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Concetti Chiave

  • Beccaria critica Rousseau per la sua idea che la concentrazione del sapere sia necessaria, sostenendo invece che la diffusione delle conoscenze è fondamentale per superare gli errori.
  • Secondo Beccaria, i potenti abusano delle scienze per ottenere obbedienza, presentandosi come detentori di un sapere inaccessibile e svuotando le loro conoscenze di contenuto.
  • Beccaria sottolinea che la modernità offre nuove speranze grazie all'invenzione della stampa e alla diffusione delle idee, spostando il focus dalla guerra al commercio.
  • Il filosofo afferma che il recupero delle verità passate non è possibile tramite il rimpianto, ma richiede un esame razionale della situazione attuale.
  • Beccaria evidenzia l'importanza di considerare i sentimenti dei sudditi nella politica moderna, poiché l'evoluzione dei lumi ha cambiato le loro percezioni e valori.

Qual è la critica al discorso di Rousseau?

Nel capitolo Delle Scienze, Beccaria critica il Discorso sulle scienze e sulle arti di Rousseau e il suo racconto del passaggio dall'ignoranza al sapere. A partire dalla tesi, peraltro condivisa da Beccaria, secondo cui «la cieca ignoranza è meno fatale che il mediocre e confuso sapere», Rousseau deduce erroneamente la necessità di concentrare il sapere.

Errore e diffusione delle conoscenze

Cioè, a suo avviso le scienze sono tanto più utili quanto meno sono accessibili; secondo Beccaria, invece, l’errore non resiste alla diffusione delle conoscenze. Mentre per Rousseau va recuperata la verità insita nel primigenio stato d’ignoranza dell’umanità, in quanto le scienze successive hanno corrotto l’uomo, per Beccaria il ritorno al primo stadio è ormai impossibile. Anche secondo lui le scienze sono state spesso frutto di errori o al servizio del potere, ma non è opportuno scoraggiarsi. Le prime verità non potranno essere recuperate grazie al rimpianto, ma solo sottoponendo all'esame della ragione la situazione concreta con cui l’umanità deve fare i conti. La posta in gioco è ormai il «passaggio dagli errori alla verità».

Potere e abuso delle scienze

Beccaria spiega come i potenti e i tiranni hanno fatto cattivo uso delle scienze per ottenere l’obbedienza dei più deboli, articolando il discorso in tre posizioni. In primo luogo, i sovrani e i magistrati hanno voluto apparire come depositari di un sapere superiore e inaccessibile, impenetrabile e dunque inaccessibile; in secondo luogo, le loro conoscenze hanno sviluppato un “asianesimo retorico”, cioè si sono svuotate di contenuto: non sono più volte alla descrizione del reale ma all'autocelebrazione e alla pura manifestazione del loro prestigio; infine, i potenti si presentano come giudici e vendicatori delle intenzioni, come il braccio armato della giustizia divina, esercitando la paura tirannica sui sudditi atterriti.

Modernità e speranza nel progresso

Se è vero che «la ragione non è quasi mai stata la legislatrice delle nazioni», è pur sempre possibile invertire il processo. Infatti, secondo Beccaria una serie di fattori che contraddistinguono la modernità, come l’invenzione della stampa, la diffusione delle idee filosofiche e lo sviluppo del commercio permettono di coltivare nuove speranze. Alle piccole città del passato sono subentrate le grandi nazioni territoriali moderne, il cui centro di gravità si è spostato dalla guerra al commercio e in cui l’ideale violento del conquistatore è stato sostituito dall'ideale civile del mercante. Ma la politica moderna, e in particolare il diritto penale, può e deve far conto anche sulla passione dei suoi sudditi, in quanto i loro sentimenti si sono evoluti per effetto del progresso dei lumi, che hanno preferito imitare la natura anziché gli antichi.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la critica principale di Beccaria al Discorso di Rousseau sulle scienze?
  2. Beccaria critica Rousseau per la sua tesi che la concentrazione del sapere sia necessaria, sostenendo invece che l'errore non resiste alla diffusione delle conoscenze e che il ritorno all'ignoranza primordiale è impossibile.

  3. Come Beccaria descrive l'abuso delle scienze da parte dei potenti?
  4. Beccaria evidenzia che i potenti usano le scienze per apparire come detentori di un sapere inaccessibile, svuotando il contenuto delle loro conoscenze e esercitando la paura tirannica sui sudditi.

  5. Qual è la posizione di Beccaria riguardo alla modernità e al progresso?
  6. Beccaria crede che la modernità, attraverso fattori come la stampa e la diffusione delle idee, offra nuove speranze per un cambiamento positivo, spostando il focus dalla guerra al commercio e promuovendo ideali civili.

  7. In che modo Beccaria propone di affrontare gli errori del passato?
  8. Beccaria suggerisce che non si può recuperare il passato con il rimpianto, ma si deve esaminare razionalmente la situazione attuale per passare dagli errori alla verità.

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