Pedagogia ambiente
Prospettiva euristica
1. Prospettiva euristica che ha per oggetto il rapporto tra formazione umana e ambiente.
2. Riflessione sugli ambienti o luoghi in cui accadono gli eventi educativi.
3. Attività di ricerca che pone a tema le pratiche dell’educazione ambientale e alla sostenibilità.
Rilevanza pedagogico-educativa dell’ambiente
Ambiente: Insieme delle condizioni biofisiche che rendono un particolare luogo adatto alla vita delle diverse specie.
L'ambiente indica il mondo che sta attorno all'osservatore, il quale ha un legame indiscendibile con l'ambiente che lo circonda. Esistono diversi ambienti che formano l'ambiente. Insieme di insiemi:
- Litosfera - crosta terrestre
- Atmosfera – manto gassoso sopra la litosfera
- Idrosfera – masse di acqua
- Biosfera – complesso degli esseri viventi
- Antroposfera – insieme degli esseri umani e loro opere
In educazione, parlare di ambiente significa porre l'accento sulle relazioni piuttosto che sulla sostanza: se l'ambiente è definibile, esso è il mondo vitale per noi. Oggi l'accezione di ambiente sembra essere intesa come estranea alla persona oppure come qualcosa che condiziona le relazioni, plasma l'identità dell'uomo.
Un'importante evoluzione nella definizione del termine ambiente si ha con l'introduzione del concetto di ecosistema.
Concetto di ecosistema
L'insieme degli organismi viventi e della materia non vivente che interagiscono in un determinato ambiente costituendo un sistema autosufficiente e in equilibrio dinamico (lago, stagno, savana, ecc.).
Etimologia
- Da ambire: ciò che ci circonda materialmente e intellettualmente, il luogo in cui si vive (concetto spaziale).
- A. Clausse in Teoria dello studio d’ambiente lo definisce: tutto ciò che avviene, si pensa, si vede, si afferma si esprime intorno a noi.
- Si qualifica pertanto come parte della realtà con cui direttamente o indirettamente ognuno di noi è in relazione.
Prospettiva pedagogica
- Parlare di ambiente significa porre l’accento sulla relazione, l’ambiente è il mondo vitale per l’uomo.
- L’ambiente non è estraneo alla persona, ne condiziona le relazioni e ne plasma l’identità.
- F. Capra definisce l’ambiente: Considera l'ambiente come tessuto dinamico di relazione dove il mondo biotico è strettamente connesso con quello abiotico in un processo di coevoluzione sistemica.
Tessuto dinamico di relazioni: mondo biotico e abiotico sono connessi in un processo di coevoluzione sistemica.
“Insieme degli esseri e delle cose che compongono lo spazio vicino e lontano dell’uomo, sui quali egli può agire ma che, a loro volta, possono agire su di lui e determinare perciò, la sua esistenza e i suoi modi di vita”.
Importanza pedagogica dell'ambiente
- La pedagogia non può prescindere dall’ambiente, dal contesto in cui si svolge l’esperienza educativa, dalla considerazione del rapporto uomo-natura.
- E. Bardulla: ambiente è il crocevia, il cuore della cultura, la sede dove nascono e si consumano i bisogni dell’uomo.
- E. Marescotti: l’ambiente non è semplice somma di elementi ma “sistema complesso contraddistinto dalle relazioni che avvengono tra le sue componenti, è la totalità che ci circonda e include noi stessi”.
- F. Frabboni: ambiente come primo libro di lettura, abecedario, alfabeto di linguaggi, bottega della fantasia.
- R. Semeraro: ambiente risorsa educativa e didattica.
- L. Mortari: “Nel fatto educativo che è sempre localizzato e temporalizzato non si può prescindere dall’ambiente”.
- L’ambiente non è semplicemente il luogo in cui si svolge il rapporto educativo ma è anch’esso elemento di tale rapporto.
Contributi di pensatori storici
J.J. Rousseau (1712-1778), J. Dewey (1859-1952), E. Spranger (1882-1963)
- La bontà originaria dell’uomo è da difendere dai mali che possono provenire dall’ambiente civile (quello sociale, degli uomini, mentre quello naturale testimonia il senso genuino della vita).
- L’ambiente antropizzato è diseducativo, portatore di pregiudizi, conformismo, corruzione morale, mentre l’ambiente naturale è condizione di liberazione e sviluppo autenticamente umano.
- La natura è forza che promuove e orienta l’educazione.
Contributo di J. Dewey
- “L’ambiente consiste nelle condizioni che promuovono, stimolano o inibiscono le caratteristiche di un essere umano”.
- Concetto di transazione uomo-natura: il rapporto educativo è tutto fondato sulla relazione di esperienza che collega l’educando all’ambiente.
Contributo di E. Spranger
- “L’uomo ha sempre, in qualsiasi luogo risieda, un mondo circostante, un milieu significativo per lui”.
- L’ambiente è “il cordone ombelicale” che ci lega alla terra come luogo d’origine e radice di vita, è il vissuto, il momento iniziale in cui si avvia la formazione dell’uomo. “L’uomo ha bisogno di una radice nella terra”.
Nella realtà dell’ambiente Spranger distingue:
- Una componente immutabile, uguale per tutti;
- Una componente dinamica, cangiante. Frutto di momenti di comunione di vita con un luogo: “il medesimo bosco è diverso per il cacciatore, per il guardiaboschi, per il turista; il bosco è per il capriolo un ambiente diverso che per l’uomo, ed ancora diverso per la lucertola”.
Importanza del principio d'ambiente
Spranger riconosce l’importanza nella scuola del principio d’ambiente: tendenza a coltivare e ad approfondire l’ambiente più vicino in cui il bambino vive. La madre è la prima interprete del mondo più vicino al bambino. La patria è il primo ambiente dell’uomo dove le cose e il loro passato sono intesi nel loro totale senso di vita.
Ambiente e natura non sono sinonimi
- L’ambiente comprende la natura, la specifica in rapporto all’uomo. Non riguarda esclusivamente la natura ma anche oggetti e fenomeni antropici.
- La natura può essere intesa come “totalità del mondo fisico”, ciò che non è alterato e modificato dall’uomo.
- L’uomo non è solo natura, ma anche cultura.
L’uomo, quale “animale culturale”, è in grado di apprendere non solo per reazione adattiva all’ambiente ma anche riuscendo ad aggiungervi un contributo nuovo e originale.
Cultura
- Realtà complessa e articolata.
- Sistema organico di conoscenze che, poste in una dimensione collettiva, configurano il capitale e l’eredità comune di popoli ed epoche.
- È in tutti gli eventi, contesti, creazioni intellettuali nelle quali si esprime la nostra civiltà.
Si può distinguere la cultura:
- In senso oggettivo: valori e beni frutto dell’elaborazione umana.
- In senso soggettivo: la mentalità, la strutturazione interiore che consegue all’assimilazione di beni e valori.
Cultura indica l’insieme dei tratti distintivi, spirituali e materiali, intellettivi e affettivi che connotano una società o gruppo sociale; arti, lettere, modi di vita, diritti, sistemi di valori, tradizioni, credenze.
Non è somma di dati ma insieme dinamico.
Etimo
- Dal latino colere, rimanda al coltivare, aver cura, custodire e costruire.
- Cultura come cura dell’essere vivente; l’educazione vuole rendere gli uomini capaci di cultura (E. Spranger).
- Tutte le culture hanno radici comuni nella natura: la musica, la danza, i riti e le feste sono profondamente legati ai ritmi e alla realtà del mondo naturale.
Sviluppo sostenibile e Agenda 2030
Che cos’è lo sviluppo sostenibile (interdipendenza)
- È un processo che ci permette di migliorare le nostre condizioni di vita senza distruggere o danneggiare senza rimedio le risorse per chi verrà dopo di noi.
- Significa condividere idee e conoscenze, unire le forze e lavorare insieme per migliorare la vita di tutti, rispettando e proteggendo il pianeta.
Sostenibilità
Dal latino sustineo, da sub-teneo, con tre possibili significati:
- tenere in alto qualcosa, sorreggere,
- prendere sopra di sé, rendersi padrone di,
- reggere all’attacco, resistere.
Sostenibilità inizia: Usato anche in senso figurato nel senso di nutrire, dare, mantenere in forza nella scelta di voler cambiare nelle piccole e grandi decisioni che siamo chiamati ad assumere, trasformando la cultura del consumo, imparando a vivere meglio con meno.
Dimensione della sostenibilità
- Economico: generazione distribuzione di ricchezze, redditività, efficienza, valore aggiunto per le parti interessate, utile sul capitale investito.
- Ambientale: utilizzo di risorse primarie e di altro tipo, emissione nell'atmosfera, nelle acque nel suolo, riciclaggio dei rifiuti.
- Sociale: cittadinanza d’impresa, conti brutto alla società in generale, salute sicurezza, benessere dei dipendenti, redditività nel lungo periodo.
Obiettivi di sviluppo sostenibile
Si focalizzano su cinque aspetti (5P):
- Popoli: benessere per tutti, equità,
- Pianeta: protezione degli ecosistemi terrestri,
- Prosperità: crescita economica e sviluppo tecnologico in armonia con la natura,
- Pace, società inclusive,
- Partenariati : migliorare la cooperazione internazionale - Universali, inseparabili, rivoluzionari!
I Global Goals per lo sviluppo sostenibile sono obiettivi tra loro inseparabili: ciascuno di loro è legato all’altro. Noi siamo parte dell’ecosistema; è difficile continuare a far crescere le economie e migliorare la vita delle persone se la natura e l’ambiente vengono danneggiati, inquinati o distrutti. È anche vero che la crescita economica da sola non basta: è necessario che tutti – la società intera – vedano migliorare le proprie condizioni di vita. Ciò non è automatico: nel mondo ci sono ancora grandi disuguaglianze. Condividere i benefici della crescita richiede attenzione e sostegno soprattutto verso i più poveri e vulnerabili.
Interdipendenza
“La sostenibilità coinvolge sempre un’intera comunità. Questa è la profonda lezione che dobbiamo apprendere dalla natura. Gli scambi di energie e di risorse in un ecosistema sono sostenuti dalla penetrante cooperazione. La vita non ha conquistato il pianeta combattendo, ma con la cooperazione, l’associazione e le reti”.
L’Agenda Globale delle Nazioni Unite 2030 e i Sustainable Development Goals (SDGs)
Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs, Sustainable Development Goals) sono i nuovi target che le Nazioni Unite (ONU) hanno deciso di lanciare come agenda post-2015 durante il Sustainable Development Summit (VERTICE SULLO SVILUPPO DELLA SOSTENIBILITÀ) che si è tenuto dal 25 al 27 settembre 2015 a New York. L’idea dei nuovi target che guardano al 2030 è stata avanzata nel corso della Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile del 2012 (nota anche come Rio+20).
Dai MDGs agli SDGs
Gli SDGs vanno a sostituire gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDGs, Millennium Development Goals), in scadenza, che hanno caratterizzato i primi quindici anni del Terzo millennio. Rispetto ai loro predecessori, gli SDGs sono il doppio: sedici più uno che invita alla cooperazione tra paesi. Per questo sono anche più specifici nel fissare i campi entro cui raggiungere risultati concreti. La nuova Agenda 2030, si propone di proseguire il lavoro iniziato con gli MDGs nel 2000 e portare a termine quelli che sono rimasti in sospeso.
Transizione dagli MDGs agli SDGs
Obiettivi di Sviluppo del Millennio agli SDGs (Sustainable Development Goals):
| MDG | SDG |
|---|---|
| Focalizzato sui paesi in via di sviluppo: valore universale, tutti i paesi: sviluppo riduzione povertà, educazione, salute sostenibile su pilastri economici, sociali e ambientali | 8 obiettivi, 21 traguardi 17 obiettivi, 169 traguardi |
| Finanziamenti per aiuto esterno, spinta umanitaria | Applicabili globalmente con finanziamenti domestici aiuto internazionale ove necessario |
| Investimenti nell'area dello sviluppo: 200 miliardi all'anno | Investimenti attesi 2-3 trilioni all'anno |
| Molto focalizzati, categorici | Integrati, invisibili, multidisciplinarietà, equità |
Mentre gli MDGs erano stati imposti dall’alto, da un’intesa raggiunta dal Fondo Monetario Internazionale, dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), dalla Banca Mondiale e dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, gli SDGs sono nati da lunghe e intense negoziazioni portate avanti dai Paesi membri stessi, con il contributo della società civile. Sono stati, quindi, i Paesi membri a decidere, trovando un compromesso, in che cosa si vogliono impegnare, invece che lasciarlo decidere alle istituzioni internazionali.
Agenda 2030 e gli OSS
17 nuovi obiettivi, declinati in 169 target specifici, possono essere suddivisi in tre macroaree:
- Porre fine alla povertà estrema,
- Combattere disuguaglianza e ingiustizia,
- Contrastare i cambiamenti climatici e il degrado ambientale.
Per il raggiungimento di tali obiettivi, le UN richiamano esplicitamente la necessità di un'azione congiunta tra mondo istituzionale, società civile e business.
A cosa servono
Fissare obiettivi comuni incoraggia tutti – governi, aziende, centri di ricerca e la società nel suo insieme – ad agire a livello globale per la loro realizzazione, raccogliendo e mettendo a disposizione una grande varietà di forze, conoscenze e risorse. Ciò permette di costruire alleanze che si impegnino per società più prospere, più giuste e più eque.
Rapporto uomo-natura
L'uomo contemporaneo sembra oscillare tra l'uso spregiudicato della natura secondo i suoi fini egoistici e la nostalgia di un rapporto diretto con essa, idealizzata nella sua purezza. L'originario rapporto tra comunità umane ed ambiente ha subito nei secoli enormi modificazioni.
Dall’equilibrio all’utilitarismo – questione ambientale
Dalla prima rivoluzione industriale in poi il rapporto fra società umane e ambiente naturale ha seguito una strada sempre più utilitaristica: le risorse offerte dalla Terra sono state considerate funzionali all’espansione e al soddisfacimento di aspirazioni materialistiche. Ha indotto molti a pensare di poter modellare l’ambiente naturale a proprio piacimento.
Questione ambientale
- Insostenibilità,
- Ingiustizia sociale,
- Non qualità di Vita,
- Crisi di valori,
- Crisi noologica.
Si è posta con urgenza la necessità di riconsiderare l'idea di natura e l'idea di umanità, per superare quell'immagine propria della cultura occidentale secondo cui l'essere umano è separato dal mondo naturale. L'auspicabile rapporto con la natura implica intenderla non come miniera di materiali da sfruttare ma repertorio di significati, che solo l'esperienza diretta può consentire.
Gutkind 4 fasi atteggiamento – ecologia profonda (deep ecology)
- La prima si contraddistingue per la paura e il desiderio di sicurezza di fronte all'azione imprevedibile della natura. L'uomo lotta contro la natura.
- Una seconda fase, con l'accrescersi del dominio sugli eventi naturali, si qualifica per l'attenzione posta sullo spirito d'osservazione: l'uomo accetta la sfida della natura come un discepolo e un riformatore.
- Nella terza fase l'uomo sfrutta con aggressività le risorse dell'ambiente, nasce un atteggiamento di conquista che reca con sé una profonda indifferenza di fronte ai pericoli della rottura dell'equilibrio ecologico.
- La quarta fase delinea l'acquisizione di una crescente consapevolezza delle responsabilità e dei limiti che il pianeta impone alla civiltà umana.
Ecologia profonda (deep ecology)
- Espressione coniata nel 1972 dal filosofo norvegese A. Naess.
- L’autore ricorre al termine "profondo" al fine di distinguere il suo approccio da quello che chiama "ecologia di superficie", un insieme di obiettivi con un interesse generico per l'ambiente ma privi di una radicale fondazione.
L'ecologia profonda si propone di recuperare la consapevolezza della compartecipazione degli elementi organici e inorganici nella comunità biosferica. È pertanto una filosofia di vita, una forma di saggezza ecologica fondata su basi biocentriche più che antropocentriche.
Crisi ecologica come crisi culturale (teoria complessità)
“Il mondo è ormai dominato da una cultura di tipo prevalentemente tecnico-industriale che porta ad abusare di tutti i contesti naturali, profanando le condizioni di vita delle generazioni future”.
Si fonda su due principi:
- Egualianza biocentrica: gli esseri umani appartengono ad un tutto più grande, sono trame di un tessuto di vita continuamente riconfigurato. Gli uomini non detengono alcuna preminenza all'interno del globo ma condividono il pianeta con altri enti, sono portatori di uno stesso valore per il fatto che ciascuno elemento è legato all'altro in un contesto di dipendenza reciproca.
- Auto-eco-realizzazione: prospetta un'identità planetaria, che non riguarda solo il nostro io individuale, la famiglia, la società.
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