Concetti Chiave
- La sconfitta della flotta etrusca nel 474 a.C. segnò il declino dell'espansione etrusca e una diminuzione dei contatti con il mondo greco.
- La Lupa capitolina, una scultura di bronzo, è un'opera iconica realizzata tra la fine del VI e l'inizio del V secolo, simbolo delle origini di Roma.
- La rappresentazione della Lupa evidenzia il carattere aggressivo dell'animale, con dettagli che trasmettono forza e istinto bestiale.
- La scultura mostra una struttura ossea pronunciata e un ventre magro, simboli di aggressività e fame, accentuando la tensione dell'animale.
- Nonostante l'opera sia etrusca, molte sculture furono trasportate a Roma dopo la conquista di Veio e Volsini, arricchendo il patrimonio artistico della capitale.
Quali sono le cause del declino dell'espansione etrusca?
Nel 474, lo scontro navale fra la flotta etrusca e quella siracusana, pose fine all’espansione etrusca nell’Italia, i contatti con il mondo greco cominciarono a rallentare e al tempo stesso diminuì da produzione artistica dal punto di vista quantitativo. Tra la fine del VI e l’inizio del V secolo, una delle opere di più alto valore la Lupa capitolina, una scultura di bronzo. Di una lupa, simbolo delle origini leggendarie della città, a Roma esistevano due esemplari, uno dei quali secondo la testimonianza di Cicerone, fu colpito e danneggiato da un fulmine nel 65 a.C. Si tratterebbe della statua conservata nel Museo dei Conservatori a Roma. I gemelli posti sotto le mammelle, per convalidare il mito, furono aggiunti da Antonio Pollaiolo nel XV secolo. Essa è nota fin dal Medioevo e nel 1471 fu spostata dal Laterano al Campidoglio.
Dettagli artistici della Lupa
L’animale è rappresentato ringhiante; solidamente appoggiato sulle quattro zampe, ha la testa rivolta verso lo spettatore. Più che in altre opere, in questo caso, l’artista etrusco, secondo le modalità del tempo, ha trasfigurato la realtà oggettiva per interpretarne il significato. Infatti, le somiglianze con una lupa vera sono pochissime, sia per quanto riguarda le forme anatomiche che per l’assenza quasi totale del manto peloso. Quest’ultimo particolare sottolinea la forza dell’animale e soprattutto il suo istinto bestiale fatto di primitiva crudeltà.
Un’ampia parte del corpo è lasciata scoperta e queste mette in risalto la possente struttura ossea dell’animale; il ventre è magro e questa sta a significare che la lupa è affamata e quindi più aggressiva. Sul muso è messa in risalto una vena gonfia, sintomo della tensione, della rabbia e della volontà di attacco. Il pelo che si limita ad una semplice striscia che percorre tutto il dorso per scendere dal garrese fin sotto il petto, non è morbido, bensì duro, resistente, irsuto. L’insieme emana un senso di asprezza, evidenziato da molti dettagli: le orecchie drizzate per percepire il minimo rumore, le grosse costole, le unghie, le mammelle appuntite. Fuori dubbio, l’opera è etrusca e probabilmente la lavorazione è avvenuta a Roma. Tuttavia, è anche vero che soprattutto dopo la conquista di Veio e di Volsini, l’odierna Orvieto, molte opere, forse più di 2000, furono trasportate nella capitale.
Domande da interrogazione
- Quali eventi segnarono la fine dell'espansione etrusca?
- Qual è il significato artistico della Lupa capitolina?
- Come è stata influenzata la Lupa capitolina nel corso dei secoli?
La fine dell'espansione etrusca nell'Italia fu segnata nel 474 da uno scontro navale tra la flotta etrusca e quella siracusana, che portò a un rallentamento dei contatti con il mondo greco e a una diminuzione della produzione artistica (testo).
La Lupa capitolina, scultura di bronzo, rappresenta un animale ringhiante e affamato, simbolo di forza e aggressività, con dettagli che enfatizzano la sua crudeltà primitiva e la tensione (testo).
La Lupa capitolina è stata modificata nel XV secolo con l'aggiunta dei gemelli da Antonio Pollaiolo e ha una storia che la collega al Medioevo, quando fu spostata dal Laterano al Campidoglio nel 1471 (testo).