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Concetti Chiave

  • Cavour, nato nel 1810 e morto nel 1861, è stato il primo capo del governo dell'Italia unita, influenzando profondamente la politica italiana già dal regno di Piemonte e Sardegna.
  • Politicamente liberale moderato, Cavour ha sostenuto il libero mercato e la Monarchia Costituzionale, mostrando un approccio pragmatico e realistico alla governance.
  • Il suo legame con Francia e Inghilterra ha guidato le sue politiche, enfatizzando lo sviluppo economico come chiave per l'unità nazionale e l'efficienza istituzionale.
  • La legge Siccardi, sostenuta da Cavour, ha contribuito alla laicizzazione dello Stato, limitando i poteri ecclesiastici e promuovendo un'ideologia di "Libera Chiesa in libero Stato".
  • Cavour ha implementato riforme infrastrutturali significative, come la costruzione di ferrovie e porti, favorendo lo sviluppo economico e l'industria, con collaborazioni strategiche con aziende francesi.

Qual è la vita e l'eredità politica di Cavour?

Cavour nasce nel 1810 e muore nel Giugno del 1861. La data della morte è molto importante perché in quel momento l’Italia era unita da appena tre mesi. La data di riferimento è il 17 Marzo del 1861, anno in cui Cavour è il primo capo del governo dell’Italia unita, corrispondente al nostro presidente del consiglio, ed è rimasto tale per tre mesi. La sua impronta politica l’aveva però data già prima, sul regno di Piemonte e Sardegna. Ciò che lui ha proposto è infatti diventato un’eredità fondamentale di coloro che lo hanno sostituito.

Cavour e il liberalismo moderato

Cavour dal punto di vista politico è un liberale moderato, e sostiene il liberalismo già esistente, proponendo il libero mercato e il libero commercio. Dimostra fin da subito di essere un uomo molto pragmatico e realistico. Approvava la Monarchia Costituzionale e il Parlamento Bicamerale con camera elettiva attraverso il suffragio limitato maschile censitario. Dal punto di vista economico è idealmente un liberista, nonostante nella situazione italiana fosse difficile applicare quella teoria.

L'influenza di Francia e Inghilterra

Per lui la Francia e l'Inghilterra hanno un ruolo fondamentale dal punto di vista ideale. Per queste ragioni si può dire che abbia una vicinanza e una affinità con l’Europa più progredita. Lo sviluppo economico per lui è un presupposto fondamentale sia per il paese e sia per l’unità, a tal punto da diventare una priorità insieme all’efficienza delle istituzioni.

Cavour deteneva anche una posizione particolare che lo distingue dagli altri uomini del Rinascimento. Mazzini per esempio era un rivoluzionario fuorilegge, mentre Cavour non è assolutamente un rivoluzionario. Alle origini era stato un imprenditore agricolo. Questo è importante soprattutto perché caratterizza la sua efficienza economica. Secondo la sua ideologia per esempio il pareggio dei conti, fattore di tipo economico, doveva sposarsi con il lavoro dello Stato. Da qui si evince il fatto che si preoccupi molto delle questioni economiche e finanziarie. Cavour era successivamente diventato un parlamentare, quindi un uomo delle istituzioni vigenti allora in Italia del Piemonte e della Sardegna. Vi era lo Statuto Albertino, che da Costituzione del Piemonte era diventata poi Costituzione dello Stato Italiano, fino al 1948, quando fu creata la nostra attuale Costituzione.

Cavour e la legge Siccardi

Cavour emerge come uomo politico sostenendo la legge Siccardi, del 1850, che era una legge di tipo laico. Essa prevede lo smantellamento di una serie di poteri anacronistici della Chiesa:

    abolizione del foro ecclesiastico (tribunale dell’inquisizione e tribunale dei pari);

    abolizione del controllo e della censura sulle pubblicazioni (indice dei libri proibiti);

    abolizione del privilegio anacronistico da parte della Chiesa di incamerare i beni di chi non faceva testamento, che secondo la legge Siccardi devono essere incamerati dallo Stato.

Questo mette in evidenza il fatto che Cavour già da parlamentare è in contrasto con la Chiesa Cattolica. L’idea dello Stato Laico è sempre stata presente nella sua ideologia: la sua posizione è sintetizzata nella frase “Libera Chiesa in libero Stato”, che per lui vuol dire libere Chiese in libero Stato. Il motivo è semplice, perché lui non era cattolico, e perché lui non aveva mai considerato la religione una questione fondamentale.

Successivamente diventa ministro dell’agricoltura, delle finanze, dell’economia, fino a diventare primo ministro, ovvero capo del governo. Appartiene alle istituzioni, decide per lo Stato, è un uomo regolare. Cavour è ministro del regno di Piemonte e Sardegna, è stato artefice dell’unificazione italiana, ed è stato il primo ministro dell’Italia unita (17/03/1861, rimasto in carica 3 mesi).

L'unità d'Italia secondo Cavour

Per Cavour l’unità di Italia non è un obiettivo prioritario e nemmeno un principio inderogabile. Secondo lui deve esserci un’unificazione, però per ottenerla è possibile procedere anche per gradi, focalizzandosi maggiormente tra Nord e Centro. Lui infatti sostiene perlopiù un’unità parziale per la quale è anche disposto a qualche compromesso.

Il suo primo obiettivo per cui era quello di unificare le parti dell’Italia già sviluppate, ovvero aggregare la Lombardia, ed eventualmente l’Emilia o la Toscana. Questo somiglia molto all’obiettivo realizzabile di Machiavelli. Cavour perciò si sarebbe accontentato anche di un’unificazione di una prima Italia Centro Settentrionale.

Sviluppo economico e infrastrutture

Durante il periodo del suo governo ha adottato una serie di provvedimenti molto importanti. Per riuscire ad ottenere uno sviluppo, secondo Cavour è necessario dare anche spazio all’economia, ovvero rendere il commercio attuabile. Per cui prima di tutto è fondamentale la sistemazione delle strade, poi fa ristrutturare il porto di Genova, sviluppare la prima rete ferroviaria e marittima e costruire il traforo del Fréjus. Attua anche una serie di interventi che favoriscono i commerci: unificazione doganale di tutto il regno di Piemonte e Sardegna. Per quanto riguarda l’agricoltura sa anche di cosa c’è bisogno: innovazioni tecnologiche, ristrutturazione dei canali e delle vie di irrigazione. È importante però soffermarsi sulla strutturazione delle rete ferroviaria: Cavour è infatti liberista, per cui le ferrovie del Piemonte non sono ferrovie di Stato. Il governo decide che ci debba essere una rete ferroviaria, però chi si incarica della produzione, della costruzione, del progetto e del recupero delle materie prime, sono i francesi. Lo Stato Italiano non interviene direttamente, ma deve comunque compensare le spese pagando i francesi.

A Genova viene anche fondata una delle prime grandi industrie italiane, l’Ansaldo. Inizialmente era un'industria metallurgica, poi diventa siderurgica, ovvero quell’azienda che trasforma il ferro in ghisa e in acciaio. L’industria siderurgica è di importanza strategica per lo Stato. Grazie ad essa infatti si possono costruire le navi, i cantieri navali e sviluppare l’industria bellica che ha una stretta relazione con lo Stato stesso. C’è quindi una stretta relazione tra un’impresa privata e lo Stato. Nonostante Cavour fosse liberista capisce benissimo che non ci può essere una totale indipendenza nell'economia, perché lo Stato in periodo di guerra diventa il principale acquirente dell’industria siderurgica e bellica.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza della data della morte di Cavour nel contesto dell'unità d'Italia?
  2. Cavour morì il 6 giugno 1861, solo tre mesi dopo l'unità d'Italia, il 17 marzo dello stesso anno, momento in cui era il primo capo del governo dell'Italia unita, evidenziando il suo ruolo cruciale nella formazione dello Stato italiano.

  3. Quali sono le principali caratteristiche del liberalismo moderato di Cavour?
  4. Cavour era un liberale moderato che sosteneva il libero mercato e il libero commercio, approvando la Monarchia Costituzionale e il Parlamento Bicamerale, dimostrando un approccio pragmatico e realistico alla politica.

  5. In che modo Cavour si differenziava da altri leader del suo tempo, come Mazzini?
  6. A differenza di Mazzini, un rivoluzionario, Cavour non era un uomo di rivoluzione; era un imprenditore agricolo e un politico delle istituzioni, sostenendo un approccio laico e riformista, come evidenziato dalla sua approvazione della legge Siccardi.

  7. Qual era la visione di Cavour riguardo all'unità d'Italia?
  8. Cavour non considerava l'unità d'Italia un obiettivo prioritario, ma piuttosto un processo graduale, focalizzandosi sull'unificazione delle regioni già sviluppate, come Lombardia, Emilia e Toscana, e accettando compromessi.

  9. Quali misure adottò Cavour per promuovere lo sviluppo economico e le infrastrutture in Italia?
  10. Cavour implementò importanti riforme, come la sistemazione delle strade, la ristrutturazione del porto di Genova, lo sviluppo della rete ferroviaria e marittima, e l'innovazione agricola, favorendo così il commercio e l'industria, come dimostrato dalla fondazione dell'Ansaldo.

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