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Economia monetaria 2019-2020 - Prof.ssa Giulia Bettin

17.02.2020

Concetti base e relazioni fondamentali

1

Moneta e sistema finanziario

Il sistema finanziario è l’insieme dei mercati nei quali gli operatori offrono passività o domandano attività finanziarie che riflettono le esigenze di risparmio e di spesa dell’economia reale. La moneta e i mercati monetari sono una parte del sistema finanziario e vanno studiati nelle loro interrelazioni con gli altri mercati finanziari e con i mercati reali.

I mercati finanziari

Tendenzialmente ad ogni tipologia di strumento finanziario corrisponde un mercato. I mercati finanziari possono essere raggruppati sulla base delle caratteristiche delle passività/attività finanziarie scambiate:

  • Tempo a vista, breve/medio/lungo termine →
  • Liquidità mercati monetari, mercati non monetari →
  • Rapporto contrattuale credito, partecipazione →
  • Operatori coinvolti azioni, obbligazioni, credito bancario →
  • Remunerazione fissa, variabile →
  • Forma istituzionale regolati, over-the-counter →
  • Area geografica mercati valutari →
  • Rischiosità oscillazioni di valori, rimborso dei finanziamenti →

L’analisi del sistema finanziario richiede la conoscenza dei seguenti ambiti di riferimento e delle loro interrelazioni:

  • 1. Le strutture e gli agenti, che vanno individuati scegliendo un livello adeguato di disaggregazione in funzione del grado di approfondimento che si vuole compiere e che riguardano:
  • a. I mercati monetari e finanziari
  • b. I macro-operatori
  • c. Gli intermediari finanziari
  • 2. Il quadro istituzionale, che implica l’individuazione delle istituzioni di regolazione e controllo e degli strumenti di intervento a loro disposizione; si tratta quindi di prendere in considerazione:
  • a. La banca centrale
  • b. Il governo
  • c. Le autorità di vigilanza
  • d. Il quadro normativo, che comprende l’insieme di leggi, regolamenti, vincoli amministrativi e regole prudenziali
  • 3. Il quadro teorico, con il quale si individuano i nessi causali tra le variabili osservate per determinare:
  • a. Il comportamento degli operatori: risparmiatori, investitori intermediari finanziari
  • b. Il comportamento delle autorità monetarie: sulla base di obiettivi, indicatori, strumenti

La ricchezza

La ricchezza, W, è una grandezza stock, valutata in un dato momento temporale. Essa può essere:

  • Reale: stock di capitale K, impianti, terreni, fabbricati
  • Finanziaria: differenza tra attività finanziarie, AF, e passività finanziarie PF. Si parla di ricchezza finanziaria netta, RFN.

RFN = AF − PF

W = K + RFN

Quindi W < 0 se PF > AF + K.

Guardando alla ricchezza finanziaria si possono identificare tre posizioni in termini di stock:

  • 1. Creditore netto RFN > 0, con AF > PF →
  • 2. Debitore netto RFN < 0, con AF < PF →
  • 3. Operatore in pareggio RFN = 0, con AF = PF →

È necessario ricordarsi che deve esserci una doppia registrazione di ogni finanziamento, nell’attivo di bilancio di chi finanzia e nel passivo di bilancio di chi riceve il finanziamento, pertanto per ogni AF di un operatore, esiste una PF di un altro operatore.

n∑ ΔAF = ¿ ΔPF n∑ i=1 = 0 ΔRFN → n∑ i=1 ¿ i=1

2

Il risparmio

Il risparmio, S, è una grandezza flusso data dalla differenza tra il reddito Y e il consumo C:

S = Y − C

S va a determinare una variazione dello stock di ricchezza W, positiva se S > 0, negativa se S < 0.

Il risparmio positivo può essere destinato a:

  • Investimenti reali → I = ΔK
  • Aumento stock attività finanziarie → ΔAF > 0
  • Riduzione stock passività finanziarie → ΔPF < 0
  • Combinazione delle altre tre soluzioni

Il risparmio negativo implica un consumo superiore al reddito che viene finanziato con:

  • Riduzione stock attività finanziarie → ΔAF < 0
  • Aumento stock passività finanziarie → ΔPF > 0
  • Combinazione delle altre due soluzioni

In analogia con le posizioni stock, possiamo distinguere tre diverse posizioni finanziarie flusso:

  • ΔRFN > 0 operatore in surplus, che accumula ricchezza perché spende meno del reddito → Y − A > 0
  • ΔRFN = 0 operatore in pareggio →
  • ΔRFN < 0 operatore in deficit, che decumula ricchezza perché spende più del reddito → Y − A < 0

Se c’è un ΔAF nel bilancio di un operatore ci deve essere un ΔPF nel bilancio di almeno un altro operatore.

n∑ i=1 AF = n∑ i=1 PF → n∑ i=1 RFN = 0

Investimenti = S − ΔAF + ΔPF

Gli investimenti si finanziano attraverso:

  • Autofinanziamento, S
  • Riduzione dello stock di attività finanziarie, − ΔAF
  • Finanziamento esterno, + ΔPF

Dagli squilibri reali ai saldi finanziari

Y = C + S

A = C + I

A = assorbimento risorse reali, spesa complessiva per beni di consumo e investimento.

Y − A = S − I = ΔRFN = ΔAF − ΔPF

Squilibri reali Saldi finanziari

Legami stock – flussi

La combinazione tra posizione stock e flusso di ciascun agente economico può assumere cinque forme diverse:

  • 1. Debito crescente = debitore netto + deficit
  • 2. Debito decrescente = debitore netto + surplus
  • 3. Credito crescente = creditore netto + surplus
  • 4. Credito decrescente = creditore netto + deficit
  • 5. Pareggio = equilibrio stock e flussi

3

Le posizioni stock-flusso evolvono nel tempo, attraverso il ciclo di vita degli operatori: imprese, individui, nazioni.

Es. ciclo di vita di un’impresa

  • Avvio attività produttiva: finanziamenti esterni, deficit concorrenti → debito crescente (1)
  • Surplus correnti, rimborso passività → debito decrescente (2)
  • Surplus correnti, detenzione attività → credito crescente (3)
  • Deficit correnti, crisi vendite, spese straordinarie → credito decrescente (4)
  • Deficit prolungati nel tempo → debito crescente (1) con rischio di eventuale fallimento

Es. ciclo di vita di una persona fisica

  • Dipendenza giovanile del soggetto → debito crescente (1)
  • Surplus corrente, rimborso passività → debito decrescente (2)
  • Surplus corrente, detenzione attività → credito crescente (3)
  • Deficit correnti, spese senza remunerazione → credito decrescente (4)

Es. ciclo di vita di una nazione

  • Deficit strutturali e finanziamenti esteri → debito crescente (1)
  • Surplus corrente, rimborso passività → debito decrescente (2)
  • Surplus corrente, detenzione attività → credito crescente (3)
  • Deficit correnti, nuovi deficit strutturali → credito decrescente (4)

Compatibilità macroeconomiche

Vincoli di compatibilità sulle posizioni contemporanee degli operatori nel sistema finanziario:

  • Non possono essere tutti sulla stessa riga, altrimenti n∑ i=1 RFN ≠ 0
  • Non possono collocarsi tutti sulla stessa colonna, altrimenti n∑ i=1 ΔRFN ≠ 0

Le combinazioni possibili sono:

  • 1. Dissociazione crescente (1) (3): se c’è un debitore crescente nella 1, vi deve essere almeno un creditore crescente nella 3, es. settore pubblico 1, famiglie 3
  • 2. Dissociazione decrescente (2) (4): se c’è un debitore decrescente nella 2, vi deve essere almeno un creditore decrescente nella 4

La dissociazione crescente è destabilizzante, per cui il sistema finanziario dovrebbe spostarsi verso una dissociazione decrescente (2) (4).

In conclusione

Il sistema finanziario nasce e opera in presenza di squilibri del settore reale. Il suo compito è consentire il mantenimento di posizioni squilibrate nel tempo, sia come flussi, sia come stock di AF e PF. Il vantaggio è la possibilità maggiori di scambio, anche intertemporale, mentre il rischio è l’incertezza legata al futuro.

18.02.2020

Mercati operatori e istituzioni del sistema finanziario

La matrice dei flussi finanziari (FF)

La matrice dei flussi finanziari è quella matrice che sintetizza l’interazione tra operatori, mercati e istituzioni. In colonna sono riportati i bilanci degli operatori (i), in riga gli scambi sui mercati (j). Il vincolo di bilancio di ogni operatore richiede che A – Y + ΔAF - ΔPF = 0. I flussi finanziari sono registrati nei rispettivi mercati con segno + se l’operatore acquisisce una AF, con segno – se è una PF. L’equilibrio di ciascun mercato richiede che (-) flussi domandati = (+) flussi offerti → n∑ i=1 ΔAFj = n∑ i=1 ΔPFj. I saldi totali per ciascun operatore e per ciascun mercato devono sommare a zero. L’obiettivo è quello di analizzare le grandezze monetarie all’interno del sistema finanziario e con riferimento agli squilibri che si determinano nel settore reale.

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Gli zeri nell’ultima colonna fanno riferimento ai vincoli di equilibrio dei mercati.

Gli zeri nell’ultima riga fanno riferimento ai vincoli di bilancio degli operatori.

Il mercato dei beni e servizi

L’insieme di tutti gli scambi che riguardano beni e servizi reali, non finanziari, sono attribuiti a un unico mercato dei beni e servizi.

I mercati finanziari

I mercati finanziari possono essere distinti in:

  • Mercati monetari: base monetaria, i depositi bancari, i titoli monetari e le quote monetarie
  • Mercati non monetari, o dei capitali: mercati obbligazionari e azionari

I mercati finanziari si distinguono in mercati primari, dove sono scambiate attività di nuova emissione e mercati secondari, dove sono scambiate attività già emesse in precedenza. Entrambi i tipi di scambio sono aggregati nei mercati TM e TRG. Questa aggregazione non implica errori di valutazione, nella plausibile ipotesi che in mercati organizzati ci sia un’elevata interazione tra valori espressi nei mercati primari e secondari per lo stesso tipo di titolo. In sostanza come se fossero un unico mercato con prezzi e rendimenti allineati.

La liquidità

Un’attività finanziaria è liquida quando è scambiabile sui mercati, ossia convertibile in moneta senza rischi e senza perdite.

Il grado di liquidità è determinato dal tempo e dal costo dello scambio, che a loro volta sono influenzati dall’organizzazione dei mercati, in particolare dalla loro capacità di trasmettere informazioni e dalla rapidità con cui vengono messi in contatto acquirenti e venditori.

La liquidità si distingue in:

  • Primaria: mezzi di pagamento utilizzabili direttamente negli scambi, base monetaria e depositi c/c
  • Secondaria: attività monetarie ad alto grado di liquidità, ma non direttamente utilizzabili, depositi vincolati, titoli monetari e quote monetarie

La base monetaria è l’attività più liquida all’interno del sistema monetario in cui si opera. La tecnologia e la crescente organizzazione dei mercati hanno fatto aumentare il grado di liquidità di tutte le AF, anche azioni e obbligazioni. Ogni portafoglio finanziario ha un proprio grado di liquidità che dipende da:

  • Fattori oggettivi: variabili istituzionali, tecnologiche, organizzative, andamento ciclico dell’economia
  • Fattori soggettivi: grado di fiducia e di incertezza operatori, atteggiamento nei confronti del rischio

Nella matrice FF i mercati sono ordinati rispettando un ordine decrescente rispetto al grado di liquidità.

5

Matrice FF: i mercati finanziari

Matrice FF: gli operatori

I macro-operatori nazionali: le famiglie

Le famiglie tipicamente sono operatori in surplus creditori netti, risparmiano, A - Y < 0, e forniscono risorse al sistema finanziario. Detengono in portafoglio AF sotto forma di: base monetaria, depositi bancari, titoli a breve e medio-lungo termine, quote di fondi comuni, azioni, oltre ad assicurazioni e fondo pensione che non vengono inseriti nella matrice. Come unica passività hanno i prestiti: credito al consumo, mutui.

I macro-operatori nazionali: le imprese

Le imprese sono operatori in deficit → assorbono risorse e hanno una posizione di debitore netto, ΔRFN<0. Sul mercato reale abbiamo uno squilibrio: (I - S) > 0. L’autofinanziamento, utili non distribuiti, spesso non basta per finanziare gli investimenti, quindi si attingono risorse esterne:

  • a. Debito prestiti, credito bancario, e obbligazioni, TRG →
  • b. Capitale di rischio azioni, Az →

Nella matrice viene riportato il saldo netto di obbligazioni e azioni. All’attivo le imprese hanno anche base monetaria, depositi bancari e titoli monetari, anche di emittenti stranieri. Si tratta di situazioni finanziarie che riguardano l’aggregato delle imprese.

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19.02.2020

La pubblica amministrazione

La pubblica amministrazione effettua spese (G) e raccoglie entrate (T); è tipicamente un debitore netto. Quando G – T > 0 si registra un deficit come squilibrio nel settore reale. Per finanziarsi la P.A. emette TM, es. BOT, e TRG, obbligazioni a medio-lungo termine, es. CCT e BTP, che vengono acquistati dagli operatori in surplus. Il principio di indipendenza della Banca Centrale dal Governo fa sì che la P.A. non possa essere finanziata direttamente: prima di Maastricht scoperto di c/c fino al 14% della spesa pubblica prevista in bilancio. Nella matrice FF, il conto di tesoreria TES è registrato nell’attivo della P.A. e nel passivo della BdI.

Istituzioni finanziarie: la banca centrale

Adatta gli strumenti di politica monetaria stabiliti con l’istituzione della BCE. → prezzo di una moneta estera in termini di euro, euro col dollaro anche moneta estera ($). Le riserve ufficiali (RU) sono costituite da AF in valuta estera, AF presso il Fondo monetario internazionale e oro. Nella matrice FF il valore delle riserve ufficiali è espresso in valuta estera, per questo motivo sono moltiplicate per il tasso di cambio per riportare i valori in euro, compatibili con tutti gli altri valori espressi nella matrice FF.

Le banche

Svolgono 4 funzioni principali:

  • 1. Funzione monetaria: sistema dei pagamenti, c/c, assegni, bonifici, carte di credito ecc.
  • 2. Funzione creditizia: intermediano il credito attuando una trasformazione temporale delle scadenze
  • 3. Funzione finanziaria: operano sul mercato dei titoli negoziabili per diversificare l’attivo e avere una riserva di valore come garanzie per le operazioni di finanziamento in BCE
  • 4. Funzione di servizio: servizi di pagamento periodici, consulenza, gestione dossier titoli

7

In generale, le banche raccolgono depositi dall’economia e dall’estero (DNB, indicati come saldo), possono far ricorso a finanziamenti marginali presso la BC, nella matrice FMg, ed effettuano raccolta anche tramite l’emissione di obbligazioni, TMNB e TRGNB, sempre come saldi, e azioni, AzNB. All’attivo c’è la Base Monetaria, BM, che include le riserve e i depositi overnight presso la BC, i prestiti, Pr, all’economia e verso gli operatori residenti all’estero. Non emergono gli scambi interbancari poiché nell’aggregato si elidono. Le banche hanno responsabilità di consulenza e di gestione.

Banca Fondi comuni
1. Risparmio depositato garantito nel suo valore nominale 1. Risparmio investito non garantito
2. Gestisce in proprio l’intermediazione assumendosene direttamente i rischi 2. Gestisce l’intermediazione per conto dei risparmiatori ai quali viene offerta la competenza degli analisti
3. Fiducia del depositante nella solvibilità della banca 3. Fiducia del sottoscrittore di quote è nella sua capacità di gestione del portafoglio titoli

I fondi comuni di investimento, FC

Sono organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR). Si differenziano dalle banche per la gestione del rischio: il risparmio depositato in banca viene garantito al suo valore nominale, quello nei FC no. La banca intermedia assumendosi direttamente i rischi dell’intermediazione; questo non vale del tutto per FC. Il fondo restituisce il capitale investito al valore di realizzo al momento del rimborso. Essi si distinguono in fondi aperti e fondi chiusi.

Fondi aperti Fondi chiusi
Il risparmiatore può chiedere il rimborso della propria quota in qualsiasi momento Le quote vengono rimborsate solo a scadenza, generalmente 5 o 10 anni
Investono principalmente in titoli negoziabili per garantire la rimborsabilità in ogni momento Svolge ruolo di venture capital, investono in quote di partecipazione di imprese non quotate
Rischi maggiori e meno diversificati rispetto ai fondi aperti

Nella matrice FF considerati solo fondi aperti. Al passivo del bilancio ci sono le quote raccolte; all’attivo gli investimenti effettuati.

Fondi monetari Fondi obbligazionari Fondi misti
Raccolgono quote monetarie QMFC Raccolgono quote non monetarie QnMFC Quote e investimenti misti
Investono in titoli monetari TMFC con scadenza fino a due anni Investono in TRGFC e AzFC

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L’estero

Tutti gli scambi, reali e finanziari, che coinvolgono operatori non italiani, domestici, sono imputati all’operatore “estero”. Gli scambi possono essere, scambi con i paesi dell’UME, euro, o scambi con il resto del mondo RM, altre valute.

(A − Y)E + ΔAFE − ΔPFE = 0

PC + ΔRFNE = 0

(A-Y)E = Saldo PC = export (AITA E) – import (YITA E)

ΔAF = flussi finanziari dall’estero per acquistare AF italiane (

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/02 Politica economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Federica.p98 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia monetaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Bettin Giulia.
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