Concetti Chiave
- Orlando sfida Mandricardo in duello, mentre nel frattempo Angelica si prende cura di Medoro, con cui si innamora.
- Astolfo libera Ruggiero e Bradamante dall'incantesimo di Atlante e si prepara a partire per l'Italia con Ruggiero.
- Il bosco in cui Orlando si imbatte è il luogo dell'amore di Angelica e Medoro, ma diventa per lui fonte di dolore e follia.
- Orlando, colpito dalla scoperta del "tradimento" di Angelica, passa attraverso una crisi emotiva che lo porta alla follia.
- La follia di Orlando rappresenta il declino dell'eroe epico, rivelando la distanza del poema dai valori della tradizione cavalleresca.
Indice
Orlando e Mandricardo
Orlando affronta in duello Mandricardo, che viene trascinato nella foresta dal suo cavallo imbizzarrito. Nel canto XXIII, il paladino va in cerca del pagano e finisce per caso nel bosco nel quale Angelica e Medoro si sono amati, nei pressi della casa del pastore che li ha ospitati. FORMA METRICA Ottave* che rimano secondo lo schema ABABABCC. Angelica, che ha trovato Medoro morente, lo cura e se ne innamora. I due giovani sono ospitati in casa di un pastore quando Medoro è ormai guarito partono per il Catai, paese natale di Angelica.
Astolfo e l'ippogrifo
Nel frattempo Astolfo distrugge il castello di Atlante - il quale morirà di dolore - grazie a un corno magico e si impadronisce dell'ippogrifo, quindi libera dall'incantesimo Ruggiero e Bradamante. I due innamorati si mettono in viaggio verso l'Italia, dove Ruggiero intende battezzarsi, ma altre disavventure li separano di nuovo. Bradamante incontra Astolfo, che, poiché ora possiede l'ippogrifo, le lascia il proprio cavallo, Rabicano, e una lancia magica. La guerriera si mette in viaggio per trovare Ruggiero. Intanto Or-lando, dopo essersi liberato dall'incantesimo di Atlante, è coinvolto in molteplici avventure, fra cui quella con il pagano Mandricardo, che lo sfida a duello per sottrargli la spada Durlindana.
Orlando nel bosco
Il paladino Orlando giunge proprio nel luogo che è stato testimone della storia d'amore di Angelica e Medoro, quel bosco in cui la principessa del Catai (v. 22) dalla vicina casa del pastore dove i due innamorati erano ospiti. Il boschetto, che presenta tutte le caratteristiche del locus amoenus* (un ruscello limpido con le sponde fiorite e circondate da alberi), invece riserverà allo sventurato paladino un travaglioso albergo e crudo (v. 14). Qui legge sulle pietre e sui tronchi degli alberi i nomi incisi di Angelica e Medoro. È la prima di numerose scoperte che porteranno Orlando alla follia.
Orlando e la follia
Dapprima Orlando non vuole credere a ciò che è costretto a credere. Scattano così i meccanismi di autodifesa contro ciò che tende ad alterare il suo equilibrio psichico: rifiuta la verità, (v. 30), (v. 38). Poi, ricevuta l'ennesima conferma del "tradimento" di Angelica dalla poesia di Medoro dinanzi alla caverna, si rende conto della verità (v. 92), a cui cerca inutilmente di sfuggire, e si abbandona al dolore (v. 103). Ma la sofferenza è tale che, per alleviarla, ha bisogno di crearsi altre illusioni (forse qualcuno vuole infangare la reputazione di Angelica o cerca di provocare la sua gelosia): la sua volontà cerca di reagire e si rianima, (v. 122). Successivamente, avuta dal pastore la certezza inequivocabile di aver perso l'oggetto del suo amore, gli sembra di aver ricevuto il colpo che (v.170); sfoga liberamente il dolore, l'odio e l'ira, e, dopo essersi ritrovato nuovamente davanti alla grotta teatro degli amori di Angelica e Medoro, dà avvio a un'enorme devastazione. Esaurite le energie (v. 225,226-22) , per tre giorni cade nella condizione patologica che precede l'esplosione della follia: l'immobilità, il mutismo, l'insonnia, il digiuno. Il quarto giorno, infine, cominciò la gran follia (v. 239).
La follia di Orlando
La fedeltà alla donna amata e la sua idealizzazione (Angelica è una dea da adorare e servire) sono qualità che fanno di Orlando un perfetto amante cortese. Secondo la visione rinascimentale di Ariosto, però, al paladino manca una qualità fondamentale: la capacità di adattarsi alla realtà, alla varietà delle circostanze determinate dalla fortuna. Le virtù della tradizione cortese non elevano la condizione spirituale di Orlando, ma si trasformano in una mania ossessiva che porta alla disperazione e alle manifestazioni di violenza brutale, a una condizione bestiale (, v. 238). La follia di Orlando è anche il segno rivelatore di quanto il poema sia distante dai valori e dai tópoi della tradizione epico-cavalleresca. Orlando, il paladino saggio per eccellenza, ora è condotto dal suo amore non ricambiato a una condizione di abbrutimento: perde la propria dignità e non usa più la propria forza per difendere la fede cristiana e i deboli, ma la disperde contro alberi e pietre. L'episodio rappresenta il declino del mondo cavalleresco e il ridimensionamento della figura dell'eroe epico, attuato ancora una volta mediante l'ironia del narratore onnisciente*, che riduce la tensione narrativa.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza del bosco nella storia di Orlando e Mandricardo?
- Come si sviluppa la follia di Orlando?
- Qual è il ruolo di Astolfo nella narrazione?
- In che modo la figura di Orlando si distacca dai valori cavallereschi tradizionali?
- Qual è il significato della follia di Orlando nel contesto del poema?
Il bosco è il luogo in cui Orlando scopre la storia d'amore di Angelica e Medoro, segnando l'inizio della sua follia. Qui, legge i nomi incisi e vive un'esperienza di dolore e tradimento che lo porterà a una devastazione emotiva.
La follia di Orlando si sviluppa attraverso un processo di rifiuto della verità e di autodifesa, culminando in un'esplosione di dolore e violenza dopo aver ricevuto conferme del "tradimento" di Angelica, portandolo a una condizione patologica di immobilità e mutismo.
Astolfo gioca un ruolo cruciale liberando Ruggiero e Bradamante dall'incantesimo di Atlante e impadronendosi dell'ippogrifo, facilitando così il viaggio dei due innamorati verso l'Italia e contribuendo all'intreccio delle avventure.
Orlando, pur essendo un paladino saggio, perde la sua dignità e la capacità di adattarsi alla realtà a causa della sua ossessione per Angelica, trasformando le virtù cavalleresche in una mania che lo conduce alla disperazione e alla violenza.
La follia di Orlando rappresenta il declino del mondo cavalleresco e il ridimensionamento dell'eroe epico, evidenziando l'ironia del narratore che mostra come l'amore non ricambiato possa portare a una condizione di abbrutimento e perdita di valori.