Concetti Chiave
- Le classi dirigenti austriache della Belle Epoque vedevano la monarchia asburgica come custode della stabilità e dell'armonia tra le varie nazioni dell'Impero.
- Tra il 1861 e il 1870, l'Austria subì significative perdite territoriali, tra cui il Stato lombardo-veneto e il controllo sulla Confederazione germanica.
- La Questione balcanica rappresentava una sfida cruciale, con terre precedentemente sotto il dominio ottomano che si erano liberate, creando un mosaico di Stati instabili.
- La Serbia, legata alla Russia, mirava a unire gli slavi del Sud, rappresentando un potenziale pericolo per l'unità dell'Impero asburgico.
- L'indebolimento dell'Impero asburgico fu alimentato dalle crescenti tendenze irredentiste delle popolazioni sottomesse, minacciando la sua stabilità.
La missione storica della monarchia
Le classi dirigenti austriache della Belle Epoque erano convinte che la monarchia asburgica avesse una "missione storica" da compiere: proteggere e mantenere fedeli le diverse nazioni dell’Impero. Esse credevano che si potesse affermare un’Austria felice e armoniosa e identificavano quest’immagine con il valzer, la musica da ballo che Johann Strass aveva inventato riprendendo motivi popolari tedeschi e magiari e riproponendoli in una cornice di eleganza e di spensieratezza.
Le perdite territoriali dell'Austria
La realtà era ben diversa. Tra il 1861 e il 1870 la dinastia aveva addirittura dovuto rinunciare al possesso dello Stato lombardo-veneto e al controllo sulla Confederazione germanica. Nel 1867 essa era stata anche costretta a concedere l’autonomia agli ungheresi che restavano legati all’Austria solo per la politica estera (le alleanze e la guerra) e per gli accordi doganali. Lo stesso Francesco Giuseppe aveva dovuto mutare il suo titolo in "imperatore d’Austria e re d’Ungheria".
La questione balcanica
Queste perdite tuttavia non erano nulla se accostate al problema noto come Questione balcanica. Lungo le pendici dei Balcani, la catena montuosa che scende dall’Europa centro-orientale al Mar Mediterraneo attraversando la Grecia, vi erano le terre che per diversi secoli avevano fatto parte dell’Impero turco. Queste terre irredente erano riuscite a liberarsi del dominio straniero (nel corso dell’Ottocento le popolazioni locali riuscirono ad avere la meglio sugli ottomani dopo sanguinose rivolte). Alla fine, in questa zona si era formato un mosaico di Stati e staterelli , a volte indipendenti e a volte sottomessi politicamente ai Turchi e amministrativamente all’Austria.
L'indebolimento dell'Impero asburgico
Fra questi Stati uno dei più importanti era la Serbia, un Paese slavo che non amava l’Austria e che era fortemente legato alla Russia. I serbi avevano come obiettivo quello di creare insieme agli altri Stati circostanti (come ad esempio i croati) lo Stato degli slavi del Sud.
Infine quindi l'Impero asburgico iniziò a indebolirsi a causa delle tendenze irredentiste delle popolazioni sottomesse, le quali quindi iniziarono ad essere una minaccia vera e propria per la stabilità della compagine imperiale.
Domande da interrogazione
- Qual era la "missione storica" della monarchia asburgica secondo le classi dirigenti austriache?
- Quali furono le principali perdite territoriali dell'Austria tra il 1861 e il 1870?
- Quale ruolo giocava la Serbia nella questione balcanica e come influenzava l'Impero asburgico?
Le classi dirigenti austriache credevano che la monarchia asburgica avesse il compito di proteggere e mantenere fedeli le diverse nazioni dell'Impero, immaginando un'Austria felice e armoniosa, simboleggiata dal valzer di Johann Strass.
Tra il 1861 e il 1870, l'Austria dovette rinunciare al possesso dello Stato lombardo-veneto e al controllo sulla Confederazione germanica, e nel 1867 concesse autonomia agli ungheresi, cambiando il titolo dell'imperatore in "imperatore d’Austria e re d’Ungheria".
La Serbia, legata alla Russia e ostile all'Austria, mirava a creare uno Stato degli slavi del Sud insieme ad altri Stati circostanti, contribuendo all'indebolimento dell'Impero asburgico a causa delle tendenze irredentiste delle popolazioni sottomesse.