Concetti Chiave

  • Il predominio spagnolo nel Mediterraneo era forte grazie al controllo di Napoli, Sicilia e Sardegna, ma esposto agli attacchi ottomani e corsari.
  • La Lega santa, promossa da papa Pio V, unì diverse potenze cristiane per contrastare l'espansione ottomana e proteggere i territori mediterranei.
  • La battaglia di Lepanto fu una vittoria navale decisiva per la flotta cristiana, celebrata come un trionfo divino, ma con risultati politici limitati.
  • Nel Cinquecento, il Mediterraneo rimase un centro vitale per il commercio, nonostante l'aumento della pirateria e della guerra di corsa che creavano insicurezza.
  • La guerra di corsa, autorizzata da Stati, e la pirateria senza autorizzazione, entrambi minacciavano la sicurezza delle rotte commerciali mediterranee.

Indice

  1. Battaglia di Lepanto e conflitti nel Mediterraneo
  2. La formazione della Lega santa
  3. La vittoria cristiana a Lepanto
  4. Il Mediterraneo: commercio e pirateria

Battaglia di Lepanto e conflitti nel Mediterraneo

Il predominio della Spagna in Italia e il controllo diretto dei Regni di Napoli, Sicilia e Sardegna garantivano a Filippo II una posizione di grande forza nel Mediterraneo. Allo stesso tempo, però, questi territori lo esponevano maggiormente agli attacchi dei corsari barbareschi e dell'Impero ottomano.
Nel 1570, il sultano ottomano Selim secondo, successore di Solimano il Magnifico, attaccò l'isola di Cipro, che apparteneva a Venezia ed era un importante avamposto cristiano nel Mediterraneo orientale. Nello stesso periodo, Tunisi, conquistata da Carlo quinto nel 1535, tornò sotto il controllo del bey di Algeri, alleato e vassallo del sultano ottomano.

La formazione della Lega santa

Di fronte all'espansione ottomana, papa Pio quinto promosse la formazione della Lega santa, un'alleanza militare a cui aderirono la Spagna, Venezia, la Repubblica di Genova, il duca di Savoia e l'ordine dei cavalieri di Malta.
L'obiettivo era contrastare la potenza ottomana e difendere i territori cristiani nel Mediterraneo. Quando Cipro era già stata conquistata dai turchi, la flotta cristiana, comandata da don Giovanni d'Austria, figlio naturale di Carlo quinto, affrontò la flotta ottomana nei pressi di Lepanto, l'attuale Nafpaktos, all'ingresso del golfo di Corinto. La battaglia fu combattuta soprattutto attraverso violenti scontri corpo a corpo sui ponti delle navi.

La vittoria cristiana a Lepanto

La battaglia di Lepanto fu l'ultima grande battaglia navale combattuta principalmente con navi a remi e con la tecnica dell'abbordaggio. Lo scontro fu estremamente sanguinoso per entrambe le parti, ma alla fine la flotta cristiana ottenne una netta vittoria. Più di 150 navi ottomane furono catturate o affondate, circa 30.000 uomini morirono o furono fatti prigionieri e vennero liberati circa 15.000 cristiani ridotti in schiavitù.
La vittoria fu celebrata in tutta Europa come un segno della protezione divina sulla cristianità e venne esaltata da scrittori, poeti e artisti. Fu considerata anche un importante successo della Controriforma cattolica.
Tuttavia, i risultati politici e militari furono meno importanti di quanto ci si aspettasse. Tra i membri della Lega santa emersero presto dei contrasti, perché ciascuno aveva interessi diversi da difendere. Nel marzo del 1573, Venezia firmò una pace separata con gli ottomani, rinunciando a Cipro e riprendendo la sua tradizionale politica di buoni rapporti commerciali con Istanbul.

Il Mediterraneo: commercio e pirateria

Nonostante i conflitti, nel Cinquecento il Mediterraneo continuò a essere un'importante area di scambi commerciali. Come ha mostrato lo storico Fernand Braudel nella sua opera Civiltà e imperi del Mediterraneo nell'età di Filippo secondo, le navi trasportavano non soltanto spezie e sete orientali, ma anche beni di prima necessità, come grano e sale.
Il commercio era favorito anche dall'aumento dei prezzi e dalla disponibilità di monete spagnole, ampiamente utilizzate negli scambi.
Questa ricchezza, però, attirava numerosi pirati e corsari, rendendo la navigazione sempre più pericolosa. Secondo lo storico Alberto Tenenti, proprio il periodo successivo alla battaglia di Lepanto fu caratterizzato da una fase particolarmente intensa di insicurezza marittima.
È importante distinguere tra: Pirateria: attività di saccheggio compiuta da individui o gruppi senza un'autorizzazione ufficiale. Guerra di corsa: attività di attacco alle navi nemiche autorizzata da uno Stato, generalmente attraverso una concessione ufficiale.
La guerra di corsa era praticata non soltanto dai corsari degli Stati barbareschi, ma anche da navigli maltesi, genovesi e toscani. In molti casi, il desiderio di ottenere un bottino prevaleva sulle differenze religiose: venivano attaccate navi cristiane e musulmane senza particolari distinzioni.
Anche gli uscocchi, gruppi di pirati di origine slava che operavano lungo la costa dalmata con la protezione dell'imperatore, contribuivano all'insicurezza dei traffici marittimi.

Domande da interrogazione

  1. Qual era la posizione della Spagna nel Mediterraneo durante il regno di Filippo II?
  2. La Spagna, sotto Filippo II, aveva una posizione di grande forza nel Mediterraneo grazie al controllo diretto dei Regni di Napoli, Sicilia e Sardegna, ma era anche esposta agli attacchi dei corsari barbareschi e dell'Impero ottomano.

  3. Quale fu l'obiettivo principale della Lega santa promossa da papa Pio V?
  4. L'obiettivo principale della Lega santa era contrastare l'espansione ottomana e difendere i territori cristiani nel Mediterraneo, unendo le forze di Spagna, Venezia, Genova, il duca di Savoia e i cavalieri di Malta.

  5. Quali furono le conseguenze immediate della vittoria cristiana nella battaglia di Lepanto?
  6. La vittoria cristiana a Lepanto fu celebrata come un segno della protezione divina e un successo della Controriforma cattolica, ma i risultati politici e militari furono limitati, con Venezia che firmò una pace separata con gli ottomani nel 1573.

  7. Come influenzò il commercio nel Mediterraneo il periodo successivo alla battaglia di Lepanto?
  8. Nonostante i conflitti, il Mediterraneo rimase un'importante area di scambi commerciali, ma la ricchezza attirava pirati e corsari, aumentando l'insicurezza marittima, come evidenziato dallo storico Alberto Tenenti.

  9. Qual è la differenza tra pirateria e guerra di corsa nel contesto del Mediterraneo del Cinquecento?
  10. La pirateria era un'attività di saccheggio senza autorizzazione ufficiale, mentre la guerra di corsa era un attacco autorizzato da uno Stato. Entrambe le attività contribuivano all'insicurezza marittima, coinvolgendo corsari di diverse nazionalità e religioni.

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