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Concetti Chiave

  • Ludovico Ariosto fu capitano della guarnigione e cortigiano dei duchi d'Este, ricoprendo ruoli diplomatici e amministrativi.
  • Ariosto visse il disagio della vita di corte, lamentando la mancanza di autonomia e il distacco dalla sua passione per la letteratura.
  • La vocazione letteraria di Ariosto si sviluppò in un ambiente culturale ricco, nonostante le sue mansioni pratiche lo distraessero dall'attività scrittoria.
  • Ariosto rappresenta un "uomo del rinascimento", ponendo l'essere umano al centro, ma sottolineando l'imprevedibilità della Fortuna sulla vita umana.
  • Il poeta rifiuta l'esaltazione dell'uomo tipica dell'Umanesimo, evidenziando come i valori terreni siano solo simulacri e follia.

Ludovico Ariosto e la corte d'Este

Ludovico Ariosto svolgeva la funzione di capitano della guarnigione per conto dei duchi d’Este. Nel 1497 il poeta divenne cortigiano stipendiato del duca Alfonso I. Dal 1501 al 1503 entrò al servizio del fratello del duca il cardinale Ippolito d’Este interessandosi delle questioni diplomatiche e amministrative.

Il disagio del cortigiano

La condizione di cortigiano era vissuta da Ariosto con profondo disagio: il poeta soffriva per la mancanza di autonomia e per i continui impegni, che lo portavano lontano dagli amati interessi culturali. Nel 1517 Ludovico giunse a rompere i rapporti con il cardinale. Al rientro a Ferrara, poté dedicarsi completamente alla attività letteraria. Qui attese alla revisione dell’Orlando furioso, fino alla morte nel 1533.

La vocazione letteraria di Ariosto

La vocazione letteraria di Ariosto maturò nell’ambiente estense che conservava il suo splendore culturale e vantava una ricchissima tradizione figurativa, egli, a differenza di Boiardo viveva con disagio la necessità di svolgere mansioni pratiche che lo potessero distrarre e allontanare dell’attività letteraria. Il poeta riusciva comunque a risolvere le antinomie e le conflittualità nella pacatezza e nella serenità tipiche del suo carattere.

Qual è la visione rinascimentale di Ariosto?

Ariosto può considerarsi a pieno titolo “uomo del rinascimento” esponente principale di questa nuova civiltà laica che pone l’uomo al centro dell’Universo. Ariosto è tuttavia lontano anche dall’esaltazione dell’uomo e del suo libero arbitrio presente nell’Umanesimo. La vita dell’uomo risulta piuttosto, per lui dominata dal caso: gli eventi appaiono scaturire dall’imprevedibilità e dall’irrazionalità della Fortuna di fronte alla quale l’uomo è impotente; gli stessi valori terreni, si manifestano come simulacri ed è follia quella che spinge l’uomo a fondare su di essi la propria intera esistenza.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo di Ludovico Ariosto alla corte d'Este?
  2. Ariosto svolgeva la funzione di capitano della guarnigione per conto dei duchi d’Este e divenne cortigiano stipendiato del duca Alfonso I nel 1497, per poi servire anche il cardinale Ippolito d’Este dal 1501 al 1503, occupandosi di questioni diplomatiche e amministrative.

  3. Come viveva Ariosto la sua condizione di cortigiano?
  4. Ariosto viveva la condizione di cortigiano con profondo disagio, soffrendo per la mancanza di autonomia e per gli impegni che lo allontanavano dai suoi interessi culturali, tanto da rompere i rapporti con il cardinale nel 1517 per dedicarsi completamente alla sua attività letteraria.

  5. In che modo Ariosto rappresenta la visione rinascimentale?
  6. Ariosto è considerato un "uomo del rinascimento" e un esponente principale di una civiltà laica che pone l'uomo al centro dell'Universo, ma la sua visione è caratterizzata dalla consapevolezza che la vita è dominata dal caso e dall'imprevedibilità della Fortuna, rendendo l'uomo impotente di fronte agli eventi.

Domande e risposte

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