnti che avevano intenzione di istaurare una dittatura del proletariato, contro il comunismo e cominciarono a dare il loro appoggio al movimento fascista che si faceva difensore dei loro interessi. Da questo momento in poi il fascismo comincia a dare segni concreti della loro politica di difesa ai capitalisti, organizzando spedizioni punitive nei confronti di contadini e operai a opera di quelle che furono chiamate “squadre fasciste” composte da uomini ben armati e organizzati da Mussolini con il compito di reprimere con azioni punitive e violente i rivoluzionari. Il tutto dato che faceva bene alla monarchia veniva lasciato passare. Riceverà quindi sempre l’appoggio della borghesia capitalistica che fa comodo al loro operato.

Le azioni repressive delle squadre fasciste

Queste squadre fasciste con azioni repressive riportavano l’ordine nelle campagne e nelle industrie. Queste azioni violente non avvennero solo nelle campagne e nelle fabbriche, ma anche nelle città dove l’obbiettivo era quello di dover distruggere le sedi delle organizzazioni sindacali, ma anche quelli dove c’erano gli organi di stampa ovvero la tipografia. La stampa del partito popolare per esempio fu bersagliata dai fascisti come quelle del partito socialista e comunista che pubblicano ideologie contro certe classi sociali.

Giolitti e la percezione del fascismo

Lo stesso Giolitti è paralizzato e pensa che il fascismo in quel momento di crisi anche se violento e repressivo poteva essere un fenomeno per portare ordine nel paese. Lo stesso Giolitti si illude che il fascismo possa essere un breve momento che pur affermandosi così, si sarebbe poi calmato alla prassi parlamentare: questo era l’ideale giolittiano. Quindi tutti lasciano fare e nessuno interviene, soprattutto il Re il quale fa in modo che queste repressioni abbiano luogo. Di fatti inizialmente, da parte di quasi tutto, il fascismo non era considerato un fenomeno pericoloso per lo stato. Benedetto Croce considerò il fascismo come “un fenomeno provvisorio” utile allo stato che aveva bisogno di ripartire e vedeva nella figura di Mussolini l’unico che poteva mettere ordine alla situazione; solo in un secondo momento, dopo la dittatura si capirà che il fascismo era un vero e proprio regime autoritario e repressivo da ogni forma di libertà.

Il fascismo e il supporto della chiesa

Mussolini sembrava anche agli occhi della chiesa utile perché il fascismo si presentava alla chiesa come un dimensione del cristianesimo contro l’ateismo che stava nei paesi comunisti. Nei paesi comunisti la religione era vista secondo anche l’ideologia di Karl Marx come un qualcosa che non portava a ribellarsi nei confronti del male sociale. C’è qualcosa che distoglie i credenti dai problemi sociali. Quindi i comunisti denigrano la religione sfociando in una condizione atea. Mussolini si portava da se quindi anche la posizione del papa e della chiesa.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato del termine "biennio rosso" e quali eventi lo caratterizzano?
  2. Il "biennio rosso" (1919-1921) è un periodo storico segnato dalla diffusione del comunismo e da scioperi che paralizzarono le industrie e l'agricoltura, creando un terreno fertile per l'ascesa del fascismo, che si schierò a favore della borghesia colpita (testo).

  3. Cosa accadde durante l'eccidio di palazzo D'Accorsio e quali furono le conseguenze politiche?
  4. Nell'eccidio di palazzo D'Accorsio a Bologna nel 1920, il neosindaco comunista Niud fu ucciso in una sparatoria, evento che scatenò accuse reciproche tra socialisti e fascisti, rivelando poi che i fascisti furono i responsabili (testo).

  5. In che modo la borghesia sostenne l'ascesa del fascismo?
  6. La borghesia terriera e capitalistica, temendo una dittatura del proletariato, iniziò a sostenere il fascismo, vedendolo come un difensore dei propri interessi, mentre il regime organizzava azioni punitive contro contadini e operai (testo).

  7. Quali furono le azioni delle squadre fasciste e il loro impatto sulla società?
  8. Le squadre fasciste attuarono azioni repressive per ripristinare l'ordine, colpendo non solo campagne e fabbriche, ma anche sedi sindacali e organi di stampa, contribuendo a un clima di violenza e intimidazione (testo).

  9. Come percepiva Giolitti il fascismo e quale fu la sua posizione al riguardo?
  10. Giolitti considerava il fascismo un fenomeno temporaneo e utile per riportare ordine nel paese, illudendosi che si sarebbe calmato e integrato nella prassi parlamentare, mentre inizialmente non era visto come una minaccia per lo stato (testo).

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