Estratto del documento

Prima lezione - Diritto del lavoro

Mercoledì 29 settembre 2021

Il diritto del lavoro studia la disciplina degli aspetti e dei problemi del lavoro, del rapporto di lavoro e tutte le tematiche collegate. Nello stato di natura nasciamo liberi di fare tutto ciò che si vuole. Noi da soli viviamo in libertà assoluta, per vivere in un luogo ci sono dei limiti che dipendono dalla convivenza che deriva dal rispetto dell’altro. L’uomo inizia a lavorare per soddisfare i propri bisogni, si impegna ad obbedire ad ordini impartiti dal datore di lavoro per ottenere una retribuzione = corrispettivo dell’attività lavorativa (che deve essere proporzionata e commisurata alla prestazione svolta e deve essere adeguata al sostentamento della famiglia).

Come si crea un'organizzazione? Mediante un contratto di lavoro, che introduce dei diritti e dei doveri. Il contratto di lavoro garantisce il sostentamento del lavoratore e si differenzia da altri contratti perché non c’è il consenso alla modifica, ma c’è il potere unilaterale di modificare l’oggetto (il potere direttivo del contratto). La subordinazione rappresenta il lato passivo di questo potere, infatti si obbedisce agli ordini impartiti da un’altra persona facendo ciò che quella persona non vuole fare. La subordinazione è una regola che funziona in tutti i sistemi di libero mercato, in cui la retribuzione, in mancanza di correttivi statali, è pari al minimo indispensabile per la sopravvivenza del lavoratore (= potere assoluto dell’imprenditore). Come fanno i lavoratori a migliorare la loro condizione di lavoro in mancanza di un intervento della legge dello stato? Tramite l’azione sindacale.

Seconda lezione - Diritto del lavoro

Giovedì 30 settembre 2021

Qual è l'elemento problematico del contratto di lavoro subordinato? Qual è la difficoltà di disciplinare giuridicamente la convivenza all'interno dell'impresa, posto che è necessario assegnare all'imprenditore un potere particolare, direttivo, di un privato di dare ordine a un altro privato. Il nostro ordinamento si basa sul principio che davanti alla legge tutti i cittadini sono uguali e che ha un corollario nel diritto privato secondo il quale un privato non può essere obbligato a fare qualcosa contro il proprio volere da un altro privato. Solo tre persone hanno quel potere:

  • Lo Stato, ovvero un'autorità pubblica che ha un decreto motivato da parte di un giudice;
  • Il datore di lavoro, se il compito rientra nelle vostre mansioni;
  • I genitori, in caso di minori o se ne hanno il diritto.

Il diritto del lavoro cerca di rendere tollerabile all'interno della società il fatto che esista un contratto, come dice Francesco Santoro Passarelli, sia pure per necessità istituzionale, è l'unico nei rapporti di natura patrimoniale, che pone una persona alle dipendenze di un'altra. Questo è il concetto di subordinazione, che giustifica e qualifica il contratto di lavoro come subordinato, ma che pone una serie di problemi concettuali che ha dato vita alla nascita del lavoro, diritto della previdenza sociale ecc.

Tutte le articolazioni di questi diritti hanno come scopo il rendere compatibile la necessità di riconoscere a un privato il potere di dare ordini a un altro privato, al fine di assicurare che gli ordini non siano lesivi della persona del lavoratore. Questa è la ratio istitutiva del diritto del lavoro. Il diritto del lavoro non è altro che l'insieme delle disposizioni che mirano a far sì che l'esercizio del potere del datore di lavoro all'interno dell'impresa non siano lesivi della libertà e dignità della persona del lavoratore.

Fenomenologia del mercato del lavoro

Come funziona il mercato del lavoro quando non esiste la legge, in un sistema nel quale non c'è un intervento che mira a riequilibrare gli effetti del contratto di lavoro? Ci consente di capire come nasce la subordinazione, che è ineliminabile. Facciamo l'esempio dell'isola, sulla quale non c'è autorità, tutti hanno il diritto di stare sull'isola. I naufraghi hanno bisogno di sopravvivere e quindi di ottenere l'acqua. Io che ho l'acqua voglio che 5 dei naufraghi lavorino per me. Ci sono due soluzioni:

  • Soluzione 1: i naufraghi cercano di prendere l’acqua con la violenza → rivoluzione (non è la migliore soluzione);
  • Soluzione 2: negoziamo → Tutti si propongono al ribasso, cioè si propongono di lavorare per una retribuzione minore per rendersi più appetibili a livello lavorativo. Si innesca la concorrenza per acquisire il bene scarso.

Dove si ferma la discesa della retribuzione, cioè il prezzo del lavoro per l'impresa? Al minimo per la sopravvivenza. Prima legge: In un sistema nel quale la disoccupazione è strutturale, la retribuzione che costituisce il prezzo del lavoro, se è lasciata alle leggi del libero mercato, inevitabilmente si va ad assestare al minimo per la sopravvivenza, perché tra i lavoratori si è creata la concorrenza al ribasso.

In un mercato del lavoro dove è presente disoccupazione strutturale, la concorrenza tende a portare la retribuzione al livello minimo per la sussistenza, e ad espandere i poteri del datore di lavoro fino al livello che incontra il suo limite nella dignità minima del lavoratore. Quindi quando c'è disoccupazione strutturale si riscontra una condizione di debolezza del lavoratore. In quali modi, in un sistema in cui non c'è legge o autorità pubblica, come si fa a riequilibrare la disparità contrattuale? La condizione di debolezza dei lavoratori è scaturita dalla necessità, che scatena tra i lavoratori la concorrenza al ribasso.

Qual è il modo per riequilibrare la debolezza? Si deve eliminare la concorrenza. E come si elimina? Si deve raggiungere un accordo tra i lavoratori. Tra tutti i lavoratori. Ciascuno si deve impegnare a non prestare attività lavorativa se non alle condizioni di lavoro stabilite dal sindacato, nell'interesse di tutti. Ci si impegna a non lavorare a un salario minore di quello stabilito come minimo dall'organizzazione detta sindacato. Ciascun lavoratore deve essere convinto liberamente che è sua convenienza individuale di non accettare il lavoro a condizioni inferiori stabilite nell'interesse di tutti.

Accettando questa regola si crea un monopolio dell'offerta di manodopera. Questo monopolio costituisce anche un sindacato, un'organizzazione di una o più persone al fine di ottenere migliori condizioni di lavoro. Questo sindacato trae la sua forza giuridica, il suo ubi consistam, dalla volontà di ciascuno di agire e rispettare l'interesse collettivo. Il sindacato si regge sulla volontà dei singoli. [Tanti sindacati nella storia, come il sindacato fascista, anche se erano riconosciuti al massimo livello delle fonti, nella sostanza non rappresentavano le persone, ancora oggi soffre di una debolezza, perché non ha capacità rappresentativa].

Quindi abbiamo detto che il sindacato è un'organizzazione che si basa sul principio fondamentale per il quale ciascuno di noi si impegna a sottomettere il proprio interesse individuale in nome di un interesse collettivo, che è sintesi e non somma dei vari interessi intellettuali. Il sacrificio che si adempie è quello di rinunciare a una retribuzione immediata in nome di un beneficio superiore successivo. Dopo aver formato il sindacato, il datore di lavoro opterà per il mancato riconoscimento del sindacato e quindi comincerà ad offrire agli altri di più. Adesso la consistenza dell'organizzazione sta nella risposta degli individui che devono indirizzare il datore al rappresentante.

Quando il datore accetterà il sindacato, il primo passo è il contratto collettivo, che non ha forma, un contratto particolare, di cui almeno una delle parti è un soggetto collettivo, che individua a quali condizioni, in un determinato momento storico, i lavoratori sono disponibili a lavorare per la pace sociale. Nel contratto collettivo (prima chiamato "concordato di tariffa") viene pattuito retribuzione, orario, turni e altre condizioni che man mano nel tempo sono andate ad aumentare e perfezionare.

Che cosa è garantito il rispetto del contratto collettivo, se non è presente la legge? I lavoratori interrompono la loro prestazioni, tramite uno sciopero, un'astensione collettiva dal lavoro per ottenere migliori condizioni di lavoro. Lo sciopero è così simbolico e pratico perché blocca il funzionamento del capitalismo. Lo sciopero assicura l'autotutela collettiva → se non rispetti il contratto collettivo, non veniamo a lavorare. Lo sciopero è l'arma del sindacato, ma ha bisogno della massima adesione dei lavoratori.

Quando si afferma il capitalismo, in seguito alla prima rivoluzione industriale, le prime tutele dei lavoratori sono state conquistate dal basso, ciò distingue il diritto del lavoro dagli altri diritti che invece studiano le prassi reali e poi le rendono legge. I diritti del lavoro sono stati conquistati contro gli ordinamenti giuridici, attraverso l'azione sindacale, attraverso la loro capacità di agire insieme. Quindi il diritto sindacale studia i modi e le forme mediante le quali sono riusciti a conquistarsi i propri diritti attraverso i contratti collettivi ed ad assicurarne il rispetto attraverso lo sciopero. Il diritto del lavoro studia le leggi che hanno ricevuto i diritti riconosciuti da quei contratti collettivi per estenderli a tutti.

Terza lezione - Diritto del lavoro

Mercoledì 6 ottobre 2021

Le origini del diritto del lavoro

La Rivoluzione francese si basa su:

  • Egalité, Fraternité e Liberté = Principio di uguaglianza formale → tutti gli uomini sono uguali di fronte alla legge;
  • Principio Laissez faire (libertà di lavoro) et Laissez passer (libertà di scelta del luogo in cui vivere) → porterà ad un processo di urbanizzazione.

Qual è l'elemento concettualmente dirompente della Rivoluzione Francese? La grande idea che si afferma è la libertà individuale, l'idea che gli uomini sono tutti uguali davanti alla legge, cioè il riconoscimento dell'uguaglianza formale, contenuto nella formula Liberté, égalité, fraternité. Un principio rivoluzionario perché fino a quel momento la nascita determinava lo status, ci troviamo quindi davanti a società castali, dove gli uomini non erano uguali davanti alla legge. (1907 → Diritto di voto alle donna, in Italia 1946). La rivoluzione francese afferma che non è più la nascita a determinare lo status di un soggetto all'interno di una società.

Qual è il corollario dell'uguaglianza formale? Nei rapporti tra privati, nessuno può essere obbligato a fare qualcosa contro il proprio volere. Lo Stato e i genitori e nessun altro può obbligarti a fare qualcosa contro il proprio volere. Questo principio ha un portato religioso e giuridico, la mia libertà finisce dove inizia quella dell'altro. (non esistono più istituti folli come lo ius primae noctis).

La legge Le Chapelier (la più importante della rivoluzione industriale) afferma la "Liberté, égalité, fraternité" all'articolo 1, mentre all'articolo 2 veniva fatto divieto ai lavoratori di costituire organizzazioni sindacali per ottenere migliori condizioni di lavoro, perché avrebbero disturbato il normale andamento delle leggi di mercato. Fino al 1740 l'ordinamento giuridico medievale prevedeva un’economia e una produzione prevalentemente agricole. L'industria aveva poco spazio e si concretizzava nella forma della manifattura, che si sviluppava accanto al fiume per sfruttarlo per il funzionamento dei telai.

Nel 700 il ministro delle finanze Turgot adotta il "laisser faire, laisser passer", le persone sono libere di muoversi, ciò determina la libertà dei lavoratori di muoversi che porta all'inizio del processo di urbanizzazione, un afflusso di persone che si concentra in un luogo. Ma l'articolo due introduce il divieto dei lavoratori di organizzarsi in sindacato. Perché? Perché se lo consentissimo daremo loro la possibilità di costituire un monopolio che è contrario al funzionamento del mercato. Quindi la rivoluzione francese è borghese, perché la legge invece di introdurre diritti introduce divieti, il divieto di trattare collettivamente le condizioni di lavoro.

La borghesia aveva capito che al capitalista conviene la disciplina del rapporto di lavoro sia esito della contrattazione tra lui e il lavoratore individuale, che in condizione di disoccupazione strutturale porta alla concorrenza al ribasso e la retribuzione al minimo necessario per la sopravvivenza. La rivoluzione francese afferma che il lavoro deve essere disciplinato dal contratto di lavoro individuale che porta le condizioni al minimo della sopravvivenza. Il sindacato e lo sciopero erano reato.

Le città diventano luogo di sfruttamento del lavoro. Il sistema della produzione era molto antico, non era stata ancora introdotta la produzione di massa, i codici erano ancora scritti per un mondo contadino. Nell'arco di trenta anni, in Inghilterra alcuni grandi inventori cominciano a scoprire il vapore, il carbone, nuove modalità di utilizzo dell'energia. L'avvento della rivoluzione industriale e quindi la capacità di produrre di più, determina la nascita della fabbrica, fino a quel momento l'unica organizzazione d'impresa era la manifattura vicino al fiume, scollegando la produzione dalla vicinanza al fiume trovando nuove energie, le fabbriche potevano essere collocate ovunque e vengono messe nella città, dove con la grande offerta di lavoratori in miseria, diventa un conglomerato industriale.

Mentre nascono le fabbriche, le energie aumentano, facendo aumentare il ritmo della produzione e di conseguenza le condizioni di lavoro si abbassano. Si iniziano a formare le prime organizzazioni sindacali ma in forma di società di mutuo soccorso. I lavoratori non potendo contare sullo stato e sui giudici formano un fondo mettendo da parte una quota della loro retribuzione per tutelarsi a vicenda da eventuali infortuni, così nasce la prima forma di previdenza.

Einaudi dice, primo presidente della Repubblica Italiana e uno dei più grandi economisti italiani del 900, in Lotte del lavoro, “se condanniamo i lavoratori a queste condizioni e vietando le organizzazioni queste si svilupperanno ovunque i lavoratori parlano e si confrontano”. Infatti inizia il fenomeno dei sindacati in una dimensione massonica. I primi che si sviluppano in Italia sono quelli della massoneria di Mazzini, il primo grande sindacalista italiano che parteciperà alla prima internazionale del partito comunista nel 1848 a Londra, quindi nascono in modo sotterraneo.

Quindi per i primi 50 anni di sviluppo del diritto sindacale, il diritto del lavoro non esiste, l'organizzazione dei lavoratori è vietata dalle leggi dello Stato, lo sciopero è un problema di ordine pubblico, il contratto collettivo non viene sottoscritto e riconosciuto. I lavoratori sono soggetti fungibili nella negoziazione individuale tra lavoratore e datore di lavoro. Nel mentre c'è un fenomeno di sviluppo tecnologico che porta un'economia contadina, basata sul baratto e sullo scambio, ad un'economia di produzione di massa, che porta a una serie di innovazioni come la fabbrica, le spa e il contratto di lavoro.

Quarta lezione - Diritto del lavoro

Giovedì 7 ottobre 2021

Abbiamo visto il contesto storico della Rivoluzione Francese, un momento nel quale viene travolto nel solo mondo occidentale l'ordine feudale medievale, che determinava la posizione dell'individuo nella società a seconda delle condizioni familiari di nascita. Si afferma un nuovo principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e sono liberi di autodeterminarsi.

Il concetto di autonomia - differenza tra libertà e autonomia

La libertà si compone di due aspetti: la libertà da, la libertà di essere, per esempio dalle ingerenze del potere statale, garantita dalla Costituzione. E il secondo aspetto, il senso compiuto delle libertà, la libertà di regolare i propri interessi, la capacità di agire. Una è una libertà di ingerenze da un potere estraneo, una sfera di protezione nel quale io ho il diritto di essere lasciato al riparo, l'altra è l'autonomia cioè la capacità di realizzare i propri interessi e di disporre dei propri beni.

La massa di lavoratori della Rivoluzione Francese non aveva consapevolezza del proprio ruolo e delle loro condizioni di sfruttamento, per molto tempo ha fatto sì che il movimento operaio faticasse ad emergere e che si organizzassero a mutuo soccorso, lasciando il contratto di lavoro disciplinato dal contratto individuale. Fino a che a Londra nel 1848 si svolge la Prima Internazionale Socialista, e i primi esponenti sindacalisti, a cui partecipa anche Mazzini. La relazione di questo congresso viene affidata a Karl Marx, che presenta il Manifesto del Partito Comunista (“Proletari del mondo unitevi”) il cui obiettivo era di eliminare la concorrenza globale tra lavoratori. Marx pone in evidenza come la storia sia sempre stata una storia di scontro fra classi, sfruttati (lavoratori o proletariato) e sfruttatori (capitalisti).

Il capitale lo strumento attraverso cui gli imprenditori possono acquistare mezzi di produzione e materie prime con cui organizzerà la produzione e la trasformazione dei beni all’interno della fabbrica. All’interno della fabbrica si assiste al fenomeno di alienazione del risultato, il lavoro viene privato del proprio risultato, perché appartiene all'imprenditore, che avendo la titolarità ne può disporre liberamente. Il capitale abilita il datore a vendere i beni prodotti dai suoi dipendenti ad un prezzo maggiore rispetto al prezzo di produzione, la loro differenza dà luogo al plusvalore. Il plusvalore è un concetto fondamentale per comprendere il meccanismo dello sfruttamento nel sistema capitalistico.

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Scienze giuridiche IUS/07 Diritto del lavoro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiara_3099 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto del lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Martone Michel.
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