Concetti Chiave
- Aristotele approfondisce il concetto di felicità-virtù attraverso la dottrina delle facoltà dell'anima, legandolo all'agire umano.
- Le tre facoltà dell'anima identificate da Aristotele sono nutritiva, sensitiva e razionale, con la nutritiva che ha solo significato biologico.
- La facoltà sensitiva, o desiderativa, è legata ai desideri e passioni, ma può obbedire alla ragione, influenzando il carattere di una persona.
- Le virtù si suddividono in etiche, legate alla facoltà desiderativa, e dianoetiche, associate alla facoltà razionale, essenziali per la felicità.
- Il controllo dei desideri e delle passioni attraverso la ragione è fondamentale per l'agire umano secondo Aristotele.
Il concetto di felicità-virtù viene approfondito e articolato sulla base della dottrina delle facoltà dell'anima, che, negli scritti di etica, Aristotele riprende in rapporto allo studio dell'agire umano.
Quali sono le facoltà dell'anima secondo Aristotele?
Nel De anima, come sappiamo, Aristotele considera tre facoltà: nutritiva sensitiva e razionale. La facoltà nutritiva non ha alcun rapporto con la ragione; la sua eccellenza non ha dunque significato etico, ma solo biologico e consiste nello svolgere bene (come avviene quando si è in buona salute) le funzioni di assimilazione degli alimenti e riproduzione proprie dell'uomo come di ogni vivente.
Vi è poi la sensitiva: facoltà preposta alla conoscenza sensibile, essa ha però anche un versante pratico, che è la capacità di provare desideri e passioni. Per questo motivo, negli scritti etici essa viene chiamata da Aristotele facoltà desiderativa (corrisponde grosso modo a ciò che noi chiamiamo il carattere di una persona). Pur espressione di una facoltà non razionale, nell'uomo desideri e passioni partecipano della ragione, come avviene quando essi obbediscono al suo comando. Per esempio, l'obbedienza alla ragione si ha quando una persona controlla il proprio carattere passionale e riesce a dominarsi oppure quando vince la propria pigrizia.
Facoltà desiderativa e razionale
Le facoltà dell'anima legate alla ragione e che, per questo motivo, ci interessano da un punto di vista etico, sono in conclusione due:
1. la facoltà desiderativa, o carattere, sulla quale la ragione può esercitare la propria influenza e che - a certe condizioni - obbedisce alla ragione;
2. la facoltà razionale, che ha una funzione autonoma e direttiva.
Aristotele suddivide conseguentemente le virtù in due gruppi: le virtù etiche (da ethos, "costume", "abitudine"), proprie di una facoltà desiderativa che si sottopone al governo della ragione, e quelle dianoetiche, proprie della facoltà razionale.
Domande da interrogazione
- Quali sono le tre facoltà dell'anima secondo Aristotele?
- In che modo la facoltà desiderativa interagisce con la ragione?
- Come Aristotele suddivide le virtù in relazione alle facoltà dell'anima?
Aristotele identifica tre facoltà dell'anima: nutritiva, sensitiva e razionale. La facoltà nutritiva è biologica e non ha significato etico, mentre la facoltà sensitiva, che include desideri e passioni, è legata alla conoscenza sensibile e alla facoltà desiderativa.
La facoltà desiderativa, che corrisponde al carattere di una persona, può obbedire alla ragione. Ciò avviene quando una persona riesce a controllare i propri desideri e passioni, dimostrando così un'influenza razionale su di essa.
Aristotele distingue tra virtù etiche, legate alla facoltà desiderativa che si sottomette alla ragione, e virtù dianoetiche, associate alla facoltà razionale, evidenziando così la connessione tra virtù e le diverse facoltà dell'anima.