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VIS (Valutazione d’impatto sanitario)

La Direttiva 2014/52/UE, recepita dal D.L.vo 104/2017 su valutazione di impatto ambientale (VIA), prescrive per i nuovi impianti di specifiche categorie di svolgere una VIS per tutelare le popolazioni dai potenziali impatti sul territorio, tenendo conto anche delle opportunità di sviluppo.

Abbracciando il concetto di salute della WHO, valuta ex-ante i potenziali effetti sulla salute, prevedendo l’identificazione di scenari di esposizione ed i rischi per la salute associati, valutati con approccio tossicologico e/o epidemiologico.

Definizione VIS D.L.vo 104/2017: “elaborato predisposto da un proponente […] al fine di stimare gli impatti complessivi, diretti e indiretti, che la realizzazione e l’esercizio del progetto può procurare sulla salute della popolazione”.

È una combinazione di procedure, metodi e strumenti, che consentono la valutazione dei potenziali, anche non intenzionali, effetti di una politica, piano, progetto o programma sulla salute della popolazione esposta, individuando azioni appropriate per la loro gestione.

Si affianca alla VIA per integrarla, è uno strumento decisionale e interviene prima che gli impianti vengano realizzati: VIS valuta come l’intervento sul territorio può introdurre cambiamenti nei determinanti di salute che concorrono a definire lo stato di salute della popolazione, producendo di conseguenza cambiamenti nello stato di salute stesso.

Non valuta solo gli effetti negativi ma anche quelli positivi, tenendo conto dei costi per la comunità, sia come cambiamenti dello stato di salute che sul benessere in senso generale.

Obiettivi VIS

Obiettivi VIS: tutelare la salute in modo multidisciplinare, definire procedure e metodi per la stima degli effetti potenziali sulla salute di una popolazione, valutare diverse fonti di dati e metodi analitici, più contributi stakeholder, identificare e classificare impatti positivi e negativi proponendo interventi per la prevenzione e riduzione, produrre una base di info sulla popolazione/stato di salute/ambiente sviluppando indicatori e misurazioni per il monitoraggio, indicare soluzioni migliori e realistiche raccomandazioni per gestire gli effetti attesi e coinvolgere gli stakeholder, le figure amministrative e politiche.

Stakeholder

Stakeholder = organizzazioni di cittadini, residenti, ARPA, imprese locali, industrie, agenzie pubbliche, ONG, ricercatori, corporazioni di professionisti.

Per la corretta predisposizione di una VIS nelle fasi iniziali devono essere coinvolti esperti del settore ambientale e sanitario, istituzioni locali e facilitare la partecipazione della popolazione che subirà le conseguenze determinate dalle modifiche al territorio apportate dall’opera.

VIS come VIA deve considerare gli effetti complessivi, diretti e indiretti.

  • Diretti = impatti sulla salute determinati da esposizione di popolazione a inquinanti prodotti/emessi a seguito di realizzazione e/o funzionamento dell’opera.
  • Indiretti = impatti sulla salute determinati dall’influenza che l’opera produce sul territorio.

Deve essere svolta per tutte le diverse fasi della vita di un’opera: realizzazione, funzionamento e dismissione.

È una valutazione previsionale, di natura legata a modelli di rischio, dati disponibili, presunti scenari di esposizione, quindi è affetta da incertezza: deve sempre essere accompagnata da una relazione che includa le misure di rischio e la stima delle incertezze, con una motivazione delle scelte metodologiche usate supportate da evidenze scientifiche, cioè banche dati, letteratura scientifica.

Diverso da VDS perché quella è valutazione ex-post dove i danni alla salute ci sono già e vanno quantificati.

Conseguenze

Conseguenze: piano di monitoraggio ambientale-sanitario basato sull’identificazione e sulla pianificazione del monitoraggio dei parametri ambientali che hanno rilevanza sui potenziali effetti sanitari e degli indicatori sanitari.

Poiché mortalità e carico di malattia connesso a esposizioni per contaminazione ambientale hanno impatto economico, anche VIS può essere strumento strategico per riduzione dei costi che impatto ambientale può produrre in termini di effetti su salute umana.

In più accelera procedure di valutazione/autorizzazione perché se “componente salute” in SIA non è ben compilata, i territori esprimono sempre preoccupazioni creando conflitti che allungano l’iter autorizzativo.

Fasi VIS

Fasi VIS: screening, scoping, assessment/appraisal, monitoring e reporting.

Screening

1) Screening: si valuta se è necessaria la VIS per il progetto sottoposto a VIA, spesso utile reperire info su casi analoghi. Fatta eccezione per alcuni tipi di opera, è necessario fare una verifica di assoggettabilità.

Sarà quindi necessario fare una prima:

  • Identificazione e caratterizzazione della popolazione potenzialmente esposta, includendo una descrizione della sua distribuzione spaziale sul territorio, dati da censimento ISTAT.
  • Profilo salute della popolazione a t0, sia generale che per grandi gruppi, almeno esiti mortalità, ricovero, tumori, indicatori sanitari più incidenza se c’è registro più altri ritenuti opportuni. Sufficiente indicatori per “grandi gruppi di cause” come indicato in sistema SENTIERI. Se sono note criticità per patologie correlate all’inquinamento vanno identificati gli inquinanti critici.
  • Valutazione quali-quantitativa della sovrapposizione dei nuovi impatti con quelli già esistenti sul territorio, identificando i possibili fattori di rischio per la popolazione, gli indicatori di salute più appropriati in collaborazione con le strutture sanitarie del territorio.

Questo per poter fare una prima valutazione sulla necessità o meno di procedere con la VIS.

I risultati di questa fase devono poter indicare se, a integrazione delle valutazioni ambientali per gli aspetti di carattere sanitario, il progetto dovrà essere sottoposto a VIA. Un progetto può non essere sottoposto a VIA-VIS solo se:

  • Ci sono forti evidenze scientifiche che il territorio non può sopportare l’inserimento di altre opere, perché presenta uno stato di compromissione dal punto di vista ambientale/sanitario.
  • È evidente che non vi sono impatti per la salute della popolazione.

Al tavolo, per definire l’assoggettabilità/non assoggettabilità a VIA-VIS devono partecipare anche tutti gli stakeholder e gli enti del territorio che lo conoscono storicamente e lo rappresentano.

Scoping

2) Scoping: si identificano gli aspetti che si dovranno trattare, gli effetti sulla salute rilevanti a breve e lungo periodo, la popolazione interessata, l’estensione del territorio da studiare.

Si scelgono gli indicatori di salute in funzione dei fattori di rischio identificati e si valuta lo stato di salute della popolazione ante-operam e gli esperti necessari a condurre lo studio più gli stakeholder da coinvolgere.

In questa fase si identificano i potenziali impatti sulla salute e si scelgono gli indicatori di salute da valutare e quantificare nella successiva fase di assessment. Si dovrà:

  • Identificare l’area di interesse geografico su cui gli impatti stimati, diretti e indiretti, avranno influenza.
  • Caratterizzare l’area di interesse per popolazione esposta, la distribuzione sul territorio, aree sensibili e presenza.
  • Identificare i fattori di rischio sia preesistenti che legati all’opera, correlati sia all’esercizio ordinario che a possibili eventi, incidenti, malfunzionamenti. È fase fondamentale e rilevante. Le fonti di informazione devono essere attendibili e verificate tipo EFSA, ECHA, WHO, UESPA.
  • Scegliere gli indicatori di salute. Dopo aver descritto il profilo di salute generale della popolazione interessata, al profilo di salute generale si aggiunge un profilo di salute specifico associabile agli inquinanti post-operam. Si devono quindi identificare le cause di interesse per le quali produrre gli indicatori epidemiologici a priori, selezionandole in base alle evidenze epidemiologiche relative all’impianto di interesse e sulle evidenze tossicologiche relative agli inquinanti. Gli indicatori devono essere riconducibili ad effetti correlati all’esposizione agli inquinanti emessi dall’opera, anche per i sensibili, con particolare attenzione al loro destino ambientale e al profilo tossicologico. Matrice in cui viene immesso inquinante, aria, acqua, suolo, influenza potenzialità di determinare effetti. Vanno valutati indicatori anche per impatti indiretti, in base alle specifiche.
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Ingegneria civile e Architettura ICAR/03 Ingegneria sanitaria-ambientale

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