Georg Simmel
Scrive “Filosofia del denaro” nel 1900. Obiettivi:
- Spiegare come si è formata la società moderna.
- Analizzare il senso della società moderna per la vita degli uomini.
Società: formata da istituzioni che nascono grazie all’interazione tra gli uomini; queste istituzioni sono le forme pure, di cui la sociologia studia origini e caratteri.
Una forma pura è il denaro, che condiziona le relazioni tra gli uomini. Infatti l’economia monetaria è una parte essenziale della società moderna, ed è la causa del capitalismo.
Capitalismo
Capitalismo: sistema economico che presuppone l’accumulazione privata del capitale; richiede che:
- Il denaro diventi uno strumento di scambio.
- Sempre più soggetti siano coinvolti nell’economia monetaria.
Affinché si realizzi questa condizione culturale devono sussistere 2 fattori istituzionali:
- Legittimazione ed efficacia del potere politico.
- Presenza di garanzie fornite dall’ordinamento giuridico.
Tra questi fattori, economia monetaria, stato centralizzato e sistema giuridico, si crea un rapporto di interdipendenza.
In questo modo il denaro diventa un’istituzione pubblica.
Soggetti
I protagonisti della diffusione del denaro e degli scambi economici sono individui e gruppi sociali che sono esclusi dal godimento di diritti vigenti nella società, e cercano di conseguire posizioni sociali elevate dedicandosi all’accumulazione di denaro, ad esempio stranieri ed ebrei.
Conseguenze dell’economia monetaria
A. Il denaro favorisce la crescita della libertà individuale, perché sostituisce i rapporti sociali nelle sfere di:
- Scambio: si può scegliere tra più fornitori e tra più oggetti diversi.
- Produzione: subentra un contratto di lavoro che spersonalizza il rapporto e lo lega al perseguimento di un obiettivo. Il lavoratore è perciò sostituibile con chiunque altro.
Si afferma l’indipendenza e aumentano le possibilità di scelta, nei rapporti con persone e cose; si viene però anche a creare il conflitto, che tuttavia può essere controllato attraverso la caratterizzazione tecnico-funzionale delle prestazioni lavorative, che favoriscono l’accettazione della divisione del lavoro e delle posizioni di superiorità/subordinazione nell’attività produttiva.
B. Aspetti costrittivi del denaro, che condizionano le relazioni sociali:
- Il denaro si trasforma da mezzo per raggiungere obiettivi a obiettivo stesso.
- I rapporti sociali e personali si spersonalizzano, perdono di qualità, perché si diffondono razionalizzazione e calcolo.
Gli uomini acquistano maggiore libertà individuale, ma sono più soli e incapaci di definire mete collettive.
Socialismo
Socialismo: per Simmel non è una soluzione alle conseguenze negative dell’economia monetaria. È:
- Una forma di reazione alla perdita dei vecchi legami collettivi.
- Un tentativo di ricostruire una solidarietà collettiva.
Ma accentua le caratteristiche costrittive dell’economia monetaria.
Quindi l’approccio di Simmel viene definito pessimismo storico.
Simmel auspicava un cambiamento del capitalismo in due direzioni:
- Le istituzioni dell’economia capitalistica avrebbero dovuto fondarsi su motivi tecnico-funzionali, cioè sulla valorizzazione delle competenze e dei meriti dei lavoratori.
- Cercare di rendere disponibili nuove risorse per ridurre la concorrenza tra gli uomini.
Werner Sombart
Obiettivo: comprendere quali fenomeni economici conducono alla nascita del capitalismo moderno.
Economia: attività umana volta alla ricerca dei mezzi di sussistenza. I bisogni dell’uomo variano, sopravvivenza fisica e bisogni culturali, e quindi è sempre necessario produrre nuovi beni e servizi.
L’economia è caratterizzata da 3 aspetti:
- Mentalità economica o spirito economico: insieme di valori e norme che orientano il comportamento degli individui che partecipano all’attività economica.
- Organizzazione economica: norme formali e informali che regolano l’esercizio delle attività economiche.
- Tecnica: conoscenze e procedimenti usati per la produzione.
Questi 3 aspetti formano un sistema economico = organizzazione della vita economica in cui regna una mentalità economica specifica, e in cui si applica una determinata tecnica.
Analizzando questi 3 aspetti si può definire l’economia capitalistica come un sistema economico caratterizzato da:
- Mentalità acquisitiva, ricerca di guadagni sempre maggiori, razionalistica, ricerca di mezzi adeguati allo scopo, e individualistica.
- Organizzazione economica libera, basata sulla proprietà privata dei mezzi di produzione e su aziende orientate allo scambio sul mercato, che producono usando lavoro salariato.
- Tecnica basata su procedimenti scientifici.
Fasi del capitalismo
Primo capitalismo
1) Primo capitalismo, fino al 1700.
Alcuni soggetti, gli imprenditori, nel sistema precapitalistico sono portatori di una nuova mentalità economica e introducono cambiamenti.
Spirito capitalistico = spirito d’intrapresa.
- Gli imprenditori aspirano al potere, vogliono affermarsi ed essere riconosciuti socialmente; rompono la tradizione e cercano guadagno organizzando l’attività produttiva.
Il sistema economico capitalistico si estende se lo spirito d’intrapresa si fonde con quello borghese, portando alla nascita dell’imprenditorialità borghese, formata dai ceti bassi.
L’imprenditorialità borghese nasce grazie a 3 gruppi sociali:
- Eretici: vengono esclusi dalla vita religiosa e pubblica, sono stimolati all’imprenditorialità.
- Stranieri: soggetti intraprendenti, determinati e audaci.
- Ebrei: contribuiscono allo sviluppo capitalistico attraverso imprenditorialità commerciale e creditizia.
Mentalità capitalistica
Si afferma grazie all’interdipendenza di fattori istituzionali:
Stato: stimola lo sviluppo tecnico per aumentare l’efficienza militare, e cerca di accrescere la disponibilità di metalli preziosi per aumentare le risorse. Ciò ha influenze dirette:
- Influenza sull’imprenditorialità politica, mercantilismo.
- Crescita dell’industria e miglioramento delle condizioni di trasporto.
- Politiche coloniali di conquista che favoriscono crescita dei consumi e del mercato.
E indirette:
- Formazione del capitale privato, essenziale per lo sviluppo economico.
- Nascita di nuovi bisogni per i ricchi borghesi: il mercato si allarga.
- Nascita dell’imprenditorialità.
- Dissolvimento degli antichi ordinamenti economici, economia agricola, lavoro a domicilio, artigianato.
- Mutamento dell’ordinamento giuridico e delle politiche statali: ordinamento più liberista, libertà economica.
Capitalismo maturo
2) Capitalismo maturo, fino alla fine della 1GM.
Avviene una trasformazione ideologica della mentalità imprenditoriale, che porta a:
- Secolarizzazione dello spirito capitalistico: si perdono le motivazioni religiose per dare spazio a motivazioni laiche.
- Specializzazione della funzione imprenditoriale in seguito a una intensificazione dell’impegno. Gli imprenditori delegano i compiti ad altri dipendenti, e ciò consente loro di focalizzarsi su funzioni di direzione strategica; provoca anche una deconcretizzazione dell’attività imprenditoriale.
- Democratizzazione dell’imprenditorialità, perché è più facile accedere al ruolo di imprenditore da tutti i gruppi sociali, grazie anche alle istituzioni creditizie che rendono disponibili capitali necessari.
Alcuni stimoli negativi spingono a un maggiore impegno per superare ostacoli:
- Inasprimento della concorrenza sul mercato dei beni.
- Rafforzamento del movimento operaio.
Stimolo positivo è invece l’evoluzione della tecnica, che consente di produrre nuovi beni o produrre a bassi costi.
L’imprenditorialità capitalistica si rafforza, e spinge verso una razionalizzazione dei meccanismi.
Questa razionalizzazione riguarda diversi ambiti:
- Ordinamento giuridico e intervento dello stato in campo economico.
- Offerta di lavoro crescente, che porta a migrazioni, urbanizzazione e nascita di imprese industriali. È necessario però istruire i lavoratori, che erano contadini, al lavoro in fabbrica: interviene la religione protestante, che favorisce l’educazione economica, stimola impegno e disciplina.
Il personale non era qualificato, quindi si verifica una decomposizione del lavoro, scomposizione di mansioni complesse in compiti elementari assegnati a operai non qualificati.
Il lavoratore è subordinato alla macchina.
Tutto ciò è un vantaggio per l’impresa capitalistica, che riduce i costi, adatta e addestra i lavoratori, permette l’applicazione di nuovi metodi di organizzazione scientifica del lavoro.
- Spersonalizzazione dell’azienda, che si organizza come una burocrazia, con gerarchia di ruoli e mansioni.
- Condensazione aziendale = sfruttamento intensivo di economie di spazio, materia e tempo; così si aumenta la produzione e si riducono i costi.
- Consumo: viene influenzato dalle imprese, che vogliono tenere sotto controllo la domanda per uniformare i bisogni e gestire la produzione in maniera adeguata.
Nel capitalismo maturo sono già insiti i germi del suo declino.
Tramonto o tardo capitalismo
3) Tramonto o tardo capitalismo.
Si diffonde la disoccupazione; per farvi fronte si afferma l’economia di piano, in cui lo stato interviene nell’economia: capitalismo regolato e stabilizzato, caratterizzato da razionalizzazione e burocratizzazione.
L’impresa è organizzata scientificamente e basata sul calcolo; si attenua lo spazio d’intrapresa e d’intuito, decade la mentalità imprenditoriale.
La flessibilità è sostituita dalla rigidità.
Max Weber
Osserva la società tedesca, e studia:
- Agricoltura: i contadini tendono a lasciare il loro posto di lavoro fisso per diventare salariati o emigranti; vogliono liberarsi dai rapporti di dipendenza, anche se ciò significa perdere sicurezza economica.
- Differenze territoriali dello sviluppo economico: a sud e ovest predomina la piccola proprietà contadina, e le coltivazioni sono diversificate; a est e nord vi sono proprietà fondiarie e coltivazioni estensive. La differenza è dovuta a trasformazioni di inizio ‘800 che aboliscono gli obblighi feudali: a sud e ovest la terra passa nelle mani dei contadini, a est e nord rimane ai proprietari fondiari. Inoltre le città, maggiormente presenti a sud e ovest, agevolano lo sviluppo del mercato e dell’imprenditorialità.
- Il protestantesimo, per capire come influisce sulla diffusione dell’etica economica.
Orientamento economico tradizionalistico
Orientamento economico tradizionalistico: caratterizzato da 2 aspetti:
- Profitto, non giustificato dal punto di vista etico, ma comunque tollerato.
- Acquisitività che si manifesta nella guerra, nel commercio, ma non nella produzione.
Lo spirito del capitalismo
Lo spirito del capitalismo:
- Provoca mutamenti in entrambe le dimensioni:
- Il profitto è giustificato, purché sia reinvestito in attività produttive e non utilizzato per arricchirsi.
- L’acquisitività si manifesta nel processo produttivo, organizzato razionalmente.
- Si diffonde come conseguenza dell’etica economica del protestantesimo, in particolare dell’influenza calvinista, caratterizzato da:
- Idea di predestinazione: alcuni soggetti sono predestinati, cioè scelti da Dio, e non possono modificare il loro destino. Questi soggetti eletti devono perciò impegnarsi nel lavoro, per rafforzare la fiducia nella loro condizione di eletti e dimostrare di essere all’altezza: impegno produttivo.
- Condanna del consumo di lusso e dei piaceri.
- Spinta all’impegno produttivo + restrizione del consumo per condanna = costrizione al risparmio e spinta alla formazione del capitale.
Il protestantesimo quindi è rilevante nella fase di genesi del capitalismo.
Capitalismo moderno = form
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