Concetti Chiave
- L'arrampicata libera si concentra sull'uso del corpo per la progressione, con attrezzatura utilizzata solo per la sicurezza in caso di caduta.
- Il sassismo, emerso negli anni Settanta, consiste nell'arrampicare su massi di altezza limitata e può includere massi naturali o artificiali.
- Free solo è uno sport estremo, praticato senza alcun tipo di sicurezza, a differenza dell'arrampicata libera e del bouldering, che presentano rischi minori.
- L'arrampicata indoor è ora considerata uno sport autonomo, con specialità di velocità, difficoltà e boulder, ognuna con obiettivi distintivi.
- L'arrampicata in artificiale utilizza attrezzi per la progressione; è considerata libera solo se gli attrezzi sono usati esclusivamente per la sicurezza.
ARRAMPICATA LIBERA (o free climbing)
Origini dell'arrampicata libera
L’arrampicata libera risale all’inizio del XX secolo, quando Preuss iniziò ad orientare la sua attenzione più sullo stile dell’arrampicata che sull’obiettivo della salita. Si intende lo stile di arrampicata nel quale l'arrampicatore affronta la progressione con il solo uso del corpo: mani nude e piedi, ma anche appoggiando e incastrando il corpo intero o sue parti.
Equipaggiamento e sicurezza
Questo non elimina l'utilizzo di equipaggiamento, come la corda, l'imbrago, il discensore, i moschettoni, i nuts, i friends e i rinvii, ma questa attrezzatura è usato solo per limitare i danni in caso di caduta.
Il sassismo viene eseguito su piccoli massi fino a 5-6 metri di altezza. È un'attività di arrampicata su massi sorta attorno agli anni Settanta. I massi possono essere naturali o artificiali, come nel caso delle competizioni.
Differenze tra free solo e bouldering
Il free solo invece è uno sport estremo, compiuto da chi arrampica senza alcuna sicurezza ed è quindi sempre a rischio della propria vita. Il free solo non va confuso con l'arrampicata free climbing, dove i sostegni vengono usati, ma solo a fini di sicurezza e non per favorire l'ascesa, e nemmeno con il bouldering, in cui i rischi sono abbastanza ridotti. Gli arrampicatori che eseguono questa attività devono avere un'ottima padronanza dei movimenti alpinistici e un altissimo grado di concentrazione. Le salite vengono svolte su vie e percorsi conosciuti dall'arrampicatore e con difficoltà alla sua portata. Tuttavia, anche se il percorso è noto, lo scivolamento, oppure il cambio delle condizioni meteorologiche rappresentano dei pericoli che spesso sono fatali.
Arrampicata indoor e specialità
L'arrampicata indoor è generalmente praticata nelle palestre su strutture artificiali che, create per allenare gli alpinisti alle uscite su roccia, hanno poi assunto un'importanza sempre maggiore.
Oggi l'arrampicata indoor si può considerare sport autonomo e non più solamente preparatorio all'arrampicata alpinistica.
Grazie alla FASI e alle altre Federazioni nazionali e internazionali, l'arrampicata sportiva è a tutti gli effetti una disciplina sportiva associata al CONI. Si distinguono tre specialità: velocità, difficoltà e boulder.
Velocità (speed climb)
Specialità di velocità e difficoltà
Si effettua su vie più facili e l'obiettivo è quello di percorrerla nel minor tempo possibile.
Difficoltà (lead)
Si effettua su vie che aumentano di difficoltà gradualmente fino a raggiungere gradi di difficoltà al limite delle capacità umane. Ad ogni presa viene assegnato un punteggio progressivo e ha tre valori:
- se viene solo toccata;
= se viene afferrata;
+ se dopo averla impugnata si inizia un movimento che però non permette di raggiungere la presa successiva.
Ovviamente il massimo punteggio si ha nell'arrivare con entrambe le mani all'ultima presa.
Consiste nel dover arrampicare su vie basse, circa 3-4 metri, di diversa difficoltà senza l'uso dell’imbragatura.
Nasce negli anni Quaranta e Cinquanta negli Stati Uniti. Richiede uno sforzo di breve tempo, ma molto intenso e prevede una serie limitata di movimenti. Si tratta di partire con due prese obbligate di start per completare il percorso che culmina con un top che deve essere tenuto dall'atleta per almeno due secondi consecutivi.
Arrampicata in artificiale
Per arrampicata in artificiale si intende lo stile di un'ascensione su roccia o ghiaccio, nella quale si fa ricorso ad attrezzi e strumenti che aiutano la progressione. Se gli attrezzi sono utilizzati al solo scopo di garantire la sicurezza dell'alpinista, la salita viene considerata come libera. Se essa viene usata esclusivamente come strumento di sicurezza, per assicurare l'incolumità di chi sale in caso di caduta, lo stile di arrampicata sarà considerato libero.
Se viceversa, nel corso della salita, essa viene diversamente utilizzata, la corda diventa uno strumento di sostegno che in qualche modo facilita la naturale salita. In questo caso si può parlare di stile di arrampicata artificiale.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine dell'arrampicata libera?
- Qual è la differenza tra free solo e bouldering?
- Come si pratica l'arrampicata indoor?
- Quali sono le specialità dell'arrampicata sportiva?
- Cosa si intende per arrampicata in artificiale?
L'arrampicata libera ha origine all'inizio del XX secolo, quando Preuss iniziò a focalizzarsi sullo stile di arrampicata piuttosto che sull'obiettivo della salita, utilizzando solo il corpo per la progressione.
Il free solo è uno sport estremo senza alcuna sicurezza, mentre il bouldering si pratica su massi bassi con rischi ridotti. Nel free climbing, invece, si usano sostegni solo per la sicurezza, non per facilitare l'ascesa.
L'arrampicata indoor si svolge in palestre su strutture artificiali, ed è diventata una disciplina sportiva autonoma, distinta dall'allenamento per l'arrampicata alpinistica.
Le specialità dell'arrampicata sportiva includono velocità, difficoltà e boulder, ognuna con obiettivi e modalità di esecuzione specifiche.
L'arrampicata in artificiale implica l'uso di attrezzi per facilitare la progressione su roccia o ghiaccio. Se gli attrezzi servono solo per la sicurezza, la salita è considerata libera; se invece facilitano l'ascesa, si parla di arrampicata artificiale.