Archeologia e storia dell’arte greca e romana II
- Dalla regia dell’Anax alla nascita della città greca
- La nascita dell’agorà greca
- Gli edifici pubblici che si insediano sulle agorai: Bouleuteria, Pritanei, Ekklesiasteria
- L’agorà di Atene nel corso dei secoli
- La casa in Grecia: testimonianze dei primi nuclei abitativi; Antissa e Nichoria
- L’evoluzione della casa. Atene, Egina, Delfi e Olinto.
- Introduzione all’urbanistica e all’edilizia romana
- Il Foro Romano: i più antichi edifici - il Comizio e la Regia
- L’evoluzione del Foro in epoca repubblicana
- Le basiliche
- Gli archi trionfali
- I fori imperiali: il Foro di Cesare, di Augusto, il Foro di Nerva, il Templum Pacis, il Foro di Traiano e i Mercati Traianei, la Colonna Traiana.
- I fori provinciali; il foro tripartito - gli esempi più significativi
- La casa nel mondo Romano
- Le più antiche testimonianze di soluzioni abitative di epoca romana: le capanne del Palatino, Tarquinia, Luni e Murlo.
- Le case a Pompei: dalla Casa del Chirurgo alla casa del Fauno
- Le case ad Ostia: la nascita del “Condominio” e della facciata
- Tipologie di tombe: dalle tombe a fossa ai mausolei
Bibliografia
- A. Giuliano, Urbanistica delle città greche, Ed. Il Saggiatore, Milano, 1966. (parte I fino pag. 178)
- D. Mertens, Città e monumenti dei Greci d’Occidente. Dalla colonizzazione alla crisi di fine V secolo a.C., Ed. «L’Erma» di Bretschneider, Roma, 2006.
- E. Lippolis, M. Livadiotti, G. Rocco, Architettura greca. Storia e monumenti del mondo della polis dalle origini al V secolo. Ed. Bruno Mondadori, Milano, 2007, pp. 111-117; 172-175; 273-278; 417-419; 429-438.).
- F. Pesando, La casa dei greci, Milano, 1989.
- P. Gros, L’architettura romana dagli inizi del III secolo a.C. alla fine dell’alto impero. I monumenti pubblici, Varese, 2001.
- J. C. Balty, Curia Ordinis, Ed. Académie Royale de Belgique, Bruxelles, 1991.
- F. Coarelli, Guida archeologica di Roma, Ed. Mondadori, Milano, 2004 - o qualsiasi altra edizione.
- E. De Albentiis, La casa dei romani, Ed. Longanesi, Milano, 1990.
- H. Von Hesberg, I sepolcri romani e la loro architettura, Milano, 1994.
- J. M. C. Toynbee, Morte e sepoltura nel mondo romano, Roma, 1993.
I Greci
Dalla regia dell’ἄναξ alla nascita della città greca
La città greca nasce nel IX secolo e si sviluppa dal mondo miceneo (1600 – 1100 a.C.), da cui però si diversifica.
- Πόλις = acropoli, città alta.
- Ἄστυ = città bassa destinata agli abitanti, come artigiani e agricoltori.
Nel mondo greco ogni città ha una propria costituzione, prevedendo la presenza di edifici caratteristici; dunque, edifici civili con particolari funzioni. Ad esempio, la fortezza di Tirinto (diapositiva 1 pagina 1), antecedente al 1100 a.C., era divisa in tre aree: la parte nord, cinta da possenti mura, era completamente disabitata e serviva ad accogliere il popolo in caso di pericolo; al centro, più precisamente l’ingresso ad ovest, introduceva alla dimora dell’ἄναξ, ovvero del signore della città, dove si svolgevano tutte le funzioni; infine, la parte sud.
Più tarda rispetto Tirinto, è Karphì (diapositiva 2 pagina 1), ma ripete comunque lo stesso schema ed ancora è l’ἄναξ che governa. Tuttavia, c’è anche un primo tentativo di differenziare le aree. Non a caso, spesso Omero parlava di riunioni di anziani tenutesi all’aperto.
Successivamente, nacquero diversi centri non più fortificati, ma dislocati sul territorio in funzione dell’agricoltura. Quindi, questo modello di città entrava in crisi.
Dall’VIII secolo si avvertì la necessità di nuove terre: iniziava così la colonizzazione in Occidente.
Avvenne la trasformazione di questo modello in favore dell’ἀγορά. Un esempio è Latò (diapositiva 3 pagina 1), benché fosse ancora una città cretese.
Mentre Thera (diapositive 4 e 5 pagina 2), città in relazione al suo porto, mostra già un’ἀγορά vera e propria, che divenne centro politico e commerciale. Iniziavano dunque a differenziarsi le aree; ad esempio, il πρυτανήιον era il luogo dove si conservava il fuoco sacro.
Sulle coste dell’Asia Minore sorgeva Smirne (diapositiva 6 pagina 2), città coloniale. Dal IX secolo, infatti, avvenne un’intensa colonizzazione di cittadini greci, di cui tuttavia non esistono testimonianze archeologiche. Smirne, cinta da mura, presentava un tessuto urbanistico abbastanza regolare.
La colonizzazione greca ebbe luogo lungo le coste dell’Africa e in Occidente, dove nacquero spontaneamente centri come Atene, dall’urbanistica irregolare, diversamente dalle città coloniali che avevano regole ben precise, che rispecchiavano la madre patria; dunque, una chiara distinzione della città dal territorio stesso.
Con l’avvento dell’ἀγορά, l’acropoli divenne solo un centro monumentale e così dall’oligarchia tra l’XI e il VI secolo si passò alla democrazia.
- Pianta regolare: pianta piana.
- Pianta regolamentata: pianta che tiene conto delle asperità del terreno, per cui è a zone.
1 Μέγαρα e cortili caratterizzavano questa residenza.
2 La sola Cirene influenzò le altre città al di fuori.
Cirene (diapositiva 7 pagina 3)
Erodoto narra lo sbarco dei coloni, guidati da un ecista, alla conquista della città. La pianta di Cirene, in Africa, risalente al 630 a.C. circa, mostra il tempio di Zeus, distrutto probabilmente in seguito ad un terremoto, poi però ricostruito. È questo il caso di una pianta regolamentata, cioè che tiene conto dell’andamento del terreno, diversa sia da una pianta regolamentizzata sia da una regolare. La città è cinta da mura, a spezzoni, per così dire: alcuni tratti seguono la collina, non la città; mentre, nei punti pianeggianti c’erano le torri. L’acropoli era una delle prime sedi dei coloni e comprendeva il quartiere del santuario di Apollo, con diversi edifici sacri. La zona dell’ἀγορά era prevalentemente regolare, attraversata da tre strade non lineari, perché seguivano l’asperità del terreno; a proposito di strade, Pindaro parlando di un atleta di Cirene, cita la via principale, ovvero la “skyrotà”. Successivamente, la città è stata ampliata, partendo proprio dalla strada principale e dagli edifici più antichi.
Nelle piazze c’era la presenza della divinità legata alle istituzioni civili:
- Superiore: edifici legati alla vita cittadina, risalenti al periodo arcaico.
- Inferiore: area edificata, con monumenti minori.
La platea era suddivisa in superiore e inferiore.
Comprendeva, tra gli edifici più antichi, il temenos di Apollo, un altro tempio, la tomba guida dei coloni; tra gli altri edifici, c’erano un Dioskourion, un Hestiatorion, infine il palazzo dell’ἄναξ.
La colonizzazione in Italia ebbe inizio nell’VIII secolo, senza tuttavia interessare le coste del Tirreno sopra Cuma; la colonizzazione invece interesserà…
Marsiglia
Metaponto (diapositiva 13 pagina 5)
Si tratta di una delle colonie più antiche, che ha interessato non solo la città, ma il territorio in un senso più ampio, allo scopo di creare nuove terre da colonizzare a loro volta.
3 L’ecista (dal greco οἰκιστής) nella Grecia antica era un condottiero scelto da un gruppo di cittadini per guidarli alla colonizzazione di una terra. Prima della partenza, gli ecisti erano soliti consultare un oracolo per scrutare la sorte del viaggio da intraprendere.
4 Continuerà a vivere fino in epoca romana.
5 Poeta greco antico, tra i maggiori esponenti della lirica corale. Tra le sue opere più celebri ci sono Le Olimpiche.
6 Le strade principali erano dette “plateiai”, mentre quelle parallele “stenopoi”; in un perfetto allineamento delle vie, al fine di creare isolati regolari.
7 Dal latino, il termine indica una strada larga, una piazza; deriva dal greco πλατεῖα, a sua volta derivazione di πλατύς cioè largo, spazioso.
8 In greco τέμενος, plurale τεμένη, che deriva dal verbo τέμνω, ossia "tagliare", il termine rappresenta un appezzamento di terreno che viene espropriato ed assegnato a capi o regnanti, oppure riservato al culto di un dio o alla costruzione di un santuario.
9 Com’è chiaramente indicato dalla composizione della parola (Διὸς κοῦροι), sono costoro gli eroi figli di Zeus. In numero di due, Castore (Κάστωρ) e Polluce (Πολυδεύκης), insieme con Elena, andata sposa a Menelao re di Sparta, furono, secondo una remota leggenda, generati dall’uovo che Leda, moglie di Tindaro spartano, ebbe dalla sua unione con Zeus, trasformato in cigno. Perciò i figli di Leda, detti Dioscuri, sono pure riconosciuti col nome di Tindaridi. Trattandosi di eroi divini di origine dorica, anzi spartana, il loro culto è specialmente localizzato nelle città di Sparta, Amicle e Terapne nella Laconia.
10 Hestia nella mitologia greca era la dea vergine protettrice della casa e del focolare.
Agrigento (diapositiva 14 pagina 5)
Presenta una divisione agraria longitudinale, per cui ad esempio le necropoli si trovano all’esterno della cinta muraria, mentre i templi sono vicini alle mura.
Selinunte (diapositiva 15 pagina 5)
È un’acropoli sul mare, divisa in quattro da due strade. Un settore particolare è destinato ai templi, per cui la divisione in settori è tra il divino e le abitazioni; tuttavia, il santuario di Malophoros si trova fuori.
Posidonia (diapositiva 16 pagina 6)
Così veniva chiamata in epoca greca Paestum. Essendo luogo ameno, è stata colonizzata in epoca greca ed in epoca romana; probabilmente le prime tracce di colonizzazione risalgono al 600 a.C.
Dalla pianta non si riesce a dedurre se sia stata una pianta di epoca greca o romana. Ci sono tre grandi vie principali in senso est – ovest; gli isolati sono estremamente regolari e allungati. Nella parte centrale ci sono due aree, sud e nord, che comprendono rispettivamente due templi a sud ed uno a nord. Al centro, l’ἀγορά, con il bouleuterion, coperto dagli edifici successivi di epoca romana. Le due vie più importanti della città, il cardo e il decumano, in epoca romana non attraversavano mai la piazza, ma la lambivano. Sulle mura risalenti al III secolo sono presenti delle torri circolari.
Capua (diapositiva 17 pagina 6)
L’urbanistica regolare è stata adottata anche in altre realtà urbane. Precisamente, Capua e Marzabotto erano colonie etrusche al di fuori del territorio etrusco. Gli isolati allungati in epoca romana lo saranno meno. Nella pianta è visibile un possibile percorso delle mura, ossia il tratteggio; inoltre, la necropoli all’esterno fa sì che si possa seguire il limite delle mura. L’interno della città è poco conosciuto, perché al di sopra sono state realizzate altre costruzioni. Gli edifici conservati sono di epoca romana, come l’anfiteatro. In più, ci sono le terme con criptoportici, ossia un particolare impianto romano di portici seminterrati. A Capua è presente anche il mitreo, una struttura tipicamente romana, luogo di culto dedicato a Mitra.
11 Ad ovest dell’acropoli si trovano i resti di un santuario dedicato ad una divinità femminile, forse Demetra. Si accedeva all’area sacra attraverso un propileo coperto, con due frontoni alle estremità: qui erano due altari per i sacrifici, un pozzo ed il tempio della Malophoros. Il tempio propriamente detto era un megaron con pronao, cella e adito, senza basamento e colonne. Costruito ed ampliato a più riprese, vi si fondono elementi dorici, ionici e punici. Nel santuario sono state ritrovate circa 12.000 figurine votive in terracotta di varie epoche e tutte raffiguranti una divinità femminile; sono stati inoltre rinvenuti vasi corinzi e protocorinzi, stele, un bassorilievo raffigurante Plutone che rapisce Persefone e numerose lucerne di epoca costantiniana, a testimonianza di un insediamento cristiano sulle rovine del santuario.
12 Il βουλευτήριον era un edificio che ospitava il consiglio (boulé) della polis nell’antica Grecia. Si sono conservati diversi resti di questi edifici nelle antiche città della Grecia o nelle colonie greche.
13 Culto proveniente dall’Oriente.
Marzabotto (diapositiva 18 pagina 6)
Marzabotto è una colonia etrusca in territorio tosco – emiliano, vicino al fiume Reno. È suddivisa in tre assi principali intersecati da un altro asse principale, attraverso cui si può raggiungere l’acropoli del centro. Sono presenti dei basamenti con dei ciottoli, dal momento che gli alzati erano in mattoni, deperibili come argilla.
La città al tempo dei tiranni
Ma com’era la città al tempo dei tiranni?
Il V secolo è stato un secolo cruciale per l’urbanistica. Secondo fonti antiche, sarebbe da attribuire a Ippodamo di Mileto, vissuto nel corso del V secolo a.C. e descritto da Aristotele: “Ippodamo, natio di Mileto, ma cittadino di Turi dell’Italia Meridionale, ostentava perizie di qualsiasi tipo. Era urbanista e fondò una teoria politica sulla città: secondo Ippodamo, il territorio doveva essere diviso in tre parti: una riservata alla religione, una ai cittadini, ed infine una politica.”. Inoltre, tre leggi su: ingiuria, inganno e omicidio. Non solo, Aristotele parla anche della suddivisione delle strade: Ippodamo tratta la regolarità dell’impianto, che si riscontra anche in villaggi sperduti della Russia e che non hanno contatti esterni, perciò si trattava di un’abitudine dettata dalla praticità. La città è dunque attribuita ad Ippodamo, non in quanto inventore, ma ipotizzatore: infatti, nelle città ippodamee c’è regolarità, con tanto di piccoli e numerosi vicoli che misuravano 120 m l’uno dall’altro, andando a formare così un incrocio centrale e l’uniformità della pianta; l’orientamento seguiva i punti cardinali e, nelle città marittime, la costa.
14 L’opinione più diffusa è che l’opera di I. vada limitata a quella di un fortunato teorizzatore. Altri invece, per sostenere l’originalità di Ippodamo, hanno pensato che il carattere della sua urbanistica non consista nella divisione ortogonale, ma nella ricerca di effetti scenografici; si è anche attribuito a Ippodamo un tipo di pianta a raggera, fondandosi su un noto passo di Aristofane negli Uccelli, e sull’appellativo θεατροειδῆς dato alla pianta di Rodi. Ma piante a raggera per l’antichità non se ne conoscono, e il passo di Aristofane deve considerarsi una allusione alle città ideali sul tipo dell’Atlantide di Platone; la pianta di Rodi, scoperta recentemente da Kondis, è disposta su assi ortogonali; quanto al Pireo, benché scarsissimi siano gli elementi topografici conosciuti, sembra quasi certo che avesse una divisione ortogonale (ed è documentata una strada larga ben 14 – 15 metri).
Mileto (diapositive 19 e 20 pagina 7)
Gli scavi effettuati da archeologi tedeschi, hanno svelato un impianto della città regolare a scacchiera. Nella cartina di Mileto si possono notare tre aree: religiosa, civile, commerciale (erano adibite a magazzini). In alto, ci sono due porti, che fanno confluire il commercio. Comunque, il tessuto urbano non viene interrotto. Insomma, la pianta di Mileto traduce le indicazioni di Ippodamo.
Pireo (diapositiva pagina 7)
15 Il Pireo, sul porto di Atene, è stato organizzato in quella particolare forma nel V secolo. Dal V secolo quest’area andò a sostituire il porto di Falero, demo a circa otto chilometri a sud – ovest di Atene. La zona residenziale presentava una scacchiera regolare ed in connessione con il porto c’erano le strutture commerciali. In tutto i porti erano tre, ossia Munichia, Zea, Cantaro, che rendevano la città potente anche in qualità di centro commerciale; però i tre porti hanno funzioni diverse: il porto più grande ospitava navi commerciali e navi da guerra; il porto di Zea era anche più attrezzato; infine, il porto di Munichia, il più piccolo, era collocato al di sotto dell’omonima fortezza ed era utilizzato solo da navi militari, non essendo molto collegato con la città ed essendo inadatto ai traffici commerciali a causa delle rive scoscese. Le guerre persiane devastarono molte città greche: perciò non è un caso che il Pireo fosse collegato ad Atene da lunghe e possenti mura, per la difesa da attacchi esterni.
Rodi (diapositiva 23 pagina 8)
Altra pianta attribuita ad Ippodamo di Mileto ed a cui è stato attribuito l’appellativo θεατροειδῆς, cioè simile ad un teatro. La struttura di questo promontorio rappresenta la fusione delle tre città principali: tre grandi vie attraversano il territorio, la cui distanza le une dalle altre non è costante.
Olinto (diapositiva 22 pagina 8)
La città sorge nella Grecia continentale, sulla penisola calcidica, abitata sin dal Neolitico. Tutto il centro di Olinto, scavato dagli americani, si articola su due colli e la sua organizzazione segue la morfologia del territorio: la strada p
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