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Programma d'esame

Corso monografico

Si ha il corso monografico, che si intitola “aspetti dell’evoluzione storica del sistema istituzionale ateniese”: si prende un argomento e si approfondisce come un exemplum di quello che fanno gli studiosi di storia greca (attraverso le fonti); la prima e la seconda domanda dell’esame riguardano il manuale (periodo ellenistico e periodo arcaico–classico), possono esserci anche delle domande sugli storici; l’ultima domanda è su un luogo, dov’è Alicarnasso? Dov’è Knido?, la provenienza geografica di uno storico è importante? Ovviamente, perché cambiano tutte le visioni e le percezioni proprie dello storico stesso. Dopo la Battaglia di Ipso importante è anche la morte di Antigono (301 a.C.), uno degli amici intimi di Alessandro. L’ultimo testo in analisi, che fa da filo rosso per il corso, è “La costituzione degli Ateniesi” di Aristotele.

Rilevanza della geografia e della storia

La geografia e la storia per Erodoto sono la stessa disciplina, la differenziazione viene dalle discipline moderne e dalla castrazione oraria che venne effettuata. Gli eventi storici senza geografia non avrebbero senso, basti pensare al Muro di Berlino. Aristotele divide i suoi testi in essoterici, cioè dedicati a tutto il popolo, come le probabili 144 costituzioni che scrisse per ogni città della Grecia, ed esoterici ed acromatici, cioè dedicati al suo circolo intimo della Scuola; sono testi che adesso sarebbero chiamati testi seminariali, e sono gli unici che sono stati mantenuti dalla tradizione, perché ritenuti più importanti. L’unico testo essoterico mantenuto dalla tradizione è la “Costituzione degli Ateniesi”.

Il ruolo dello storico e dell'archeologo

Lo storico e l’archeologo sono indifferenti, lo storico può sbagliare perché commette un errore, o anche perché dice una cosa e ne tralascia un’altra (a volte l’assenza di un particolare è più importante della sua presenza). Anche i ricordi personali dello storico diventano fonti: una torta millefoglie ha tanti strati, ognuno dei quali conta un evento, a partire da quegli eventi si deve ricostruire l’intera storia.

Questioni e periodi storici

Cui prodest? A chi interessa? Quando Erodoto parla di un evento, perché ne parla? Qual è lo scopo? Cosa gli interessa? La pentacontaeitìa è il periodo migliore per Atene, ed avvenne nei cinquant’anni successivi alle guerre persiane, dove venne costruito anche il Partenone. Lo storico del periodo è Tucidide. Cominciano poi le guerre del Peloponneso, combattute tra Atene e Sparta, iniziate da Tucidide (fino al 431 a.C.) e continuate dai post-Tucidide.

Felix Jacoby e la tradizione indiretta

Felix Jacoby è uno storico tedesco, morto a Berlino il 9 novembre 1959. Raccoglie tutti i frammenti dei vari storici: le notizie della storia antica ci sono giunte in opere, la massima parte per tradizione indiretta, cioè il riferimento ad un’opera che trovo in un’altra opera. Un grande storico è Diodoro Siculo, che vive fra il I secolo a.C. ed il I secolo d.C., che scrive un’opera universale in 40 volumi. Ci sono arrivati i libri 17, che tratta di Filippo II, 18, che parla di Alessandro Magno, 19, che parla dei Diadochi – coloro che accetteranno l’eredità – (323 – 301; poi si chiameranno Epigoni – i successori, hanno due nomi diversi perché i primi accettano il potere ed i secondi lo ereditano), cioè successori di Alessandro, e 20. Nelle opere di Diodoro si hanno delle citazioni a storici altri, come Eforo, dei quali però non si conservano le opere. Jeronimo di Cardia era uno storico alla corte di un diadoco, Antigono, che elogia in modo enorme ed attacca il nemico di Antigono, Jesimaco.

Il lavoro di Jacoby

Il lavoro di Jacoby, prende in considerazione solo i frammenti degli storici di traduzione indiretta, che adesso si trovano integralmente sull’OPAC in versione online. Ancora oggi ci sono degli studiosi tedeschi che cercano di concludere il testo di Jacoby, ma un professore della Columbia University ha tradotto e commentato il testo in inglese, rinominandolo “Brill New Jacoby”. Jacoby non volle dare né un ordine alfabetico né cronologico, matematico, cioè se i frammenti trattavano di mitologia, di luoghi, di genti.

La Sicilia e la Magna Grecia

La Sicilia, come tutte le isole, ha avuto una storia a parte: quando ci furono problemi per l’aumentare della popolazione (VII – VIII secolo) le persone si stabilirono prevalentemente nelle colonie del Sud Italia. Ci sono anche colonie in Sicilia, come Siracusa, ma l’isola aveva una struttura già ricca di decentramenti politici, colonizzata già prima che arrivassero i Greci. Per Magna Grecia si parla di una terra che è stata fortemente colonizzata dai Greci che, magari, ne hanno cambiato totalmente la storia. La geopolitica della Sicilia non è stata influenzata dalla presenza greca, non è diventata una seconda Grecia.

Papirologia

I papiri sono oggi conservati tra due veli e si appendono di modo che i lati siano entrambi visibili. La papirologia è una scienza che nasce alla fine del Settecento, la pianta di papiro ha un fusto molto piccolo ed ha sulla punta una specie di palmetta. Questo fusto si apre se battuto ed è molto colloso. Gli steli di papiro venivano lasciati seccare al sole e si ponevano le fibre in orizzontale ed in verticale (per avere un materiale più resistente). Il prodotto finito aveva dunque due facce: una conservava le fibre in verticale, il verso, una con quelle in orizzontale, il recto, cioè il davanti. I papiri adesso sono conservati in delle casse di zinco, perché risentono moltissimo delle condizioni del micro-clima, se è troppo secco si sgretolano, se è troppo umido si appallano (sciolgono). Il Nilo esonda solo da un lato ed i luoghi dove sono stati trovati i papiri sono solo da questa parte.

Cenni biografici di Aristotele

Il legame di Aristotele con la Macedonia è siglato dalla sua nascita, perché il padre, Nicomaco, era medico di corte. Lascerà l’ambiente di corte e visiterà le isole e terre orientali fino ad arrivare ad Atene a 15 anni. Essendo di famiglia aristocratica entra nell’Accademia platonica, dove rimarrà 20 anni:

  • 382 – 367 a.C.: Aristotele è discepolo di Platone e vive ad Atene nell’Accademia Platonica. In questi anni Platone non è sempre ad Atene (VII Lettera di Platone; numerosi viaggi verso la Sicilia e forti rapporti con i suoi tiranni e speranza di costruzione di una forma di governo perfetta -> Il filosofo in armi). Alla morte di Platone si ha la successione di Speusicco alla guida dell’Accademia. La successione elimina Aristotele. Verner Jager ha ipotizzato che il motivo per questa mancanza fosse dovuto ad una crisi personale di Aristotele a seguito della morte del suo maestro, impedendogli la guida della scuola. Altri, come Duering, nel 1966 si opposero a questa tesi e presumono che Aristotele non sarebbe stato politicamente gradito in questo posto di alto rango (Aristotele veniva dalla Macedonia, ci sta che non fosse ritenuto l’erede ideale della migliore scuola di Atene).
  • 357 – 350 a.C.: Terza Guerra Sacra; le guerre sacre sono guerre che vengono fatte per ottenere il potere sull’Affizionia di Delfi. A Delfi c’era una specie di associazione, gruppo, riunito per motivi religiosi intorno al santuario. Si capisce bene che questa struttura religiosa aveva anche una ricaduta a livello politico; si tenevano, cioè, le redini della Grecia centrale. Il personaggio che vince un’opposizione dei focesi è Filippo II di Macedonia, padre di Alessandro Magno, che salta di livello prendendo il potere ufficiosamente in Grecia.
  • 347 – 335 a.C.: Inizia il lungo pellegrinare di Aristotele, fino all’arrivo in Macedonia, dove è chiamato al ruolo di educatore – guida per un nutrito gruppo di principi e nobili, tra i quali Alessandro Magno. Nel 336 muore assassinato Filippo di Macedonia e sale al potere il ventenne figlio Alessandro III. Subito dopo la presa di potere di Alessandro, Aristotele non ha nessun problema a tornare ad Atene e formare un suo liceo (dalla presenza di un tempio di Apollo Lico).
  • 335 – 322 a.C.: Aristotele fonda la sua scuola con un peripato, luogo dove si passeggia (peripateo), che era una grande loggia di marmo e inizia a mettere mano alla Costituzione degli Ateniesi.

La costituzione degli Ateniesi

La Costituzione degli Ateniesi è conservata su due papiri, che prendono il nome dal luogo dove sono conservati. Si hanno dunque il Berlinense 163 e il Pi. Lond. 131, Papiro di Londra. Il primo erano solo due fogli che contenevano pochi capitoli, ma l’editore nel 1880 disse che trattava di argomenti ateniesi, ma non riuscì a capire che si trattava della Athenaium Politeia. Il secondo ritrovamento (Ermopoli, a Sud di Ossirinco) conta 4 volumi. Nel verso dell’opera abbiamo trovato un registro del I secolo d.C. e nel recto abbiamo la Costituzione degli Ateniesi. L’editio princeps dell’opera è per mano di Canyon e del 1891. L’opera è composta di 69 capitoli: da 1 a 41 c’è la storia della Costituzione Ateniese prima di Aristotele, quella contemporanea va dai capitoli 42 a 62.

Cambiamenti politici ad Atene

Cambiamento politico si dice in greco metabolè, che al plurale diviene metabolai. Aristotele conta 10 cambiamenti – rivolgimenti politici che ha dovuto affrontare Atene dalla notte dei tempi, fino al cambiamento politico del 423. Non è importante sapere di preciso la datazione dell’opera, ma è importante sapere che maestro di Aristotele fu Platone e che Aristotele fu maestro di Alessandro Magno stesso. Ci sono degli studi che notano le incongruenze nella Costituzione, quindi ci sono stati vari tentativi di dimostrare che fosse di mano della Storia Aristotelica, perché ci sono delle incongruenze cronologiche dell’opera, dei capitoli che hanno delle date fattuali impossibili. Probabilmente è un’opera aristotelica che ha subito delle interpolazioni, dei rimaneggiamenti.

  • Il 1 mutamento avvenne al tempo di Re Ione, che raggruppa sotto il suo potere degli uomini che hanno deciso di vivere insieme, dai quali poi si dividono 4 tribù e si andarono a stabilire i re tribali.
  • Il 2 mutamento avvenne al tempo di Teseo, di poco diverso dalla monarchia: dopo questo vi fu quello di Draconte, nel quale per la prima volta iscrissero leggi.
  • Il 3 mutamento si ha con l’arcontato di Solone, dopo la guerra civile (inizio del VI secolo a.C. 594-3), quando ebbe inizio la riforma timocratica, cioè non più su base aristocratica o del gruppo di appartenenza, ma su quanto potevano produrre in grano ed olio i cittadini (maschi – adulti – ateniesi). Ci sono 500 medimni di grano e metreti d’olio all’apice della piramide sociale.
  • Il 4 mutamento si ha la tirannide di Pisistrato.
  • Il 5 mutamento si ha con Clistene, che non basa più la costituzione in modo timocratico, ma sulla quantità di terre, quindi molto più democratico. Clistene non è stato arconte, che al tempo era Isagora, ma succede che la ripartizione dei poteri portasse alla formazione di consigli ed assemblee in modo casuale rispetto al luogo di abitazione. Si dividerà il territorio in 3 sezioni: la montagna, la pianura e la costa.
  • Il 6 mutamento avvenne dopo le Guerre Persiane, sotto al Consiglio dell’Aeropago, consiglio dove entravano gli ex arconti.
  • Il 7 mutamento è il momento di maggiore evoluzione della democrazia ateniese: Efialte scioglie quello che era il baluardo della democrazia togliendo il potere all’Areopago. In questo momento avvenne che la città commise molti errori per via dei demagoghi e del dominio del mare (nel 477 si era formata la Seconda Lega Marittima Delio-Attica, dove Atene vuole ampliare il potere su tutte le colonie del mare; Atene doveva essere solo un partner, ma ne era il capo). Da questo si capisce che Aristotele è un oligarchico moderato, che non considera l’aristocrazia la migliore forma di governo possibile.
  • Il 8 mutamento fu l’assetto dei Quattrocento.
  • Il 9 mutamento che porta la democrazia, che riprendeva quella di Clistene.
  • Il 10 mutamento è a seguito delle tirannidi dei 30 e dei 10.
  • Il 11 mutamento avviene con il ritorno della democrazia da File e dal Pireo (porto di Atene, formato da 3 ulteriori porti), dal quale si è giunti fino a quello attuale, che sempre conferisce maggiore potere alla massa. Il demo, infatti, si è reso sovrano di ogni cosa, e tutto è deciso da decreti e tribunali, nei quali il potere è nel demo. Anche la chiusa di questa metabolè porta alla comprensione di una sorta di non confidenza e non felicità nella scelta della democrazia da parte di Aristotele.

Fonti di Aristotele

Cosa pensavano le fonti dalle quali ha attinto Aristotele? Come le ha usate il filosofo? Lo storico deve infatti interrogarsi se il passo fosse un pensiero dell’autore o una traslitterazione della fonte. Il materiale usato da Aristotele deriva dalle Attides, cioè delle opere scritte dagli attidografi: attìs in greco vuol dire Attica; delle opere del IV secolo. sono dunque delle opere epicoriche (gli autori parlano della stessa regione in cui abitano), ma non parlano di tutta l’Attica, ma solo di Atene. Si hanno opere di Ellanico di Lesbo, Clidemo e Androzione (l’attidografo più importante e fonte privilegiata). Quest’ultimo fu allievo di Isocrate, che fu importantissimo perché ebbe una scuola di retorica ed oratoria, non fu un democratico. Era figlio di Andrione, uno dei 30 tiranni, che cercò di fare un colpo di stato alla fine della Guerra del Peloponneso. Il capo dei 30 tiranni era Crizia, che compare nelle opere di Platone come uno dei dialoganti con Socrate. Fece la proposta di concedere la corona d’oro (riconoscimento particolare) per la bulè dei Cinquecento, per mettere in luce le virtù di questo organo. Demostene scrisse un’orazione contro Androzione che ci ha permesso di ricostruire la vita di questo personaggio (informazioni da prendere abbastanza con le pinze). Lo stesso Demostene è quello che scrisse le orazioni Filippiche contro Filippo II di Macedonia. Un punto di vista completamente diverso è quello di Eschine, che difende Filippo II. Filippo II prenderà poi il potere ad Atene ed Alessandro Magno arriverà ad annettere Atene alla Macedonia. Demostene fu sempre inascoltato dagli ateniesi. Androzione fu prosciolto dalle accuse di Demostene, ma lasciò lo stesso Atene.

Cronologia degli eventi storici

Maddoli nel ’65 propose un’idea nuova: per i romani il calcolo dei giorni si faceva contando il giorno di partenza e quello di arrivo, non è che anche la Costituzione degli Ateniesi conta in modo inclusivo invece che esclusivo? Questo risolverebbe in parte i problemi della cronologia e della datazione degli eventi storici che non tornano con quanto realmente accaduto. Se una fonte dice che Solone è stato 11 anni in esilio è perché conta l’anno di partenza e quello di arrivo: Aristotele è stato molto attento al cosa e non al chi – quando delle date.

Eventi di Cilone

Cilone è un vincitore di Olimpia, un olimpionico, che aveva sposato la figlia di un tiranno, Teagene di Megara (città vicina a Corinto). Viene dunque spronato dal suocero ad espandere il dominio ad Atene con un assedio. Cilone (ci sono 3 versioni diverse) arriva ad Atene ma trova l’opposizione di un arconte (9 – 10) che sventa il colpo di stato. Questo fu Megacle ed era della famiglia degli Alcmenidi e promette a Cilone ed i ciloniani di avere salva la vita se fossero tornati subito a Megara. Cilone ed i suoi, vistisi sconfitti, accettano, se non che vengono tutti uccisi nel momento in cui lasciano l’Acropoli: TRADIMENTO DELLA PAROLA DATA. I resti degli Alcmeonidi trucidati vennero disseppelliti e le famiglie condannate all’esilio perpetuo. Questo agos sarà ricordato da tutti gli aristocratici antialcmeonidei per cacciare-esiliare i rappresentanti politici scomodi fino al III secolo a.C.

Oligarchia e aristocrazia

Crizia scrive una costituzione dopo il colpo di stato dei Trenta tiranni: anche il più significativo personaggio dell’oligarchia e dell’aristocrazia ateniese ha scritto una costituzione. Probabilmente anche questa opera potrebbe essere stata da modello per quella di Aristotele, vista la sua visione politica moderata. Altro testo importante è la “Costituzione degli spartani” di Senofonte. Plutarco è una fonte che si ritrova tantissime volte come fonte fondamentale per la storia greca.

Plutarco e le Vite Parallele

Bioì Paralleloi – Vite Parallele. Siamo in piena età tiberica: nasce a Cheronea in Beozia (città molto importante a partire dalla Battaglia di Filippo II) tra il 45 ed il 50 e muore sotto il regno di Adriano. Le Moralia e le Vite Parallele sono opere importanti per gli storici, soprattutto il secondo testo, dove si prendono due grandi personaggi e si abbinano: Si ha prima la vita di un grande greco e poi la vita di un grande romano; si ha poi un passo di Plutarco dove queste due figure sono paragonate e poste in parallelo.

  • Teseo e Romolo – Re mitici fondatori di Atene e di Roma;
  • Licurgo e Numa Pompilio – mitico legislatore spartano e secondo Re di Roma, primo legislatore romano;
  • Demostene e Cicerone – più grande oratore greco e più grande oratore latino;
  • Alessandro Magno e Caio Giulio Cesare;
  • Solone e Publicola; Solone è stato colui che ha portato una maggiore democrazia e Publio Valerio Publicola è un console romano nel 509 a.C., il primo del periodo repubblicano. Queste due figure sarebbero confrontabili in quanto iniziatori di un ordinamento diverso e più evoluto del precedente.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/02 Storia greca

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AureoB00 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia greca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Bucciantini Veronica.
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