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Appunti completi del corso di Archeologia e storia dell’arte romana (6 CFU)

Argomenti:

  • Capitale macedone Pella
  • Lisippo
  • Strade e centuriazione romana
  • Ellenismo
  • Pompeo Magno, Cesare, Augusto (architettura)
  • Dinastia Flavia fino a Nerva (architettura)
  • Ritrattistica romana
  • Da Traiano a Marco Aurelio (architettura)

Lezione 9 04.11.2020

Pella, i mosaici ed altre rappresentazioni di Alessandro

Capitale spostata da Verghina a Pella intorno al 400 a.C. > per il fatto che i Macedoni erano interessati ai territori orientali come la penisola calcidica.

Sito che era già stato occupato dall’età del Bronzo fino al V secolo a.C.

Formazione molto regolare del tessuto urbano > con un reticolato stradale molto organizzato.

Strade orientate a N-S e che si intersecano a E-O.

Formavano un blocco di > 125 metri sul lato lungo e 65 metri sul lato corto.

La città era di 4 km quadrati > con al centro l’agorà che occupava 8 blocchi del reticolato.

Palazzo

Palazzo che si trova a Nord della città.

Articolato in 5 blocchi > ognuno organizzato intorno ad un cortile.

Il palazzo analizzato fa riferimento al periodo di Re Cassandro > fine IV secolo e inizio III secolo a.C.

Struttura

Nella parte settentrionale del palazzo > si trova l’andron ovvero lo spazio di rappresentanza.

All’interno dell’Andron sul lato settentrionale si trovavano 9 klinai > particolare è che la kline centrale cioè quella del sovrano sia in asse con l’entrata.

Ai lati dell’Andron si trovano due ambienti più piccoli > dotati di klinai probabilmente altri spazi dedicati al banchetto.

Forse questa tripartizione era basata sul sesso.

Case nell’agorà

Casa di Dionisio > lungo il lato meridionale dell’Agorà.

Databile al tardo IV secolo a.C.

Struttura della Casa di Dionisio

Ha due peristili:

  • Uno a Nord > con 6*6 colonne ioniche
  • Uno a Sud > con 8*8 colonne doriche

Vari ambienti con mosaici:

  • Anticamera con mosaico > a motivo geometrico a quadri inscritti l’uno nell’altro.
  • Anticamera con scacchiera a losanghe (motivi a rombo)
  • Andron con il mosaico di Dioniso > e sulla soglia un grifone assale un cervo
  • Andron con mosaico della caccia al leone > e sulla soglia due centauri

Mosaico di Dioniso

Caratteristiche del mosaico di Dioniso

Dionisio a cavallo del leopardo > con in mano il tirso a cui è legata una fascia di lana tipica della sua iconografia.

Rappresenta:

  • Il ritorno di Dioniso dall’India
  • O Alessandro che torna vittorioso dall’India

Mosaico della caccia

Caratteristiche del mosaico della caccia

Alessandro introdusse il rituale della proskynesis > per cui davanti al sovrano bisogna inginocchiarsi.

Questo oltre che l’iranizzazione del concetto di regalità > porta alla congiura dei paggi del 327 a.C.

Un episodio legato ai paggi è quello di Ermolao che durante una caccia al cinghiale contravvenendo alle regole > fu il primo a ferire a morte il cinghiale.

Per punizione fu percosso con la verga e gli fu tolto anche il cavallo.

Caccia come hobby aristocratico > è legata ad influssi persiani e non era presente nella Grecia classica.

Mosaico che viene datato al 320 a.C.

Il mosaicista ha dovuto tagliare le parti più esterne delle figure > questo perché il modello di riferimento era un modello scultoreo la formosa > caccia al leone di Lisippo.

Alessandro è rappresentato a sinistra come vuole la tradizione macedone > e indossa il petasos (cappello a falde larghe) e indossa un mantello.

Impugna sia una lancia che una spada.

Da destra accorre Efestione.

L’assenza di cani potrebbe significare che non è una vera e propria caccia organizzata > ma un incontro casuale nella natura.

La destra di entrambe le figure > sono caricate del peso in due modi diversi:

  • Per Alessandro > che cerca di allontanarsi dal leone
  • Per Efestione > che sta per attaccare il leone

Il braccio destro di entrambi è maggiormente impegnato > con una struttura a chiasmo.

Non c’è nulla di sovrapposto > tranne il piede di Alessandro.

Casa del ratto di Elena

Casa del ratto di Elena > lungo il lato meridionale dell’Agorà.

Mosaico con il ratto di Elena

Mosaico con il Ratto di Elena > raffigura il rapimento di Elena di Sparta da parte di Teseo.

Elena che poi venne liberata dai fratelli Castore e Polluce > grazie all’assenza di Teseo che era sceso nell’Ade.

Il modello pittorico che viene ripreso > è quello del ratto di Persefone di Verghina.

Phorbas sulla quadriga e Teseo che sta rapendo Elena > anche in questa raffigurazione c’è una compagna che spaventata cerca di aiutare la sua amica.

Mosaico con la caccia al cervo

Mosaico con raffigurata la caccia al cervo.

Databile alla fine del IV secolo a.C.

Caratteristiche

Scena che è caratterizzata da molte sovrapposizioni e chiaroscuri > che danno un senso di profondità.

Il primo a raggiungere la preda è Alessandro (rappresentato alla destra) > con il petasos che vola in aria per lo slancio di quest’ultimo.

Efestione sta usando un’ascia bipenne (attributo ad Efesto).

In questo caso l’intera scena è contenuta all’interno del mosaico > questo perché il modello ripreso dal mosaicista è un dipinto probabilmente di Apelle.

Sopra al mosaico c’è un’iscrizione > Ginosis epoesen > Ginosis l’ha fatto.

Potrebbe essere la prima firma di un mosaicista > ma alcuni hanno ipotizzato che possa essere una integrazione con l’iscrizione che reca il nome di Apelle > facendo riferimento al modello ripreso dal mosaicista.

Opera: il sarcofago di Alessandro

Il sarcofago di Alessandro del 320 a.C.

Dopo la Battaglia di Isso del 333 a.C. Alessandro nomina Abdalonimo > Re di Sidone.

Il sarcofago di Alessandro proviene dalla necropoli dinastica della città.

Sappiamo che nel 315 a.C. era presente Antigono e nel 312 a.C. era sotto il controllo di Tolomeo > presumibilmente quindi il sarcofago si data intorno al 320 a.C.

Caratteristiche del sarcofago

Sarcofago in marmo pentelico e prodotto da artigiani greci.

Dimensioni di 195 cm per 318 cm.

Conservate tracce di colore.

Forma del sarcofago che riprende quella di un tempio:

  • Con due frontoni
  • Gli acroteri a forma di testa di uomo e 4 teste di leone ai lati > presente anche un canale di scolo

Ci sono 4 pannelli a rilievo e 2 rilievi sui frontoni.

I lati corti rappresentano:

  • Una scena di caccia
  • Una di battaglia

I lati lunghi presentano:

  • Una scena che mostra > Greci e Persiani che cacciano assieme
  • L’altra una scena di scontro > tra Greci e Persiani

Nel rilievo frontonale > scena di battaglia che non mostra Persiani e potrebbe trattarsi dell’uccisione di Perdicca (reggente di Macedonia).

Caratteristiche della scena di battaglia con lo scontro tra greci e persiani.

I Greci indossano una tunica e dei mantelli > mentre i Persiani hanno indumenti più pesanti, una calzatura particolare e un copricapo che si piega sulla testa.

Presente anche Alessandro > che indossa un copricapo di pelle di leone (tipica della sua iconografia > per via della discendenza da Eracle).

Alessandro che è la prima figura a sinistra > volto giovane e liscio con uno sguardo intenso.

Al centro del rilievo potrebbe esserci Abdalonimo vestito alla greca.

Sul lato destro > dovrebbe essere rappresentato Antigone Monoftalmo a cavallo.

Il quale insieme al figlio Demetrio Poliercete vinse nel 306 a.C. a Salamina di Cipro > rivendicando il controllo su tutti i territori conquistati da Alessandro Magno.

Degno di nota è un soggetto maschile nella parte destra del fregio > è sovradimensionato e nudo e sta combattendo contro un persiano a cavallo.

Potrebbe essere Efestione > la cui posa è ripresa dalla scena di Alessandro che doma Bucefalo.

Scena di caccia con Greci e Persiani > questa scena riprende l’obiettivo di Alessandro di costruire e consolidare i rapporti con i grandi aristocratici.

Viene raffigurata la caccia al leone > che è la caccia dei re.

In questo caso raffigurata per rinsaldare il rapporto politico tra Abdalonimo e Alessandro.

Scena di caccia

Il personaggio vestito alla greca sul cavallo che è morso dal leone > dovrebbe essere Abdalonimo.

Alla sua sinistra > potrebbe essere Alessandro che soccorre Abdalonimo o Demetrio il figlio di Antigono.

Prima della scoperta della Tomba di Filippo > si pensava che la scena di caccia avesse radici mesopotamiche ed anatoliche.

Mentre grazie a Verghina si capisce che la caccia fu introdotta da Alessandro e divenne una tradizione macedone.

Nel sarcofago ci sono elementi che si ispirano al primo classicismo come:

  • La cavalcata > che somiglia a quella dei cavalieri del Partenone
  • Le posizioni naturalistiche dei cavalieri > che riprendono la porzione dov’era rappresentato lo scontro tra Greci e Persiani del Tempio di Atene Nike

Lezione 10 05.11.2020

Lisippo scultore di Alessandro

Lisippo originario di Sicione in Acacia.

A Sicione c’era una scuola di scultura di origini antichissime > formarsi all’interno di questa scuola richiedeva anche 10 anni.

Esempio:

  • Per i pittori si partiva dal macinare i colori
  • Per i bronzisti si partiva dal ruolo di fonditore, per poi passare a quello di incisore e infine diventare un plasticatore

Lisippo apparteneva al culto di Dioniso Lisio (colui che scioglie > nella veste di liberatore della creatività artistica).

Lisippo non ebbe un vero e proprio maestro > ma fu un autodidatta un segno di un rivolgimento sociale al tempo.

La sua arte è considerata il punto massimo della produzione plastica > durante un periodo di profondi cambiamenti.

La sua lunghissima attività lo mise in contatto con:

  • Le comunità greche
  • I sovrani Macedoni
  • Le prime corti ellenistiche

Attivo:

  • Nella parte settentrionale della Grecia
  • In Asia Minore al seguito di Alessandro
  • In Macedonia
  • A Taranto nella Magna Grecia

Fonti greche, bizantine e macedoni > ci permettono di ricostruire un catalogo di una 50 di schede.

Nella sua produzione troviamo:

  • Zeus
  • Eracle in numerose versioni
  • Altre divinità
  • Personificazioni

Lisippo produce anche dei ritratti di

  • Soggetti contemporanei a lui
  • Soggetti vissuti prima di lui
  • E animali > come il cavallo di Alessandro Magno

Lisippo fu scelto da Alessandro come unico scultore autorizzato a rappresentarlo.

Degressione sul ritratto

Il ritratto nel mondo greco era sempre esistito > e con il passare dei secoli si rafforzava l’intento di rappresentare il soggetto in maniera più naturalistica possibile.

Nel mondo greco si ritraeva > l’intero corpo.

Nel mondo romano si ritraeva > il volto o il busto.

In età arcaica > abbiamo una rappresentazione di soggetti dove l’identificazione del personaggio è affidata all’iscrizione e non agli attributi del soggetto.

Esempio > le kore.

A partire dal V secolo > si sviluppano i ritratti tipologici.

Ritratti attraverso i quali si rappresentava un tipo di persona come:

  • Un generale (con l’elmo e la barba)
  • O un filosofo

Ma i tratti restavano generici e il riconoscimento possibile solo grazie all’iscrizione.

Solo dalla metà del IV secolo > si inizia a rappresentare i personaggi per i reali tratti e lineamenti che li caratterizzano.

C’è un’oggettiva rappresentazione della realtà > che include anche gli stati d’animo.

Questo risponde anche al desiderio dei sovrani di far circolare la propria immagine.

Due volti a confronto

A sinistra il volto di Silanione > con il ritratto di Platone.

Sono presenti ancora alcuni degli elementi caratteristici dei ritratti dei filosofi:

  • Fronte alta
  • Barba lunga
  • Rughe

Elementi che denotano l’autorevolezza dei filosofi e la loro riflessività.

A destra abbiamo il ritratto di Socrate di tipo 1.

Ci mostra il filosofo con tratti che ricordano quelli di un sileno > per il fatto che Silanione si basa su quanto scritto da Platone.

Volto che è risultata abbastanza caricato.

Opere di Lisippo

A Lisippo è attribuito il ritratto di Socrate di tipo 2.

Volto che conserva alcuni elementi un po' ferini ma che sono stati addolciti.

Si nota una maggiore eleganza ed armonia > in funzione della sua elevata caratura morale e della sua autorevolezza.

Opera di Lisippo: gruppo scultoreo di Daoco

Gruppo scultoreo commissionato da Daoco di Tessaglia poco dopo la Battaglia di Cheronea.

Segue l’esempio di Filippo II che dopo la vittoria di Cheronea > fa realizzare un gruppo di statue familiari che vengono installate nel Filippehon presso il santuario di Apollo a Delfi.

Daoco copia l’esempio > e fa scolpire in bronzo i membri della sua famiglia sia vivi che morti esponendoli a Farsalo.

Sappiamo che la statua di Agia è opera di Lisippo > grazie all’iscrizione rinvenuta sulla base della statua originale (non conservata).

Inoltre nel 337/336 a.C. Daoco diventa rappresentante dei Tessali nella Lega Delfica > e volle ripetere il precedente gruppo onorario.

Pertanto fece realizzare le copie marmoree del gruppo di bronzo da disporre nel recinto rettangolare presso il santuario di Apollo a Delfi.

In questo caso la copia marmorea è contemporanea a quella bronzea > quindi è molto più veritiera delle copie romane.

Statua di Agia

Si conserva la copia in marmo di Agia.

Agia che non era vivo > fu un atleta che vinse i giochi olimpici nella competizione del Pancrazio (WWE).

Caratteristiche della statua di Agia

Lisippo deve rappresentare un’atleta e non un soggetto vivente quindi fa riferimento alla specialità dell’atleta > scolpendolo con le orecchie tumefatte (orecchie a cavolfiore).

Non vi è affatto ipertrofia muscolare nel corpo dell’atleta.

La testa è 1/8 del corpo > abbastanza piccola e spinge a vedere la statua come dal basso verso l’alto con un senso di slancio verticale.

Rappresentazione diversa dal Canone di Policleto > che utilizzava teste grandi 1/7 rispetto al resto del corpo.

Altra differenza sta nella posizione del corpo > nella quale possiamo notare un contrapposto ma diverso da quello di Policleto.

Caratteristiche:

  • I piedi sono entrambi attaccati a terra > mentre nelle statue di Policleto il piede libero si staccava da terra
  • Il contrapposto nella statua di Lisippo > si basa sull’antitesi per cui tutto il lato destro di Agia sta facendo uno sforzo > mentre il lato sinistro è a riposo. Il braccio destro è sotto sforzo e si capisce perché il bicipite è gonfio > si ipotizza tenesse in mano un ramo di palma

La testa dell’atleta volge verso il lato a riposo.

Il volto si caratterizza per:

  • Il naso largo
  • Lo sguardo in alto

Il tutto trasmette un senso di ardore agonistico e uno sguardo di una persona irrequieta.

Per consentire alla statua di stare in piedi il copista della statua in marmo > non inserisce un elemento del paesaggio ma inserisce uno spessore di marmo dietro il tallone.

Opera: la turma di Alessandro

La turma di Alessandro

È un gruppo scultoreo in bronzo commissionata da Alessandro subito dopo il 334 a.C.

Per celebrare i cavalieri che erano caduti al momento del primo scontro con i Persiani al passaggio del fiume Grancio nel 334 a.C.

Gruppo che venne esposto presso il santuario di Zeus a Dion in Macedonia.

Gruppo composto da 25 cavalieri > ritratti in teoria come erano da vivi.

Nel 146 a.C. Q.C Metello Macedonico ottiene una vittoria contro il sovrano della Macedonia > e porta a Roma per celebrare il proprio trionfo questo gruppo scultoreo.

Fa costruire una porticus Metelli nella parte Sud del Campo Marzio > e vi fa esibire il gruppo scultoreo di Alessandro.

Da cui il nome turma > che indica l’unità minima di cavalleria romana (anche se nel mondo romano era costituita da 30-32 cavalieri e non 25).

Due statuette in bronzo da Ercolano > una con il cavaliere e una solo con il cavallo potrebbero essere la rappresentazione in miniatura degli originali della turma.

Statuetta

Cavallo che si impenna e il gesto del cavaliere è carico di pathos tiene:

  • Con la mano sinistra le redini del cavallo
  • Con la destra > una spada con cui sta per colpire un avversario

Il gruppo esercitò grandi influenze sulle sculture successive.

Opera: gruppo scultoreo dal Santuario di Giunone Sospita

Come il gruppo scultoreo proveniente dal Santuario di Giunone Sospita a Lanuvio.

Venne dedicato da Lucio Murena che aveva combattuto contro Mitridate in una battaglia presso il Granico nel 74-67 a.C.

Caratteristiche

Vari frammenti tra cui il torso numero 3 che presenta alcuni elementi ellenizzati:

  • Con gli spallacci che ricadono sul petto
  • Una cintura stretta al petto
  • Una doppia fila di pendenti alla base della corazza

I sandali sono praticamente identici a quelli del bronzetto ercolanese.

Struttura dei sandali > vi è una tomaia di cuoio tagliata ad occhielli a formare una rete di corregge.

Attraverso gli occhielli passa il solo laccio che avvolge il piede.

Ritratti di Alessandro

Lisippo rappresentava Alessandro > secondo criteri del realismo ellenico e non con attributi divini.

Era ispirato alle divinità ma non divinizzato > quindi riprende il modello dell’atleta con elementi fisionomici etici ed eroici fusi insieme.

Aspetto di Alessandro:

  • Pelle molto chiara
  • Chioma leonina > con il ciuffo sulla fronte
  • Postura con una torsione verso sinistra della testa

Opera: statua bronzea di Alessandro con la lancia

Statua bronzea di Alessandro con la lancia (copia).

Sono ben presenti gli elementi fisionomici di Alessandro e le caratteristiche del canone lisippeo:

  • Piedi a terra
  • Lato destro del corpo che compie lo sforzo
  • Lato sinistro a riposo

Opera

L’ap

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/07 Archeologia classica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nitroslow di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia e storia dell'arte romana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Vaccaro Emanuele.
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