Storia dell'arte: Introduzione alla storia e alla storiografia
Concetti fondamentali
Storia: Deriva dal greco historìa, significa indagine/ricerca.
Storiografia: Elaborazione o la stesura di opere storiche condotte con metodo critico o scientifico.
La storia secondo Marc Benjamin Bloch
Marc Benjamin Bloch sostiene che la storia serve a dare identità a persone, popoli e luoghi.
"Apologia della storia", 1953.
- Apologia = esaltazione, raccontare qualcosa per sostenerlo ed esaltarlo positivamente, non oggettivo, quindi non storico.
- Concetto di storia è diverso dal concetto di passato.
- Passato = dato non modificabile.
- Conoscenza del passato è in continua modificazione.
- Non esiste UNA ma MOLTE storie.
Il nostro racconto è una fonte, una fonte diretta ma non sempre corretta in quanto nel racconto entra in gioco l'interpretazione. La storia cerca quindi di ricercare quel fatto accaduto nel passato e dare identità attraverso una serie di metodi e di studi.
La diversità tra storia e passato
Consapevoli che il passato non c'è più, non è modificabile e non può essere riutilizzato. Storia e passato sono diversi in quanto lo stesso fatto può far nascere storie diverse a seconda dello storico che studia i manuali.
Esempio: armi chimiche in Etiopia.
- Montanelli: fa la guerra chimica in Etiopia.
- Del Boca: giornalista che studia fonti sulla guerra.
- Si scopre che l’Italia è uno dei Paesi che utilizza le armi chimiche con gas nervino.
Del Boca scrive un articolo in cui racconta di come fossero usate le armi chimiche in questa guerra. Montanelli smentisce l’articolo sostenendo che non sono state usate armi chimiche.
Gli storici: Montanelli e Del Boca
Montanelli: testimonia → il suo pensiero viene modificato dal tempo e dalla visione personale.
Del Boca: documenta → attingendosi a fonti vere studiando documenti scritti nel tempo della guerra.
Il ruolo dello storico secondo Leopold von Ranke
Leopold von Ranke afferma che il compito dello storico è ricercare i fatti così come sono realmente accaduti.
- Sostiene che noi abbiamo l’obbligo di tendere alla neutralità, senza pregiudizi, ricostruendo oggettivamente i fatti.
- Opposizione alla storia come morale, tentativo di avvicinare la storia alle scienze esatte.
"History of the Latin and Teutonic Nations from 1494 to 1514" è un esempio del suo lavoro.
Edward Hallett Carr e il relativismo storico
Edward Hallett Carr sostiene che lo storico decide quali sono i fatti interessanti, i fatti storici, i fatti degni di essere raccontati. I fatti storici non esistono finché gli storici non li creano.
Con lui si apre il grande problema del relativismo storico.
"What is history?" e "Sei lezioni sulla storia" sono opere fondamentali di Carr.
Importanza del metodo storico, consolidatosi negli anni nonostante il mutare delle teorie sulla storia.
Le fonti e il loro uso
Esistono Paradigmi, Regole e Metodi comunemente accettati dagli storici.
- Le fonti: Pluralità delle fonti.
- Corretto uso delle fonti.
- Verifica delle fonti.
- Confrontabilità delle fonti (un buono studio è ricco di fonti e le cita in modo esplicito).
Il relativismo storico
Idea di fondo della storia: la storia cambia nel tempo ed è soggetta a una continua riscrittura – relativismo della storia (Voltaire fra i primi a postularlo, mediante la critica all’eurocentrismo del racconto storico).
Fino al '700 storia come apologia, storia provvidenziale. Anche in seguito la storia fu fatta da maschi, bianchi, europei, borghesi, adulti (modello che entra in crisi tra '800 e '900). Costruzione di un’identità; legami con il censo, la lingua, il genere, la nazione (nazionalismo).
Benedetto Croce e la storia contemporanea
Benedetto Croce: “ogni storia è sempre storia contemporanea” quindi, relativismo del racconto storico in relazione con il contesto di chi scrive la storia. (esempio: avversione degli illuministi verso il medioevo: racconti storici inficiati).
La Scuola delle Annales
Febvre e Bloch: "Scuola delle Annales": contro il relativismo storico e per avviare una nuova stagione storica:
- Porre fine alla storia dei protagonisti (Re, Borghesi, Clero).
- Porre fine alla storia degli avvenimenti, degli eventi importanti e isolati dal contesto.
- Necessità di approcci differenti alle società del passato.
- Interdisciplinarità: concorso di diverse discipline alla costruzione del racconto storico.
- Critica serrata delle fonti.
- Superamento dell’uso esclusivo delle fonti scritte, apertura anche a fonti non scritte.
Concetti storici introdotti negli anni '50
- Modello: tentativo di interpretare la realtà.
- Struttura: è la realtà durevole che permane sotto gli eventi politici.
- Lunga durata: struttura sociale che resiste con forza alle sollecitazioni.
- Strutturalismo: postula che la società sia costituita di strutture: esempio la famiglia. Strutture che persistono nel tempo, che resistono al mutare del tempo e dei grandi avvenimenti storici: concetto di lunga durata.
Rischio: la storia allora diventa immobile? La critica alla lunga durata sottolinea il rischio di congelare la storia in permanenze immutabili, perdendo il divenire e il mutamento.
Concetto di storia quantitativa
- Microstoria: studiare il piccolo fatto accaduto nel paese remoto, analisi di fatti storici minori o apparentemente secondari.
- Rischio: dispersione, perdita di identità.
- Utilità: quando un fatto secondario scardina le grandi certezze dei racconti storici consolidati, principio fondamentale della riscrittura continua della storia.
Avanguardie artistiche del '900
Mutamenti e sviluppi artistici
I rapidi cambiamenti nella società e negli stili di vita mettono in crisi la pittura, la scultura e l’architettura tradizionali.
- La diffusione della fotografia svincola l’arte dalla sua funzione fondamentale: riprodurre la realtà. Il compito dell’artista non è più quello di rappresentare esattamente quello che vede, l’arte diventa il luogo in cui è possibile agire con la massima libertà in cui esprimere una visione soggettiva.
- Agli inizi del '900 si sviluppa un complesso panorama di ricerche individuali.
Le avanguardie
Le ricerche più vitali avvengono con le avanguardie: movimenti sperimentali e provocatori che oltre a stravolgere le regole tradizionali, come la prospettiva e il chiaroscuro, introducono grandi novità tecniche e materiali innovativi.
- Nei primi anni del XX secolo il concetto di modernità viene assimilato a quello di avanguardia: ogni gruppo che si manifesti come un movimento, con un proprio manifesto teorico utilizza i termini «modernità» e «moderno» come legittimazione della propria arte, come giustificazione del proprio procedere in aperta contrapposizione con qualsiasi espressione artistica del passato.
- Le avanguardie sono diverse ma allo stesso tempo tutte connesse tra di loro.
Rifiuto dell'impressionismo
Negli anni '80 nella cultura francese c’è un rifiuto della cultura impressionista, con il post-impressionismo francese e il divisionismo italiano.
Avanguardia: In ambito militare indica il reparto che precede le truppe in marcia verso il nemico. Termine usato in senso metaforico per indicare quelle esperienze culturali che, in posizione avanzata rispetto alle concezioni del proprio tempo, enunciano una nuova visione del mondo attraverso un linguaggio in contrasto con la tradizione e il gusto corrente.
Avanguardie storiche: Movimenti sviluppatisi nella prima metà del XX secolo il cui linguaggio innovativo segna una radicale rottura con il passato.
Temi prediletti delle avanguardie
- Metropoli: Uno dei temi prediletti delle Avanguardie è la città moderna intesa come soggetto e non più come sfondo. La città si svincola da una visione tradizionale per diventare un luogo simbolico nel quale l’alienazione della vita moderna, l’incomunicabilità tra gli esseri umani, il mistero dell’esistenza trovano uno spazio ideale spesso visionario.
- Astrazione: Riferito a correnti che rifiutano ogni riferimento alla realtà esteriore. L’atto artistico non è più imitativo ma creativo attraverso un linguaggio autonomo di forma e colore.
La prima opera astratta è del 1910, Vasilji Kandinskij, Primo acquerello astratto. 1912 Kandinskij pubblica Lo spirituale nell’arte, prima trattazione teorica sull’astrattismo.
Primitivismo
- Interesse per l’arte primitiva. Si manifesta in Europa già nella seconda metà dell’Ottocento come conseguenza della politica coloniale.
- 1878 apertura Musée d’Ethnographie a Parigi. Circolazione di oggetti «primitivi» tra collezionisti e mercanti d’arte.
- Gli artisti guardano all’arte primitiva per i suoi valori formali (es. Picasso) ma anche per il desiderio di recuperare un mondo incontaminato.
- Risponde all’esigenza di libertà espressiva slegata da modelli accademici.
Fauves (1905-1908)
- Tra gli artisti più importanti: Henri Matisse, André Derain, Maurice de Vlaminck, Raoul Dufy.
- Il movimento nasce nel 1905 a Parigi. Esposizione al Salon d’Automne.
- Rifiuto del disegno, impiego del colore come elemento fondante della composizione.
- Rifiuto di regole prospettiche, volume, chiaroscuro, imitazione della natura.
- Utopia di una natura primitiva celebrata come «luogo dell’istinto e della felicità».
- Colori accesi, potenti, linee semplificate.
- Spazio piatto (senza prospettiva). Henri Matisse, Gioia di Vivere 1905-1906, The Barnes Foundation, Merion.
Non c’è prospettiva, l'opera è completamente piatta. La figura in primo piano è più piccola rispetto a quelle retrostanti. Il colore è preponderante, frutto di un’espressione. Influsso della cultura giapponese. Tutto è incentrato sulla linea scura che contorna le figure. Rilettura mentale della realtà. Colore non è più legato alla pennellata ma è autonomo.
Opere di Henri Matisse
- Henri Matisse, La danse (II), 1909-10, Museo dell’Ermitage, S. Pietroburgo
- Tela molto grande, esasperazione della bidimensionalità.
- No chiaroscuro, idea che l’occhio non possa cogliere l’opera nella sua interezza.
Henri Matisse, La stanza rossa 1908, Museo dell’Ermitage, S. Pietroburgo.
- Ripresa di motivi decorativi orientali.
- Bilanciamento tra gli elementi che la compongono.
- Pittura come tentativo che uniscono i principi di superficie-colore-linea.
- Colore timbrico, il colore blu ha il compito di formare arabeschi come ornamento sparsi nello stesso modo sia sulla tavola sia sulla parete.
- Relazione tra colori primari, secondari e complementari → accentua il contrasto e la luminosità.
- Dipinto è una sintesi, evidenziata dal contorno nero delle figure.
- Superfici piatte, spazio non definito con la prospettiva.
- Paesaggio percepito come l’unica zona esterna per la freddezza dei colori.
- Lo sguardo dell’osservatore non si muove più in base ai riferimenti visivi.
Espressionismo tedesco - Die Brücke (1905-1913)
Espressionismo: propensione di un artista a privilegiare, esasperandolo, il lato emotivo della realtà rispetto a quello percepibile oggettivamente.
- Movimento fondato in Germania, a Dresda, nel 1905.
- Prima esposizione a Dresda nel 1906, pubblicazione del Manifesto (Xilografia di Kirchner).
- Tra gli artisti più importanti: Ernst Ludwig Kirchner, Karl Schmidt-Rottluff, Erich Heckel, Emil Nolde.
"Il Ponte": ponte tra vecchio e nuovo, ponte verso altri movimenti artistici d’avanguardia che si stavano sviluppando in Europa.
- A differenza dei Fauves al centro dell’opera degli espressionisti tedeschi c’è un forte disagio esistenziale (in Germania profonde tensioni politiche).
- Vengono dipinti autoritratti e scene di strada (disagio esistenziale del singolo e collettivo, opere di denuncia tanto che verranno bruciate dai nazisti che le consideravano “arte degenerata”).
- Linguaggio spesso brutale, linee spigolose, colori aggressivi, uso frequente della xilografia.
Opere dell'espressionismo tedesco
- Edvard Munch, L’Urlo, 1893, Galleria Nazionale, Oslo
- Rappresentazione di un sentimento di terrore e l’artista lo comunica allo spettatore attraverso i colori e una composizione che è una novità assoluta nel mondo dell’arte.
- Il protagonista è collocato all’interno di un paesaggio costruito con linee curve e che sembra non avere nulla di reale. Si tratta di un paesaggio interiore, di una libera interpretazione dell’artista basata su ciò che ha vissuto in quel momento.
- L’uomo stesso, in primo piano, è colto nell’istante in cui sta lanciando un urlo fortissimo e si porta le mani al volto e quasi lo schiaccia.
- In questo dipinto tutti gli elementi diventano un’estensione delle sensazioni dell’artista.
Ernst Ludwig Kirchner, Strada a Berlino, 1913, Museo Brucke, Berlino
- Stessi caratteri dell’espressionismo francese.
- Forzatura cromatica.
- Deformazione estrema a livello delle fisionomie.
Erich Heckel, Fratello e sorella, 1911, Staatliche Kunsthalle, Karlsruhe (Germania).
Cubismo (1907-1914)
- Inizio del Novecento, nuova visione dell’universo: microscopio, telescopio, visione aerea, nuove scoperte scientifiche nel campo della fisica (1905 Einstein teoria della relatività) rivoluzionano il modo di vedere la realtà.
- Rispetto agli espressionisti si guardano le cose con minore «esaltazione».
- La realtà non è più filtrata dalle sensazioni e dai sentimenti dell’artista ma dalla sua conoscenza oggettiva.
- Entra in gioco la quarta dimensione, quella del tempo: un oggetto non è determinato soltanto dalle tre dimensioni nello spazio (altezza, larghezza e profondità) ma dalla sua rappresentazione nel tempo (se mi sposto nel tempo attorno a un oggetto i miei punti di vista cambiano ma posso rappresentarli contemporaneamente attraverso il disegno).
Caratteristiche del cubismo
- Ricerca di una verità ancora più oggettiva di quella percepita dall’occhio.
- Prospettiva rinascimentale: realtà percepita dall’occhio.
- Espressionismo: realtà filtrata dalle sensazioni dell’artista.
- Cubismo: realtà oggettiva, mentale, che tiene conto dei diversi punti di vista da cui può essere vista un’immagine a seconda della posizione dell’osservatore arrivando fino alla simultaneità.
P. Picasso, Demoiselles d’Avignon, 1906-07, New York, Museum of Modern Art.
- I piani si incastrano creando soluzioni spaziali diverse e privando la composizione di una veduta unica.
- L’artista prende coscienza di uno spazio non visivo ma mentale (processo Cubista). La ragazza seduta sulla destra seppur si trovi di spalle mostra all’osservatore il proprio volto.
- La ragazza seduta sulla destra riporta all’arte egiziana.
- Le due figure sulla sinistra si riferiscono all’arte africana (art negre).
- L’artista vuole evocare l’umanità primordiale scavalcando i secoli di razionalità post classica della cultura occidentale.
- Vengono fatti oltre 800 bozzetti preparatori, le ampie zone apparentemente non finite sono un aspetto voluto dall’artista.
- La fruttiera rappresentata nella parte inferiore del quadro deriva dall’eco dei suoi bozzetti che subirono molti cambiamenti di soggetti e disposizione.
- Non vi sono simmetrie apparenti.
- Forme appaiono divergenti, quasi scomposte in molteplici frammenti. Questo aspetto è rafforzato dai numerosi angoli acuti che ricorrono nell’opera (nasi, seni, tende).
- Vi è una mancanza di spazio prospettico unitario, non assegna lo spazio a un’unica veduta frontale ma crea più piani che sembrano incastrarsi perfettamente tra loro.
- I colori vengono semplificati, vengono utilizzati solo l’ocra e il blu con le loro varianti. Hanno soltanto funzione costruttiva.
Pionieri e fasi del cubismo
- Padre del cubismo Cézanne che inizia a comporre le immagini attraverso geometrie e volumi (sfere, cilindri, coni).
- Artisti più importanti: Pablo Picasso, Georges Braque.
- Tre fasi principali del cubismo:
- Primo cubismo: Gli elementi della realtà vengono trasformati in solidi geometrici.
- Trovano spunto in Cézanne.
- Rappresentazione semplificata delle forme.
- Puri volumi ottenuti da piani intersecati.
- Temi più frequenti: paesaggi, composizioni di oggetti usuali.
- Cubismo analitico: La realtà viene scomposta in frammenti. Viene spesso applicato il principio di simultaneità.
- Gli oggetti appaiono scomposti.
- Sovrapposizioni di piani diversi corrispondenti a vari punti di osservazione.
- L’immagine risulta sfaccettata e spezzata da linee secche e spigolose.
- Così viene rappresentato il processo di scomposizione della forma, processo di ordine mentale che deriva dalla memoria che si ha degli oggetti di partenza.
- La sovrapposizione di piani bidimensionali annulla la prospettiva ma non la profondità.
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