Neuroscienze dell’inter-soggettività
Come ci relazioniamo con gli altri, come comprendiamo gli altri
La capacità alla base delle sintonizzazioni con gli altri implica la condivisione e la comprensione degli stati fisici e mentali degli altri e influenza profondamente la reattività interpersonale, cioè l’insieme di cambiamenti comportamentali, fisiologici e neurologici indotti dalle interazioni sociali che suscitano reazioni e risposte orientate verso sé stessi oppure verso gli altri.
Empatia emozionale o affettiva: condizione in cui si “risuona” con il sentire altrui; legata al mimicry; rende possibile la sintonizzazione profonda con l’altro; tuttavia condividere emozioni fortemente negative può risultare molto stressante per l’empatizzante (empathic distress).
Empatia cognitiva: percepire e descrivere accuratamente gli stati altrui, siano essi cognitivi o affettivi; sembra predire: comportamenti di aiuto, sensibilità alle ingiustizie e compassione per gli altri; riduce il carico emozionale e minimizza lo stress che comporta condividere le esperienze emotive altrui; presente in grado elevato in individui narcisisti, machiavellici e sociopatici (dark triad).
Extra-ordinary altruism: es. donare un rene a una persona sconosciuta.
Due prospettive teoriche sulla lettura degli stati mentali altrui con basi nervose differenti
Theory of theory
Le persone leggono gli stati mentali altrui (mind-reading) mediante una teoria naive della mente, simile ad una teoria scientifica.
L’attribuzione di stati mentali ad altre persone deriva da un ragionamento teorico che implica l’utilizzo tacito di leggi di natura causale.
Questa teoria dipinge la lettura degli stati mentali altrui come un’attività teorica “disincarnata”.
In analogia al linguaggio, le persone apprenderebbero un insieme di “elementi primitivi” circa il funzionamento delle altre persone e una “grammatica sociale” per combinarle insieme.
Es. Vedendo una persona che si avventa su un frigorifero, che contiene del cibo, assumiamo che lo stia facendo perché ha fame, riduzione di uno stato avversivo.
Processi inferenziali (rule-based): capisco gli altri in base a delle osservazioni, aree legate alla mentalizzazione, strutture più alte, analisi della faccia, corteccia prefrontale mediale, cingolato posteriore, giunzione temporo-parietale, solco temporale superiore.
- Teoria della mente: capacità cognitiva di attribuire stati mentali, intenzioni, desideri, credenze, etc., agli altri e a noi stessi, e di comprendere che gli altri hanno stati mentali diversi dai nostri; modalità di conoscenza indiretta, es. capisco che sei triste dalla tua espressione facciale; la lettura della mente altrui si basa su regole inferenziali acquisite nel corso dello sviluppo, in virtù delle quali si apprende a mettere in relazione stimoli esterni di varia complessità, es. espressione del viso minacciosa, con un comportamento, es. decisione di fuggire.
Simulation-theory
Usiamo la nostra mente come modello per comprendere e predire i processi mentali delle altre persone. Il mind-reading implica un processo di “imitazione” interna della vita mentale dell’altra persona, oppure il tentativo di replicarla internamente.
Processi simulativi (self-referential): capisco ciò che riesco anch’io a provare, neuroni specchio, aree fronto-parietali.
- Simulazione: abilità di comprendere e condividere quello che gli altri sentono, avendo esperienza di ciò che gli altri sentono su sé stessi, modalità di conoscenza più diretta rispetto alla teoria della mente; per comprendere gli stati altrui vengono utilizzati i propri, embodied cognition.
Almeno due tipi di processi simulativi:
- Mirroring: processi relativamente automatici, inconsci, che riproducono internamente alcune caratteristiche degli stati mentali altrui mediante una sorta di imitazione automatica; una sorta di isomorfismo con lo stato osservato.
- Mental pretense, perspective-taking, immaginazione: processi più volontari e deliberati, almeno parzialmente consci, che consistono in tentativi di assumere la prospettiva psicologica delle altre persone.
Es. immagina di sederti al posto di un’altra persona: percezioni propriocettive.
I neuroni specchio non sono responsabili di tutti processi.
Empatia: sentire dentro
Il termine empatia (einfühlung) è stato introdotto da Lipps (1903) nel lessico della psicologia dell’esperienza estetica per indicare la relazione tra l’artista e il fruitore che proietta sé stesso nell’opera. Lipps teorizza che l’empatia implichi una sorta di imitazione interiore dei movimenti altrui, risonanza motoria, facendo notare che un osservatore che ammira l’acrobata camminare sul filo si immedesima fortemente con quest’ultimo al punto da sentirsi dentro di lui.
Concettualizzazione iniziale: questo livello di empatia è centrato sul sé, non è sociale.
L’empatia è un costrutto multidimensionale, non riguarda solo la risonanza motoria.
Tante empatie
Contagio: una risposta automatica che porta a un’emozione identica a quella che si percepisce/immagina stia avendo l’altro; non necessariamente si ha consapevolezza del fenomeno; es. bambino piange e gli altri iniziano a piangere, sbadiglio, floating o effetto pecora, es. stormi del cielo di Roma con leader variabile, trasferimento dell’emozione in caso di paura, es. folle in fuga; esempi negativi nella maggior parte dei casi, isomorfismo emozionale senza sapere il motivo; potrebbe essere contagiosa anche la gioia; emozioni negative più funzionali alla sopravvivenza e adattive di quelle positive.
Preoccupazione empatica, simpatia: risposta emozionale orientata agli altri congruente ma non isomorfa con lo stato che si percepisce o immagina nell’altro; capacità di differenziarsi dallo stato emotivo dell’altro, es. ragazzo lasciato dalla ragazza, va a trovarlo un amico; contagio: se anche l’amico è contagiato dal dolore, oppure preoccupazione empatica: non si prova lo stesso dolore dell’amico e si riesce a proporre una soluzione; se una persona è triste noi siamo malinconici e mettiamo in atto un comportamento di aiuto, emozione non isomorfa, ma congruente, stesso ambito positivo-positivo, negativo-negativo, ma non paralizzante.
Presa di prospettiva, empatia cognitiva: capacità di immaginare e attribuire stati fisici e mentali a un’altra persona senza che ci sia isomorfismo cognitivo o emozionale; vedo una persona che soffre ma non sono coinvolta e mi domando cosa fare di quest’evento, ragionamenti, senza coinvolgimento emotivo, empatia fredda, es. psicoterapeuta, chirurgo; secondo alcuni autori corrisponde alla ToM, mentre secondo altri la mentalizzazione riguarda un insieme più ampio di capacità.
L’empatia è la capacità di esperire in prima persona, comprendere e condividere gli stati mentali emozionali, sensoriali, motori, vegetativi delle altre persone pur mantenendo la differenziazione sé-altro.
Dalle meta-analisi sembra esserci consenso sul fatto che chi empatizza capisca, senta e condivida le emozioni dell’altra persona con la differenziazione sé-altro, non previsto nel contagio.
Tassonomia
Le forme di contagio sono le prime a comparire a livello ontogenetico: risposta non sofisticata a un pericolo, primitiva e isomorfa.
Forme mature di empatia: preoccupazione empatica, simpatia, mettere in atto l’aiuto, e l’empatia cognitiva.
Empatia di stato: reazione a una situazione.
Empatia di tratto: caratteristica personologica.
Primi neuroscienziati a studiare l’empatia hanno usato un questionario che valuta l’empatia di tratto.
IRI Interpersonal Reactivity Index (Davis, 1980, 1996)
28 domande a gruppi di sette isolano quattro sottocostrutti:
- Stress personale, causato dal contagio empatico: misura l’influenza negativa sul soggetto indotta dalla visione/immaginazione dello stato di disagio del suo simile; una forma di reattività derivata dall’altro ma centrata sul sé; relativamente primitiva ed egoistica.
- Preoccupazione empatica, empathic concern: risposta emozionale innescata dalla percezione/immaginazione dell’emozione attribuita all’altro; reazione orientata all’altro, indica l’empatia propriamente detta come congruenza emozionale, negativa o positiva, tra soggetto e oggetto.
- Presa di prospettiva: processo cognitivo con il quale ci si mette nei panni dell’altro, non implica la condivisione emozionale, empatia fredda, e consente di mantenere una netta separazione tra soggetto e oggetto.
- Scala della fantasia: scarsa validità psicometrica.
Balanced Emotional Empathy Scale (Mehrabian, 1996)
30 item: analisi e misurazione della condivisione affettiva in situazioni connotate non solo da emozioni negative ma anche da emozioni positive.
Capire le basi neurali dell’empatia significa comprendere meglio le radici biologiche dell’intersoggettività. Su quali processi cerebrali si fondano le diverse forme di empatia? Problema posto all’inizio del millennio.
Esiste una sovrapposizione fra esperienza individuale ed esperienza vicaria?
I primi modelli neuroscientifici dei fenomeni di risonanza: letteratura pre-empatica sui neuroni specchio, “l’osservazione di uno stato sensoriale, motorio o emozionale in un’altra persona, attiva una rappresentazione corrispondente nell’osservatore”.
Scoperta dei neuroni specchio (1992)
Neuroni in aree motorie che si attivano, come neuroni nelle aree sensoriali, quando si osserva un’altra persona compiere un movimento.
Sviluppi successivi: esistono neuroni specchio in altre aree? Es. area uditiva: sentire un applauso ad occhi chiusi, neuroni acustico-motori; neuroni trimodali che si attivano per vari input sensoriali, udito-vista-movimento, stropicciare un foglio di carta.
Sovrapposizione parziale delle attivazioni neurali per:
- Azioni eseguite - azioni osservate (Buccino et al., 2001).
- Tatto percepito - tatto osservato (Keyser et al. 2004).
- Disgusto percepito – disgusto osservato (Wicker et al. 2003).
- Espressione di emozioni facciali – osservazione di emozioni facciali (Carr et al. 2003).
Simulazione motoria:
- Mimicry.
- Tatto.
- Emozioni.
Mimicry: imitazione motoria implicita, uno dei primi livelli dell’empatia, simile al contagio.
Effetto Camaleonte
La tendenza a mimare le posizioni, posture, e le espressioni del volto delle persone con cui si interagisce. Mentre interagiamo con qualcuno ci muoviamo imitando implicitamente e inconsciamente l’altro.
L’effetto Camaleonte è maggiore in soggetti con alti punteggi di empatia cognitiva.
I soggetti molto empatici tendono ad imitare maggiormente le persone con le quali interagiscono.
Questa imitazione inconscia, se non eccessiva, rende spesso la comunicazione tra le persone più efficace. Questo effetto imitativo, mimicry, può essere largamente automatico e inconscio.
Se tramite procedure di masking viene presentata tachistoscopicamente un’espressione facciale emotiva che non può essere percepita coscientemente, perché mascherata da un secondo stimolo, ad es. una espressione neutra, il soggetto presenterà comunque una maggiore attività EMG nei muscoli corrispondenti all’emozione osservata.
Se lo stimolo è sottoliminale si misura l’attività elettromiografica dei muscoli della faccia.
Il mimicry automatico delle emozioni: mostrare all’altro di essere simile serve a mettersi in contatto e a mostrarsi non ostile.
- Influenzato ma non determinato dalla cultura.
- Maggiormente presente nei soggetti più empatici, empatia emozionale; studio: le persone imitate danno giudizi molto positivi di chi li imita, attori.
- Maggiormente presente nelle donne.
- Studi somministrazione di testosterone nelle donne: il mimicry dei muscoli facciali diminuisce se aumentano i livelli di testosterone, rispetto al placebo.
Mimicry e riconoscimento di emozioni: il mimicry serve a capire le emozioni
Oberman, et al., 2008.
I partecipanti devono riconoscere le espressioni emozionali di attori che tengono in bocca una penna: la capacità di riconoscere il sorriso peggiora.
Lo stringere una penna tra i denti, Bite, compromette soprattutto il riconoscimento delle espressioni di felicità; l’impedire un certo tipo di facial mimicry riduce la capacità di riconoscere le emozioni ad esso associate.
Questi esperimenti sono controversi, non replicabili da alcuni ricercatori.
Risonanza tattile ed emozionale
Aprassia: disturbo motorio, il soggetto non riesce a compiere un movimento fuori dal contesto.
Ma sia vedendo sia sentendo non sanno giudicare se il movimento fosse compiuto in modo giusto o sbagliato: non sanno farlo e non riescono a capirlo.
Possibile una parità di circuito?
I soggetti vedono stimoli tattili, es. cotton fioc che tocca la mano, e dicono di sentirli.
Sinestesia: ipermnesia, persone che vedono un colore e sentono un sapore, molteplicità di percezioni sensoriali; classe di geni, diffuso nelle famiglie.
Persone sinestetiche: corteccia somatica primaria attiva come quando vengono toccati dal cotton fioc e secondaria fortissima immedesimazione.
Evidenze sperimentali che supportano l’idea di un’attività mirror in un dominio puramente sensoriale sono state apportate da 3 recenti lavori sulla risonanza o mirroring tattile.
Keyser et al., 2004 Espe
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