Concetti Chiave

  • I Salon di Parigi, a partire dal XIX secolo, divennero importanti esposizioni d'arte, curate dall'Accademia di Belle Arti, per promuovere opere selezionate al pubblico.
  • Nel 1725 il Salon Carrè del Louvre divenne il luogo principale per le esposizioni, accogliendo opere che riflettevano il gusto accademico e neoclassico dell'epoca.
  • Le esposizioni, inizialmente biennali, divennero annuali nel 1833, offrendo a molti artisti, sia affermati che emergenti, un'occasione unica per guadagnare riconoscimento.
  • La giuria, composta da accademici, dettava i canoni di accesso, premiando opere conformi ai gusti ufficiali e favorendo una produzione artistica dominata dalla pittura accademica.
  • Il Romanticismo portò a un'apertura artistica nei Salon, consentendo l'esposizione di opere non conformi ai canoni accademici, pur mantenendo elementi neoclassici.

L'origine dei Salon a Parigi

A partire dal XIX secolo si diffonde a Parigi l'arte dei Salon: esposizioni di opere d'arte. Qua si riunivano gli amanti dell'arte per ammirare opere selezionate da una giuria legata all'Accademia di Belle Arti, diramazione dell'Institut de France.

Per l'appunto queste mostre assunsero una certa rilevanza sotto la spinta dell'Accademia, a partire dal 1725, e vennero ospitate nel Salon Carrè (salone quadrato) del Louvre (=È situato all'estremità orientale della Grande Galerie, in cui sono ospitati attualmente alcuni fra i più noti capolavori della pittura italiana pre-rinascimentale e rinascimentale. In esso fu ospitata, fino al furto del 1911, la Gioconda di Leonardo da Vinci).

L'evoluzione delle esposizioni artistiche

Tuttavia, da specificare che la prima esposizione di opere d'arte fu organizzata dall' Accademia reale di pittura e scultura (=fondata nel 1667 a Parigi:il suo scopo era quello di professionalizzare il lavoro degli artisti che operavano per la Corte francese. Si basa sul modello dell'Accademia di San Luca, Roma, fondata a fine 1500 con il proposito di elevare il lavoro degli artisti al di sopra del semplice artigianato) ed era riservata solamente ai membri dell'Accademia stessa; Inoltre, al principio, venivano allestite nella galleria del Palais-Royal (ospita il consiglio costituzionale e di Stato) e nel cortile dell'hôtel Richelieu, per trovare solo nel 1725 definitivamente posto nel Salon Carrè (fino al 1791 tutte le esposizioni furono inaugurate il giorno di san Luigi, onomastico del re).

Il prestigio e le sfide dei Salon

Inizialmente la manifestazione veniva organizzata ogni due anni, poi dal 1833, per il grande successo che riscontrò, divenne un evento annuale.

I dipinti venivano appesi a copertura totale delle pareti, come era di prassi al tempo, ma questa concezione cambierà nel 1900(= Brancusi, scultore francese, fu il primo ad esporre le sue opere nel suo studio, depurandole da ogni tipo di arredo e tappezzeria---> questo nuova concezione di arte e ambiente circostante sarà preso da quel momento come modello delle gallerie d'avanguardia del nuovo secolo).

L'esposizione dei propri dipinti nei Salon era considerato un gran privilegio e garanzia di successo, sia per gli artisti già affermati sia per i più giovani, poiché costituivano l'unica occasione per far conoscere le proprie opere ad un ampio pubblico.

La giuria e il gusto accademico

Inoltre, se le proprie opere venivano esposte in queste mostre, significava che eri un ottimo artista: i canali di accesso erano assai ristretti, di fatto. La partecipazione dipendeva dal parere di una giuria di accademici, che rispondevano a un gusto artistico ben preciso: i canoni dell'Institut erano quelli definiti del gusto ufficiale---> ovvero della pittura accademica e neoclassica.

Emile Zola(= essendo stato testimone di quegli eventi, nel suo romanzo L'opera descrisse l'esposizione e la reazione del pubblic) evoca il lavoro dei componenti della giuria: "Tutti i giorni essi trovavano in terra, messe lì dai custodi, interminabili file di quadri, addossate alla cimasa, sparpagliate lungo le sale del primo piano (...) I giudizi venivano formulati in piedi, l'ingrato compito veniva il più delle volte liquidato rifiutando su due piedi le tele peggiori; a volte, tuttavia, il lavoro era bloccato da discussioni nel corso delle quali i giurati discutevano animatamente per svariati minuti (...)."

L'influenza della pittura accademica

Per una buona parte del XIX secolo, la pittura promossa dalla Scuola delle belle-arti domina la produzione artistica. È l'espressione di un lavoro in cui la pratica del disegno fa da padrona e che esige la "rifinitezza" così come la cura del dettaglio (nessun dettaglio viene trascurato).

Questa pittura si distingue anche per la scelta dei soggetti da affrontare tratti dalla Storia, dalla mitologia o dai testi religiosi.

La pittura accademica prevaleva nel XIX secolo, ma anche precedentemente, in quanto era gradita al potere: la classe dirigete esaltava gli ideali neoclassici di armonia e di bellezza--> si ha la massima rappresentazione di questo gusto classico con l'impero di Napoleone (opere Canova).

Non a caso i canoni di pittura presi a modello dai giuristi sono: lo stile di David – per altro personalmente contrario a qualunque Accademia poiché premiava sempre i soliti allievi (i dipinti di David prima furono infatti bocciati parecchie volte a causa del nudo)– e poi di quello dell'allievo Ingres (si ispirerà profondamente a David e accolse la teoria di Winckelmann).

L'impostazione accademica e neoclassica rimase prevalente anche durante la Rivoluzione Francese, periodo durante cui il Salon si allargò ''a tutti gli artisti viventi'' in nome degli ideali di uguaglianza e libertà---> l'esposizione divenne libera e accessibile a tutti e fu istituita una giuria di ammissione eletta a suffragio universale, anche se mostrò un indirizzo sempre più rigido a lungo andare rifiutando molti candidati e qualsiasi opera non conforme ai gusti accademici.

Il Romanticismo e l'apertura artistica

Solo nel Romanticismo la politica artistica dell'Accademia iniziò ad essere più aperta: addirittura nel 1848 la giuria fu soppressa, anche se reintrodotta l'anno seguente. Inoltre, vediamo l'esposizione di opere non allineate ai canoni accademici , ma che comunque conservavano un gusto neoclassico.

Opere iconiche e le loro controversie

Vennero esposte opere dei pittori più rappresentativi dell'arte francese dell'epoca: Gèricault. Delacroix, Constable e Corot.

''la zattera della Medusa'' (1818-19): il dipinto una volta esposto al Salon di Parigi del 1819, come egli stesso aveva previsto, generò diverse controversie, attirando in misura uguale commenti positivi e feroci condanne. Fu criticata la drammaticità dell'opera, priva di equilibrio ed armonia. Inoltre erano presenti elementi troppo realistici come il calzino indossato da uno degli uomini morti. Fu criticato anche il colore poiché rese l'immagine spiacevole alla vista.

Solo in seguito venne rivalutato dalla critica, che lo riconobbe come uno dei lavori destinati ad incidere di più sulle tendenze romantiche all'interno della pittura francese.

''il corazziere ferito che abbandona il campo di battaglia'' (1814)- connesso alla disfatta napoleonica, che avverrà definitivamente a Waterloo nel 1815- : la lontananza dal campo di battaglia, la mancanza di ogni espressione di sofferenza nel volto del soldato ferito e l'attenzione tutta rivolta alla perfezione formale denunciano la dipendenza del dipinto dal sistema compositivo neoclassico.

''la libertà guida il popolo'' (1831): La tela, esposta al Salon del 1831, fu acquistata dal governo francese che voleva esporla nella sala del Trono del palazzo del Lussemburgo come monito/avvertimento solenne per il «Re Borghese» Luigi Filippo, asceso al trono francese dopo la fuga di Carlo X. L'opera, tuttavia, venne giudicata troppo pericolosa e «rivoluzionaria» e, pertanto, venne prudentemente confinata in un attico, sprofondando nell'oblio. Da quell'anno in poi fu esposta solo nel 1848, in occasione della Rivoluzione (ma solo per alcune settimane), e nel 1855 all'Esposizione Universale di Parigi, con il permesso del nuovo imperatore Napoleone III. Dal 1874, invece, l'opera fa parte delle collezioni del museo del Louvre, dove è tuttora esposta.

''il carro da fieno'', esposto ai Salon nel 1824: riscosse un grande successo ma anche critiche dagli artisti classici, i quali biasimarono la preminenza del colore rispetto al disegno, le modalità di applicazione del colore con la giustapposizione di tocchi e la presenza di forme abbozzate e non definite.

Il contributo di Corot e la scuola di Barbizon

era un pittore di paesaggistica , che ebbe la possibilità di studiare le opere e il paesaggio italiano durante il Grand Tour. Corot di fatto nelle sue opere si occupò di rielaborare gli schizzi eseguiti durante il viaggio in Italia secondo canoni classicheggianti, così da poterli esporre ai Salon parigini. Un esempio ne è:

''ll ponte di Narni'' (1826), opera in cui riprese il bozzetto di un acquedotto romano diroccato e lo trasformò in uno scenario pastorale falsamente idillico con l'aggiunta di grandi alberi frondosi e immense distese di prati. Fu una ricomposizione che in effetti piacque alla giuria del Salon: ciò malgrado, molti già ravvisarono nel dipinto una trattazione della luce che già prelude alla pittura impressionista. Di fatto la sua arte fu accolta assai freddamente nei saloni parigini.

Inoltre da sottolineare che Corot condivideva principi formali e estetici con la scuola di Barbizon, considerata l'origine della pittura realista.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza storica dei Salon a Parigi?
  2. I Salon, iniziati nel XIX secolo, rappresentano un'importante tradizione artistica a Parigi, dove gli amanti dell'arte si riunivano per ammirare opere selezionate da una giuria dell'Accademia di Belle Arti, contribuendo così alla professionalizzazione degli artisti.

  3. Come si è evoluta la concezione delle esposizioni artistiche nel tempo?
  4. Inizialmente, le esposizioni erano riservate ai membri dell'Accademia e si tenevano ogni due anni; dal 1833 divennero annuali e la concezione di esposizione cambiò nel 1900, con artisti come Brancusi che iniziarono a presentare le opere in ambienti privati, influenzando le gallerie d'avanguardia.

  5. Quali erano i criteri di selezione per le opere esposte nei Salon?
  6. La partecipazione ai Salon era limitata e dipendeva dal giudizio di una giuria accademica, che seguiva un gusto artistico ben definito, privilegiando la pittura accademica e neoclassica, come evidenziato da Emile Zola.

  7. In che modo il Romanticismo ha influenzato i Salon?
  8. Durante il Romanticismo, la politica artistica dell'Accademia divenne più aperta, permettendo l'esposizione di opere non conformi ai canoni accademici, come dimostrato dalla soppressione temporanea della giuria nel 1848.

  9. Quali opere iconiche sono state esposte ai Salon e quali controversie hanno suscitato?
  10. Opere come "La zattera della Medusa" di Géricault e "La libertà guida il popolo" di Delacroix hanno suscitato dibattiti accesi per la loro drammaticità e i temi trattati, evidenziando le tensioni tra innovazione artistica e tradizione accademica.

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