Lezione del 3 novembre 2020: Continuo biografia di Benjamin Franklin
Abbiamo detto che la prima parte della biografia nasce sotto forma di lettera al figlio e come implicito appello al figlio compiuto con il sistema della condivisione della propria vita personale da parte del padre. Questo per evitare che Benjamin Franklin come padre si ponesse in una posizione di autorità essendo lui stesso una figura antiautoritaria e, quindi, essendo lui stesso ben consapevole che occorre convincere e coinvolgere l’ascoltatore nel proprio punto di vista e non porsi antagonisticamente.
Tutta la sua biografia si basa su questo principio: bisogna mantenere un dialogo con l’interlocutore e non snocciolare delle verità apoditticamente, ma proporre esempi volti a dimostrare cosa si sta cercando di dimostrare. Quindi Franklin è sempre molto attento al carattere dialogico e comunicativo ed è molto consapevole che, se l’obiettivo è quello di convincere l’interlocutore, allora il modo non può essere quello di Jonathan Edwards (= la figura autoritaria, voce tonante di Dio e così via).
La biografia e i principi educativi
Nel 1771 la prima parte viene scritta con l’obiettivo di far presente al figlio il patrimonio familiare di ricerca di autonomia e capacità di autodirigersi, e per trasmettergli diffidenza nei confronti delle autorità. La seconda parte viene ripresa a seguito delle lettere di interlocutori esterni che hanno letto la prima parte e accentuano il carattere pedagogico e insistono su come la storia possa essere un modello esemplare volto a creare dei singoli più felici, una nazione più felice (da modello per il figlio si allarga).
La base filosofica di Franklin è il presupposto in base al quale tutti gli esseri umani sono dotati di ragione ed etica, della capacità di distinguere tra il bene e il male. Ciò non significa che tutti si comportano secondo ragione e morale, ma che tutti hanno la stessa facoltà di base di potersi orientare rispetto al proprio interesse personale. Sono i principi di Locke, che ritroveremo nella dichiarazione.
Mediazione e rivoluzione
Tenterà nella sua vita di mediare tra le colonie e la corona, (vedi "Boston Tea Party" 1773) i gruppi di patrioti, sostenitori delle colonie e dell’indipendenza, si organizzano per fare resistenza e boicottare le merci inglesi, in particolare nel New England in generale che era avanzato politicamente. Questo perché erano stati preparati all’indipendenza politica dalla loro formazione religiosa, il fatto che fossero cresciuti in un ambiente con convinzioni individualistiche e anti-gerarchiche, non potevano non riconoscersi tali.
In risposta, il re inglese promulgò delle leggi punitive contro il Massachusetts che ottenne il risultato opposto: invece di intimidire, alimentò la solidarietà intercoloniale e l’intento di opporsi. Il principio delle votazioni americane odierne è basato su questo timore che in un paese già grande (delle 13 colonie) la capacità di controllo sugli eletti diminuisse troppo perché troppo remota (da un governo troppo distante) e l’idea di un presidente eletto dal popolo, sconosciuto agli elettori, l’idea del collegio elettorale che provoca imbrogli, se c’è un piccolo collegio nero democratico, io lo ridisegno, ci faccio confluire dentro bianchi ricchi repubblicani, e mi assicuro che sarà a maggioranza repubblicana.
Primo congresso continentale e interdipendenza
Il 1774 segna il primo congresso continentale: il primo nucleo dell'attuale congresso in cui ogni colonia mandi i propri delegati.
C’era interdipendenza tra le colonie: il nord era mercantile, commerciale e industriale, il sud era agricolo e nutriva il nord e i commerci del nord verso l’Europa. Una cosa che era chiara è che non potevano vincere contro gli inglesi, che erano acquartierati nelle colonie per difenderle dai francesi/indiani, quindi c’era l’esercito sempre schierato. Se fosse scoppiata una guerra civile, le colonie si sarebbero trovate senza esercito ma con piccole milizie. Anche se alcuni si erano schierati con loro (George Washington).
Supporto francese e dichiarazione d'indipendenza
Attraverso il sostegno dei francesi riuscirono a vincere questa guerra d’indipendenza, specialmente il marchese Lafayette, uno dei condottieri delle battaglie, mediatore con i francesi (che ci guadagnavano di vincere sugli inglesi). La dichiarazione d’indipendenza è anche un documento di politica estera: già dall’inizio si vede il volere di costituirsi come stato riconosciuto e capace di fare guerra, trattati ecc.
1776 segna il secondo congresso continentale: dichiarazione di una guerra già in atto, a Conquer per la prima volta si scontrano inglesi e patrioti armati. *Che ruolo ebbe Hamilton: secondario, importante nella fase postrivoluzionaria. È uno dei Founding fathers. "We must hang together altrimenti finiremo impiccati singolarmente".
Divisioni interne e complicazioni
Il problema era che anche nelle colonie c’erano divisioni, i lealisti: chi era contrario all’indipendenza suddito dell’Inghilterra (30% che scapparono in Canada dove c’era ancora la colonia inglese dopo aver perso). La guerra imminente doveva essere difesa anche all’interno compattando il più possibile le colonie.
L’altra complicazione interna erano gli indiani, politicamente attenti, erano consapevoli che gli convenissero gli inglesi che avevano interessi (c’era proprio una politica di difesa degli indiani), e gli schiavi che "avevano da perdere solo le loro catene" (Marx) e volevano lottare contro i padroni.
Il documento non doveva essere più di un documento politico, no un documento solenne, delegano un ristretto gruppo di delegati a stilarlo. La commissione delega il più giovane Thomas Jefferson (avvocato, proprietario terriero, che aveva già scritto un trattato contro il re inglese) va al congresso continentale e a stendere il documento perché era noto per la sua capacità retorica e di stendere discorsi interessanti e convincenti, praticamente da solo stende la prima bozza della dichiarazione d’indipendenza, il documento più citato a memoria della storia della scrittura degli Stati Uniti per alcuni motivi:
- Aveva dei precedenti nei pamphlets (tipo Common Sense di Thomas Payne, volto a creare consenso e passione in tutto il popolo americano per l’indipendenza, Locke: "Essay on Human Understanding", "Two Treatises on Government").
- È una trasposizione dell’arringa contro un accusato (si parla di giuria, di tribunale), accusa al re d'Inghilterra.
- Se ogni uomo è dotato della capacità di discendere dal giusto e sbagliato (bene e male) anche chi li governa deve esserne capace. Qualunque governo che non rispetti i diritti è un governo ingiusto. L’idea di base della dichiarazione, gli uomini...