Concetti Chiave
- Ottaviano trasforma la repubblica in un principato, assumendo titoli che gli conferiscono un potere monarchico, pur mantenendo le istituzioni repubblicane.
- Augusto si dedica all'organizzazione del consenso, favorendo la sua divinizzazione e legandosi a intellettuali di spicco per promuovere un periodo di pace e stabilità.
- Le campagne militari di Augusto garantiscono il controllo della penisola iberica e la sottomissione delle tribù alpine, mentre il problema germanico rimane parzialmente irrisolto.
- Alla morte di Augusto, il senato riconosce l'autocrazia del potere imperiale, innescando una narrativa negativa sui suoi successori senza restaurare la repubblica.
- Augusto riforma le istituzioni statali, introducendo nuove cariche e riorganizzando le province in senatorie e imperiali per una gestione più efficace del potere.
Qual è la trasformazione della repubblica?
Con Ottaviano la repubblica si trasforma in principato. Ottaviano assume i titoli di prunceps, imperator e pater patriae; il cognome di Augusto; la carica di pontefice massimo. Pur lasciando apparentemente intatte le magistrature repubblicane, Ottaviano esercita di fatto un potere monarchico, concentrando nelle sue mani cariche e titoli che gli danno il potere dell'esercito, il controllo della politica estera e quello delle attività del senato. Augusto riforma le istituzioni dello Stato dividendo le cariche tra l'ordine equestre e quello senatorio e introduce nuove cariche, i prefetti. Riorganizzando inoltre il sistema delle province distinguendole tra senatorie e imperiali.
Il consenso e la cultura
L'imperatore è molto attento all'organizzazione del consenso intorno alla sua persona. Assunto il ruolo di restauratore della religione tradizionale, favorisce in Oriente la propria divinizzazione e in Occidente il sorgere di culti tribali al suo Genio tutelare. Inoltre, per mezzo del suo potente collaboratore Macenate, lega a sè i più illustri intellettuali del suo tempo: dai poeti Virgilio e Orazio allo storico Tito Livio. Dopo decenni di guerre civili Augusto assicura ai Romani un periodo di pace, che si traduce in una maggiore stabilità dei confini.
Le campagne militari di Augusto
A tal fine Augusto intraprende una serie di campagne militari, che assicurano a Roma il controllo della penisola iberica e la sottomissione delle tribù stanziate lungo i passi alpini. In Europa centrale il problema germanico rimane in parte irrisolto, specie dopo la sconfitta delle truppe imperiali a Teutoburgo, mentre in Oriente il problema partico è risolto per via diplomatica.
La successione e il senato
Alla morte di Augusto l'equilibrio da lui costruito si spezza. Di fronte a una successione di tipo dinastico, il senato prende atto del carattere autocratico del potere imperiale. Di qui, tutta una produzione storiografica che presenta i successori di Augusto, i Giulio-Claudii, come feroci e corrotti tiranni; di qui una catena di congiure, però, non portano alla restaurazione degli ordinamenti repubblicani.
Domande da interrogazione
- Qual è il principale cambiamento politico avvenuto con Ottaviano?
- Come Augusto ha gestito il consenso e la cultura durante il suo regno?
- Qual è stata la conseguenza della morte di Augusto sul potere imperiale?
Con Ottaviano, la repubblica si trasforma in principato, con lui che esercita un potere monarchico pur mantenendo le apparenze delle magistrature repubblicane (testo).
Augusto ha organizzato il consenso attorno alla sua figura, promuovendo la sua divinizzazione e legando a sé intellettuali come Virgilio e Orazio, assicurando un periodo di pace e stabilità dopo le guerre civili (testo).
Alla morte di Augusto, l'equilibrio politico si rompe e il senato riconosce il carattere autocratico del potere imperiale, portando a una storiografia che descrive i suoi successori come tiranni e a una serie di congiure senza successo per restaurare la repubblica (testo).