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Concetti Chiave

  • Il Petrarchismo dominò il Cinquecento, con Pietro Bembo come figura centrale nel rinnovamento del culto del poeta, influenzando profondamente la poesia lirica.
  • Pietro Bembo, nato a Venezia nel 1470, visse esperienze formative in diverse città italiane e divenne cardinale nel 1539, ricoprendo ruoli ecclesiastici significativi.
  • La sua opera "Gli Asolani", pubblicata nel 1505, è un dialogo chiave che esplora l'amore platonico, diventando rappresentativa dei trattati d'amore del Cinquecento.
  • Bembo difese la lingua volgare, sostenendo l'eccellenza del fiorentino rispetto agli altri volgari regionali, utilizzandolo per preservare la dignità della letteratura.
  • Le Rime di Bembo mostrano una forte ispirazione petrarchesca, sebbene manchino della profonda intimità e malinconia tipiche del Canzoniere di Petrarca.

Qual è l'influenza del Petrarchismo nel Cinquecento?

Una forma in cui si manifestò in tutto il Cinquecento la quasi generale tendenza all’imitazione, fu quella del Petrarchismo. Infatti, si riteneva che per la poesia lirica il Petrarca fosse il modello più alto cui si potesse aspirare. Colui che diede un codice al petrarchismo platonico del Cinquecento, e che fu egli stesso il primo e massimo rinnovatore del culto del Petrarca, fu uno dei più illustri letterati del secolo, il veneziano Pietro Bembo.

La vita e carriera di Pietro Bembo

Nacque a Venezia da famiglia patrizia nel 1470. Visse giovane a Firenze, cosicché ebbe modo di apprendere la lingua toscana; compì la sua educazione umanistica a Venezia, a Messina, per imparare il greco, a Padova, per imparare la lingua latina. Frequentò la corte di Ferrara, dove conobbe l’Ariosto, e la corte di Urbino. Passò poi a Roma, dove il Papa Leone X gli affidò la segreteria dei brevi popoli, senza che egli prendesse gli ordini religiosi, e dove amò appassionatamente la giovane e gentile Marosina; ma improvvisamente si ritirò a Padova, tra gli studi e le dotte conversazioni. Nel 1539, nominato cardinale da Paolo III, prese gli ordini religiosi, si trasferì di nuovo a Roma e, dopo essere stato eletto successivamente vescovo di Gubbio e di Bergamo, morì a Roma nel 1547.

Opere e contributi letterari di Bembo

Nel 1505 pubblicò Gli Asolani, dialogo in tre libri, il primo e il più famoso esempio di quei dialoghi e trattati sull’amore, che divennero di moda nel 1500. Fu composto nella corte estense e dedicato a Lucrezia Borgia, ma si ispira al platonismo fiorentino. Esso si immagina avvenuto ad Asolo, nel giardino del castello di Caterina Cornaro, fra tre gentiluomini e altrettante gentildonne, durante una festa per il matrimonio d’una damigella di corte. Il Bembo vi espone la teoria dell’amore platonico, imitando il Boccaccio nella prosa e il Petrarca nella poesia. Altro dialogo in tre libri, in cui per la prima volta si proclama la superiorità della lingua volgare sulla latina.

La difesa della lingua volgare

Lo scrittore vi dimostra l’eccellenza del fiorentino sui diversi volgari regionali: non il fiorentino del popolo, perché in tal caso la lingua perderebbe la sua gravità, ma quello usato dai grandi scrittori del passato, come il Petrarca per la poesia e il Boccaccio per la prosa.

L'imitazione del Petrarca nelle Rime

Le Rime sono quasi tutte d’ispirazione petrarchesca. Egli imita il Petrarca nei motivi, nelle parole, nei metri, ecc, ma manca di quella intimità e quella religiosa malinconia che costituiscono l’anima del Canzoniere petrarchesco.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo di Pietro Bembo nel Petrarchismo del Cinquecento?
  2. Pietro Bembo è considerato il primo e massimo rinnovatore del culto del Petrarca, stabilendo un codice per il petrarchismo platonico del Cinquecento, che influenzò profondamente la poesia lirica dell'epoca.

  3. Quali sono le principali tappe della vita di Pietro Bembo?
  4. Nato a Venezia nel 1470, Bembo visse a Firenze e completò la sua educazione umanistica in diverse città. Divenne cardinale nel 1539 e morì a Roma nel 1547, dopo aver ricoperto ruoli significativi nella Chiesa.

  5. Qual è l'importanza de "Gli Asolani" di Pietro Bembo?
  6. "Gli Asolani", pubblicato nel 1505, è il primo esempio di dialogo sull'amore nel Cinquecento, in cui Bembo espone la teoria dell'amore platonico, ispirandosi a Boccaccio e Petrarca, e proclama la superiorità della lingua volgare.

  7. In che modo Bembo difende la lingua volgare nelle sue opere?
  8. Bembo sostiene l'eccellenza del fiorentino, utilizzato dai grandi scrittori come Petrarca e Boccaccio, rispetto ai volgari regionali, dimostrando che la lingua volgare può raggiungere una grandezza paragonabile al latino.

Domande e risposte

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