Concetti Chiave
- Ariosto divide la sua produzione lirica in due sezioni: una in latino e una in volgare, mostrando un chiaro riferimento al modello petrarchesco.
- Le satire di Ariosto, scritte in terzina dantesca, traggono origine da esperienze personali e mirano a difendere il suo punto di vista.
- Ogni satira è rivolta a personaggi reali, creando una forma di dialogo in cui il poeta risponde a domande e critiche.
- Il poeta esplora vari temi attraverso le sue satire, come la corruzione ecclesiastica, la vita semplice, e i rischi del matrimonio.
- Ariosto rifiuta l'ambasciata presso la corte papale, affermando il suo ideale di vita lontano dalle frenesie della società mondana.
Produzione lirica di Ariosto
La produzione lirica può essere suddivisa in due sezioni:
- una in latino;
- l'altra in volgare.
Nella produzione lirica, Ariosto si mostra ovviamente sensibile al modello petrarchesco.
Ma più interessante è poi la libertà e l'originalità con la quale Ariosto interpreta il rapporto con la tradizione.
Il poeta si dedicò alla composizione delle satire solo dopo la stampa della prima edizione del poema.
La satira prevede uno sviluppo narrativo e una struttura discorsiva, il suo modello principale è il latino Orazio, con le sue Satire e le sue Epistole.
Ariosto scrisse sette satire, esse traggono origine da eventi biografici e rispondono perlopiù a un bisogno di difendersi o di affermare il proprio punto di vista.
Le satire sono rivolte a personaggi reali: Ariosto immagina di colloquiare con essi, rispondendo alle loro domande.
Satira I: rifiuto del cardinale
Satira I: Ariosto espone i motivi che lo hanno indotto a rifiutarsi di seguire il cardinale Ippolito in Ungheria.
Satira II: Ariosto chiede al fratello Galasso di procurargli a Roma un alloggio dignitoso; il poeta coglie l'occasione per criticare con severità la corruzzione del papa e del mondo ecclesiastico.
Satira III: vita semplice
Satira III: Il poeta espone al cugino Annibale Malaguzzi il suo ideale di vita semplice e schivo da ambizioni mondane: desidera solamente una buona moglie e la pace della coscienza.
Satira IV: durante la permanenza in Garfagnana, rivolgendosi a Sigismondo Malaguzzi, il poeta descrive la propria diffice vita ed esprime la nostalgia per Ferrara e per la donna amata.
Satira V: vita matrimoniale
Satira V: è ancora rivolta al cugino Annibale Malaguzzi, che si sposava; essa tratta appunto della vita matrimoniale, esponendo i rischi a essa commessi.
Satira VI: è rivolta a Pietro Bembo, cui Ariosto chiede consiglio per il figlio Virginio, bisognoso di un precettore in grado di educarlo saggiamente.
Satira VII: rifiuto dell'ambasciata
Satira VII: fu scritta in Garfagnana, ed è rivolta al cancelliere del duca Alfonso. Ariosto rifiuta di diventare l'ambasciatore degli Estensi presso la corte di papa Clemente VII a Roma. Ancora una volta il poeta delinea il proprio ideale di vita: accanto a una donna innamorata, tra i libri e gli amici, al di fuori delle frenesie della società mondana.
Le satire ricorrono alla terzina dantesca.
Domande da interrogazione
- Quali sono le due sezioni in cui si divide la produzione lirica di Ariosto?
- Qual è il modello principale che Ariosto segue nella scrittura delle sue satire?
- Qual è il tema centrale delle satire di Ariosto?
La produzione lirica di Ariosto si divide in due sezioni: una in latino e l'altra in volgare.
Ariosto si ispira principalmente al modello latino di Orazio, in particolare alle sue Satire e Epistole, per la composizione delle sue sette satire.
Le satire di Ariosto affrontano eventi biografici e rispondono a un bisogno di difesa o affermazione del proprio punto di vista, spesso rivolgendosi a personaggi reali e immaginando un colloquio con essi.