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Appunti psicologia modulo 1: psicologia della salute

La vita

La caratteristica vera di ciascuno di noi è la capacità di adattamento tra ciò che siamo e ciò che accade intorno a noi. È l’orientamento verso un costante equilibrio: è una capacità di tutti gli organismi viventi. L'organismo è tutto ciò che è ordinato dalle molecole che lo costituiscono: ordinato = disporre verso un fine, costituire la propria identità.

Paradigma relazionale

Ciò che è vita è relazione con l’ambiente: la vita non è qualcosa di statico, ma è un processo derivato dall'interazione tra struttura-ambiente-funzione, un processo di adattamento; questo comporta che anche la malattia è un processo, anche la salute. Questo è il paradigma relazionale.

La cornice in cui viviamo quindi, è molto ampia:

  • Contesto storico, culturale, sociale e ambientale;
  • Quale visione dell’uomo;
  • Quale idea di salute e di malattia;
  • Come ci si prende cura della sofferenza umana oggi.

Secondo l’OMS la salute è uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia e di infermità. La salute mentale si ha nel momento in cui sappiamo trovare delle nuove risorse per rispondere alle esigenze. La cultura nella quale siamo immersi è essenziale perché noi stiamo più o meno bene anche per la cultura nella quale siamo immersi. Alla luce della cultura da cui vengo, il modo con cui interpreto la salute, la malattia e la cura, sono diverse in base alla cultura nella quale vivo. Più siamo consapevoli della cultura in cui viviamo, più questa consapevolezza ci aiuta a tenere sotto controllo e a capire la situazione in cui viviamo. La cultura che ci portiamo dentro influenza il modo con cui ci comportiamo nel mondo. Questo ci dice che la cultura nella quale siamo immersi è un processo dinamico: il modo con cui guardiamo i pazienti non è mai un modo univoco, occorre che lo sguardo venga allenato ogni volta. Allo stesso modo della cultura, la salute è un processo sistemico che dipende dal proprio corpo (assenza di malattie), ma anche benessere individuale con le relazioni con gli altri.

La sofferenza

L'esperienza del soffrire è universale, può essere letta a partire da tre differenti prospettive:

  • Disease: malattia in termini sanitari e clinici;
  • Illness: malattia come esperienza soggettiva del paziente;
  • Sickness: malattia rispetto alle implicazioni sociali.

Allo stesso modo la sofferenza la intendiamo anche rispetto al concetto culturale, rispetto a come una determinata cultura intende la sofferenza:

  • Sindromi culturali;
  • Concezioni peculiari del disagio culturalmente determinate;
  • Spiegazioni culturali o cause percepite.

Il modo con cui esprimiamo la sofferenza dipende dalla cultura in cui siamo immersi, e quindi anche la modalità con cui decidiamo di affrontare e curare quel tipo di sofferenza dipende dal gruppo umano a cui apparteniamo.

Per prendersi cura delle persone occorre per forza non guardare alla sofferenza in termini biologici, ma guardarla in termini soggettivi del paziente, integrando quindi l’aspetto diagnostico con l’esperienza soggettiva del paziente e con le implicazioni sociali che quella sofferenza causa ai pazienti, compiendo e comprendendo un viaggio nel mondo del paziente che è sempre frutto dell’interazione individuale e sociale in cui il paziente vive.

Psicologia della salute

La salute rientra, dal 1946, come stato di completo benessere fisico, mentale ma anche sociale. Negli anni successivi nascono diversi movimenti civili e sociali, iniziati prima in America. In Italia, la legge Basaglia del 1978, abolisce i manicomi: la rivoluzione fu quella di introdurre l’importanza del contesto sociale nel prendersi cura della persona con un disturbo psichiatrico, la quale non deve essere allontanata dal proprio contesto di riferimento, ma il contesto può essere d’aiuto per la guarigione.

Da questi movimenti sociali e politici, anche l’approccio della psicologia sulla psicologia cambia modalità di operare. Nel 1979, Matarazzo afferma: (domanda d’esame)

Ci sta dicendo che la malattia e il benessere non dipendono solo dal comportamento personale, ma dipendono anche dal contesto; per questo per occuparci della salute bisogna agire sul contesto complessivo: da una parte agendo sul contesto sanitario, ma anche sociale (accesso dei familiari nell’ospedale) e politico.

Proprio per quei movimenti sociali, oggi siamo in una società che ha fatto grandi passi avanti sulle uguaglianze sociali; tuttavia, sono anni in cui l’accesso alle cure sta aumentando esponenzialmente: i farmaci più venduti in questi ultimi anni sono quelli che aiutano a curare ansia e depressione. Il bisogno spesso non si tramuta in domanda: questa dimensione ci deve aiutare ad allargare lo sguardo, a fare in modo che il bisogno di cura del paziente si traduca nella domanda esplicita agli operatori (es. paziente che ha bisogno di antidolorifico che non lo chiede).

La psicologia della salute si occupa di:

  • Naturale evoluzione della psicologia medica;
  • Trasformazioni sul piano epidemiologico;
  • Ampliamento dei servizi sanitari, accesso alle cure;
  • Incremento della presenza degli psicologi nei servizi sanitari;
  • Riconoscimento dell’impatto sulla salute della psicologia;
  • Apporto metodologico della salute.

Nella psicologia della salute viene integrato l’approccio degli psicologi con l’approccio operativo di altre figure sanitarie: è necessario osservare che il benessere di ognuno di noi passa attraverso un approccio olistico, che comprende tutte le figure sanitarie. La psicologia della salute è lo studio dei processi psicologici implicati nella salute, nella malattia e nella cura (Michie, 2004).

Le 4 aree di intervento della psicologia della salute (domanda d’esame)

  • Prevenzione:
    • Primaria: promozione e mantenimento della salute;
    • Secondaria: identificazione precoce di disturbi già esistenti.
  • Popolazioni a rischio, interventi rivolti a persone a rischio di sviluppare:
    • Disturbi cardiovascolari;
    • Malattie oncologiche;
    • Malattie respiratorie croniche.
  • Studio e individuazione dei correlati diagnostici della salute e della malattia:
    • Fattori psicologici implicati nell’eziologia (insorgenza/sviluppo) di malattie;
    • Efficacia di alcune tecniche finalizzate a ridurre ansia e utilizzo di analgesici durante procedure diagnostiche invasive.
  • Sistemi di tutela della salute e politiche per la salute (es. legge Basaglia).

Disciplina e professione

Essere psicologi della salute significa essere professionisti situati, ovvero essere consapevoli di sé, dell’ambiente nel quale si lavora, avendo un approccio con l’assistito di sostegno. Il mandato istituzionale è quello di occuparsi della qualità di vita del paziente, in quattro prospettive di lavoro:

  • Gestione del rischio;
  • Comunicazione;
  • Cambiamento dei comportamenti: alcune pazienti non comunicano ciò di cui hanno bisogno;
  • Valutazione dell’efficacia dei servizi.

Nascita in Europa e in Italia

Occorre che gli psicologi della salute sappiano modellare il proprio operare in base ai differenti contesti nel quale si opera. Capacità di guardare la persona come elemento conclusivo e complessivo del comportamento e dell’ambiente.

Dal modello biomedico al modello biopsicosociale

Anche il concetto di prevenzione è passato da una prevenzione come riduzione del rischio (secondaria e terziaria) ad un approccio di prevenzione di lavoro sui fattori che diminuiscono il rischio anche di contrarre la malattia (primaria). Questa dimensione apre lo spazio per un lavoro sulla salute che integra insieme dimensioni:

  • Emozionale;
  • Relazionale;
  • Ideologico-valoriale;
  • Psicologica;
  • Fisica.

Oggi quando parliamo di salute parliamo della possibilità e del tentativo di equilibrare il proprio stato di benessere o malessere, allargando lo sguardo dall’aspetto biomedico, tenendo conto anche della dimensione della coscienza e della spiritualità. La salute diventa l’insieme di questi elementi. Possono esserci degli sbilanciamenti: l’attenzione quindi si sposta dalla malattia alla globalità dell’individuo.

Psicologia medica e psicologia della salute

La psicologia ha come paradigma di riferimento il modello biomedico, che è riduzionista dove la mente è sottomessa al corpo (dualismo); il modello della psicologia della salute invece ???.

Modello biomedico

L’uomo è collocato nella natura. Esistenza di una scissione completa tra malattia e salute: in questo modello gli interventi psicologici non possono procurare risultati di guarigione. L’approccio alla salute quindi, il concetto di salute viene ristretto alla dimensione di benessere fisico.

Modello olistico

L’uomo è visto come una complessità di tre strutture principali:

  • Funzioni;
  • Struttura;
  • Mente.

La dimensione individuale rimane comunque la stessa.

Modello biopsicosociale

L’integrazione che andiamo a produrre per spiegarci la salute e la malattia, non dipende più solo dagli elementi biologici e psicologici, ma dipende anche dall’elemento di contesto sociale. Alla luce di questo modello, la salute e la malattia, possiamo considerarli un unico elemento (un continuum) e non due rette separate. Questo significa che la persona, nella sua unità dinamica mente-corpo, può cambiare ruolo, da quello passivo di paziente a quello attivo e centrale creando una responsabilità collettiva. La responsabilità della cura diventa una responsabilità condivisa.

Gli elementi del modello biopsicosociale sono:

  • Integrazione tra i sistemi bio-fisiologici con i livelli mente-simili;
  • Non si cerca la causa della malattia, ma i fattori che hanno creato il contesto della malattia;
  • L’ambito di indagine è l’intero contesto del paziente: questo ci può aiutare a valutare quali sono le reazioni migliori per spiegare il momento storico in cui sorge la malattia;
  • Il paziente non è solo l’individuo, ma tutto il contesto che lo circonda;
  • Il paziente non viene curato da un singolo professionista, ma una rete di operatori coordinata e affidata alla relazione umana, caratterizzata da fiducia reciproca, comunicazione e potere.

Non esiste un approccio biopsicosociale verso al paziente, se non esiste un approccio personale al paziente. Il significato della malattia non è il nostro significato, ma è il significato del paziente. In tutto questo lo spazio per noi operatori sanitari diventa uno spazio di riflessione rispetto a ciò che concretamente facciamo con i pazienti. Il coinvolgimento di altri operatori, dei parenti, del caregiver del paziente diventano fondamentali per la cura (non guarigione!!) del paziente.

Psicologia della salute

Viene citata per la prima volta nella Carta di Ottawa nel 1986, dove la salute non diventa uno stato di assenza di malattia, ma un processo, una risorsa per la quotidianità. C’è sempre spazio per prendersi cura dei pazienti e delle persone, attuando politiche di prevenzione e guardando gli individui come un complesso. La promozione del benessere non dipende solo dall’assenza di problematiche, ma che va ad indagare la dimensione complessiva delle condizioni del paziente.

È per questo che la psicologia della salute abbraccia lo shift del paradigma, dalla prevenzione del rischio e della malattia, alla promozione della salute. Far prevenzione non implica sempre evitare che le persone incorrano in situazioni pericolose o negative, ma l’obbiettivo della prevenzione diventa quello di promuovere la capacità dell’individuo di far fronte in modo positivo alle difficoltà e ai problemi che incontra. Questo rappresenta un concetto dinamico e realistico di salute.

Emozioni (chiede esame)

Le emozioni sono processi multicomponenziali che integrano aspetti psicologici e fisiologici che si attivano quando le persone fanno esperienza di eventi rilevanti (Lazarus, 1991). Le emozioni processano le informazioni ambientali prima di attivare meccanismi fisiologici (es. aumento il battito cardiaco) e la risposta espressiva (es. arrossire).

I cambiamento davanti ad uno stimolo quindi occorrono a tre livelli:

  • Fisiologico (quello che sento): modifiche a livello fisico, come la respirazione e il battito cardiaco;
  • Comportamentale (quello che faccio): postura, tono della voce, espressione facciali;
  • Cognitivo (quello che penso): attribuzione di significato personale all'evento e alla propria risposta soggettiva.

Emozioni e ruolo nella salute

Comunicare = elaborare.

1. Cosa fare? Regolare le emozioni. Donne esprimono il dolore in modo diverso anche se provano uguale perché una moglie e una amante: per la nostra cultura l'amante non può piangere più della moglie.

2. Il controllo: la regolazione emozionale.

  • Strategie e processi di regolazione emozionale;
  • Strategia di regolazione emozionale.

E se non esprimiamo le nostre emozioni?

1. La soppressione delle emozioni: effetti, chiede esame.

Il ruolo del contesto relazionale

2. La soppressione delle emozioni: effetti.

Riassumendo

L'alessitimia: tratto stabile di personalità o risposta a eventi stressanti?

Risorse personali

Locus of control:

La scala di Health Locus of control:

E nei pazienti oncologici

Autoefficacia:

Orientamento ottimista:

Stress e coping

Stress = perturbazione dell'equilibrio interno.

Tre momenti sequenziali:

  • Reazione di allarme;
  • Resistenza;
  • Possibile esaurimento.

L'organismo risponde agli stressor mettendo in atto meccanismi di fronteggiamento sia fisici che mentali (battito cardiaco, pressione sanguigna, tono muscolare, arousal = attivazione psicofisiologica aumentano). Il corpo cerca di combattere e contrastare gli effetti negativi dell'affaticamento prolungato. Produzione di risposte ormonali specifiche da varie ghiandole (es. surrenali).

Recupero = i meccanismi di compensazione del sistema permettono di superare gli effetti dello stressor o di eliminarlo. Esaurimento = le risorse del sistema vengono esaurite e non è più possibile mantenere le normali funzioni, ricomparsa di sintomi da attivazione SNA. Se questa fase si prolunga si può andare incontro a scompenso e danni a lungo termine. Stress psicologico: inseriscono nel concetto di stress la valutazione cognitiva della situazione. Stress cronico è associato ad un maggiore rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. Controversa l'associazione tra stress e patogenesi del cancro.

La gestione della relazione con il paziente oncologico

  • Comunicare cattive notizie;
  • Gestire la cronicità della malattia;
  • Elaborare il fallimento terapeutico;
  • Gestione della relazione con il/la paziente e i caregiver.

Le strategie del coping: insieme dei tentativi comportam...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

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