Concetti Chiave

  • Gli avverbi qualificativi in italiano possono derivare da quasi tutti gli aggettivi, rendendoli molto numerosi e variabili.
  • La formazione degli avverbi avviene principalmente tramite il suffisso -mente, la forma maschile dell'aggettivo o locuzioni con preposizioni.
  • Il suffisso -mente si aggiunge alla forma femminile dell'aggettivo, con specifiche regole per aggettivi che terminano in -e e consonanti liquide.
  • In italiano, gli avverbi di modo possono essere anche formati da preposizioni seguite da aggettivi, offrendo forme più brevi e semplici.
  • Gli avverbi "bene" e "male" derivano dal latino, seguendo modelli di formazione simili a quelli degli aggettivi da cui provengono.

Indice

  1. Formazione degli avverbi qualificativi
  2. Regole per il suffisso -mente
  3. Origine latina del suffisso -mente
  4. Eccezioni e particolarità degli avverbi
  5. Formazione avverbiale con preposizioni
  6. Trasformazione in complemento di modo
  7. Origine latina di bene e male

Formazione degli avverbi qualificativi

Una caratteristica dell’italiano è la possibilità di far derivare quasi da ogni aggettivo un corrispondente avverbio di modo o maniera, chiamati anche avverbi qualificativi. Per questo motivo, essi sono molto numerosi.

Gli avverbi qualificativi si formano secondo tre procedure:

1) Mediante il suffisso -mente: forte > fortemente, chiaro > chiaramente, veloce > velocemente

2) Ricorrendo alla forma corrispondente all’aggettivo maschile: corre piano, salta alto, parlare chiaro

3) Ricorrendo a locuzioni unite ad una preposizione semplice: di recente, di nuovo

Regole per il suffisso -mente

• Il suffisso-mente si aggiunge alla forma femminile dell’aggettivo (chiaro > chiara > chiaramente)

• Se l’aggettivo termina in -e, il suffisso si aggiunge direttamente : breve > brevemente, senza alcuna trasformazione preliminare.

• Se l’ultima sillaba degli aggettivi in -e contiene una consonante liquida (-le oppure -re), prima di aggiungere il suffisso -mente, la -e finale si elimina:

facile > facilmente, terribile > terribilmente, crudele > crudelmente.

• Eccezioni: leggero > leggermente, benevolo > benevolmente, violento > violentemente che seguono la stessa regola degli aggettivi che terminano in -e quindi non si trasformano al femminile.

Origine latina del suffisso -mente

Il suffisso -mente è derivato dal latino popolare e in particolare modo dal complemento di modo in cui per esempio, per dire con “intenzione chiara” si diceva, in ablativo “clara mente” (= in maniera chiara). Nell’italiano, “mente” ha perso il significato originario ed è diventato un puro e semplice suffisso. L’origine spiega anche perché prima di aggiungere il suffisso è necessario trasformare l’aggettivo al femminile: perché così era in latino. La lingua latina della Chiesa diffusa largamente il suffisso avverbiale, partendo dalle espressioni “devota-mente” , “fedel(i)-mente”, “santa-mente”.

Eccezioni e particolarità degli avverbi

Anche i participi presenti e passati seguono la stessa regola:

brillare > brillante > brillantemente

moderare > moderato > moderatamente

disperare > disperato > disperatamente

convenire > conveniente > convenientemente

Fanno eccezione i colori che non hanno l’avverbio corrispondente in -mente, bensì la locuzione con la preposizione (= di rosso, di verde, di bianco).

Una particolare formazione dell’avverbio di modo è quello che si ottiene utilizzando soltanto il maschile al maschile singolare:

Esempi. Parlare piano (= parlare sottovoce), vedere giusto, costare caro. Questi aggettivi non sono molti anche perché non sempre si può evitare la confusione fra aggettivi e avverbi. La frase che ne risulta ci guadagna in brevità e acquista più eleganza.

Esempi: poco denaro / mangiare poco, molto dolore /soffrire molto, un paese vicino / abitare vicino, una città lontana / andare lontano, un uomo forte / parlare forte (= ad alta voce)

Dall’unione di due avverbi, in ambito musicale (piano + forte) si è formato il sostantivo “pianoforte”, frequentemente abbreviato in “piano”.

Formazione avverbiale con preposizioni

Un’altra formazione dell’avverbio è composta dalla preposizione “di” oppure “in” seguita da un aggettivo

Recentemente > di recente, sicuramente > di sicuro, solitamente > di solito, di rado, di continuo, di solito, in alto, in basso.

La stessa formazione si ottiene anche con “da” oppure con “die”, ma in misura più ridotta: a lungo, da vicino, da lontano. Pur essendo un tipo di avverbio di modo limitato, esso è comunque preferito alla forma in -mente perché più semplice e breve.

Trasformazione in complemento di modo

Tutti gli avverbi qualificativi si possono trasformare in un complemento di modo o maniera

Lavorare faticosamente > lavorare con fatica, piangere disperatamente > piangere con disperazione, agire rapidamente > agire con rapidità.

Da quanto detto, si può concludere che dallo stesso aggettivo si possono ottenere diverse forme avverbiali o complementi per esprime un modo:

Esempio: certo > certamente / di certo / con certezza. La preferenza dell’uno e dell’altro dipende dal gusto personale e dal tocco stilistico che vogliamo dare alla frase

Origine latina di bene e male

Dalla lingua latina derivano anche i due avverbi di modo “bene” e “ male”. In latino gli avverbi si formavano partendo dal tema dell’aggettivo con la desinenza -e (mal(u) > male, bon(u) > bene) Dal diminutivo “bènulu” si è avuto “benlo” e quindi “bello”. Pertanto, i tre vocaboli buono/bene/bello hanno tutti la stessa origine.

“Malo” continua ad esistere nelle espressioni “di malo modo”, “di mala voglia” oppure come uso avverbiale (sotto forma di “male): star male, pensare male, agire male. Negli altri casi, è stato sostituito da “malvagio” e da “cattivo” (dal latino “captivus”).

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali modalità di formazione degli avverbi qualificativi in italiano?
  2. Gli avverbi qualificativi si formano principalmente in tre modi: aggiungendo il suffisso -mente alla forma femminile dell'aggettivo, utilizzando la forma maschile dell'aggettivo, o attraverso locuzioni con preposizioni semplici (es. "di recente").

  3. Quali regole governano l'uso del suffisso -mente?
  4. Il suffisso -mente si aggiunge alla forma femminile dell'aggettivo, si applica direttamente agli aggettivi che terminano in -e, e richiede l'eliminazione della -e finale per aggettivi con consonanti liquide. Ci sono eccezioni come "leggero" che non seguono questa regola.

  5. Qual è l'origine del suffisso -mente?
  6. Il suffisso -mente deriva dal latino popolare, in particolare dal complemento di modo, dove "clara mente" significava "in maniera chiara". In italiano, "mente" ha perso il significato originale ed è diventato un semplice suffisso.

  7. Come si formano gli avverbi da participi e quali sono le eccezioni?
  8. Gli avverbi possono essere formati dai participi presenti e passati seguendo la stessa regola degli aggettivi. Tuttavia, i colori non hanno avverbi corrispondenti in -mente, ma utilizzano locuzioni con preposizioni (es. "di rosso").

  9. In che modo gli avverbi possono essere trasformati in complementi di modo?
  10. Gli avverbi qualificativi possono essere trasformati in complementi di modo, ad esempio "lavorare faticosamente" diventa "lavorare con fatica". Questa trasformazione offre diverse opzioni stilistiche per esprimere il modo.

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