Concetti Chiave
- Gli avverbi hanno la funzione principale di modificare i verbi, collocandosi normalmente dopo di essi per mantenere la loro etimologia "ad verbum".
- Nell'uso poetico, gli avverbi possono essere inseriti tra l'ausiliare e il participio passato per conferire maggiore risalto e un tono elegante alla frase.
- Posizionare un avverbio all'inizio di una frase attira l'attenzione dell'interlocutore, cambiando l'enfasi e l'espressività del messaggio.
- Alcuni avverbi modificano intere proposizioni e possono essere collocati all'inizio o alla fine della frase, separati da una virgola, mentre altri devono rimanere a contatto con la parola che modificano.
- Nei testi letterari, come nella Divina Commedia di Dante, l'uso strategico degli avverbi arricchisce il significato e la musicalità delle frasi.
Indice
Funzione e posizione dell'avverbio
La funzione fondamentale dell’avverbio è di modificare il verbo; infatti dal punto di vista etimologico, il termine deriva dal latino “ad verbum” = vicino al verbo. Per questo è normale che esso sia collocato dopo il verbo.
Esempi: Ci siamo affaticati molto. Essi vivono miseramente. Parla molto adagio. Ci ha risposto personalmente
Uso poetico e stilistico dell'avverbio
L’avverbio che modifica un verbo alla forma composta, può essere collocato fra l’ausiliare e il participio passato, con lo scopo di dargli un maggior risalto. Questa tecnica è molto frequente nel linguaggio poetico.
Esempio: Egli ha troppo sofferto, invece di Egli ha sofferto troppo. Usato in questo modo nel linguaggio corrente, conferisce un tono elegante alla frase.
L’avverbio può essere posto anche davanti al verbo, per dargli una maggiore espressività. Da notare, pertanto, la differenza fra Presto te ne pentirai e Te ne pentirai presto è evidente. L’avverbio collocato in questa posizione anticipata attira di più l’attenzione dell’interlocutore e sembra quasi che l’interesse principale di tutta la frase sia proprio nel suo significato. Questo spiega perché spesso gli scrittori ricorrano a simile espediente sintattico per ottenere effetti stilistici particolari.. Infatti Dante scrive nel canto II del Purgatorio: “Soavemente disse qu’io posassi…….benignamente fu’ da lui ricolto” (vv. 81 e 102). Da ricordare che una delle più antiche e famose composizioni poetiche della letteratura italiana di Giacomo da Lentini, uno scrittore della scuola poetica siciliana, inizia proprio con un avverbio di modo: Meravigliosamente un amor mi distringe.
Uno degli avverbi che spesso viene collocato all’inizio della frase è “sempre” in modo da attribuirgli un’evidenza del tutto particolare. Infatti notare la differenza fra “Faccio sempre la spesa al supermercato” e “Sempre vado a fare la spesa al supermercato.”. Nella Divina Commedia, Dante ci fornisce tanti esempi a questo proposito: “Questa montagna è tale / che sempre al cominciar di sotto è grave (Purgatorio, canto IV, v. 88)
Avverbi che modificano proposizioni
Ci sono degli avverbi che non soltanto modificano una sola parola (avverbio, aggettivo o nome), ma un’intera proposizione. Si tratta di quelli che indicano una probabilità (forse, quasi, certo, certamente, sicuramente) o un apprezzamento. Nel caso in cui siano usati per modificare un’intera frase, sono collocati, indistintamente, in cima o in fondo, distinti da una virgola. Nel linguaggio parlato sono separati dal resto, da una pausa. Esempio:
Fortunatamente, non abbiamo perso nulla / Non abbiamo perso nulla, fortunatamente. Esso può essere anche collocato nel corso della frase, separato sempre da due virgole.
Si conferma che qualora un avverbio modifichi una sola parola, esso deve essere messo obbligatoriamente a contatto con essa, senza alcuna pausa.
Esempio: Ormai possiamo vivere tranquillamente, in cui “tranquillamente” modifica il verbo “vivere”
Se l’avverbio modifica un aggettivo o un altro avverbio, esso si colloca prima:
Esempio: Essi si sono comportati molto male. Egli è difficilmente propenso a darci una mano
Domande da interrogazione
- Qual è la funzione principale dell'avverbio nella frase?
- Come può l'avverbio influenzare lo stile poetico?
- In che modo la posizione dell'avverbio può cambiare l'espressività di una frase?
- Qual è la differenza nell'uso degli avverbi che modificano un'intera proposizione?
L'avverbio ha la funzione fondamentale di modificare il verbo, essendo etimologicamente legato al concetto di "vicinanza al verbo" (dal latino "ad verbum"). È comune che l'avverbio sia collocato dopo il verbo.
L'avverbio può essere collocato fra l'ausiliare e il participio passato per dare maggior risalto al verbo, come in "Egli ha troppo sofferto". Questa tecnica è frequente nel linguaggio poetico e conferisce un tono elegante alla frase.
Collocare l'avverbio davanti al verbo aumenta la sua espressività, come si nota nella differenza tra "Presto te ne pentirai" e "Te ne pentirai presto", attirando maggiormente l'attenzione dell'interlocutore.
Gli avverbi che modificano un'intera proposizione, come "fortunatamente", possono essere collocati all'inizio o alla fine della frase, separati da una virgola, mentre se modificano una sola parola devono essere a contatto con essa senza pause.