Concetti Chiave
- L'arte astratta nasce con l'opera di Kandinsky e Marc, "Dello spirituale nell'arte", sottolineando la necessità di un'espressione artistica spirituale e non materiale.
- Kandinsky e Marc condividono una concezione gnostica, ritenendo che l'artista debba astenersi dal rappresentare un mondo esterno considerato impuro.
- Kandinsky si distingue per l'uso del colore nell'astrazione, mentre Mondrian si concentra sulla geometria, escludendo linee curve per raggiungere una forma di espressione pura.
- L'arte astratta presenta limitazioni nella comunicazione di emozioni, poiché mira a un'espressione universale piuttosto che individuale, rinunciando alla bellezza tradizionale.
- L'arte astratta si allinea con la spiritualità orientale, cercando di elevare lo spettatore oltre l'ego e promuovendo una purificazione dell'esperienza artistica.
Origini dell'arte astratta
L’arte astratta si era affermata nel corso di pochi anni: l’atto di nascita dell’arte astratta è lo scritto di Kandinsky e di Marc, Dello spirituale nell'arte (1912). L’arte astratta è l’ultima delle manifestazioni dell’avanguardia, nell'arco di quegli anni; Kandinsky è convinto che, ormai, siamo entrati in un periodo della storia in cui l’artista non può che essere spirituale, il che per lui significa che deve abbandonare il mondo della materia.
Kandinsky e la spiritualità artistica?
L’età nuova, il nuovo secolo che si apre (siamo agli inizi del ‘900, affiorano ancora le speranze e nulla lasciava presagire la guerra), porta l’idea che l’artista non può più raffigurare il mondo esterno perché esso è impuro: c’è una concezione gnostica che sta dietro l’arte astratta, che si chiama astratta perché astrae dal mondo esterno, non più raffigurabile dall'artista.
Marc e la purezza interiore
Come spiega Marc, l’alter ego e collaboratore di Kandinsky, la materia è impura: dietro l’ottimismo c’è un profondo pessimismo, il mondo materiale, dei corpi, quello che aveva tanto affascinato l’impressionismo e il naturalismo non è degno di essere raffigurato. Può essere raffigurata solamente l’interiorità dell’anima.
Transizione di Kandinsky all'astratto
Kandinsky, che proveniva dalla Russia, all'improvviso passa dall'arte raffigurativa (che rivela elementi assimilabili alla tradizione delle icone russe, ai paesaggi russi) all'astratto, cioè ad un insieme di colori, di fasci di luce, etc. È questo che rivela l’interiorità, l’unica che può essere comunicata: astratta è la purezza del mondo esterno, che non può più riconoscersi nel mondo esterno. In qualche modo, l’astratto è una variante dell’espressionismo: questo utilizza ancora il contenuto, seppure occasionale ed indifferente, mentre l’astratto rinuncia definitivamente ad ogni contenuto oggettivo; è il trionfo del soggettivismo puro.
Differenze tra Kandinsky e Mondrian
La scuola dell’astratto si diversifica in due scuole, quella di Kandinsky e quella di Mondrian: mentre in Kandinsky l’astratto assume la forma del colore, in Piet Mondrian assume la forma geometrica. Quest’ultimo intende l’astratto come la pura espressione geometrica dell’anima, una sorta di tardo platonismo pitagorico in cui, addirittura, vengono bandite le linee curve: un pittore astratto non può dipingere le linee curve perché ricordano ancora troppo il mondo, solo ciò che è assolutamente lineare ormai astrae compiutamente l’oggetto. Si tratta di una visione estetica e al tempo stesso pseudo religiosa, perché tanto Kandinsky quanto Mondrian intendono il pittore come il sacerdote della purificazione, della nuova era: il pittore non è solo un artista, ma è anche un profeta del mondo nuovo, quello cioè che non avrà più bisogno della materia, che non sarà più dedito alle cose di questo mondo, che ormai contempla solo la propria interiorità astratta.
Limitazioni dell'arte astratta
Se l’arte astratta oggi non ha ormai più nulla da dire è perché dentro i moduli dell’astratto i mezzi sono limitatissimi; come l’arte espressionista, all'astratto non si può più attribuire la categoria di bellezza: astraendo dal mondo esteriore, la categoria di bellezza non ha più alcun senso. L’arte astratta, nonostante le pretese teoriche dei suoi teorizzatori, non riesce a comunicare se stessa, tutt'al l’più, se i colori sono cupi possiamo intuire un senso di malinconia o di tristezza, oppure di allegria e di gioia, ma questo non è più permesso in Mondrian, in quanto rimane solo il geometrico e il geometrico per definizione non comunica nulla: questo è il suo obiettivo, cioè quello di astrarre anche dal cuore, dal sentimento, perché esso è l’individualità, ma l’arte astratta deve elevare all'universale e quindi deve astrarre totalmente dall'io individuale; e poiché l’individualità risiede nel sentimento, nel cuore, allora l’opera d’arte non deve affettivamente comunicare nulla.
Arte astratta e spiritualità orientale
Il messaggio dell’arte astratta si sposa con la spiritualità orientale: l’età dello spirito vaticinata da questi artisti assomiglia molto al fascino dell’Oriente che in quegli anni fa leva alla sua suggestione in Europa. L’artista è colui che, attraverso l’opera, aiuta ad elevare lo spettatore oltre la sua individualità empirica, cioè oltre il suo ego psicologico; l’arte astratta prescinde totalmente dalla psicologia: rimane l’elemento puramente logico, la teoresi pura che non eleva ad una rappresentazione del mondo ma al superamento di tutto ciò che è empirico, sia esterno che interno. Sicché la funzione catartica dell’arte astratta è proprio quella della purificazione.
Domande da interrogazione
- Qual è l'atto di nascita dell'arte astratta secondo Kandinsky e Marc?
- Come si differenzia la visione di Kandinsky da quella di Mondrian nell'arte astratta?
- Qual è la concezione gnostica che sta dietro l'arte astratta?
- Quali sono le limitazioni dell'arte astratta secondo il testo?
- In che modo l'arte astratta si collega alla spiritualità orientale?
L'atto di nascita dell'arte astratta è rappresentato dallo scritto di Kandinsky e Marc, "Dello spirituale nell'arte" (1912), dove si afferma che l'artista deve abbandonare il mondo della materia per entrare in un periodo di spiritualità.
Kandinsky utilizza il colore per esprimere l'astratto, mentre Mondrian si concentra sulla forma geometrica, escludendo le linee curve per raggiungere una pura espressione geometrica dell'anima.
La concezione gnostica suggerisce che l'artista non può più raffigurare il mondo esterno, considerato impuro, e deve invece esprimere l'interiorità dell'anima, come sostenuto da Kandinsky e Marc.
L'arte astratta ha mezzi limitati e non può più attribuire la categoria di bellezza, poiché astrae dal mondo esteriore e non comunica emozioni individuali, mirando invece a un'espressione universale.
L'arte astratta si sposa con la spiritualità orientale, poiché mira a elevare lo spettatore oltre la sua individualità empirica, promuovendo una purificazione che trascende l'ego psicologico.