Concetti Chiave

  • La Belle Époque, dal 1800 fino al 1914, segna un'epoca di profondi cambiamenti culturali e scientifici, tra cui l'affermazione della psicanalisi e la scoperta della relatività di Einstein.
  • Il metodo fordista rivoluziona l'organizzazione del lavoro, aumentando la produzione e creando tensioni legate allo sfruttamento lavorativo che si intensificano nel Novecento.
  • Si forma la “società di massa”, caratterizzata da un focus sui bisogni elementari e ludici, riflettendo un aspetto regressivo nella struttura sociale.
  • Il dibattito sui diritti si intensifica, evidenziando la necessità di estendere i diritti a tutta la popolazione, in contrapposizione tra movimenti reazionari e progressisti.
  • Il nazionalismo emerge con la “nazionalizzazione delle masse”, con effetti militaristi e conflittuali e giustificazioni per la colonizzazione e l'oppressione di altri popoli tramite pregiudizi come il darwinismo sociale.

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Belle Époque

Il periodo che va all’incirca dalla fine dell’‘800 fino alla fine del 1914 è un periodo caratterizzato da profondissime trasformazioni culturali e sociali. È il periodo cosiddetto della “Belle Époque”, è il periodo in cui cambiano le concezioni del mondo fisico, sono gli anni in cui si afferma la psicanalisi, si hanno le prime teorizzazioni della meccanica, viene scoperta la relatività di Einstein.
Inoltre cambiano i metodi di organizzazione del lavoro, si afferma il cosiddetto metodo fordista, cioè in pratica Taylor che studiò i movimenti sulla catena di montaggio. Questo venne proiettato su larga scala e produsse un significativo incremento delle merci disponibili.
Le tensioni sviluppatesi nell’Ottocento all’interno della società sul tema del lavoro (sfruttamento del lavoro), nel Novecento trovano una radicalizzazione senza precedenti. “Radicalizzazione” sia dal punto di vista dello scontro, sia dal punto di vista dei contenuti del lavoro.
N.B. Nel 1909 sono pubblicate le “Riflessioni sul tema del lavoro” di George Sorel; Sorel era un sindacalista, quindi aveva l’idea che la violenza potesse in qualche modo risolvere i problemi e che ci dovesse essere una vera e propria rivoluzione sociale per cambiare il capitalismo.
Il dato che maggiormente colpisce è che agli inizi del Novecento si costituisce quella che, banalmente, è definita società di massa. La “massa” è una società schiacciata verso il pulsionale e l’elementare; cioè una società schiacciata sul piano dei bisogni elementari, i bisogni legati alla sopravvivenza e gli aspetti ludici.
ES. Un esempio della “massa” è la folla allo stadio, cioè l’aspetto regressivo dell’organizzazione della società stessa.
All’inizio del secolo abbiamo nuovi mezzi di comunicazione (telefono, proiezione di film, giornali…). Giustificate dall’uso degli strumenti di comunicazione massa, ci sono delle idee che circolano all’interno della società di massa come le idee razziste (es. caso Dreyfus).
Si era posto un problema di estensione dei diritti e di universalità dei diritti, infatti i diritti sono tali se riguardano la totalità della popolazione, altrimenti sono privilegi.
Si comincia a notare una contrapposizione riguardo i principi della Rivoluzione Francese, i movimenti reazionari di massa tendono a negare valore e significato agli ideali della Rivoluzione Francese; mentre i movimenti progressisti tenderanno a confermarli e a sostenerli.
Infatti era stata portata avanti dallo stato liberale l’idea che dovessero governare le élite e che queste élite fossero nominate, in Germania il potere era nelle mani del Kaiser, il cancelliere poteva continuare a governare anche solo con la fiducia del Kaiser. Lo stesso per quanto riguarda l’Italia, lo Statuto Albertino prevedeva che il capo del governo dovesse rendere conto al re. Quindi, lo stato liberale naufraga miseramente nella prova del fuoco del conflitto mondiale:
- Russia (1917) – rivoluzione e dittatura di Stalin
- Italia (1919) – fondazione del partito fascista
- Germania – Hitler nel giro di 10 anni ha completamente stravolto la nazione
N.B. Un grande pensatore spagnolo degli anni ’30 ha sintetizzato nel libro “La ribellione delle masse” l’idea che tutto ci sia dovuto. Ortega y Gasset ha definito il “barbaro verticale”, l’“uomo massa” il prodotto della società di massa che tende a far prevalere quegli istinti non del tutto controllati, l’“uomo massa” fa prevalere l’impolitico sul politico.
In questo contesto si respira un clima di esaltazione della procreazione e si realizza quel fenomeno, indicato dallo storico George Mosse come “nazionalizzazione delle masse”. Ciò vuol dire che le masse vengono inglobate, militarizzate all’interno delle nazioni concepite agonisticamente (battaglie e conflitti). Nasce quindi il vero e proprio nazionalismo (pangermanesimo, panslavismo…). I movimenti nazionalisti se la prendono con i comunisti e con gli ebrei anche perché circola un’idea sbagliata di evoluzionismo. Le idee di Darwin vengono trasferite sul piano sociale (darwinismo sociale), che significa che se una persona ha più di un’altra è perché è più brava degli altri. Il darwinismo sociale è pericoloso perché concede la ragione per sentirsi superiori e schiacciare in basso coloro che ancora non sono riusciti a emergere.
Un altro dei pregiudizi che si sviluppano è il pregiudizio etnocentrico, è l’Europa che si concede di colonizzare e di imporsi sugli altri paesi (es. colonizzazione dell’Asia; apartheid in Sudafrica).
È da sottolineare, però, che le difficoltà e i problemi verranno fuori con il conflitto mondiale perché il tutto viene coperto dall’immagine scintillante della Belle Époque (es. cancan).
L’Italia agli inizi del Novecento affronta finalmente una fase di grande crescita economica.

Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali trasformazioni culturali e sociali della Belle Époque?
  2. La Belle Époque, che va dalla fine dell'‘800 fino al 1914, è caratterizzata da profondi cambiamenti culturali e sociali, come l'affermazione della psicanalisi, le teorizzazioni della meccanica e la scoperta della relatività di Einstein.

  3. Come si evolve il concetto di lavoro durante il Novecento?
  4. Nel Novecento, le tensioni sul lavoro si radicalizzano, con l'emergere del metodo fordista e l'idea di George Sorel che la violenza possa risolvere i problemi legati al lavoro, suggerendo la necessità di una rivoluzione sociale.

  5. Cosa si intende per "società di massa" e quali sono le sue caratteristiche?
  6. La "società di massa" è definita come una società che si concentra sui bisogni elementari e ludici, evidenziando un aspetto regressivo, come dimostrato dalla folla allo stadio.

  7. Qual è il ruolo dei diritti nella società della Belle Époque?
  8. Si pone un problema di estensione e universalità dei diritti, poiché i diritti devono riguardare tutta la popolazione per non essere considerati privilegi, evidenziando una contrapposizione rispetto ai principi della Rivoluzione Francese.

  9. Come si manifesta il nazionalismo durante la Belle Époque?
  10. Il nazionalismo si sviluppa attraverso la "nazionalizzazione delle masse", con un'integrazione militarizzata delle masse nelle nazioni, e si associa a pregiudizi come il darwinismo sociale e l'ethnocentrismo, portando a conflitti e colonizzazioni.

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