Concetti Chiave
- Orlando viene liberato dall'incantesimo grazie ad Angelica e inizia la sua ricerca, ma scopre l'amore tra Angelica e Medoro, che lo porta alla follia.
- Il "locus amoenus" rappresenta un luogo idilliaco e pastorale, ma diventa il palcoscenico di un dramma tragico quando Orlando scopre le tracce dell'amore altrui.
- La gelosia di Orlando si trasforma in pazzia, portandolo a distruggere tutte le tracce dell'amore tra Angelica e Medoro e a violare la natura idillica del luogo.
- Ariosto riflette sull'amore e la follia, avvertendo che chi è travolto dalla passione rischia di perdere sé stesso e di manifestare diverse forme di pazzia.
- La narrazione utilizza figure retoriche come l'iperbole per descrivere la follia di Orlando, evidenziando l'intensità della sua sofferenza emotiva.
Indice
La liberazione di Orlando
L’argomento è trattato nel canto XXIII dalla 100.a alla 136.a ottava e nel canto XXIV nelle prime tre ottave.
Per merito di Angelica Orlando è stato liberato dall’incantesimo che teneva prigioniero nel palazzo di Atlante ed ora parte alla ricerca della ragazza. Coinvolto in diverse imprese, per caso arriva nel luogo che vide fiorire l’idillio amoroso fra Medoro e Angelica. Gli alberi del bosco portano ancora le iscrizioni d’amore: questo è un duro colpo per il paladino. All’inizio cerca di nascondere la verità e poi, quanto questa gli appare in tutta evidenza perde il senno e si dà a distruzioni inenarrabili. L’episodio è quello che si allontana di più dalla precedente tradizione epico-cavalleresca.
Il locus amoenus
Il luogo in cui Orlando scopre l’idillio fra Angelica e Medoro è definito dalla critica “locus amoenus”, cioè un luogo piacevole e idealizzato, molto diffuso in letteratura e nelle arti figurative. Il contesto è pastorale, ma reso nobile da ricordi letterari di natura epica. In esso vivono degli umili pastori e durante il loro incontro, i due amanti hanno trovato riparo nella capanna di uno di essi, oppure passeggiano attraverso i prati e lungo le rive di un ruscello. Intorno alla radura, si eleva un fitto bosco e vi si trovano delle sorgenti che danno frescura quando fa più caldo. A volte i due giovani trovano riparo in una grotta che ricorda allo scrittore quella in cui erano soliti incontrarsi Didone ed Enea. Gli elementi tradizionali del “locus amoenus” sono tutti presenti: il prato fiorito, gli alberi, il ruscello, il fresco quando fa più caldo. Il luogo mantiene le stesse caratteristiche anche quando Orlando giunge presso la grotto e nella descrizione impressa all’entrata che ne fa Medoro.
Tuttavia, fin dall’inizio si capisce che un luogo così piacevole sarà presto teatro di un evento drammatico. L’elemento che determina il cambiamento dell’animo di Orlando sono le scritte incise sugli albero oppure tracciate sulla roccia, testimonianza dell’amore e del matrimonio dei due giovani.
Che cos'è la follia di Orlando?
Preso dalla gelosia che si sta trasformando in pazzia, Orlando abbandona la capanna del pastore e penetra nel bosco da cui uscirà pazzo simile ad un animale.(Ottava 133: “Orlando si libera disordinatamente dell’elmo, dello scudo, dell’usbergo e delle armi che ora giacciono sparpagliate per il bosco. Poi si strappa i vestiti da dosso e resta nudo facendo mostra del petto, del e del dorso ricoperti di peli. Quindi inizia a manifestare la sua follia: nessuno sentirà mai raccontare di una follia maggiore di questa”. A questo punto, egli non può fare altro che distruggere tutte le tracce che ricordano la presenza dei due amanti, violando e sconvolgendo, in questo modo, la natura idillica. La descrizione delle manifestazioni della follia del paladino è fatta ricorrendo a diverse figure retoriche come l’iperbole e l’esagerazione.
Ariosto interviene per trascrivere il suo commento (ottave 1, 2 e 3, del canto XXVV.
Esso viene riportata di seguito, sotto forma di parafrasi
Riflessioni sull'amore e la follia
Chi rimane immischiato nella passione amorosa,
cerchi di tirarsene fuori prima di rimanerci intrappolato;
perché non troverà altro che follia,
secondo quanto sostengono tutti i saggi;
e se anche non si impazzisce come Orlando,
la pazzia si manifesterà comunque in altro modo.
C’è forse un sintomo più evidente di pazzia
che perdere sé stessi nella ricerca di altri?
Ci sono vari possibili segnali, ma la pazzia
che li provoca è una soltanto.
È come muoversi attraverso una foresta smisurata,
chi vi si inoltra è costretto inevitabilmente a sbagliare:
qualcuno esce di strada da una parte, altri da un’altra.
Per concludere, quello che vi voglio dire è:
a chi consuma la propria vita nell’amore, oltre ogni pena,
merita dui essere trattato con il ceppo e la catena del pazzo.
Mi si potrà certamente dire: ” Fratello, tu vuoi
mostrare l’errore degli altri senza vedere il tuo”
Io vi rispondo che vi capisco molto bene,
ora che ho un attimo di lucidità mentale:
ed ho gran desiderio (e spero proprio di farlo)
di riposare e abbandonare le danze [amorose]:
ma fare come vorrei al momento non posso
perché il male mi è ormai penetrato fino all’osso.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo di Angelica nella liberazione di Orlando?
- Come viene descritto il "locus amoenus" nel contesto della storia?
- Qual è la reazione di Orlando alla scoperta dell'amore tra Angelica e Medoro?
- Quali sono le conseguenze della passione amorosa secondo le riflessioni finali?
- Come viene rappresentata la follia di Orlando nel testo?
Angelica è fondamentale per la liberazione di Orlando dall'incantesimo che lo teneva prigioniero, permettendogli di partire alla ricerca della ragazza (canto XXIII, ottave 100-136).
Il "locus amoenus" è un luogo ideale e piacevole, caratterizzato da elementi naturali come prati fioriti e sorgenti, ma diventa presto teatro di eventi drammatici a causa delle scritte d'amore che Orlando scopre (canto XXIV).
Orlando, colpito dalla gelosia, perde il senno e si abbandona a distruzioni inenarrabili, manifestando una follia che lo porta a violare la bellezza del luogo (ottava 133).
Le riflessioni avvertono che chi si lascia coinvolgere nella passione amorosa rischia di perdere sé stesso e di cadere in una forma di pazzia, simile a quella di Orlando (Riflessioni sull'amore e la follia).
La follia di Orlando è descritta attraverso figure retoriche come l'iperbole, evidenziando la sua trasformazione in un essere simile a un animale e la distruzione del ricordo degli amanti (canto XXIV).