Concetti Chiave
- Il contesto storico delle avanguardie va dal 1900 allo scoppio della prima guerra mondiale, caratterizzato dalla belle époque, un periodo di benessere e divertimento.
- Il crollo del positivismo avviene nel XX secolo, grazie alle teorie di Freud e Einstein, che mettono in dubbio le certezze razionali e scientifiche dell'epoca.
- La psicanalisi di Freud esplora l'equilibrio tra es, io e super io, evidenziando come l'inconscio influenzi i traumi e le nevrosi, accessibili solo attraverso il sogno.
- Il futurismo, con il manifesto di Marinetti del 1909, rappresenta una rottura totale con il passato, promuovendo la guerra e la distruzione come mezzi per una nuova era moderna.
- Le avanguardie storiche sono caratterizzate da intellettuali giovani e attivi, desiderosi di emergere e influenzare il dibattito culturale e politico del loro tempo.
Il contesto storico delle avanguardie
Il contesto storico delle avanguardie è dal 1900 allo scoppio della prima guerra mondiale. In questo periodo c’è il cosiddetto periodo della belle époque (Mouline Rouge ad esempio); è un periodo di benessere, di divertimento, di spensieratezza, prima di entrare al conflitto mondiale.
Il crollo del positivismo
In questo decennio si ha il vero crollo del positivismo. Nel decadentismo già c’era l’opposizione al positivismo, ma ora c’è proprio il superamento Questo perché nuove teorie mettono in dubbio le convinzioni del positivismo: quella di Sigmund Freud e quella di Einstein (relatività). Per quest’ultimo tutto è relativo e niente e certo; questo è il contrario del positivismo. Freud dice che la mente umana ha una zona oscura, irrazionale, incontrollabile, l’inconscio: una sorta di scatola nera in cui il cervello immagazzina ricordi che razionalmente non abbiamo, ma nel momento opportuno e inconsciamente, vengono fuori. Questa zona oscura della mente, scatena le nevrosi, anche i tic.
Freud in un campo ed Einstein in un altro mettono in crisi le certezze affermate dal positivismo. Il definitivo superamento del positivismo si ha quindi nel XX secolo.
La psicanalisi di Freud
Freud dice che la vita psichica dell’uomo si sostiene su un delicato equilibrio tra 3 livelli: l’es, l’io e il super io. Le prime due parti sono l’inconscio, i traumi che la mente ha rimosso. Tutti noi abbiamo avuto dei traumi che abbiamo dimenticato, ma la coscienza li ha immagazzinati. L’io è la conoscenza che ho di me, quello che sono e che ricordo di me. Il super io è ciò che mi circonda, l’insieme degli insegnamenti che mi hanno costruito e che ho assimilato sin dalla prima infanzia. Il super io è quello che mi forma, l’ambiente esterno e le norme morali che mi vengono insegnate.
Quando non c’è equilibrio tra l’es, l’io e il super io, c’è la nevrosi, che si presenta anche con i tic. Essa si cura con la psicanalisi, che guarisce attraverso il sogno, che è il momento in cui non ho più freni, quando sono io realmente. La tecnica psicanalitica che Freud mette appunto è quella di scoprire l’inconscio, ma in quanto tale non posso analizzarlo quando sono sveglio e razionale, ma solo in una fase inconscia, il sogno.
Con la psicanalisi si studia la zona inconscia attraverso il sonno: nel sonno (quindi il sogno) il super io viene liberato, si libera la morale; tutte le strutture che sono nel proprio modo di comportarsi vengono liberate; i sogni sono senza censura, la morale non esiste. È quindi attraverso il sogno che si può analizzare la nostra personalità. Si parla infatti di ipnosi, durante la quale studiamo l’inconscio delle persone. Questa zona inconscia anche i lapsus e le dimenticanze sono sintomi nevrotici.
L'influenza di Freud sulla letteratura
Le teorie di Freud influenzano la letteratura del ‘900, come Svevo o Bergson. Per Pirandello la vita è un continuo flusso, un continuo divenire; questa è un’altra teoria che mette in crisi il positivismo, per il quale ci sono solo certezze, razionalità, non inconscio.
L'emergere delle avanguardie
A livello culturale emergono nuovi intellettuali, nuovi giovani molto focosi, attivi, soprattutto nel momento di decidere se entrare in guerra o no. Tutti i nuovi intellettuali sono favorevoli all’entrata in guerra dell’Italia. Essi sono tutti della media-bassa borghesia e cercano un modo per emergere dalla massa. Tra queste troviamo le avanguardie storiche, che si vengono a distinguere dalle avanguardie più recenti. Avanguardia è un termine militare e rappresenta coloro che vanno alla scoperta, davanti a tutti. Questo termine viene usato in letteratura per designare soprattutto 3 gruppi: i futuristi, i crepuscolari e i vociani. I futuristi vogliono subito andare verso il futuro, però questo nome sta a significare una rottura totale con il passato che può avvenire solo con una distruzione totale di arte, letteratura (distruzione biblioteche), dei musei, entrare in guerra quindi. Questi ragazzi sono anche esaltati e violenti: ogni loro uscita serale finisce in rissa, distruggendo i locali dove si riunivano.
Il manifesto del futurismo
Le avanguardie hanno anche la caratteristica di annunciarsi al pubblico, con un manifesto. Esso esce ad opera di Filippo Tommaso Marinetti nel 1909 su una pagina de “Le Figaro”, il giornale più famoso di Francia. Il manifesto del futurismo è un inno alla distruzione. Questa distruzione col passato deve avvenire con una distruzione totale di tutto ciò che lo rappresentava: i musei, le biblioteche, i professori (insegnano il passato), i ciceroni ecc. Questo va eliminato con la guerra, la sola igiene del mondo, l’unico modo per cancellare il passato, la storia e ricominciare da capo dal ‘900 in poi. Il futurismo e le altre avanguardie non sono movimenti esclusivamente letterari; sono soprattutto artistici. L’espressione artistica cambia come cambia la letteratura. Viene rappresentato soprattutto il movimento. Il dinamismo si rifà al filosofo Bergson.
Le premesse filosofiche delle avanguardie
Le premesse di queste avanguardie sono la filosofia di Nietzsche (esaltazione della volontà), di Bergson (la vita è un ciclo continuo, una realtà in continuo movimento, che si può conoscere solamente con l’intuizione). Sono tutte queste filosofie, che insieme alle teorie di Einstein e Freud, distruggono il positivismo e portano al modernismo e alla modernità in tutte le sue sfaccettature. Il passato vuole essere eliminato: il modernismo inizia oggi. Con l’affermazione “eliminiamo anche il chiaro di luna” (Leopardi), si intende che si vuole eliminare anche il romanticismo.
La violenza dei futuristi
I futuristi sono molto violenti: si ubriacavano e facevano risse. Mentre d’Annunzio cerca di coinvolgere la massa convincendola ad entrare in guerra, i futuristi li convincono con le botte (o con noi o contro di noi). La bellezza è rappresentata dalla velocità. Quando si parla di automobile l’articolo è senza apostrofo, questo perché all’inizio del ‘900 l’automobile era maschile; diventa femminile con d’Annunzio che ne paragona la bellezza con quella femminile. Marinetti dice che la macchina è molto più bella con la sua velocità e il suo suono di un’opera classica. Eliminando il passato si dice che è più bella la modernità.
Domande da interrogazione
- Qual è il periodo storico in cui si sviluppano le avanguardie?
- Come hanno influito le teorie di Freud ed Einstein sul positivismo?
- Qual è il ruolo del sogno nella psicanalisi di Freud?
- Quali sono i principali gruppi delle avanguardie storiche?
- Qual è il manifesto del futurismo e il suo significato?
Le avanguardie si sviluppano dal 1900 allo scoppio della prima guerra mondiale, durante la belle époque, un periodo caratterizzato da benessere e divertimento.
Le teorie di Freud e Einstein mettono in crisi le certezze del positivismo, con Freud che esplora l'inconscio e Einstein che introduce il concetto di relatività, portando al superamento del positivismo nel XX secolo.
Il sogno è fondamentale nella psicanalisi di Freud, poiché permette di accedere all'inconscio e analizzare la personalità, liberando la mente da freni e morali.
Le avanguardie storiche comprendono i futuristi, i crepuscolari e i vociani, con i futuristi che si distinguono per la loro volontà di rompere con il passato attraverso la distruzione.
Il manifesto del futurismo, pubblicato da Marinetti nel 1909, è un inno alla distruzione del passato e alla necessità di ricominciare da capo, enfatizzando la bellezza della modernità e della velocità.