Concetti Chiave
- Le origini della civiltà greca risalgono al II millennio a.C., con massicce migrazioni verso le fertili sponde del Mar Egeo.
- I Dori, una popolazione indoeuropea, sottomisero il Peloponneso, dando inizio a un processo di integrazione culturale con le stirpi greche e micenee.
- Durante il periodo geometrico, si sviluppano le prime poleis, con un'organizzazione sociale e urbanistica complessa e un'arte vascolare caratterizzata da decorazioni geometriche.
- La colonizzazione greca porta alla fondazione di nuove città autonome e stimola il commercio, incrementando la ricchezza e la diffusione della cultura greca.
- Il tempio dorico, caratterizzato da colonne scanalate e un massiccio basamento, rappresenta un'importante innovazione architettonica nella religione greca.
Indice
Quali sono le origini della civiltà greca?
Le origini della civiltà greca sono remote e incerte: verso la fine del II millennio a. C. Sia l’Europa suborientale che il Vicino Oriente sono sconvolte da massicce migrazioni a livello continentale. Popolazioni provenienti dalle regioni montuose del Nord e dalle desolate steppe orientali convergono verso le fertili sponde del Mar Egeo alla ricerca di territori più favorevoli. Sul finire del XII sec. A. C., la penisola balcanica è interessata dalla calata dei Dori, una popolazione seminomade di stirpe indoeuropea originaria della Macedonia e dell’Illiria (regione comprendente le attuali Croazia, Bosnia-Erzegovina, Iugoslavia e Albania).
Invasioni e migrazioni
In breve tempo i Dori sottomettono l’intero Peloponneso, spingendosi fino alle coste dell’Asia Minore. Questa invasione comporta un radicale cambiamento di tutti gli equilibri esistenti, spingendo le popolazioni greche (Eoli e Ioni) a migrare, a loro volta, verso le coste occidentali dell’Asia Minore. Durante il Medioevo Ellenico, le popolazioni doriche si mescolano con le stirpi greche e micenee (Ioni, Eoli, Achei) e da questo lento processo di integrazione ha origine il popolo degli Elleni e quindi la civiltà greca.
Formazione delle poleis
Periodo di Formazione o Periodo Geometrico (XII-VIII sec. a.C.)
Si abbandona progressivamente il concetto miceneo di città-fortezza e nascono le prime POLEIS. La POLIS è un modello urbanistico e un modello di organizzazione sociale. Si compone di più parti legate da relazioni di carattere sociale, politico ed economico:
- L’Acropoli: posta sulla sommità di un colle, è la parte più alta della città e ne è il luogo sacro. È circondata da mura e al suo interno sorgono templi e santuari. È il cuore religioso della città.
- L’Asty: o città bassa, si estende ai piedi dell’acropoli e rappresenta la città vera e propria, con le abitazioni, le botteghe e gli edifici pubblici. Al centro, all’incrocio di due o più strade importanti, si apre l’agorà, la piazza principale della polis dove inizialmente si svolgeva il mercato e poi, dall’età classica, anche le riunioni politiche dei cittadini.
- La Chora: la campagna, è il territorio circostante suddiviso in villaggi agricoli.
Struttura della polis
Arte vascolare e commercio
Nel periodo di formazione sono stati rinvenuti molti oggetti di arte vascolare (vasi in terracotta, anfore, tazze e crateri), tutti dipinti con decorazioni geometriche di grande precisione. Con l’VIII sec. si assiste al pieno sviluppo del gusto geometrico e la decorazione si espande su tutta la superficie dei vasi.
In questo periodo, i defunti vengono cremati e le loro ceneri raccolte in urne fittili interrate a circa un metro di profondità. Il vaso del Dípylon o anfora del lamento funebre è un'anfora greca, prototipo dello stile tardo geometrico, ritrovata nella necropoli ateniese del Dipylon e datata al 750 a.C. circa. È considerato il capolavoro del Maestro del Dipylon ed è conservato nel Museo archeologico nazionale di Atene.
Colonizzazione e nuove città
In questo periodo riprendono i commerci con l’Asia Minore e il Vicino Oriente e le poleis si sviluppano come organismi autonomi determinando un notevole incremento demografico e ricchezza. Le poleis, giunte a un determinato livello di crescita, promuovono la fondazione di nuove città: LE COLONIE, con le stesse caratteristiche di autonomia, organizzazione e cultura della città-madre.
Dall’VIII sec. e più diffusamente nel VII, la spinta colonizzatrice greca si dirige verso le vicine e ospitali coste mediterranee: Sicilia, Spagna, Francia e soprattutto alcune regioni meridionali della penisola italiana (denominate poi dai Romani: Magna Grecia). A Oriente la colonizzazione riguarda le coste del Mar Nero e quelle occidentali dell’Asia Minore (odierna Turchia).
Architettura e religione greca
In questo periodo sorgono le prime costruzioni architettoniche (templi e santuari), la scultura si evolve e la pittura vascolare abbandona le rigide geometrie. Il tempio è la dimora terrena degli dèi. La religione dei Greci è politeista e le divinità hanno caratteristiche fisiche e psicologiche simili a quelle umane.
I primi templi sono costituiti da un ambiente unico a pianta rettangolare preceduto da un portico sorretto da due colonne. La disposizione degli spazi interni varia in relazione al periodo e alle dimensioni ma tre elementi sono sempre presenti:
- Naos (cella): nel naos viene esclusivamente custodito il simulacro del dio a cui il tempio è dedicato.
- Pronao: è lo spazio porticato antistante la cella.
- Opistodomo: è lo spazio posto dietro la cella.
Caratteristiche del tempio dorico
Il Tempio Dorico non poggia sul terreno ma sul crepidoma in pietra, un massiccio basamento a più gradini che sopraeleva l’edificio. La colonna si compone di fusto e capitello che sono uniti insieme da un collarino. Il fusto dorico non è liscio ma scanalato con 20 scanalature verticali dalla forma semicilindrica a spigolo vivo.
La colonna si compone di: base, fusto e capitello. La base è un elemento nuovo. Il fusto non poggia più direttamente sullo stilobate ma sulla base che conferisce maggiore slancio. Il capitello, spesso dipinto in rosso, oro e blu, è composto da un piccolo echino convesso decorato ad ovuli e dardi (elementi tondi e lanceolati), da 2 morbide volute e da un sovrastante abaco.
La base della colonna riprende quella ionica ma a volte può essere ulteriormente rialzata da un plinto (mattone). Il fusto, percorso da 24 scanalature a spigoli smussati, è uguale a quello ionico. Ciò che caratterizza questo ordine è il capitello: composto da un nucleo a forma di tronco di cono attorno al quale si dispongono delle foglie stilizzate di acanto organizzate su 2 livelli.
Domande da interrogazione
- Quali sono le origini della civiltà greca?
- Cosa caratterizza la struttura delle poleis greche?
- Qual è il significato dell'arte vascolare nel periodo di formazione della civiltà greca?
- Come si sviluppò la colonizzazione greca durante questo periodo?
- Quali sono le caratteristiche architettoniche dei templi greci?
Le origini della civiltà greca risalgono alla fine del II millennio a.C., quando popolazioni migranti, tra cui i Dori, si stabilirono nella penisola balcanica, dando inizio a un processo di integrazione che portò alla formazione del popolo degli Elleni.
Le poleis, che si svilupparono nel periodo geometrico, sono composte da tre parti principali: l'Acropoli, l'Asty e la Chora, ognuna con funzioni sociali, politiche ed economiche specifiche.
L'arte vascolare, con decorazioni geometriche di grande precisione, rappresenta un importante aspetto culturale del periodo di formazione, evidenziando l'evoluzione artistica e il rituale funerario, come dimostrato dall'anfora del Dípylon.
A partire dall'VIII secolo a.C., la colonizzazione greca si espanse verso le coste mediterranee e il Mar Nero, portando alla fondazione di nuove città autonome, note come colonie, che replicavano le caratteristiche delle città madri.
I templi greci, dedicati a divinità politeiste, presentano una pianta rettangolare con un naos, un pronao e un opistodomo, e si distinguono per l'uso di colonne doriche, caratterizzate da un fusto scanalato e un capitello decorato.