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Psicologia delle disabilità -> appunti, libro e slide

Rivedere giusto per storia la disabilità nel passato -> Monte Taigeto (antica Grecia), Antichi Romani, Medioevo, Età Moderna e istituzionalizzazione. Vedere un po’ excursus e come cambiano le idee sulla disabilità.

Solo recentemente si è studiato che queste persone possono beneficiare di progetti mirati. Disabilità ha sempre avuto un’accezione negativa, è veicolo di mancanza e privazione di qualche abilità. Però in realtà tutti siamo diversi nel fare certe cose -> siamo abili diversamente.

Convenzione internazionale sui diritti delle persone con disabilità

Si arriva alla fine a Convenzione Internazionale sui diritti delle persone con disabilità dell’ONU -> non contiene una vera e propria definizione di disabilità, ma si sposta la visione su una concezione prettamente sociale -> “coloro che presentano durature menomazioni fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali che, in interazione con barriere di diversa natura, possono ostacolare la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su base di uguaglianza con gli altri”. Perciò la disabilità viene definita come un concetto in evoluzione che è il risultato di una complessa interazione tra persone con menomazioni e barriere comportamentali e ambientali, che impediscono la loro piena ed effettiva partecipazione alla società.

Si assiste perciò a un cambio di prospettiva -> non più elenco e caratteristiche delle disabilità specifiche (come si vedrà con ICIDH o ICF), ma attenzione a persona nel totale e interazione con società, ambiente e contesto culturale. Si pone attenzione sulla qualità di vita -> non dipende più solo da assenza o presenza di disabilità, ma anche e soprattutto da altre variabili.

Dall’ICD all’ICIDH

Nel 1975, in un’assemblea dell’OMS, si decise di inserire un’appendice nell’ICD relativa alle conseguenze delle malattie -> per migliorare la qualità di vita.

5 anni dopo, nel 1980, diffusero l’International Classification of Impairment, Disabilities and Handicaps -> manuale di classificazione delle menomazioni, disabilità e handicap.

Questo manuale era importante perché:

  • Promuoveva la gestione e il supporto delle conseguenze delle malattie e non solo alla cura e diagnosi della patologia stessa.
  • Non potevano essere classificate le conseguenze come malattie nell’ICD.
  • Studi in giro per il mondo per migliorare la qualità della vita.

Aveva una visione lineare e intraindividuale, basata su un approccio biopsicosociale -> malattia porta a menomazione (Impairment) che porta a disabilità (disability) che porta a handicap (Handicap). Specifichiamo:

  • Menomazione (Impairment) -> Perdita o anormalità a carico di una struttura o di una funzione psicologica, fisiologica o anatomica. Sintomi visibili -> esteriorizzazione dello stato patologico. Riflette dei disturbi manifestati a livello d’organo. La menomazione è caratterizzata da perdite materiali o anormalità che possono essere transitorie o permanenti e comprende l’esistenza o l’evenienza di anomalie, difetti o perdite a carico di arti, tessuti o altre strutture del corpo, incluso il sistema delle funzioni mentali.
  • Disabilità (Disabilities) -> qualsiasi limitazione o perdita, (conseguente a menomazione) della capacità di compiere un’attività nel modo considerato normale per un essere umano. Non si riesce a fare più qualcosa che è considerato normale.
  • Handicap -> condizione di svantaggio conseguente a una menomazione o a una disabilità che in un certo soggetto limita o impedisce l’adempimento del ruolo normale per tale soggetto in relazione all’età, al sesso e ai fattori socioculturali. Dipende molto dal contesto sociale di appartenenza -> Focus quindi sui fattori socio-culturali che lo determinano -> Aspetto più sociale della disabilità. L’handicap rappresenta la socializzazione di una menomazione o di una disabilità e come tale riflette le conseguenze - culturali, sociali, economiche e ambientali – che per l’individuo derivano dalla presenza della menomazione e della disabilità. Lo svantaggio proviene dalla diminuzione o dalla perdita della capacità di conformarsi alle aspettative o alle norme proprie all’universo che circonda l’individuo. Riferimento anche, quindi, a gap tra efficienza possibile e aspettative di efficienza -> cioè tra prestazione attesa e ciò che uno riesce a dare.

Una persona può non essere globalmente disabile, in quanto al variare dei contesti e delle richieste si può manifestare abilità o disabilità. Le disabilità compaiono quando bisogna mettere in atto specifiche azioni o modi di agire. Al variare delle richieste e dei compiti possono essere messe in evidenza eventuali disabilità o svantaggi.

Revisione ICIDH-2

Ci furono delle critiche sulla visione lineare e intraindividuale dell’ICIDH -> nel 1997 ci fu una revisione, l’ICIDH-2. In questo manuale scompaiono le parole disabilità e Handicap -> al loro posto “attività” e “partecipazione sociale” -> costrutti riconfermati nella terza revisione e nel più nuovo ICF. Non più visione lineare perciò, ma complessa interazione tra molte variabili. Introduzione del concetto di partecipazione -> attenzione a aspetto psicosociale. Distingueva in:

  • Menomazioni -> Alterazioni funzionali o strutturali dell’organismo -> perdita o anormalità riguardanti la struttura del corpo, la psiche, le funzioni fisiologiche. Inoltre nella revisione sono state suddivise le menomazioni in Funzionali e Strutturali;
  • Attività personali -> Qualsiasi cosa una persona faccia, di qualunque difficoltà e in qualunque modo -> può avere limitazioni di varia natura: di tempo, natura o qualità;
  • Partecipazione sociale -> Interazione complessa tra menomazioni, attività, fattori contestuali e fattori personali in tutte le aree e aspetti della vita -> il livello di handicap, perciò, è il livello di difficoltà/svantaggio/restrizione alla partecipazione sociale che dipende da tutti i fattori citati.

International Classification of Functioning, Disability and Health

Nel 1999 viene redatto e scritto l’International Classification of Functioning, Disability and Health (ICF) -> manuale in cui non si presenta una classificazione della malattia, della menomazione o delle conseguenze di malattie, ma si guarda la persona nel suo funzionamento globale, considerando anche le interazioni con i vari fattori. Viene approvato nel 2001 dall’OMS -> Dal 2001 diventa lo strumento standard ufficiale per misurare e classificare salute e disabilità nei Paesi del mondo. Lo stato di salute è considerato come una complessa interazione tra fattori, non dipende solamente da assenza o presenza di disabilità (come nella revisione dell’ICIDH). Come nell’ICIDH-2 si utilizzano i termini “attività personale” e “partecipazione sociale”. Focus del manuale è l’attività -> questa dipende sì da fattori personali, ma anche e soprattutto da fattori esterni, culturali, sociali, del contesto.

Il manuale, a differenza di quelli precedenti, non è più una descrizione e classificazione delle malattie o delle conseguenze, ma una descrizione della salute e degli stati ad essa correlata. I domini contenuti nell’ICF possono, perciò, essere visti come domini della salute e domini ad essa correlati. Questi due domini sono descritti dal punto di vista corporeo, individuale e sociale in due elenchi principali: 1) Funzioni e Strutture Corporee; 2) Attività e Partecipazione.

La disabilità viene definita come la conseguenza o il risultato di una complessa relazione tra la condizione di salute di un individuo e i fattori personali, e i fattori ambientali che rappresentano le circostanze in cui vive l’individuo. Tra i fattori ambientali ci sono sia le barriere architettoniche, ma anche e soprattutto valori e fattori culturali.

Perciò le compromissioni che si possono osservare non sono il frutto di una relazione causale lineare, ma sono l’espressione di un’interazione/relazione complessa che include tutte quelle variabili.

Modello che nasce da approccio biopsicosociale.

Dimensioni principali dell’ICF

4 dimensioni principali -> Corpo – Attività – Partecipazione – Fattori contestuali (personali e ambientali):

  • Le funzioni e strutture corporee si riferiscono al funzionamento del corpo e del sistema nervoso. La condizione di anomalia è considerata come una menomazione alle funzioni o strutture del corpo;
  • La dimensione delle attività si riferisce ai comportamenti che le persone mettono in atto al fine di svolgere dei compiti e azioni;
  • La partecipazione si riferisce al livello di coinvolgimento della persona in situazioni di vita in relazione alla salute, alle sue condizioni, alle funzioni corporee, alle attività che è in grado di svolgere e ai fattori contestuali;
  • I fattori contestuali si riferiscono alle caratteristiche dell’ambiente fisico e sociale, agli atteggiamenti e valori della persona e del contesto di appartenenza (anche psicologici come temperamento, ansia ecc…).

Quando si prendono a carico queste persone si deve considerare una molteplicità di fattori. Tra i fattori ambientali si considerano l’ambiente fisico, sociale e degli atteggiamenti in cui le persone vivono e conducono la loro esistenza. Questi fattori sono esterni agli individui e possono avere un’influenza positiva (ambiente facilitatore di una prestazione) o negativa (ostacolo alla prestazione) sulla partecipazione dell’individuo come membro della società, sulla capacità dell’individuo di eseguire azioni o compiti, o sul suo funzionamento o sulla struttura del corpo.

Tra i fattori personali si ricordano tutte quelle caratteristiche dell’individuo che non fanno parte della condizione di salute o degli stati di salute. Comprendono il genere, l’età, altre condizioni di salute, la forma fisica, lo stile di vita, le abitudini, l’educazione ricevuta, la capacità di adattamento, il background sociale, l’istruzione, la professione e l’esperienza passata e attuale (eventi della vita passata e eventi contemporanei), modelli di comportamento generali e stili caratteriali, che possono giocare un certo ruolo nella disabilità a qualsiasi livello.

ICF Children and Youth

C’è anche una versione dell’ICF indirizzata a bambini e ragazzi -> ICF Children and Youth -> sistema di classificazione del funzionamento che si può applicare a bambini e adolescenti. I clinici possono utilizzare questo strumento nelle attività di assessment per la pianificazione di diversi interventi, per verificare l’idoneità e accessibilità a un servizio, per valutare se concedere un beneficio o agevolazioni ai ragazzi eccetera.

Inoltre può essere usato per redigere e individuare un piano individualizzato per capire le condizioni e facilitare apprendimento e inclusione del ragazzo. Consente di considerare la situazione personale del bambino con quella famigliare, il suo sviluppo o ritardo evolutivo e i fattori facilitatori o gli ostacoli da tenere conto per un corretto processo di apprendimento e sviluppo.

Valutazione dell’intensità del problema

Per quanto riguarda la valutazione dell’intensità del problema nell’ICF bisogna considerare ogni fattore e dare un punteggio che va da 0 (assenza di difficoltà) a 5 (danno totale). Inoltre bisogna dare un punteggio anche alla qualità e alla quantità di supporto necessario (pt da 0 =” non necessita assistenza” a 4 =” livello di assistenza sconosciuto” per ogni fattore valutato) in ottica degli obiettivi da perseguire e raggiungere con il soggetto.

Ci sono due tipi di obiettivi:

  • Prevenzione -> prevenire un incremento delle difficoltà, impedire un peggioramento nelle attività, nella partecipazione;
  • Mantenimento e potenziamento delle abilità -> Dopo aver valutato il livello di funzionamento e della qualità e quantità di supporto della persona, si cerca di attenuare e diminuire il supporto fornito, cercando di aumentare la sua autonomia nello svolgere le mansioni e attività. Perciò l’obiettivo è quello di mantenere le abilità intatte oppure di diminuire il supporto fornito, diminuire la d
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher SammyWrestling di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia delle disabilità e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Ferrari Marcella.
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