Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Aristotele definisce l'arte come concezione della forma, ovvero rappresentazione mentale, indipendentemente dalla materia.
  • La Poetica di Aristotele si concentra sull'arte di elaborare narrazioni, distinguendo tra generi alti come l'epica e la tragedia e generi bassi come il giambo e la commedia.
  • Per Aristotele, l'arte è imitazione della realtà, ma a differenza di Platone, riconosce il valore conoscitivo della poesia, che ci insegna a conoscere le azioni e le passioni umane.
  • Aristotele confronta poesia e storia, sostenendo che la poesia ha un valore teorico superiore poiché rappresenta vicende umane possibili e accede a un grado di universalità maggiore.
  • La poesia, a differenza della storia che narra eventi reali, illustra azioni che ogni uomo potrebbe compiere in contesti simili a quelli descritti.

Che cos'è l'arte secondo Aristotele?

Come osserva lo studioso Enrico Berti, «lo specifico dell'arte è, per Aristotele, il momento della concezione della forma, cioè della rappresentazione mentale, indipendentemente dalla materia, ossia quello che in termini moderni chiamiamo il progetto». Due arti costituiscono l'argomento di altrettante opere di Aristotele, rispettivamente la Poetica e la Retorica.

La poetica e la retorica

In greco, espressioni come arte poetica e poesia (p6iesis) significano in generale "arte di produrre" e "produzione". Nella Poetica di Aristotele, tuttavia, tali espressioni individua-no l'arte di elaborare narrazioni (mythoi), le cui forme principali, anche se non esclusive, sono l'epica e la tragedia (generi alti), il giambo e la commedia (generi bassi).

Imitazione e conoscenza

Anche per Aristotele, come per Platone, l'arte è imitazione (mimesis) della realtà. Platone, però, nella Repubblica condanna l'opera del poeta come imitazione di imitazione, priva di verità perché copia della realtà sensibile, a sua volta immagine sfocata del mondo intelligibile. Aristotele, invece, nella Poetica, prende le mosse dalla definizione dell'arte come imitazione, per affermare il valore conoscitivo della poesia. Imitando le azioni e le passioni umane, cioè rappresentandole, la poesia ci insegna infatti a conoscerle, mentre ci procura diletto.

Poesia e storia a confronto

A conferma di tale valore conoscitivo, Aristotele pone l'arte poetica a confronto con 1a sto. ria, rilevando che, benché entrambe abbiano a oggetto vicende particolari e non nozioni universali, la poesia ha un maggior rilievo teorico, è «più filosofica» (philosophoteron) della storia, perché le conoscenze di cui essa è portatrice accedono a un maggior grado di universalità. Se infatti la storia narra di singoli eventi realmente accaduti in un determinato momento e luogo, la poesia si propone di rappresentare vicende umane possibili. A differenza della storia, cioè, la poesia raffigura azioni che ogni uomo potrebbe verosimilmente compiere qualora si trovasse ad agire in un contesto analogo a quello descritto.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la concezione dell'arte secondo Aristotele?
  2. Aristotele definisce l'arte come il momento della concezione della forma, ovvero la rappresentazione mentale, indipendentemente dalla materia, come sottolineato dallo studioso Enrico Berti.

  3. In che modo Aristotele differenzia la poesia dalla storia?
  4. Aristotele sostiene che la poesia ha un valore conoscitivo superiore rispetto alla storia, poiché, mentre la storia narra eventi specifici, la poesia rappresenta azioni umane possibili, accedendo a un grado maggiore di universalità.

  5. Qual è il ruolo dell'imitazione nell'arte secondo Aristotele?
  6. Per Aristotele, l'arte è imitazione della realtà, ma a differenza di Platone, egli afferma che questa imitazione ha un valore conoscitivo, poiché ci insegna a comprendere le azioni e le passioni umane, procurandoci anche diletto.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community