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Concetti Chiave

  • Gli atti giuridici di diritto familiare sono regolati da normative specifiche, separate da quelle degli atti patrimoniali.
  • La riforma del 1975 ha garantito l'uguaglianza giuridica di tutti i figli, indipendentemente dalla loro origine matrimoniale.
  • Il concetto di famiglia si è evoluto, passando da una struttura dominata dalla patria potestà a una con responsabilità genitoriale condivisa.
  • La podestà del pater familias è stata sostituita dalla responsabilità genitoriale, coinvolgendo entrambi i genitori nelle decisioni familiari.
  • In passato, la famiglia era vista come una grande unità sotto il controllo del pater familias, mentre oggi si distingue tra famiglia in senso stretto e ampio.

Regolazione degli atti giuridici familiari

Gli atti giuridici di diritto familiare, anche quando consistono in dichiarazioni di volontà come nel caso del matrimonio, ricevono una regolazione normativa a sé stante, diversa da quella degli atti giuridici di contenuto patrimoniale.
Il diritto di famiglia è stato riformato nel 1975. Una delle più significative innovazioni ha riguardato la posizione dei figli: a differenza di quanto avveniva in passato, infatti, oggi tutti i figli hanno lo stesso status giuridico (art. 315) a prescindere dal loro concepimento all’interno o al di fuori del matrimonio. In quest’ultimo caso, come disposto dall’art. 258 il riconoscimento non produce effetti solo in capo al genitore che lo ha messo in atto, bensì anche riguardo ai parenti di esso (art. 258).

Evoluzione del concetto di famiglia

Mentre nella società moderna la distinzione tra famiglia in senso stretto e in senso ampio è netta, in passato i due concetti tendevano a coincidere: il termine «famiglia» alludeva a un’unica grande famiglia dominata dalla patria potestà perpetua, a cui erano assoggettati tutti i discendenti del medesimo capostipite e che implicava l’obbligo di coabitazione e del lavoro nel fondo della famiglia. Il consenso del pater familias era necessario anche per le nozze dei figli adulti e ci si poteva sottrarre solo con l’emancipazione da lui concessa espressamente o tacitamente (tramite l’acquiescenza alla separata abitazione o in seguito all’assunzione di un’alta carica politica da parte dell’emancipato). Oggi, la podestà del pater familias è stata sostituita con la responsabilità genitoriale (art. 316) che sorge in capo a entrambi i genitori, dunque non più solo sul padre. In particolare, prima della riforma legislativa del 1975 il podestà della famiglia esercitava anche la podestas maritalis sulla moglie e ciò gli consentiva di detenere in maniera esclusiva il compito di determinare l’indirizzo della vita famigliare, oggi affidato unitariamente a entrambi i coniugi.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stata una delle principali innovazioni introdotte dalla riforma del diritto di famiglia del 1975?
  2. Una delle principali innovazioni è stata l'uguaglianza di status giuridico per tutti i figli, indipendentemente dal loro concepimento all'interno o al di fuori del matrimonio (art. 315).

  3. Come è cambiato il concetto di responsabilità genitoriale dopo la riforma del 1975?
  4. La responsabilità genitoriale, che prima era esclusiva del padre (pater familias), è stata estesa a entrambi i genitori, eliminando la podestà esclusiva del padre (art. 316).

  5. Qual era la differenza tra la famiglia in senso stretto e in senso ampio nel passato rispetto ad oggi?
  6. In passato, la famiglia in senso stretto e in senso ampio tendevano a coincidere, con una grande famiglia dominata dalla patria potestà, mentre oggi esiste una netta distinzione tra i due concetti, con una maggiore autonomia per i membri della famiglia.

Domande e risposte

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