Concetti Chiave
- L'architettura razionalista in Italia declina con l'affermazione del fascismo, che preferisce stili tradizionali ispirati alla classicità per promuovere un'immagine di ordine e potere.
- Il regime fascista avvia una politica di grandi opere, tra cui la costruzione delle prime autostrade e il prosciugamento delle paludi pontine, per affrontare povertà e disoccupazione.
- Marcello Piacentini rappresenta la politica architettonica fascista, imponendo una monumentalità trionfalistica, come evidente nel Palazzo di Giustizia di Milano.
- Le trasformazioni urbanistiche fasciste modificano i centri storici italiani, con demolizioni di quartieri antichi per isolare monumenti, favorendo anche speculazioni edilizie.
- Il quartiere EUR è emblematico dell'architettura fascista, progettato per celebrare il ventennale della marcia su Roma, e include opere significative come il Palazzo della Civiltà del Lavoro.
Declino dell'architettura razionalista
L'architettura razionalista che aveva visto i massimi esponenti in Ulisse Stacchini (Stazione Centrale di Milano e Giovanni Michelucci (la Stazione di Santa Maria Novella a Firenze) si va via spengendo, in concomitanza con l'affermazione dell'imperialismo fascista. Come tutte le dittature, anche il Fascismo era conservatore per cui contrario ad ogni forma di libertà, preferendo architetture tradizionali, magari ispirate alla tradizione classica. Poiché l'obiettivo era di dare all'Italia il ruolo di dominatrice che le spetta quale erede dell'antica Roma, la parola "ordine" predominava.
Politica di grandi opere fasciste
L'arrivo di Mussolini e dei fascisti al potere fu accompagnato da una politica di grandi opere e di costruzione a tutto campo.
Corrisponde al culto della modernità e del progresso, da un lato, e al desiderio di combattere la povertà e la disoccupazione, dall'altro:
• Le prime autostrade (nel mondo) furono costruite nel 1922,
• Le paludi pontine a sud di Roma sono prosciugate,
• Nuove città e interi quartieri all'interno di città esistenti.
• L'ammodernamento e l'estensione della rete ferroviaria, la costruzione di centrali elettriche, la creazione di aeroporti, la costruzione di edifici pubblici (uffici postali, stazioni, caserme), l'edilizia sociale, la costruzione di stadi e piscine, la creazione di ospedali, asili nido di maternità e statali, campi di vacanza...
Talento architettonico e modernismo
Per costruire questa nuova Italia, l’impero fascista che guardava all'Impero Romano aveva bisogno del talento degli architetti e un'intera generazione fu coinvolta. Spesso indicati come modernisti, gli architetti erano in realtà legati a varie tendenze o scuole: futurista, razionalista, costruttivista, ecc.
Monumentalità e urbanistica fascista
Esistono due aspetti di questa politica architettonica: uno rivolto al singolo edificio e l'altro all'urbanistica. Marcello Piacentini è l'interprete ufficiale di entrambi gli aspetti. Egli impone una monumentalità trionfalistica come vuole il regime come è evidente nel Palazzo di Giustizia di Milano, costruito dal 1939 al 1840. L'architettura ha molti punti in comune con quella nazista, pur rispettando le differenze dovute alle tradizioni locali, perché in entrambe si vuole esprimere lo stesso concetto del potere.
Interventi urbanistici a Roma
L'aspetto peggiore della politica architettonica del fascismo è quello urbanistico, molto presente a Roma, non tanto relativamente ai piani regolatori di città create ex-novo, come Latina, Sabaudia, Pomezia ecc., quanto degli interventi nei centri storici. Questi ultimi arrivarono a modificare profondamente l'aspetto di alcune zone dei centri urbani di grande interesse. Si è trattato di sventrare interi quartieri antichi per isolare i monumenti di fondamentale importanza. a Roma per far posto alla scenografica Via della Conciliazione.
Altri esempi di centri storici sconvolte nelle loro parti vitali sono Bolzano, Genova, Firenze e Brescia. Oltre a raggiungere un effetto monumentale, si volevano risanare, così, i quartieri popolari in cui, come si scriveva nella stampa dell'epoca, la misera morale era superata solo dal vizio. In realtà gli interventi demolitori servivano ad incrementare le speculazioni edilizie e a costringere la popolazione più povera e disagiata a trasferirsi nelle borgate periferiche più squallide isolate e lontane dal centro.
Stile architettonico fascista a Roma
L'architettura fascista è uno stile architettonico razionalista della fine del 1920 di cui alcuni risultati impressionanti possono essere trovati a Roma, anche se non mancano esempi in altre città. Essi sono:
• Aperta nel 1937, la via è stata terminata nel 1950, in occasione dell'Anno Santo; per diminuire l'eccessiva larghezza fu aggiunta la doppia fila di obelischi sormontarti da lanterne. È in questo modo che scomparve l'antico e storico quartiere Borghi;
• Venne aperta l'odierna Via dei Fori Imperiali (a quel tempo via dell'Impero) per collegare in modo significativo Piazza Venezia e Palazzo Venezia al Colosseo, simbolo della grandezza imperiale. Per raggiungere tale obiettivo non si esitò a dividere in due una delle zone archeologiche più importanti del mondo.
Progetti architettonici dell'EUR
• Il quartiere EUR in funzione dell'Esposizione Universale di Roma è il più rappresentativo dell'architettura razionalista. La costruzione fu decisa da Mussolini per celebrare il 20 ° anniversario della marcia su Roma con un'Esposizione Universale prevista per il 1942. I lavori furono interrotti dalla guerra e ripresi nel 1951 con l'ambizione di rendere l'EUR un quartiere commerciale, associato a una zona residenziale urbana collegata con la metropolitana a Roma e al treno per Ostia.
• Il Palazzo della Civiltà del Lavoro è il più famoso dell'EUR. Comprende 6 piani di archi decorati con sculture (arti e attività) e domina il Tevere dalla cima di una scalinata monumentale. Quattro gruppi scolpiti delimitano il perimetro dell'edificio.
• Il mausoleo ai caduti si trova al Gianicolo; esso celebra i difensori repubblicani di Roma, guidati da Giuseppe Garibaldi caduti nella lotta contro le truppe francesi nel 1849.
Stazione Ostiense e visita di Hitler
• Per commemorare l'imminente visita di Adolf Hitler a Roma nel 1938, fu costruita l'attuale stazione ferroviaria Ostiense con l'obiettivo di creare una stazione monumentale per ricevere il dittatore tedesco.
La visita di Hitler a Roma è ricreata al cinema nel film "Una giornata particolar" del regista Ettore Scola, che ha utilizzato anche filmati d'archivio che mostrano l'incontro tra Hitler, Benito Mussolini e Vittorio Emanuele III.
L'intera facciata è realizzata in marmo travertino e l'ingresso è arricchito da un portico colonnato. Sul lato destro della facciata c'è un rilievo, che rappresenta le figure mitiche di Bellerofonte e Pegaso. Un mosaico sul pavimento fatto di piastrelle bianche e nere mostra diversi temi e leggende della storia di Roma.
Palazzo delle Poste di Roma Ostiense
• Il Palazzo delle Poste di Roma Ostiense si trova nel quartiere Testaccio-Ostiense.
La costruzione di questo ufficio postale faceva parte del piano di sviluppo della città che prevede il decentramento dei servizi postali. L'edificio si presenta su un'ampia scalinata, con una disposizione rigorosa e simmetrica, basata su relazioni geometriche e sulla sezione aurea. È diviso in tre volumi disposti a forma di U e utilizzati per diverse funzioni. Rivestito in marmo bianco liscio, sulla facciata vi è un portico che chiude il cortile rettangolare.
Domande da interrogazione
- Qual è il legame tra l'architettura razionalista e il regime fascista?
- Quali furono le principali opere pubbliche realizzate durante il regime fascista?
- Chi è Marcello Piacentini e quale ruolo ha avuto nell'architettura fascista?
- In che modo il fascismo ha impattato i centri storici delle città italiane?
- Quali sono alcuni esempi significativi di architettura fascista a Roma?
L'architettura razionalista, rappresentata da figure come Ulisse Stacchini e Giovanni Michelucci, si spense con l'affermazione del fascismo, che preferiva stili tradizionali e monumentali per esprimere il potere, come evidenziato nel testo.
Il regime fascista avviò una politica di grandi opere, tra cui la costruzione delle prime autostrade, il prosciugamento delle paludi pontine e l'ammodernamento della rete ferroviaria, per combattere la povertà e promuovere il progresso.
Marcello Piacentini è stato l'interprete ufficiale della politica architettonica fascista, imponendo una monumentalità trionfalistica, come dimostrato nel Palazzo di Giustizia di Milano, e influenzando anche l'urbanistica di Roma.
Gli interventi urbanistici fascisti hanno profondamente modificato i centri storici, come a Roma, dove interi quartieri antichi furono demoliti per isolare monumenti, portando a speculazioni edilizie e all'emarginazione delle popolazioni più povere.
Esempi significativi includono la Via dei Fori Imperiali, che collega Piazza Venezia al Colosseo, e il Palazzo della Civiltà del Lavoro nell'EUR, simbolo dell'architettura razionalista e della monumentalità fascista.