Concetti Chiave
- Ludovico Ariosto nasce a Reggio Emilia e si trasferisce a Ferrara, dove inizia studi di diritto prima di dedicarsi alla letteratura.
- Alla corte del duca Ercole I, Ariosto deve sostenere la famiglia dopo la morte del padre e si sposa con Alessandra Benucci nel 1527.
- Le opere epistolari di Ariosto, scritte in terzine dantesche, offrono un duplice livello di lettura e trattano temi come la condizione dell'intellettuale cortigiano.
- Ariosto esprime la sua delusione verso la corte estense attraverso la sua satira, evidenziando la sua mancanza di libertà.
- Considerato il "padre della commedia moderna", Ariosto scrive in volgare e introduce temi carnevaleschi e linguaggio colloquiale nei suoi testi teatrali.
Infanzia e formazione di Ariosto
Ludovico Ariosto nasce a Reggio Emilia, primogenito di dieci fratelli, da Niccolò Ariosto e Daria Malaguzzi. La famiglia si trasferisce a Ferrara, dove Ariosto frequenta lezioni di diritto presso lo Studio. Nel 1494 Ariosto decide di dedicarsi agli studi letterari sotto l’agostiniano Gregorio da Spoleto.
Carriera e vita personale
Nel 1497 entra nella corte del duca Ercole I, dove riceve regolare stipendio e conosce Bembo. Nel 1500 muore il padre e così deve mantenere la numerosa famiglia. Incontra la passione Alessandra Benucci, vedova di Tito Strozzi, legato alla corte estense, si sposeranno nel 1527. Nel 1516 viene pubblicata la prima edizione dell’Orlando furioso dedicata al cardinale Ippolito, che non gradisce. Per denaro diventa commissario della Garfagna e nel 1525 rientra a Ferrara dove resterà fino alla morte.
Opere epistolari e tematiche
Sono un'opera innovativa in forma epistolare in terzine dantesche di Ariosto, che seguì gli esempi di Orazio, Giovenale, Persio e Lucilio. I Romantici le consideravano fonti biografiche, oggi invece sono considerate di natura artistica: autobiografia non reale, ma morale. C’è un duplice livello di lettura: in luce ed in ombra(che porta il lettore a contatto con l’anima ariostesca), tu dialogante e l’irruzione in scena dei personaggi. Le tematiche: condizione dell’intellettuale cortigiano, desiderio di vita tranquilla dedicata allo studio e agli affetti, vanità dei sogni umani.
Rifiuto e delusione verso la corte
Per esempio nella prima satira Ariosto rifiuta di seguire Ippolito in Ungheria, così scrive una lettera al fratello e all’amico a cui affida il compito di giustificare il proprio rifiuto con motivi di salute e di responsabilità verso la famiglia. In realtà il vero intento è di denunciare la sua delusione verso la corte estense, che lo ha privato della libertà.
Contributo al teatro moderno
Ariosto è attore, regista, si ispira a Plauto e Terenzio, “padre della commedia moderna”. Trovano spazio quei temi carnevaleschi (cibo, amore carnale). Ariosto è il primo a scrivere testi teatrali in volgare, linguaggio basso e parlato, con doppi sensi, proverbi, gusto per l’equivoco.
La logica dell’utile, Lena si lascia convincere dal marito Pacifico ad intrattenersi con Fazio con la speranza che questi pagasse i loro debiti. Stufa delle umiliazioni, Lena ordisce una crudele vendetta: avviare sulla strada della corruzione Licinia, giovane figlia di Fazio. Nella terza scena il servo Corbolo racconta il suo girovagare tra i banchi dei venditori del mercato nella piazza di Ferrara, offrendo il ritratto desolante della città
Domande da interrogazione
- Qual è il contesto familiare e formativo di Ludovico Ariosto?
- Quali eventi significativi segnano la vita personale e professionale di Ariosto?
- Come vengono interpretate le opere epistolari di Ariosto nel contesto letterario?
- In che modo Ariosto ha contribuito allo sviluppo del teatro moderno?
Ludovico Ariosto nasce a Reggio Emilia, primogenito di dieci fratelli, e si trasferisce a Ferrara, dove inizia a studiare diritto e successivamente si dedica agli studi letterari sotto la guida di Gregorio da Spoleto.
Dopo la morte del padre nel 1500, Ariosto deve mantenere la sua famiglia. Entra nella corte del duca Ercole I nel 1497 e pubblica la prima edizione dell'Orlando furioso nel 1516, dedicata al cardinale Ippolito, che non la gradisce.
Le opere epistolari di Ariosto, scritte in terzine dantesche, sono considerate oggi di natura artistica e non solo biografica, presentando un duplice livello di lettura che esplora la condizione dell'intellettuale cortigiano e la vanità dei sogni umani.
Ariosto è considerato il "padre della commedia moderna" per il suo uso del volgare e per l'inserimento di temi carnevaleschi, scrivendo testi teatrali con linguaggio colloquiale, doppi sensi e un gusto per l'equivoco, ispirandosi a Plauto e Terenzio.