Concetti Chiave
- Atene iniziò come monarchia, con l'ultimo re Crodo che si sacrificò per salvare la città dalla minaccia dei Dori.
- Dopo la vittoria, Atene si trasformò in una repubblica oligarchica, dominata dagli eupatridi, che gestivano il governo senza leggi scritte.
- Dracone elaborò le prime leggi scritte di Atene, che confermarono i privilegi delle classi ricche e mantennero pene severe.
- Solone avviò il processo democratico permettendo a tutti i cittadini di partecipare all'assemblea, ma le cariche pubbliche restavano accessibili solo ai più ricchi.
- Clistene attuò riforme significative abolendo le classi sociali basate sulla ricchezza, creando dieci tribù e garantendo pari opportunità per accedere alle cariche governative.
Le origini monarchiche di Atene
Agli inizi Atene era una monarchia, ma non conosciamo il nome dei re, né l’epoca in cui essi vissero. Sappiamo soltanto chi fosse l’ultimo re: si chiamava Crodo e visse verso l’VIII secolo d.C. Secondo la leggenda, quando Atene subì la minaccia dei Dori, l’oracolo di Delfi predisse che avrebbe vinto i, popolo il cui re sarebbe stato ucciso in battaglia. Allora, Crodo pensò di sacrificarsi volontariamente, si introdusse nel campo nemico e fingendosi un semplice soldato riuscì a farsi uccidere.
La transizione verso la repubblica
Gli ateniesi vinsero la guerra, ma i cittadini più ricchi, con la scuola che non ci sarebbe mai stato un monarca altrettanto dedito alla patria, non individuarono alcun successore ed il governo di Atene fu trasformato in repubblica. Tuttavia, si trattava di una repubblica oligarchica. Infatti, il governo della città veniva affidato non nelle mani di un solo sovrano, bensì affidato ad un gruppo privilegiato di un gruppo di cittadini ricchi, chiamati “eupatridi”. Essi sceglievano fra di loro nove amministratori dello Stato, chiamati “arconti” e i membri dell’“areopàgo”, cioè dell’assemblea che amministrava la giustizia. Poiché non esistevano leggi scritte, questi ultimi amministravano lo Stato e la giustizia secondo i propri interessi.
Le leggi di Dracone
Fu allora conferito ad uno degli arconti, Dracone, l’incarico di elaborare delle leggi scritte. Egli dette ad Atene delle leggi scritte e stabili, che, tuttavia, non facevano altro che mettere per iscritto i sistemi di governo e le pene crudeli che fino ad allora erano applicate fino ad allora dagli eupatridi. Per questo motivo, si può affermare che le leggi di Dracone servirono soltanto a confermare i privilegi dei ricchi.
Le riforme di Solone
Il primo passo verso una vera democrazia fu compiuto da Solone. Egli cercò di risolvere il problema dando a tutti i cittadini la possibilità di partecipare al governo della città. Infatti, tutti i cittadini, senza alcuna distinzione, si riunivano in un’apposita assemblea, chiamata “ecclesia” per approvare o meno le leggi. Tuttavia, la società era divisa in quattro classi (pentacosiomedimni, cavalieri, zeugiti e teti), secondo la ricchezza posseduta e soltanto coloro che appartenevano alle prime due potevano accedere alle cariche pubbliche. Un cittadino, però, poteva accedere alla classe superiore se, con il proprio lavoro, riusciva ad aumentare i propri beni e quindi ad arricchirsi. Questo era già un notevole passo in avanti verso la democrazia, ma presentava un grande difetto: per accedere al governo occorreva essere ricchi o diventarlo. Per questo motivo, la riforma di Solone creò malcontento fra I cittadini.
L'ascesa di Pisistrato
Ad un certo punto, ad Atene si arrivò sull’orlo della guerra civile e nel 561 a.C., Pisistrato, un uomo abile quanto energico approfittò di tale situazione per impadronirsi del potere e rimase così padrone (= tiranno) della città per ben trenta anni. Tuttavia, egli governò con saggezza: confiscò le terre a coloro che ne possedevano troppe per distribuirle ai contadini; inoltre, favorì il commercio marittimo e dotò Atene di strade, palazzi e acquedotti. Alla sua morte, avvenuta nel 528 a.C., la situazione ripiombò nel caos perché i suoi due figli governarono da tiranni; uno fu assassinato e l’altro fu costretto a fuggire. Per ristabilire l’ordine, si pensò di ritornare alla riforma di Solone, ma non ci si rese conto che nella città era molto cresciuto di importanza il ceto medio, composto da artigiani e da commercianti, i quali reclamavano una rappresentanza più significativa all’interno degli organi governativi.
La riforma di Clistene
Per accontentarli, Clìstene attuò una nuova riforma, apportando opportune modifiche a quella di Solone. Innanzitutto, egli abolì la suddivisione in classi sociali secondo la ricchezza e la popolazione fu divisa in dieci tribù ognuna delle quali comprendeva cittadini di ogni categoria. Finalmente, tutti i cittadini avevano ottenuto le stesse possibilità di salire alle più alte cariche dello Stato e quindi Atene, dopo secoli di lotte, era diventata la prima democrazia della storia.
Domande da interrogazione
- Qual è la leggenda legata all'ultimo re di Atene, Crodo?
- Come si trasformò il governo di Atene dopo la monarchia?
- Qual è il significato delle leggi di Dracone per Atene?
- Quali furono le principali innovazioni introdotte da Solone?
- In che modo Clistene contribuì alla democrazia ateniese?
Secondo la leggenda, Crodo si sacrificò volontariamente per salvare Atene dalla minaccia dei Dori, facendosi uccidere in battaglia per garantire la vittoria della città (testo).
Dopo la monarchia, Atene divenne una repubblica oligarchica, governata da un gruppo privilegiato di cittadini ricchi chiamati "eupatridi", che sceglievano gli arconti e amministravano la giustizia (testo).
Le leggi di Dracone, pur essendo scritte, confermarono i privilegi degli eupatridi e non portarono a una vera giustizia, poiché riflettevano solo i sistemi di governo e le pene già in vigore (testo).
Solone introdusse la possibilità per tutti i cittadini di partecipare all'assemblea "ecclesia", ma le cariche pubbliche rimasero accessibili solo ai cittadini più ricchi, creando malcontento (testo).
Clistene abolì la suddivisione in classi sociali secondo la ricchezza e divise la popolazione in dieci tribù, garantendo a tutti i cittadini pari opportunità di accesso alle cariche pubbliche, segnando così l'inizio della democrazia ad Atene (testo).