Concetti Chiave

  • Luigi XIV governò con un potere assoluto e centralizzato, dichiarando "Lo stato sono io", senza mai convocare gli stati generali.
  • Per controllare i nobili, costruì la reggia di Versailles, dove li trasferì esentandoli da tasse, ma riducendo il loro potere reale.
  • Attuò una politica religiosa rigorosa, ripristinando il cattolicesimo come unica fede e subordinando la Chiesa al potere monarchico.
  • Le politiche economiche di Luigi XIV, guidate da Colbert, si basarono sul mercantilismo, favorendo le produzioni interne e imponendo dazi sulle importazioni.
  • Il suo regno fu segnato da conflitti internazionali e una politica espansionista, culminata nella pace di Ryswick, che danneggiò le finanze del regno.

L'ascesa di Luigi XIV

Mentre in Inghilterra l’assolutismo non riuscì, in Francia con Luigi XIV di Borbone fu un successo grazie ai principi ispiratori dell’assolutismo monarchico, il re era “motore immoto”.

Il potere assoluto del re sole

Luigi XIV poté governare solo dal 1661, quando morì Mazzarino, diresse personalmente la politica del paese senza ricorrere ad una seconda figura ed esercitò un enorme potere illimitato. “Lo stato sono io” riassume il suo ideale; chiunque è suddito del re che governa per grazia e volontà di Dio, i ministri/collaboratori del Consiglio della corona erano solo esecutori degli ordini del sovrano, il quale poteva conferire, trasferire o cancellare incarichi. Acquisì l’appellativo di re sole per lo splendore della sua corte e perché lui attribuiva a sé stesso il ruolo di centro del sistema. Egli rafforzò la rete di funzionari in periferia, gli intendenti lo rappresentavano e bilanciavano gli interessi feudali dell’aristocrazia fondiaria e del clero che erano ostili nei confronti della monarchia. Luigi XIV non convocò mai gli stati generali nati nel medioevo (assemblea dei nobili, ecclesiastici e borghesi) in quanto tutte le decisioni erano prese a Parigi.

Versailles e l'aristocrazia

Per rendere i nobili inoffensivi diede loro un contentino, costruendo la reggia di Versailles per la caccia nel 1682, essi vennero trasferiti lì a contatto con il sovrano e privi di tasse ma inconsapevolmente esautorati; il popolo invece era sempre svantaggiato e c’erano tanti mendicanti, una condizione evidente di ingiustizia sociale.

Politica religiosa e economica

In campo religioso mirò al controllo della chiesa francese affermando la dipendenza dei vescovi al sovrano e revocò l’editto di Nantes obbligando tutti i suoi sudditi ad aderire al cattolicesimo ed escludendo gli ugonotti dagli uffici pubblici. Il re sole affidò la gestione economica a Jean-Baptiste Colbert, ministro delle finanze, sulla base della teoria del mercantilismo impose ingenti dazi sulle importazioni e sovvenzionò i privati interni, soprattutto le produzioni di lusso. Ci fu un arricchimento di fatture e fabbriche che fece ottenere alla monarchia l’appoggio della borghesia produttiva.

Secondo lui, l’autonomia economica affermava il suo prestigio, per questo il colbertismo era perfetto.

Conflitti internazionali e declino

Durante il suo regno la Spagna era in decadenza e l’Austria aveva perso i territori tedeschi, Inghilterra e Olanda preferivano i commerci marittimi al dominio militare, mentre Russia e Prussia stavano modernizzandosi. Così Luigi XIV attuò una politica di potenza aggressiva che lo mise in conflitto con le altre nazioni; in America settentrionale promosse la fondazione della colonia Louisiana. Nel 1686 Austria, Spagna, Olanda e Svezia e dei principati tedeschi fecero una coalizione anti espansionismo francese, Francia che resistette da sola per nove anni riportando anche vittorie ma anche vide compromesse le risorse finanziarie del regno. Nel 1697 il sovrano dovette siglare la pace di Ryswick restituendo i territori della Spagna e ottenendo la piazzaforte di Strasburgo al confine tedesco. Con altre guerre sanguinose e sfavorevoli e la sua morte nel 1715 terminò il regno del re sole.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato dell'affermazione "Lo stato sono io" di Luigi XIV?
  2. Questa affermazione riassume l'ideale dell'assolutismo monarchico, in cui il re esercita un potere illimitato e governa per grazia e volontà di Dio, senza la necessità di una figura secondaria (testo).

  3. Come Luigi XIV gestì l'aristocrazia per mantenere il controllo?
  4. Per rendere i nobili inoffensivi, Luigi XIV costruì la reggia di Versailles e li trasferì lì, privandoli di tasse ma esautorandoli nel contempo, mantenendo così il potere centralizzato (testo).

  5. Quali furono le politiche religiose adottate da Luigi XIV?
  6. Luigi XIV mirò al controllo della chiesa francese, affermando la dipendenza dei vescovi dal sovrano e revocando l'editto di Nantes, costringendo tutti a seguire il cattolicesimo e escludendo gli ugonotti dagli uffici pubblici (testo).

  7. Quali furono le conseguenze delle guerre condotte da Luigi XIV?
  8. Le guerre aggressive di Luigi XIV portarono a conflitti con diverse nazioni e, nonostante alcune vittorie, compromisero le risorse finanziarie del regno, culminando nella necessità di firmare la pace di Ryswick nel 1697 e contribuendo al declino della monarchia (testo).

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